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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 24 febbraio 2015 alle 20:37:01 da gazario. - Letto: (3045)

GF Laigueglia: via alla stagione con il vento...in poppa!

Come ormai tradizione, la prova ligure è stata un successo che ha inaugurato alla grande la nuova stagione. I timori della settimana relativi al meteo sono stati spazzati da un vento fortissimo, che ha creato qualche problema, ma non ha di fatto rovinato l'esordio. Più di 2.400 classificati che hanno potuto godere di un percorso non difficile, ma non per questo poco impegnativo e soprattutto spettacolare.

 

 

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Play Full)

24 febbraio 2015 - Domenica 22 febbraio, ore 8:59, Laigueglia, corso Badarò: 2.600 ciclisti sono pronti a prendere il via per la prima granfondo della stagione 2015. L’adrenalina è alle stelle, tutti vogliono mettersi alla prova dopo la lunga pausa invernale, sfoggiare le nuove divise e mettere a frutto gli allenamenti svolti, dai più al freddo e con il maltempo e da pochi fortunati in qualche località calda all’estero. Il count down procede inesorabile e a breve sarà ora di spingere a tutta.

Facciamo però un piccolo passo indietro. La vigilia non è stata delle più tranquille, perché le tendenze meteorologiche, durante la settimana, avevano pronosticato possibile pioggia, vento e addirittura neve nei punti più alti del percorso. Qualcuno (e non pochi), soprattutto chi aveva in programma un lungo viaggio, si è fatto scoraggiare e non è venuto, altri invece hanno dato fiducia alle ultime previsioni e si sono presentati a Laigueglia sabato, iscrivendosi all’ultimo momento e facendo così registrare il tutto esaurito, con la vendita di tutti i 3009 dorsali stampati.

E questi ultimi sono stati ripagati della loro fiducia, perché nella notte le precipitazioni si sono esaurite ed il cielo si è progressivamente rasserenato, anche per via di un fortissimo vento (e su questo le previsioni hanno perfettamente indovinato), tanto che al mattino le strade lungo la costa sono praticamente già asciutte. Al momento di andare in griglia si intuisce che sarà una bella giornata a festeggiare l’avvio della nuova stagione delle granfondo. Certo chi era presente lo scorso anno ricorda con nostalgia la giornata climaticamente perfetta che aveva vissuto, ma, come dice il saggio, tutto non si può avere.

La cosa più bella della prima gara di stagione è incontrare le persone che non abbiamo più visto dall’ultima granfondo dell’anno scorso. E così i minuti che precedono la partenza scorrono veloci, tra qualche chiacchiera su come è passato l’inverno (con le immancabili dichiarazioni sul fatto che non si è ancora al meglio), qualche timore sui problemi che il forte vento potrebbe portare e come potrebbe condizionare lo svolgimento della gara. Di rito le interviste ai VIP presenti e schierati in prima file ed è il momento di partire. Ci si guarda intorno e si può dire che sono davvero pochi gli assenti; d'altronde la Granfondo di Laigueglia è la prima prova del Gran Trofeo GS Alpi, del Gran Premio Costa Ligure e del Prestigio e quest'ultimo richiama molte persone anche da regioni lontane dal Nord-Ovest.

Ci fa da apripista una Lamborghini con le insegne della Polizia di Stato, a voler preannunciare gli scatti brucianti che si susseguiranno non appena il gruppone dei “quasi 3.000” avrà lasciato Laigueglia a velocità controllata e ci si avvicinerà ad Alassio. Ancora qualche chiacchiera e qualche saluto, mentre i più cercano di tenere le posizioni in questo tratto a bassa velocità e qualcuno approfitta dei marciapiedi per guadagnare qualche metro ed ecco il via volante. Il vento comincia a dare fastidio, spira lateralmente alla marcia dei granfondisti e questa è la condizione peggiore per la guidabilità della bici, tanto che la situazione diventa alquanto farraginosa, si verificano alcune cadute, il gruppo si spezza e dentro la galleria di Albenga qualcuno è anche costretto anche a mettere il piede a terra. La situazione del vento diventa ancora più critica quando a Ceriale si svolta a sinistra per puntare l’entroterra, verso la prima salita che porta ad Arnasco: in alcuni tratti il vento rappresenta un vero muro con delle fortissime ed improvvise folate ed in un paio di curve in leggera discesa è difficilissimo tenere le traiettorie impostate, pur serrando le mani ben salde sul manubrio. Ma nessuno molla, nonostante le difficoltà ed il ritmo è  infernale.

Si arriva così all’ormai famoso ponticello di Cisano sul Neva che introduce alla stretta strada piena di mangia e bevi che porta a Cenesi, all’abbrivio della prima vera salita. In questa parte del percorso ci sono parecchi tratti ancora allagati per le piogge che si sono esaurite nella notte e attraversandoli in gruppo si fa una bella doccia.
La salita di Arnasco è la prima della stagione, è corta e non presenta difficoltà estreme, se non nelle prime rampe. Così, visto che con il vento pedalare a ruota è un bel vantaggio, la selezione non è molta. Si creano dei grupponi via via più numerosi che successivamente continuano a ritmo altissimo lungo l’infinita di saliscendi (più sali che scendi) che conducono a Leverone. Anche qui molte sono le pozzanghere e così le bici assumono le sembianze di quelle che partecipano alla Classiche del Nord. Il forte vento ha spazzato tutte le nuvole e il panorama che si offre alla vista dei ciclisti è davvero straordinario, vale la pena alzare un attimo lo sguardo e guardarsi intorno. Purtroppo assisto anche ad una inspiegabile caduta in un tratto dove è chiaramente segnalato il pericolo di qualche buca. Questa volta non sono nelle posizioni avanzate, ma circa a un terzo del gruppo e questa caduta mi fa pensare che troppo spesso si corrono dei rischi eccessivi proprio in posizioni di classifica ben lontano dalla vittoria.

È ora di scendere! La tortuosissima strada che riporta a Ranzo è stata quasi completamente asciugata dal vento ed i rischi di scivolare causa olio rilasciato dai numerosi ulivi presenti sul bordo strada e salsedine proveniente dal mare sono davvero minimi. Si può scendere in tutta sicurezza.
Arrivati nel fondovalle l'andatura è davvero sostenuta. La discesa ha creato qualche frattura e nessuno vuole perdere le ruote di chi precede, anzi ci si impegna per ricongiungersi con il gruppo che lo precede. In pochissimo tempo si raggiunge Villanova d'Albenga e qui si affronta la novità del percorso 2015, ovvero la salita che, attraverso il paese di Caso, immette sul falsopiano del Testico. Le rampe all'interno del paese sono piuttosto severe e chi, fino a quell'istante ha esagerato per tenere il gruppo in cui si trovava, comincia inevitabilmente a pagare. Questa è la caratteristica della Granfondo di Laigueglia: il percorso non è difficile e per questo motivo tutti sono portati a non mollare e a tenere il più possibile le ruote del gruppo, ma siccome la preparazione è per molti ancora approssimativa, improvvisamente si spegne la luce e ci si deve rassegnare a scivolare un po' indietro.

Il tratto impegnativo finisce rapidamente, le pendenze si addolciscono, si può innestare la corona grande e riacquistare velocità. Subito dopo il controllo, si svolta a destra per un breve tratto di discesa e nuovamente a destra per immettersi sul lungo falsopiano che porta a Testico. Qui lo scenario è simile a quello che abbiamo vissuto circa un'ora fa, salendo verso Leverone: panorami spettacolari e ritmo sostenuto, anche se ovviamente un po' meno di prima, visto che le energie cominciano a scarseggiare. La strada sembra non finire mai, soprattutto per chi è ormai in debito, ma non vuole assolutamente mollare. Finalmente ecco arrivare il paese ed il ristoro, dove gli altoparlanti annunciano il famoso salsiccia party. A parte l'odorino piacevole che giunge sulla strada, continuo ad essere scettico su iniziative di questo tipo. Non capisco perché fare un ristoro così pesante (e quindi economicamente impegnativo) a circa 20 chilometri dal traguardo, di cui buona parte in discesa, ma comunque con un tratto di salita ancora da percorrere, in piena digestione di cibi non propriamente idonei per uno sforzo fisico. Sicuramente è un momento di festa, una sorta di sagra di paese, ma per questo c'è già il pasta party finale e a mio personalissimo parere, sarebbe meglio dedicare le risorse del salsiccia party ad arricchire il pasto finale.

La discesa su Stellanello è molto tecnica e, grazie agli accordi con gli enti locali che l'organizzatore Vittorio Mevio è riuscito a concludere, può essere percorsa in completa sicurezza. Infatti, a partire da Villanova d'Albenga, il traffico è chiuso per ben un'ora e mezza dal passaggio del primo concorrente e le strade sono a totale disposizione dei ciclisti. Questo sottolinea l'attenzione che l'organizzazione ha per i suoi clienti (i ciclisti). Ottenere la chiusura delle strade della Liguria per un arco di tempo così ampio è davvero notevole: i miei personali complimenti a Vittorio. Da Stellanello ad Andora è un lungo tratto di falsopiano a scendere e come di consueto si presenta il vento contrario (che, vista la giornata, definire fastidioso è un eufemismo). Giunti ad Andora, una secca svolta a sinistra ci introduce all'ultima fatica di giornata: i due chilometri che portano al traguardo di Colla Micheri.

È una salita non particolarmente dura, le pendenze non superano mai il 10%; la spia della riserva si è accesa, ma bisogna vincere l'ultima battaglia con i compagni di avventura, per cui si buttano sui pedali le ultime energie rimaste. Un'ampia curva a sinistra, dove un folto pubblico si sofferma ad attendere i concorrenti, immette sotto lo striscione del traguardo, dove lo speaker a gran voce saluta l'arrivo di ogni concorrente. È fatta! La prima di stagione è andata!

 

Appena oltre il traguardo ci si raggruppa con gli amici, per scambiarsi le opinioni su come è andata e affrontare insieme la discesa su Laigueglia. Lo spettacolo del mare che si può godere lungo questo tratto di strada è straordinario. Il colore verde dell'acqua e la totale assenza di nuvole in cielo fanno sì che più di un ciclista si fermi a prendere delle foto con il proprio smartphone. Addirittura qualcuno, una volta giunto a Laigueglia non resiste al richiamo di un bel bagno in mare: via la tenuta da bici e le scarpette, ci si lancia con un bel tuffo in salopette da ciclista, affrettandosi però  rapidamente ad uscire e ad asciugarsi perché la temperatura non è propriamente estiva. Io ho lasciato la macchina ad Andora e mi godo lo spettacolo di scalare Capo Mele con una luce davvero straordinaria. Il ciclismo amatoriale è anche questo, la possibilità di godere di spettacoli, che i luoghi in cui si svolgono le granfondo sono in grado di offrire.

Come in tutte le gare, l'atto finale è il pasta party con le premiazioni. È bello trovarsi con amici e compagni di squadra intorno ad un tavolo a raccontarsi la propria esperienza e applaudire chi di loro è stato così bravo da salire sul podio assoluto o di categoria. Nel momento in cui arrivo io, non è neanche necessario fare coda per procurarsi il cibo, tutto fila davvero liscio come l'olio. Finite le premiazioni non si può lasciare Laigueglia senza fare ancora una passeggiata sul lungomare, tale è lo spettacolo che abbiamo davanti agli occhi.

In conclusione si può dire che tutto ha funzionato davvero bene. Ormai il GS Alpi di Vittorio Mevio ha una tale esperienza che ogni manifestazione è garanzia di servizi di ottimo livello. E i ciclisti lo sanno molto bene, visto che continuano a frequentare assiduamente queste prove. A dire il vero c'è stato un leggero calo nel numero dei classificati, ma questo è sicuramente imputabile alle allarmistiche previsioni meteo della settimana, che hanno scoraggiato chi sarebbe arrivato da più lontano, nonché a parecchi casi di influenza che nelle ultime settimane non ha risparmiato il popolo dei granfondisti.

Un avvio di stagione davvero con il vento....in poppa!

Tra due settimane ad Alassio si replica: stessa organizzazione, stessa zona territoriale. Auguriamoci fin d'ora una giornata analoga (magari solo con un po' meno vento).

Per la cronaca della gara, potete fare riferimento a questo link, mentre le classifiche sono scaricabili dal sito MySDAM.


 

 

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