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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 03 marzo 2015 alle 12:27:15 da Michele Bazzani. - Letto: (2630)

Ritmo, salite e tanti sorrisi alla GF Val di Cecina

La tradizionale apertura del calendario granfondistico toscano ha confermato tutti i suoi classici ingredienti, pur con un  percorso più impegnativo che in passato. Molti i visi soddisfatti per aver iniziato nuovamente le sfide sui pedali.

 

 

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Play Full)

La Granfondo Val di Cecina, giunta alla sua 12ma edizione, si è guadagnata negli anni il titolo di classica di apertura del ciclismo toscano, diventando un irrinunciabile appuntamento di inizio marzo per avviare la nuova stagione granfondistica. Per il sottoscritto e per molti altri ciclisti si tratta dell'esordio stagionale, in mezzo a chi invece ha già scaldato i motori la domenica precedente a Laigueglia. In ogni caso, l’atmosfera che si vive al raduno di partenza è quella del primo giorno di scuola: atmosfera elettrica, tanti sorrisi e voglia di cominciare, ma anche l’inevitabile coda al punto chip per quelli che devono acquistarlo o abilitarlo per il nuovo anno.

Avendo provveduto all’abilitazione del chip nei giorni precedenti (operazione che al computer costa pochi minuti e nessuno stress, a differenza di quello che può provocare una coda a pochi minuti dall’ingresso in griglia) procedo rapidamente al disbrigo del ritiro del pacco gara e del dorsale. Tra i tanti volti che vedo, riconosco quelli a me molto familiari degli amici del Team Bike Racing Certaldo, con cui condivido gli allenamenti nelle fredde domeniche invernali e che sono intervenuti, quasi al gran completo, all’ouverture stagionale. Con tutti gli altri è invece un ritrovarsi dopo mesi, anche se la passione per la bicicletta e i nuovi mezzi tecnologici, hanno consentito di tenerci in contatto nel lungo periodo invernale. Saluto con piacere e affetto l’amico Massimiliano, elegantissimo nella nuova casacca nera, e faccio ritorno alla macchina per i preparativi della partenza.

La temperatura è ancora piuttosto fresca e il cielo grigio non promette che possa scaldarsi più di tanto nel corso della giornata. I dubbi su come vestirsi sono il principale cruccio in questo inizio di stagione. Alla fine, visto che soffro poco il freddo, opto per la soluzione più ottimistica con completo estivo “irrobustito” da manicotti e gilet antivento. Una volta in griglia mi accorgo che coloro che hanno seguito questo indirizzo sono in netta minoranza, mentre la maggior parte sfoggia calzamaglie, gambali, copriscarpe invernali e qualcuno addirittura scaldacollo e fascia paraorecchi.

Una volta in griglia mi dedico come di consueto alle pubbliche relazioni, anche per familiarizzare con le nuove divise dei ciclisti che hanno cambiato squadra. Tra questi il simpatico Marco che evidenzia come la sua nuova squadra lo paghi come quella precedente. Poco davanti a me ci sono i veri vip ospiti della manifestazione: Alberto Bettiol, professionista della Garmin Cannondale e vera promessa del ciclismo toscano, Patrizia Spadaccini, campionessa con all’attivo vari titoli italiani su strada, in pista e in MTB oltre alla chicca delle due medaglie d’oro alle Paralimpiadi di Atlanta come guida dell’atleta non vedente Claudio Costa, e infine Andrea Sonvico, pilota del team corse Ferrari.

La partenza è all’arma bianca come al solito. I quasi duemila partecipanti si muovono rapidamente da Corso Matteotti per lanciarsi verso le colline dell’immediato entroterra. La prima salita verso Casale è molto pedalabile e all’inizio, complice l’elevata velocità, nemmeno percepiamo la pendenza sotto i nostri pedali se non per i frequenzimetri e i misuratori di potenza che cominciano a impennarsi verso l’alto. Raggiungo velocemente Marika che accompagnerò per tutta la gara, nel mio oramai consolidato ruolo di “gregario”.  La mia capitana si rende autrice di una bellissima partenza, anche se poi forse pagherà questo sforzo iniziale. Nel frattempo sfioriamo il bel borgo di Casale e ci lanciamo in discesa verso Bibbona, da cui inizia una strada ricca di saliscendi, bellissima, ma anche faticosa. Al termine di uno di questi strappi ci innestiamo nello splendido Viale dei Cipressi di Bolgheri, che percorriamo in discesa per circa un chilometro prima di svoltare verso Castagneto Carducci. I ritmi sono frenetici per i buchi creatisi tra i vari gruppetti e si calmeranno solo quando il gruppone, oramai ricompattatosi, arriverà a sfiorare le vigne dove si produce il famoso Sassicaia.

Appena il tempo di tirare il fiato e alimentarsi ed ecco che arriva la salita di Sassetta, che per molti sarà decisiva. Davanti si accende la battaglia, mentre dietro si punta a sopravvivere il meglio possibile. Nel falsopiano successivo alla salita Marika ha un primo segno di cedimento, ma reagisce prontamente e resiste alla tentazione di svoltare per il percorso corto.

 

 

Dopo il bivio dei percorsi comincia la vera Granfondo. La salita verso Serrazzano, veramente dura, comincia a far affiorare la fatica. Si soffre ma non si molla, anche perché da lì il percorso diventa più amico per molti chilometri, per lo più in discesa, intervallata da pochi strappi. Si ritorna nel fondo valle del Cecina, a Saline, e si prende la direzione del mare. Dobbiamo però ancora fare i conti con la maggiore asperità della giornata, la salita di Montecatini Val di Cecina, lunga oltre 8 chilometri, che rischia di diventare un vero calvario per chi non ha ancora una condizione ottimale. Qui Marika fa ricorso alle sue energie mentali per andare avanti e scollinare.

Nella lunga picchiata che ci riporta sulla statale della Val di Cecina tornano morale ed energia che saranno utili sull’ultimo strappo, breve ma assai ripido e impegnativo, di Pozzatelli. Oramai siamo rimasti solo noi due, ma ne abbiamo ancora per spingere al massimo nel tratto controvento fino al traguardo: alla fine per lei un 6° posto ricco di valore e per me la grande soddisfazione di aver portato a termine il primo lungo della stagione con una condizione che ancora può crescere.

 

Il momento del pasta party, peraltro abbondante e ben organizzato, è un’occasione per incontrare altri amici, che non avevo avuto ancora modo di salutare, tra cui i mitici “Trittici del Serra”, tutti rigorosamente finisher del percorso lungo. Anche la premiazione è molto ricca e partecipata: la degna conclusione di una manifestazione che ogni anno riceve l’apprezzamento dei ciclisti che vengono anche dal Nord Italia per cercare un po’ di clima amichevole. La giornata per la verità non è stata soleggiata come sperato, ma il paesaggio delle colline dell’entroterra livornese ha fatto da splendida cornice al divertimento di migliaia di ciclisti. Ed è solo l’inizio di questa stagione, che si preannuncia ancora una volta, molto interessante…

 

Per la cronaca della gara, potete fare riferimento a questo link, mentre le classifiche sono scaricabili dal sito MySDAM.

(3 marzo 2015)

 

 

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