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Rubriche tecniche Fisioterapia   
Inserito il 21 gennaio 2015 alle 00:13:27 da Chiara Costamagna. - Letto: (24014)

Cervicale e ciclismo: cause e segreti

Il ciclismo è una passione  comune a molte persone, è uno sport ottimale perché permette di stare all’aria aperta, di allenare il cuore, i vari distretti muscolari e di migliorare il metabolismo tenendo sotto controllo il peso corporeo. Tuttavia, come in tutte le pratiche sportive, può capitare di andare incontro a problematiche di tipo posturale, ad affaticamento e tensione muscolare, dovuti proprio a posizioni scorrette assunte durante il gesto atletico.



a cura della dott.sa Chiara Costamagna

Una delle zone del nostro corpo  certamente più soggette a questi disturbi è la regione cervicale: i muscoli estensori del collo, infatti, sono costantemente contratti in una posizione non fisiologica  per permettere all’atleta di guardare avanti e avere una buona visione della strada. Infatti, il normale profilo geometrico della colonna vertebrale, che vede l’alternarsi di una serie di curve armoniche sul piano sagittale, viene completamente stravolto quando si è in bicicletta.

A ciò si aggiungono anche i microtraumi ripetuti causati dai sobbalzi e dalle vibrazioni provenienti dal terreno, che si ripercuotono nella zona cervicale e nella zona dorsale alta , sottoponendo i muscoli ad uno stress non indifferente.

In più , tale atteggiamento in iperestensione se protratto nel tempo può portare non solo a sintomatologia dolorosa, ma addirittura alla perdita di elasticità dei tessuti molli, alla sofferenza articolare e nervosa fino all’insorgenza di artrosi cervicale precoce.

Nella maggior parte dei casi, l’insorgenza di questi fastidi è da attribuire generalmente a un errato assetto della bicicletta e ad uno scorretto posizionamento dell’atleta sul mezzo. 

È utile sapere che la corretta distribuzione del peso sugli assi delle ruote prevede che il 60% del peso complessivo atleta-bicicletta venga scaricato sull'asse posteriore mentre il rimanente 40% sull'asse anteriore; ad esempio un dislivello sella-manubrio eccessivo o un valore di arretramento della sella inferiore a quello ottimale possono sbilanciare questo rapporto, implicando una postura scorretta.

Dunque diventa necessario e di fondamentale importanza anche per la salute, prima di cominciare la stagione ciclistica, verificare con uno specialista la posizione ideale in bici.

Da non trascurare è certamente il fattore freddo! Pertanto, nei mesi autunnali e invernali è consigliabile coprire in maniera adeguata nuca e orecchie, in quanto queste zone veicolano facilmente il freddo e l’umidità all’interno del nostro organismo, causando  disturbi al capo e al collo.

I principali sintomi del disturbo cervicale

Dolore al collo: i muscoli costantemente in tensione si presentano dolenti alla palpazione, contratti e rigidi. Più la rigidità perdura nel tempo più il muscolo perde elasticità, tanto da ostacolare i movimenti di rotazione e inclinazione del capo.

Cefalea, emicrania: il cranio è avvolto da numerose fasce e muscoli, i quali sono la continuazione di quelli cervicali. Di conseguenza, la tensione costante è evidente che porti alla tanto temuta cefalea muscolo-tensiva.

Quando la tensione sussiste prevalentemente da un lato, si può avere un’irritazione selettiva dei vasi che vanno alla testa, con la conseguente comparsa dell’emicrania.

Vertigini, senso di sbandamento: la tensione muscolare costante tende a rallentare l’afflusso di sangue al cervello, arrivando alla soglia necessaria per scatenare la vertigine e quel senso di offuscamento generale, quasi come “camminare sulle nuvole”.

Nausea e vomito: nella muscolatura del collo passa il nervo vago, responsabile dell’innervazione dei visceri. La persistente contrattura dei muscoli può irritarlo e in alcuni casi generare  senso di nausea.

Come affrontare e prevenire i disturbi cervicali

Prevenire e curare i disturbi posturali di questo genere si può ed è bene che ogni ciclista si prenda la sana abitudine di seguire un programma di ginnastica posturale, che comprenda semplici esercizi di auto-allungamento della muscolatura estensoria del collo, esercizi di mobilità articolare per migliorare anche l’elasticità dei tessuti ed esercizi di rinforzo muscolare.

Inoltre, se le contratture persistono da parecchio tempo e gli esercizi di stretching sono  poco efficaci, allora sarà utile ricorrere a un massaggio decontratturante che vada ad agire sulla muscolatura profonda.

Gli esercizi sono di facile esecuzione e comprendono movimenti di rotazione laterale, inclinazione laterale, flesso - estensione del capo. Vanno eseguiti lentamente, dal momento che ogni movimento brusco può peggiorare la contrattura già esistente.

Come fisioterapista, inoltre, consiglio anche la metodologia del Taping Neuromuscolare, ossia l’applicazione degli ormai noti nastri colorati: essi vengono posizionati dal terapista sui muscoli interessati dal problema e, con le pliche cutanee che formano durante il movimento corporeo, facilitano il drenaggio linfatico, migliorano la vascolarizzazione sanguigna, riducono il dolore, migliorano il range di movimento articolare e la postura.

Il Taping Neuromuscolare non si tratta però di un’autoapplicazione, per cui è strettamente necessario che questo tipo di trattamento venga effettuato da personale esperto e qualificato.


(21 gennaio 2015)
  
Chiara Costamagna

Classe 1987, laureata in Fisioterapia a pieni voti, presso l’Università degli Studi di Pavia nell’ottobre 2009 .

Dopo aver lavorato come fisioterapista presso una prestigiosa clinica riabilitativa del Cuneese, ora è libera professionista.
Nel dicembre 2012 ha ottenuto presso l’ Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale (ISICO)  la specializzazione nel trattamento delle scoliosi e delle patologie vertebrali nell’età evolutiva e nell’adulto.
Esperta anche nel trattamento di diverse problematiche ortopediche, di natura traumatologica e cardiorespiratoria.

Sin da ragazzina è appassionata di sport, dove si è sempre applicata con grande dedizione ed impegno. Ha praticato atletica leggera per ben 7 anni a livello agonistico, partecipando a diversi Campionati Italiani nelle categorie allieve/juniores. Ha praticato, inoltre, pallacanestro, sci alpino e  sci di fondo.
Da un anno si è avvicinata con entusiasmo al mondo del ciclismo, partecipando a numerose competizioni amatoriali nelle quali ha conseguito incoraggianti risultati.

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