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Inserito il 29 gennaio 2015 alle 20:00:15 da enrico. - Letto: (4721)

Il segreto di Binda, Coppi e Bartali? Pane e zabaglione e...

L'alimentazione funzionale è più facile di quanto possa sembrare. Si possono ottenere grandi risultati in termini di peso, composizione corporea e assetto metabolico ricorrendo ai cibi semplici, che la tradizione del ciclismo ci ha trasmesso. Binda, Coppi e Bartali docent.

dott.ssa Erica Lombardi

Sono nata ad Abbadia San Salvatore (Si) il 17.08.1984.

Qualcuno direbbe che ho 30 anni ma pratico sport almeno da 31, tale la mia dedizione per ogni forma di movimento, ma in particolare per gli sport di endurance.

Dopo aver praticato nuoto fin dall'età di tre anni, sono approdata al calcio, giocando per sei anni nel ruolo di attaccante in una squadra di soli ragazzi.

Tuttavia, le notevoli capacità aerobiche nella corsa, mi hanno permesso di conseguire le prime vittorie nei campionati studenteschi di corsa campestre, pista e strada e da queste si sono susseguite innumerevoli vittorie nei campionati provinciali e regionali in tutte le specialità di corsa, fino al conseguimento del titolo di campionessa italiana F.I.D.A.L. di corsa su strada per due anni consecutivi, e altri titoli italiani U.I.S.P.

Sono tutt'oggi detentrice del record toscano 5000mt piani under 18 ed ho partecipato a numerose manifestazioni nazionali e internazionali conseguendo un quarto posto nella mezza maratona internazionale di Praga. Inoltre sono stata membro della nazionale italiana di atletica ai campionati europei e mondiali di corsa campestre nel 2002 e 2003.

La mia carriera si è conclusa proprio a causa di una scorretta alimentazione.

Da  ciò ho deciso di intraprendere gli studi sulla nutrizione e dopo un tirocinio presso l'istituto di Medicina e Scienza dello sport del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e numerosi convegni e corsi di formazione, ho conseguito la laurea di I°livello in Dietistica presso l'Università degli Studi di Siena, con la votazione finale di 110/110 e lode, discutendo la tesi  dal titolo “REGIME ALIMENTARE NEL MARATONETA D'ELITE” svolta con la collaborazione del campione olimpico di maratona Stefano Baldini .

Ho frequentato la prima scuola italiana biennale di Nutrizione e Integrazione dello sport Sa.N.I.S., certificata dall'I.S.S.N. (International Society of sport Nutrition) e un master in Diritto e Management dello Sport presso la Link Campus University ; mi sto’ specializzando in tale materia c/o la Lega del Ciclismo Professionistico ,presso il Coni .

Nonostante l'amore per il ciclismo mi sia stato trasmesso sin da piccola da uno zio biker, l'esperienza sul campo in qualità di dietista, inizia nel 2009 con il GIROBIO, Giro d'Italia ciclistico under 27, progetto per  la tutela della salute della F.C.I. .

Ho ricoperto  questo incarico anche  nelle prove italiane della Coppa delle Nazioni di ciclismo under 23, fino al 2012.

Ho svolto la mia professione presso le principali squadre di dilettantistiche italiane (tra le quali Colpack ), ho collaborato con squadre professionistiche e,  a tutt'oggi sono dietista-diet coach di singoli atleti/e professionisti/e, di varie squadre italiane e straniere, con i/le quali ho conseguito vittorie e piazzamenti  in manifestazioni europee,al Giro d’Italia e al Tour del France , nonche’ convocazioni  ai campionati mondiali e alle olimpiadi.

Mi occupo di nutrizione anche nel settore amatoriale e nell’ handbike.

Collaboro con preparatori atletici di fama come il prof. Fabrizio Tacchino, connubio che ha portato a innumerevoli vittorie di squadra e di singoli atleti  nel settore dilettantistico e professional, nonché di singoli atleti del settore amatoriale, al conseguimento della medaglia d'argento alle paraolimpiadi di Londra con l'atleta Francesca Fenocchio nella prova nella prova di team relay e alla stesura del libro “Obiettivi, tipologie e mezzi di allenamento nel ciclismo moderno”.

Le prime granfondo in calendario sono ormai alle porte e con loro il via alla nuova stagione, ma per alcuni bikers ci sono ancora tanti angusti chilogrammi da smaltire, watt da incrementare e tanta forza sulle gambe da acquisire. E’ dunque il momento di darsi davvero da fare, se ci si vuole presentare in forma alle prime sfide domenicali tanto attese!

Ma quali sono i veri ingredienti per il raggiungimento tempestivo della forma fisica?

Esistono davvero alimenti, bevande e/o integratori alimentari in grado di farci raggiungere facilmente e celermente le nostre ambizioni in termini di benessere, peso e prestazione?

Siamo sempre alla ricerca di quella dieta magica o di quell’integratore di moda, che possa aiutarci nella prestazione e che possa farci perdere peso e massa grassa, senza impedirci di abbuffarci di quei babà che ci vengono in sogno la notte, quando per giorni cerchiamo disperatamente di privarcene, dopo che l’ago della bilancia non sembra voler andare giù oppure quando ci rendiamo conto che quella salitella al 3% ci appare il Mortirolo o lo Stelvio, proprio a causa di quei tre, quattro o anche cinque chilogrammi in più che ci portiamo addosso dalle feste natalizie.

Tuttavia, come la prestazione, anche l’ottimizzazione della composizione corporea, del peso e dell’assetto metabolico del biker, ha dei tempi fisiologici che non possono essere bypassati, se si vogliono ottenere risultati duraturi e funzionali.
È necessario “allenarsi” ad una buona alimentazione costantemente.
 
Il biker di fatto è un “motore” umano, in carne (a volte fin troppo!!) ed ossa, fatto di talento e passione, o anche solo di tanta passione, ma con un motore di fatto pur sempre umano e come tale, con limiti fisiologici che vanno necessariamente rispettati e mai valicati: il benessere e l’uomo prima dell’atleta e l’importanza dell’uomo oltre la sua bici.
I ”last minute” sull’alimentazione sono solo apparentemente un onirico, allettante sconto che però rischia, nel corso della stagione, di richiedere un conto salato alla nostra macchina metabolica.

Da ciò si evince che le “scorciatoie metaboliche” e non personalizzate, le diete “del minestrone”, del “compagno di allenamento” e del “campione”, non sono affatto convenienti.

La benzina di ogni singolo motore umano è ciò che mangia e ciò che beve ed è diversa da macchina a macchina e per render efficiente la macchina è necessario curare tutti i particolari, per assicurarsi che venga rifornita di quella giusta in termini di qualità, quantità e tempistica.

Il biker è infatti una macchina metabolica con pompa a iniezione, che ha bisogno della giusta benzina prima, ma anche durante e dopo il viaggio. Il ciclismo è uno dei pochi sport in cui è necessario e fondamentale alimentarsi anche in corso d’opera e pertanto l’alimentazione ricopre un ruolo ancora più importante.
Nutrirsi e idratarsi in maniera più o meno funzionale alle proprie personali esigenze metaboliche, in base alla tipologia di allenamento o corsa o tappe, può pertanto significare concludere la prestazione al massimo delle proprie possibilità o in maniera sofferta oppure non concluderla affatto.

Oggi, nell’ottimizzazione di questa “macchina metabolica” e della benzina immessa, ci viene incontro la ricerca scientifica: ci sono i nutraceutici, le barrette, le gelatine e le polverine, i sostituti del pasto, gli alimenti senza glutine, senza zucchero, quelli fortificati e arricchiti con omega 3,6 ecc. Questo anche in risposta ai batteri presenti nel mais, al glutine modificato del grano, ai fitofarmaci nelle verdure, agli OGM nelle fragole, agli ormoni nella carne, al mercurio nel pesce. Oggi ci sono le strumentazioni che stimano la composizione corporea, i software delle Kcal alimentari, i test per le intolleranze alimentari effettuati addirittura sul DNA, l’omeopatia, la fitoterapia, i cibi bio. Come nelle metodologie di allenamento, nella biomeccanica e nelle strumentazioni, anche l’alimentazione nel ciclismo si è di fatto evoluta di pari passo.

Ma prima del progresso cosa c’era nel ciclismo e in particolare nella nutrizione applicata ai pedali? Siamo così certi che tutto ciò che si consumava e si assumeva empiricamente, ascoltando le sole sensazioni del fisico durante l’attività fisica, prestando attenzione ai messaggi inviati dal “cervello intestinale” fossero così errate? Che lo zabaglione di Alfredo Binda, la fiorentina di Gino Bartali e il frullato di verdura di Fausto Coppi, non fossero così funzionali al compimento di grandi imprese sportive? Dalla storia del nostro ciclismo si evincerebbe il contrario. Detto ciò, siamo così certi che alcuni alimenti utilizzati dai nostri vecchi bikers e ormai additati come tabù, siano davvero da evitare? Che ad esempio il pane, la pasta comuni e le uova siano da evitare?  Allora cosa dovremmo mangiare per stare bene e ottimizzare la prestazione?

Certamente l’inquinamento, la globalizzazione e gli interessi commerciali hanno contribuito a modificare la qualità dei cibi che arrivano sulle nostre tavole e il poco tempo a disposizione per cucinare le pietanze porta inevitabilmente le persone a comperare cibi di facile consumo come lo scatolame, le carni trasformate come gli affettati e i surgelati, il pane in cassetta. La somma di questi particolari certamente può influire sul nostro stato di benessere: sicuramente il pane fatto in casa dalla nonna è sicuramente più salutare del pane sottovuoto e quello integrale, essendo meno raffinato, contiene meno zuccheri ad elevato impatto glicemico e più indicato per i biker che devono perdere peso. In più la crisi economica ha spinto le persone a ridurre l’acquisto dei cibi funzionali con un costo più elevato, come appunto i cibi integrali e quelli biologici.

Dunque, in sostanza, il biker può cercare di ottenere i risultati ambiti in termini di peso, composizione corporea e prestazione anche ricorrendo ad un alimentazione “semplice”, poco costosa e allo stesso tempo salutare, magari anche senza ricorrere necessariamente a preparati alimentari industriali?

Al pane e alla pasta integrale, ad esempio, potete sostituire quella comune semplicemente accompagnandovi insieme una porzione di insalata, che serve a compensare la mancanza di fibre dei carboidrati non integrali, contenute invece nelle verdure.
A colazione, in alternativa ad una merendina confezionata è possibile optare per pane tostato, ricotta e marmellata oppure ad una crepes preparata, in soli cinque minuti, con farina e albume in padella antiaderente, ripiena di ricotta e marmellata. E ancora in allenamento pane comune, rondelle di banana e miele, cubetti di parmigiano e cioccolato, frutta secca e disidratata. Come merenda di recupero un frullato di frutta, latte e verdura, oppure succhi di frutta al mirtillo o uno zabaglione con aggiunta di miele e cacao in polvere o semplicemente degli albumi montati a neve con aggiunta di cereali soffiati e miele come razione di recupero. Come bevanda funzionale durante o post allenamento acqua mineralizzata o tè verde o karkadè con limone o arancio, un pizzico di sale e fruttosio.

Colazioni e cene, panini, stagnole e borracce, soste ai bar e alle fontane. Mangiare e bere: il ciclismo è anche questo, oggi come un tempo, quando il campione andava a pane e zabaglione!

(29 gennaio 2015)

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