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Inserito il 06 dicembre 2014 alle 11:46:46 da Francesco Chiappero. - Letto: (5316)

Allenarsi con la potenza? Sì, ma non scordiamo il cardio.

I misuratori di potenza hanno rivoluzionato le metodologie di allenamento negli ultimi anni e grazie all'analisi dei dati sulle prestazioni di differenti tipi di atleti permetteranno di personalizzare sempre di più le sessioni di training, fino a indicare quando è meglio riposare invece di uscire in bici. Il valore della potenza è importante, ma non va trascurato quello della frequaza cardiaca, perché proprio dalla relazione tra questi due valori si può ricavare informazioni sullo stato e sulle caratteristiche di un'atleta.



a cura del dott. Francesco Chiappero
Il Natale si avvicina e nell’immaginario del granfondista un nuovo misuratore di potenza sarebbe un ottimo regalo per la propria “specialissima”.

Nato dal genio di Uli Schoberer, l’ingegnere tedesco da cui l’azienda SRM prende il nome (Schoberer Rad MeBtecnhnik) circa 30 anni fa, per molto tempo è stato uno strumento riservato a pochi eletti, soprattutto a causa del costo molto elevato.

Con il passare degli anni e il progredire della tecnologia, l’offerta di tali strumenti è cresciuta e i prezzi sono calati; un buon misuratore di potenza oggi può essere acquistato con un migliaio di euro circa, certo non “caramelle”, ma paragonati agli oltre 2.000 euro necessari per una buona coppia di ruote in carbonio e tenendo in considerazione l’utilità nel miglioramento della performance, il confronto è vinto in partenza.

Come allenatore, nel tentativo estremo di riassumere in una parola il contributo dei misuratori di potenza nel ciclismo, scelgo “evoluzione”.
Nel passato recente abbiamo assistito a cambiamenti rivoluzionari nella metodica dell’allenamento, evoluzioni rese possibili proprio grazie ai dati raccolti dai misuratori di potenza.

Passando alla pratica, i principali punti di forza, riconosciuti unanimemente, sono:
  • l’analisi dei dati, elaborati prevalentemente dagli allenatori, di fondamentale importanza per l’evoluzione e la guida del training;
  • il feedback immediato per l’atleta sullo schermo del computer da manubrio, grazie al quale si sono sviluppate nuove e sempre più specifiche sessioni d’allenamento.
Ma come funziona un training basato sull’uso del misuratore di potenza?

Tralasciando le spiegazioni tecniche legate alla rilevazione del dato (in commercio esistono diversi sistemi ma a mio avviso i più attendibili basano la rilevazione della potenza sulla deformazione dei materiali indotta dalla forza delle gambe), ciò di cui l’atleta dev’essere consapevole per comprendere appieno l’utilità di un misuratore di potenza è il concetto di spesa energetica.

Per semplificare ricorro ad una metafora: come nella vita di tutti i giorni il lavoro che svolgiamo esige una remunerazione, così lo sforzo per coprire la distanza tra il punto di partenza e il punto d’arrivo delle uscite in bicicletta va pagato; nello specifico sono i nostri muscoli che, attingendo i fondi dai “serbatoi energetici” di grassi e zuccheri, svolgono la mansione di “liquidatori”.

Ottimizzare una prestazione è paragonabile quindi al risanamento di un bilancio:
  • si può agire nella direzione della riduzione della spesa - ottimizzando l’aerodinamica e il gesto atletico, riducendo il peso o migliorando la gestione tattica

oppure

  • con un incremento delle entrate, lavorando con il training per lo sviluppo della potenza e dei serbatoi energetici (soprattutto quelli legati al glicogeno).
L’insieme di queste variabili può essere analizzato e quindi ottimizzato grazie all’uso di un misuratore di potenza.

A questo punto è lecito chiedersi se in futuro si parlerà esclusivamente di potenza estinguendo di fatto i cardiofrequenzimetri e la metodica d’allenamento a loro collegata.
La risposta è no.

Molteplici sono le informazioni ricavabili dal misuratore di potenza; tuttavia, è proprio dalla sinergia con la frequenza cardiaca che si estraggono i dati più interessanti sulla condizione atletica.

Prendendo ad esempio lo slope chart riportato nella figura sottostante e ricavato con il software prodotto da SRM, il primo grafico realizzato per lo studio della relazione FC/WATT durante una gara ciclistica, è possibile ottenere informazioni precise sul livello di prestazione dell’atleta e sull’andamento della condizione durante la stagione.



Il concetto è semplice: sull’asse verticale sono rappresentati i valori di FC, su quello orizzontale i valori di potenza. Relazionati tra di loro è possibile ricavare un indice d’efficienza (rappresentato graficamente dalla retta inclinata) e la tendenza all’affaticamento (visibile nel grafico quando le linee colorate restano prossime alla retta o tendono ad aprirsi).

Ripetendo durante la stagione sessioni d’allenamento simili per durata e intensità risulta molto semplice sia per l’atleta sia per l’allenatore valutare la risposta personale al training e ottimizzare i piani d’allenamento.

Concettualmente è quindi fondamentale concepire questo discorso come un sistema in cui la potenza è una delle componenti fondamentali: acquistare un misuratore per poi lasciare la fascia cardio sul lavandino di casa è come avere un GPS senza le cartine geografiche… un’assurdità!

Ma cosa possiamo aspettarci nel futuro prossimo?

Sotto il profilo della metodica d’allenamento, anche grazie all’enorme banca dati che si sta creando e alla connettività dei social network sportivi, la ricerca si sta indirizzando verso lo studio di nuovi indici sul carico d’allenamento; potenza e frequenza cardiaca, ma anche peso e qualità saranno nuovi indicatori. E’ plausibile che in poche stagioni riceveremo direttamente dai nostri ciclocomputer le indicazioni utili a determinare se è utile o meno eseguire una sessione d’allenamento, a discapito della fantasia probabilmente, ma di sicuro vantaggio nella prevenzione dell’overtraining.

Ecco che gli atleti che interpretano il ciclismo in modo agonistico in pochi anni si troveranno a dover ragionare con i watt. Il consiglio da professionista è quello di valutare prima di tutto la qualità di un misuratore di potenza sotto l’aspetto della ripetibilità del dato: un errore di +/- 5 watt su 300 è al limite della tollerabilità per non vanificare l’utilità dello strumento.

Allora, cosa aspettate?
E’ ora di scrivere la letterina a Babbo Natale…

(6 dicembre 2014)
  
Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo (Cuneo), lavora come preparatore atletico, chinesiologo, biomeccanico e consulente per la nutrizione sportiva nello sport di endurance (ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon).

Dal 2014 è membro e consulente dell'Equipe Enervit, sezione scientifica che studia e analizza i prodotti per l'integrazione alimentare sportiva.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.
E’ preparatore atletico di Alex Zanardi, Ironman finisher all'Ironman World Championship 2014 di Kailua-Kona (Hawaii) con il tempo di 9h 47', Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH5, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, tre titoli mondiali in Canada a Baie Comeau 2013 e due titoli mondiali nel 2014 a Greenville) e di Vittorio Podestà (Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH3, vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012 e attuale Campione del Mondo in linea).
 

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