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Rubriche tecniche Fisioterapia   
Inserito il 11 febbraio 2015 alle 07:57:16 da Chiara Costamagna. - Letto: (19356)

Disturbi a polsi e a mani in bici? Ecco il perché

Spesso gli allenamenti, anche quelli invernali in palestra, ci fanno lavorare su distretti muscolari impegnati nel gesto pedalato, ma pochi di noi si curano dei polsi e delle mani, articolazioni ad alta sollecitazione durante la pedalata. Nascono così alcuni fastidi, e spesso patologie, che si possono evitare con la giusta prevenzione e qualche semplice esercizio. Capiamone di più.



a cura della dott.sa Chiara Costamagna

Anche se non direttamente coinvolti nel gesto atletico,  mani e polsi non sono esenti da problematiche che possono insorgere durante la pratica ciclistica.

Nel ciclismo infatti, la trasmissione della forza muscolare avviene tramite cinque punti di contatto ben distinti: due anteriori (mani e polsi), uno centrale (zona perineale) e due inferiori (piedi e metatarsi). In ognuna di queste zone, possono verificarsi fenomeni di compressione cronica con conseguente sofferenza dei nervi interessati, le cosiddette neuropatie meccaniche.

L’appoggio e la presa delle mani sul manubrio, sia che quest'ultimo abbia la classica forma curvata come nelle biciclette da corsa (BDC), sia che abbia un profilo quasi rettilineo come nelle mountain bike (MTB), sono fondamentali non solo per garantire il controllo del mezzo, ma anche per ricercare la migliore posizione aerodinamica in pianura e la giusta cadenza di pedalata in salita.

Infatti, specialmente in salita, tramite l’appoggio delle mani sul manubrio si verifica un’azione alternata di trazione e spinta in sincronia con l’azione della pedalata.

I problemi che interessano mani e polsi  possono essere quindi dovuti sia a problemi fisici (quali: deformazioni ossee dovute ad eventuali lussazioni o pregresse fratture ossee, problemi di natura artrosica) sia ad uno scorretto posizionamento in bici.

Posizione corretta

Diventa così di fondamentale importanza controllare che la posizione delle mani sul manubrio sia corretta: pertanto, il complesso mano-polso sia nel caso di una BDC sia nel caso di una MTB deve seguire l’ipotetico prolungamento dell’avambraccio, con il pollice che “abbraccia” il manubrio.

 

Posizione scorretta in iperestensione del polso.

L’iperestensione delle mani e dei polsi provoca, soprattutto sui percorsi sterrati, accidentati o sul pavè, l’eventuale stiramento del nervo mediano o ulnare con ripercussioni dolorose e formicolii a volte irradiati anche a tutto l’avambraccio. Tutto ciò può anche essere causato da circostanze particolari come freddo, pioggia o  lunghe  discese affrontate con le mani aggrappate ai freni.

 

Inoltre una postura scorretta a lungo andare può portare ad un disturbo, tanto temuto da ciclisti e non, denominato sindrome del tunnel carpale.

ll tunnel carpale è una struttura osteo-legamentosa, fatta ad arco e situata tra la parte interne del polso e il palmo della mano. Esso viene chiamato tunnel perché forma uno stretto passaggio per nove tendini e per un nervo, sensitivo e allo stesso tempo motorio, denominato nervo mediano.

Per saperne di più…

La sindrome del tunnel carpale è dovuta all’infiammazione cronica (tenosinovite) della borsa tendinea dei muscoli flessori delle dita, che comprime il nervo mediano causando disturbi della sensibilità e fastidiosi formicolii (parestesie) che colpiscono le prime tre dita e metà del quarto dito della mano.

Si possono anche riscontrare difficoltà a compiere semplici gesti come stappare una bottiglia o sollevare un piccolo peso.

Clinicamente, in caso di sindrome, il dolore e le parestesie possono essere evocate sia con una percussione fisica a livello del tunnel sia tenendo iperflessi i polsi l’uno contro l’altro per un minuto.

Se i sintomi sono di modesta entità  la terapia è conservativa e consiste nell’assunzione di antinfiammatori e nell’utilizzo, soprattutto nelle ore notturne, di un tutore rigido che impedisca al polso di flettersi e provocare ulteriore intorpidimento.

Al contrario, se la sintomatologia persiste da più di sei mesi, allora diventa necessaria la terapia chirurgica.

 

Alcuni suggerimenti…

Per dare sollievo all’articolazione del  polso e alla muscolatura della mano, sarebbe opportuno, prima e dopo l’attività sportiva, ritagliarsi qualche minuto per mettere in pratica semplici esercizi.

Per lo stretching basta:

  • tenere il braccio teso, con il gomito dritto ed il palmo della mano verso il soffitto;
  • piegare il polso in modo che le  dita puntino verso il pavimento;
  • utilizzare l’altra mano per tirare delicatamente le dita verso di voi, e in un secondo momento solamente il pollice.

Inoltre, in caso di intorpidimento o rigidità articolare  è utile sciogliere i polsi con semplice movimenti di flesso-estensione (in figura a-b), inclinazioni laterali della mano da eseguire su una superficie d’appoggio (in figura c-d) e movimenti di rotazione in senso orario e antiorario.

 

Non dimentichiamo che alcune problematiche di mani e polsi possono anche essere causati da fattori tecnici e non posturali, ovvero:

  • pressione elevata di gonfiaggio di copertoncini e tubolari, che diventano scorrevoli su strada ma poco ammortizzanti;
  • utilizzo di materiali particolarmente rigidi, in particolar modo per quanto riguarda le ruote, che di conseguenza trasmettono  tutte le vibrazioni provenienti dal terreno sulle articolazioni dei polsi;
  • utilizzo di un nastro di imbottitura poco ammortizzante e non comoda sulla curva manubrio;
  • posizionamento delle leve del cambio e dei freni o troppo alto  troppo basso.
Concludendo…

Benché i ciclisti siano sempre molto attenti alla cura delle proprie gambe, è bene però non sottovalutare l'importanza di un corretto appoggio sul manubrio, in tutte le prese in cui si afferra, e di cercare di ottenere il massimo comfort in ciascuna di esse, anche scegliendo in modo opportuno i materiali, non solo per una migliore guida della bicicletta ma anche per evitare problemi a mani e polsi, che possono aggravarsi se la postura scorretta si protrae nel tempo.

L'allungamento muscolare e alcuni esercizi specifici, praticati correttamente e assiduamente, aiuteranno a risolvere le tensioni dovute a un'attività intensa o in condizioni ambientali difficoltose. Il benessere del corpo è una condizione che si ottiene curandolo in ogni sua parte e non c'è nulla di più gioioso di due mani allegre che si levano al cielo, per festeggiare i nostri traguardi sportivi personali!

(12 febbraio 2015)
  
Chiara Costamagna

Classe 1987, laureata in Fisioterapia a pieni voti, presso l’Università degli Studi di Pavia nell’ottobre 2009 .

Dopo aver lavorato come fisioterapista presso una prestigiosa clinica riabilitativa del Cuneese, ora è libera professionista.
Nel dicembre 2012 ha ottenuto presso l’ Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale (ISICO)  la specializzazione nel trattamento delle scoliosi e delle patologie vertebrali nell’età evolutiva e nell’adulto.
Esperta anche nel trattamento di diverse problematiche ortopediche, di natura traumatologica e cardiorespiratoria.

Sin da ragazzina è appassionata di sport, dove si è sempre applicata con grande dedizione ed impegno. Ha praticato atletica leggera per ben 7 anni a livello agonistico, partecipando a diversi Campionati Italiani nelle categorie allieve/juniores. Ha praticato, inoltre, pallacanestro, sci alpino e  sci di fondo.
Da un anno si è avvicinata con entusiasmo al mondo del ciclismo, partecipando a numerose competizioni amatoriali nelle quali ha conseguito incoraggianti risultati.

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