Articoli 
domenica 17 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 05 marzo 2015 alle 17:07:38 da gazario. - Letto: (6842)

Alessio Ricciardi - Riscoprire la bici dopo sei anni di stop

Ex professionista dal 2007, quando ha dovuto interrompere una promettente carriera a causa di un infortunio. Spinto da un amico, riprende a pedalare dopo sei anni di completa inattività e riscopre quanto sia divertente gareggiare. Ha ritrovato il gusto di allenarsi, strappando il tempo alla gestione del suo bar, grazie alla collaborazione della sua fidanzata. E i risultati si vedono!

di Gianandrea Azario (foto di Play Full, sitodelciclismo.it e archivio personale)

Alessio Ricciardi

Nato a: La Spezia
Il:
5 maggio 1983

Titolo di studio: diploma di Scuola Alberghiera

Stato civile: celibe

Squadre:
2002
MCS Bedogni - Famà (U23)
2003 MCS Bedogni Famà - Monsummanese (U23)
2004 Monsummanese Calzaturificio Nalini - Gruppo Praga - Anico(U23)
2005 OTC Doors - Pratesi (U23)
2006 - 2007
OTC Doors - Lauretana (professionista)
2014 ASD Sun - Team (amatore)
2015
Team Alè Cipollini Galassia (amatore)


Principali risultati nelle granfondo:
2014
GF La Montblanc (GF) - primo
GF Cinque Terre (GF) - terzo
GF 106 Noberasco (unico) - sesto
GF della Vernaccia (GF) - settimo
GF Giordana (MF) - nono
2015
GF Internazionale di Laugueglia (unico) - terzo
GF Val di Cecina (GF) - primo
Alessio Ricciardi è un nome nuovo delle posizioni di vertice delle classifiche delle granfondo italiane. Di lui sappiamo che ha corso nelle categorie giovanili, con qualche buon risultato, tra cui una vittoria nel Giro delle Due Province ed un secondo posto nel Campionato Italiano U23 nel 2005. Poi nel 2006 ecco l’approdo al professionismo. La sua carriera nella categoria maggiore dura però solamente due stagioni.

Nel 2014 comincia a frequentare il mondo delle granfondo e piano piano ci prende gusto, viaggia sempre più forte e conquista una vittoria veramente degna di nota a La Mont Blanc nel mese di luglio, con una lunghissima fuga che lo porta a tagliare il traguardo con 7 minuti di vantaggio sul secondo classificato. Il 2015 lo vede subito protagonista: terzo a Laigueglia e vittorioso a Cecina. Sarà sicuramente uno dei grandi protagonisti della stagione. 

Abbiamo approfittato della sua disponibilità per farlo conoscere meglio al pubblico degli appassionati.

Ciao Alessio, innanzi tutto complimenti per la tua gara di domenica.

Vorremmo cominciare come di consueto dall’Alessio privato. Dove e quando sei nato? Che titolo di studio hai conseguito? Dove risiedi? Sei sposato e hai dei figli? Che lavoro svolgi?
Sono nato a La Spezia il 5 maggio 1983 e vivo a  Ceparana – Bolano, in provincia di La Spezia.  Ho conseguito il diploma presso la Scuola Alberghiera. Sono fidanzato e titolare di un bar.

Di te sappiamo che hai gareggiato nelle categorie giovanili, fino ad approdare al professionismo. Ci racconti come hai cominciato ad andare in bici e come si è sviluppata la tua carriera da corridore “vero”? Quali sono stati i tuoi principali risultati di quel periodo?
Grazie alla passione di mio padre, che ha corso fino alle categorie dilettantistiche, mi sono avvicinato a questo bellissimo sport.  All’età di 18 anni, ho partecipato ai Campionati del Mondo di Lisbona: in quell’occasione ho capito che il mio futuro poteva essere in sella ad una bici.
Ho vinto una tappa al Giro della Lunigiana, tra gli Juniores, ho conquistato la medaglia d’argento al  campionato italiano contro il tempo e ho vinto la maglia di campione regionale toscano nella specialità cronometro individuale. Sempre tra gli junior ho vinto sei gare.
Tra gli under ho vinto 15 gare e ho sfiorato il titolo tricolore su strada, classificandomi al secondo posto.  Al Giro d’Italia Baby ho chiuso ottavo nella classifica generale.

Nel 2007 hai chiuso la tua carriera da professionista. Quali sono le ragioni?
Purtroppo il sogno è durato solo tre mesi, esattamente fino all’ultima tappa del Giro del Trentino, quando mi hanno riscontrato una tendinopatia femore rotulea ad entrambe le ginocchia, che mi ha compromesso la carriera tra i professionisti. 

Che ricordo hai del mondo dei professionisti?
Un ricordo unico, emozioni e soddisfazioni:  il sogno, che ogni bambino vorrebbe realizzare, sembrava essersi materializzato. Purtroppo si è infranto in breve tempo. Per molti anni ho cercato di non pensarci. Nel 2014 ho ricominciato a pedalare ed è stato nuovamente amore a prima vista.

Sono passati sei anni prima che tu approdassi alle granfondo. Hai continuato a pedalare e a gareggiare in questo periodo? Per quale motivo hai deciso di prendere parte alle gare amatoriali di lunga distanza?
In questi ultimi sei anni, fino all’anno scorso, non ho svolto nessun tipo di attività sportiva.

Guardando le classifiche delle prime granfondo cui hai preso parte, non si può dire che tu sia stato protagonista. Poi una veloce crescita per arrivare ad ottenere una vittoria e piazzamenti importanti nella seconda parte dell’anno. A cosa si deve questa evoluzione? Avendo gareggiato tra i professionisti, sicuramente il tuo motore atletico è indiscutibile.
Grazie ad un amico, Daniele Attolini, ho deciso di cominciare a pedalare nuovamente. Tutto è iniziato come un gioco, ma pedalata dopo pedalata mi è venuta la voglia di rimettermi in gioco e quindi, ho deciso di ricominciare a correre. Grazie ai sacrifici e all’impegno quotidiano ho raggiunto il mio peso forma, essenziale per poter conquistare discreti risultati da metà stagione in poi.

Quali sono le principali differenze tra le gare amatoriali e quelle dei professionisti?
Innanzitutto il chilometraggio, a seguire direi le medie orarie in corsa e i percorsi. Dettaglio da non sottovalutare il fatto che nelle granfondo non esiste il gioco di squadra, o meglio, è  importante sapersi gestire dal primo all’ultimo chilometro, spesso ascoltando l’istinto. Bisogna saper interpretare bene la corsa.

Le normative federali prevedono che chi smette di gareggiare tra i professionisti debba attendere due anni per poter prendere parte alle competizioni amatoriali in modo agonistico, comparendo nella classifica finale. Cosa pensi di questa norma? Ritieni opportuno questo periodo di stop per avere un “calo di forma” e avere un livello più vicino a quello di chi ha sempre e solo gareggiato tra gli amatori?
Condivido la normativa: è giusto che passino due anni. Il professionista, ovviamente, ha un tipo di preparazione differente e migliore. Giusto che sia così.

Al contrario, la Granfondo New York ha aperto le sue porte ai professionisti, giustificando questa decisione con il fatto che ci sono sempre meno gare professionistiche e che le granfondo sono l’opportunità giusta per i professionisti per tenere la gamba calda. Il tutto con una classifica a parte per loro. Una visione molto simile a quella delle maratone podistiche o delle gare di sci di fondo. Come vedi questa decisione? L’esistenza di un simile regolamento avrebbe avuto effetti differenti sulla tua carriera di professionista?
Da un lato è un’idea molto interessante, perché un atleta amatore corona il sogno di pedalare al fianco di un campione che ha sempre stimato. Dall’altro lato, invece, falserebbe la corsa, data l’enorme differenza di preparazione, di ritmo e di visione della corsa. Questo è puramente un pensiero soggettivo.

Ci racconti una tua giornata tipo? Quanto tempo dedichi settimanalmente all’allenamento? Come riesci a far convivere tutte le tue attività (lavoro, famiglia, bici)?
Ho la fortuna di gestire un bar con la mia fidanzata, per me preziosa. Riesco quindi a ritagliarmi del tempo per allenarmi sia in palestra, dove vado normalmente due volte la settimana, che in bici, sulla quale solitamente faccio quattro uscite settimanali.

Segui qualche metodologia di allenamento particolare con l’ausilio dei moderni sistemi di allenamento (ad esempio il powermeter)? Ti appoggi ad un allenatore e a un nutrizionista?
Non seguo allenamenti particolari, mi alleno a sensazioni, in base alle giornate e all’esperienza preziosa acquisita tra i professionisti. Non utilizzo nessun strumento particolare, in futuro spero di poterne provare qualcuno, penso sia un prezioso aiuto.

Corri per un team, la Alè Cipollini Galassia, che ha radici nell’Italia Orientale, mentre tu sei ligure di origini. Come mai questa scelta?
Grazie ad un amico, Francesco Pelosi, che mi ha consigliato questo team. E’ una squadra presieduta da una donna, Alessia Piccolo, che da diversi anni si impegna a far crescere anche il ciclismo amatoriale. Un’opportunità che non potevo farmi scappare e quindi colgo l’occasione per ringraziare entrambi.

Raccontaci la gara di domenica alla Granfondo Val di Cecina? Come sei riuscito ad anticipare Zanetti e Pisani che invece ti avevano preceduto sul traguardo di Laigueglia?
Sono scattato a metà gara con Marco Battaglia, mio conterraneo, e fin da subito c’è stato accordo. Sull’ultima salita si è staccato e ho percorso gli ultimi 15 chilometri in perfetta solitudine, fino al traguardo.


Quali sono i tuoi principali obiettivi ciclistici per il 2015?
Una delle corsa a cui tengo molto è la Granfondo di La Spezia e spero di essere protagonista in alcune tappe del Challenge Alè, organizzato dal mio team.

E invece il tuo sogno nel cassetto?
La speranza è quella di rimanere ad alti livelli nel mondo delle granfondo per più anni, sperando che il lavoro mi consenta comunque di allenarmi e prepararmi per tutti gli eventi importanti.

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per la continuazione della stagione.

(5 marzo 2015)
 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!