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Inserito il 11 marzo 2015 alle 13:30:00 da Chiara Costamagna. - Letto: (20553)

I dolori alle ginocchia nel ciclismo

Una problematica che merita particolare attenzione per i ciclisti è certamente il dolore alle ginocchia, che a volte può diventare così intenso da portare a lunghi periodi di stop dall’attività ciclistica, impedendo all’atleta di gareggiare o di allenarsi. Tentiamo di capirne cause e rimedi.



a cura della dott.sa Chiara Costamagna

Prima di entrare nei dettagli dell’argomento, occorre precisare che l’articolazione del ginocchio rappresenta un vero e proprio punto di snodo della pedalata, vincolato dalla posizione del bacino e del piede. Infatti, la posizione del piede sul pedale e del bacino sulla sella  possono influire positivamente o negativamente  sul movimento del ginocchio e ciò ci fa capire, ancora una volta, l’importanza del corretto posizionamento in bicicletta.

Durante il movimento ciclico della pedalata infatti le nostre ginocchia descrivono una traiettoria chiusa, che finisce esattamente nel punto di partenza, ma esse non si muovono soltanto parallelamente alla bici, bensì nelle tre dimensioni dello spazio. Dunque la relativa libertà di cui gode il ginocchio, non solo di piegarsi e di distendersi, ma anche di ruotare verso l’interno e verso l’esterno, può determinare importanti e frequenti disturbi da sovraccarico.


L’articolazione femoro-rotulea (composta dal tendine quadricipitale, dalla rotula e dal tendine rotuleo) è la porzione del ginocchio più sottoposta a problemi durante la fase di spinta.

Il muscolo quadricipite, principale estensore della gamba, quando distende la gamba schiaccia la rotula contro il femore  e tale forza è tanto maggiore quanto più piegato è il ginocchio. Così, il continuo sfregamento e la continua pressione usurano la cartilagine causando dolori localizzati anteriormente e ai lati della rotula (più frequentemente la zona dolente riguarda il lato mediale della rotula).

Curiosità

Quando il ginocchio è flesso con un angolo di 130°, sulla rotula viene esercitata una pressione pari a 260 kg/cmq, che sale a 420 kg/cmq quando la flessione massimale è a 145°. Tali valori sono destinati a crescere fino a 900 kg/cmq se viene esercitato un carico sul piede in appoggio al terreno.

Da ciò se ne deduce che la rotula va prevalentemente incontro all’usura del suo rivestimento cartilagineo fino alla degenerazione, mentre il sovraccarico del tendine rotuleo può generare quadri di tendinite.

Ma in cosa consiste la condropatia  femoro-rotulea?

La condropatia femoro-rotulea consiste nell’usura precoce con conseguente infiammazione della cartilagine che avvolge le superfici articolari tra femore, tibia e rotula.

Questa infiammazione è legata al cattivo scorrimento rotuleo durante la flesso-estensione del ginocchio. In particolare, la rotula si lateralizza e scorre più sul margine esterno del ginocchio (malalinneamento rotuleo) aumentando l’attrito con il femore.

Sintomi

Il dolore è generalmente riferito nella parte anteriore del ginocchio in sede rotulea, spesso con irradiazione in senso verticale.

Nei quadri iniziali il dolore può instaurarsi o subito dopo lo sforzo o dopo alcune ore e aumenta nella discesa delle scale e in posizione flessa (ad esempio quando si è seduti sul divano). Il ciclista, in questa fase, tende ad attribuire erroneamente  questi sintomi allo scarso allenamento o al clima freddo , continuando pertanto ad allenarsi e a gareggiare fino a quando i sintomi si aggravano e si instaurano dopo pochi chilometri di sforzo, anche ad intensità media.

E' strettamente consigliabile non trascurare affatto tali sintomi e consultare uno specialista per identificare diagnosi e cure corrette.

In alcuni casi si possono anche riscontrare versamenti e limitazioni articolari.

Quali sono le cause di usura precoce della cartilagine?

Sono molti i fattori che possono concorrere ad una condropatia femoro-rotulea quali:

  • debolezza del muscolo vasto mediale (uno dei quattro capi del muscolo quadricipite femorale), più frequente nei soggetti in fase di crescita;
  • anomalie strutturali e di posizione della rotula (ginocchio varo o valgo, ginocchio recurvato o flesso, torsioni della tibia);
  • predisposizione genetica ad avere articolazioni più fragili  quindi facilmente infiammabili;
  • uso di rapporti troppo lunghi per periodi prolungati;
  • SFR effettuate a numero ridotto di pedalate (30-40 RPM);
  • esercizi di potenziamento in palestra effettuati in iperflessione (squat, leg press);
  • allenamenti in condizioni climatiche ostili (pioggia, nevischio) senza  un’adeguata protezione termica degli arti inferiori che provoca nei tendini un abbassamento della temperatura interna con conseguente  scarso apporto nutritizio proveniente dai tessuti circostanti soggetti a vasocostrizione.

Oltre ai fattori fisici e tecnici appena citati, occorre sottolineare ancora una volta come un’errata posizione in bicicletta possa essere causa dei disturbi alle ginocchia.


Ecco alcuni esempi di scorretta regolazioni di alcune componenti:

  • altezza della sella: è la causa più frequente di condropatia rotulea. Una sella troppo alta compromette gli angoli di “lavoro” tra coscia e polpaccio, portando il ciclista a distendere troppo la gamba, ad allungare eccessivamente i tendini con conseguente logorazione della cartilagine. Al contrario, una sella troppo bassa aumenta la pressione sulla rotula durante la pedalata;
  • sella troppo avanzata: pedalando in questo modo, il ginocchio risulta più avanti rispetto all’asse del pedale in fase di spinta. Tale posizione sovraccarica l’articolazione e non è sopportabile per lunghi percorsi;
  • pedivelle troppo lunghe: possono condurre ad infiammazioni precoci;
  • montaggio scorretto delle tacchette delle scarpe: se fissate alla suola con un angolo anomalo, le tacchette agganciate al pedale mantengono il piede leggermente fuori asse, mettendo in tensione eccessiva i muscoli e ruotando il ginocchio;
  • calzature inadeguate.

Oltre alla condropatia femoro-rotulea, il ciclista può andare incontro anche alla tendinopatia del tendine rotuleo, ovvero l’infiammazione a carico di quel tendine situato al di sotto della rotula che ha il compito di estendere la gamba sulla coscia. Le cause di tale disturbo sono praticamente le stesse di quelle viste per la condropatia e, come tutti i tendini, se vengono sovraccaricati, diventano dolenti durante l’attività fisica e alla palpazione.

Alcuni consigli per affrontare i disturbi alle ginocchia

Inizialmente, il trattamento di queste problematiche è sempre di tipo conservativo. Pertanto, dopo aver consultato il medico, si consiglia:

  • riposo: ciò non significa rinunciare all’attività fisica, ma ridurne l’intensità ed evitare di correre e saltare;
  • crioterapia in fase acuta per ridurre l’infiammazione. Si ricorda che l’applicazione di ghiaccio deve durare al massimo 20 minuti ed essere frequente durante la giornata.
  • esercizi di stretching per allungare i muscoli estensori e flessori del ginocchio, che in genere si accorciano dopo periodi di intensa attività, potando ad infiammazione;
  • rinforzo muscolare mirato, meglio se eseguito con un fisioterapista. Sono da prediligere gli esercizi a corpo libero, perché oltre a rafforzare la muscolatura, migliorano le capacità propriocettive e di equilibrio;
  • terapia manuale: massaggi e frizioni del tendine aiutano a ridurre infiammazione;
  • terapia strumentale (laser, tecarterapia);
  • assunzione di antinfiammatori.

In caso di cronicizzazione del disturbo, si può arrivare all’intervento chirurgico se il trattamento  conservativo non desse i giusti risultati entro i 12 mesi dall’insorgenza del problema.

In ogni caso è sempre meglio rivolgersi a figure professionali esperte per individuare la terapia più corretta ed efficace al tipo di patologia riscontrata.

 

Non solo come fisioterapista, ma anche come ciclista praticante, sottolineo l’importanza di prendersi cura del proprio corpo, di non trascurare mai i piccoli fastidi che possiamo accusare andando in bicicletta. Da un piccolo disturbo, da una  postura in bicicletta scorretta anche di pochi millimetri possono insorgere problematiche fisiche che possono compromettere gli allenamenti, le uscite spensierate in bicicletta, la qualità della nostra vita. E' quindi di fondamentale importanza nel corso della propria vita sportiva dedicare tempo e risorse per curare nei dettagli ogni aspetto della stessa e, per quanto riguarda il ciclismo, in particolar modo la biomeccanica e la preparazione atletica.  Lo sport in generale è innanzitutto un modo per stare bene con se stessi, prendendo coscienza delle proprie qualità e capacità fisiche e salvaguardandole nello svolgimento dell'attività!


(11 marzo 2015)
  
Chiara Costamagna

Classe 1987, laureata in Fisioterapia a pieni voti, presso l’Università degli Studi di Pavia nell’ottobre 2009 .

Dopo aver lavorato come fisioterapista presso una prestigiosa clinica riabilitativa del Cuneese, ora è libera professionista.
Nel dicembre 2012 ha ottenuto presso l’ Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale (ISICO)  la specializzazione nel trattamento delle scoliosi e delle patologie vertebrali nell’età evolutiva e nell’adulto.
Esperta anche nel trattamento di diverse problematiche ortopediche, di natura traumatologica e cardiorespiratoria.

Sin da ragazzina è appassionata di sport, dove si è sempre applicata con grande dedizione ed impegno. Ha praticato atletica leggera per ben 7 anni a livello agonistico, partecipando a diversi Campionati Italiani nelle categorie allieve/juniores. Ha praticato, inoltre, pallacanestro, sci alpino e  sci di fondo.
Da un anno si è avvicinata con entusiasmo al mondo del ciclismo, partecipando a numerose competizioni amatoriali nelle quali ha conseguito incoraggianti risultati.

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