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Inserito il 12 gennaio 2015 alle 17:57:20 da Francesco Chiappero. - Letto: (7210)

VO2max: la cilindrata del ciclista!

Il massimo consumo di ossigeno (VO2max) è il parametro che rappresenta le potenzialità di un'atleta. Ha una forte componente ereditaria ed è abbastanza stabile e costante nella carriera di un'atleta, presentando un picco intorno al 25esimo anno di età. Partendo da questo valore è possibile impostare un training corretto ed ottimizzato a migliorare le prestazioni, ma è importante che i test siano effettuati con una metodologia corretta.



a cura del dott. Francesco Chiappero
In ogni ambito la sete di conoscenza è intrinseca nell’uomo. Nello sport ogni atleta ne attinge per comprendere nel dettaglio la prestazione; il fine è poter prevedere, e possibilmente ottimizzare, il risultato.

Antecedentemente al ‘900 questa analisi era necessariamente affidata alla semplice osservazione sul campo, con strumenti elementari quali metro ed orologio; è solo a partire dall’inizio del secolo scorso che sono iniziati i primi veri studi scientifici di laboratorio.

Progressivamente sono stati creati protocolli scientifici utili a scoprire le qualità fisiologiche degli atleti, riscontrando nel VO2max (massimo consumo d’ossigeno) uno dei parametri maggiormente attendibili nella previsione delle prestazioni atletiche negli sport di endurance.

Il massimo consumo d’ossigeno di un atleta è paragonabile alla cilindrata di un’automobile generato da due componenti: una centrale legata al sistema cardiovascolare e una periferica collegata alla muscolatura.

Il suo valore può essere indicato in termini assoluti come lO2/min (litri di ossigeno al minuto), fornendo indicazioni riguardo al potenziale atletico in pianura, oppure in relazione al peso dell’atleta in mlO2/kg/min (milliltri di ossigeno per chilogrammo al minuto), dando la misura delle qualità atletiche in salita.

In ambito amatoriale, e in particolare nelle granfondo, i migliori atleti raggiungono mediamente valori prossimi ai 70-75 ml/kg/min. Tuttavia, avvicinando parametri superiori a 60ml/kg/min, si può già intuire una buona attitudine alle discipline di endurance.

Sorge spontaneo un quesito: perché questo indice risulta essere così importante nella classificazione del potenziale prestativo di un atleta?
La risposta è semplice: il VO2max di un atleta ha una importante componente ereditaria e la massima potenza aerobica espressa ai pedali è direttamente collegata alla disponibilità di ossigeno.

Generalmente stabile e costante durante la carriera dell’atleta, il VO2max vede l’apice intorno al 25° anno d’età; non è raro però riscontrare valori superiori a 60ml/kg/min in sportivi con età prossima ai 50 anni.

Essere a conoscenza del proprio consumo d’ossigeno è fondamentale nella valutazione della prestazione sportiva, con la consapevolezza che circa il 25% dell’energia fornita dalla combustione dell’ossigeno nei nostri muscoli arriva in watt ai pedali della nostra bicicletta.
Tornando alla metafora dell’automobile: la dotazione di alti valori di VO2max corrisponde ad avere più cavalli utili a scalare le classifiche di gara.

Se, fino a qualche anno fa, i test atti a rilevare il massimo consumo d’ossigeno erano riservati a pochi “eletti”, oggi è possibile effettuarli con maggiore facilità presso uno dei numerosi centri disponibili; attenzione però a non incappare in risultati anomali.
Per questo il consiglio è di preferire strutture che offrano una effettiva misurazione del parametro tramite l’uso di apparecchi specifici (la presenza della maschera è necessaria) e non attraverso una semplice stima indiretta basata sui watt erogati.

Anche se quanto appena affermato può sembrare in disaccordo con quanto scritto nelle righe precedenti, in cui viene indicata una relazione diretta tra i watt erogati e il consumo d’ossigeno, per una stima indiretta a partire dalla potenza occorre essere assolutamente certi che la misurazione dei watt e il protocollo effettuato siano impeccabili. 

A quanti è capitato di sentire un amico affermare di aver raggiunto valori di potenza massimale tali da far impallidire i migliori professionisti del Tour de France? Per poi perderne ogni traccia appena scesi in gara? In questi casi i test effettuati non sono stati condotti nel modo corretto e con attrezzatura adeguata.

Se questi episodi ora possono innescare un sorriso in chi legge, nell’ambito di una preparazione atletica potrebbe costare molto caro.
Nella migliore delle ipotesi una “cantonata” in gara e nella peggiore un training totalmente sproporzionato.

Gennaio, febbraio e marzo sono i periodi idonei ad effettuare un test di laboratorio; un aiuto prezioso per ottimizzare gli sforzi.
Come tecnico del settore, reputo questo passaggio fondamentale per i miei atleti, nell’orientamento del training e per una corretta impostazione del profilo agonistico.
Unica raccomandazione: accertarsi della qualità della strumentazione utilizzata, per ottenere risultati e numeri affidabili… magari non da Tour de France ma sicuramente più veritieri e utili.

(12 gennaio 2015)
  
Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo (Cuneo), lavora come preparatore atletico, chinesiologo, biomeccanico e consulente per la nutrizione sportiva nello sport di endurance (ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon).

Dal 2014 è membro e consulente dell'Equipe Enervit, sezione scientifica che studia e analizza i prodotti per l'integrazione alimentare sportiva.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.
E’ preparatore atletico di Alex Zanardi, Ironman finisher all'Ironman World Championship 2014 di Kailua-Kona (Hawaii) con il tempo di 9h 47', Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH5, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, tre titoli mondiali in Canada a Baie Comeau 2013 e due titoli mondiali nel 2014 a Greenville) e di Vittorio Podestà (Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH3, vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012 e attuale Campione del Mondo in linea).
 

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