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Inserito il 20 novembre 2014 alle 09:51:20 da gazario. - Letto: (3041)

Nuova stagione alla grande? Fai il tagliando metabolico!

Prima di iniziare la preparazione invernale è importante effettuare un dettagliato controllo della macchina metabolica, affidandosi ad un team di professionisti: medico, dietista diet coach, preparatore, biomeccanico, osteopata. Il segreto dei successi della stagione è partire con il piede giusto, soprattutto dalla tavola.

dott.ssa Erica Lombardi

Sono nata ad Abbadia San Salvatore (Si) il 17.08.1984.

Qualcuno direbbe che ho 30 anni ma pratico sport almeno da 31, tale la mia dedizione per ogni forma di movimento, ma in particolare per gli sport di endurance.

Dopo aver praticato nuoto fin dall'età di tre anni, sono approdata al calcio, giocando per sei anni nel ruolo di attaccante in una squadra di soli ragazzi.

Tuttavia, le notevoli capacità aerobiche nella corsa, mi hanno permesso di conseguire le prime vittorie nei campionati studenteschi di corsa campestre, pista e strada e da queste si sono susseguite innumerevoli vittorie nei campionati provinciali e regionali in tutte le specialità di corsa, fino al conseguimento del titolo di campionessa italiana F.I.D.A.L. di corsa su strada per due anni consecutivi, e altri titoli italiani U.I.S.P.

Sono tutt'oggi detentrice del record toscano 5000mt piani under 18 ed ho partecipato a numerose manifestazioni nazionali e internazionali conseguendo un quarto posto nella mezza maratona internazionale di Praga. Inoltre sono stata membro della nazionale italiana di atletica ai campionati europei e mondiali di corsa campestre nel 2002 e 2003.

La mia carriera si è conclusa proprio a causa di una scorretta alimentazione.

Da  ciò ho deciso di intraprendere gli studi sulla nutrizione e dopo un tirocinio presso l'istituto di Medicina e Scienza dello sport del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e numerosi convegni e corsi di formazione, ho conseguito la laurea di I°livello in Dietistica presso l'Università degli Studi di Siena, con la votazione finale di 110/110 e lode, discutendo la tesi  dal titolo “REGIME ALIMENTARE NEL MARATONETA D'ELITE” svolta con la collaborazione del campione olimpico di maratona Stefano Baldini .

Ho frequentato la prima scuola italiana biennale di Nutrizione e Integrazione dello sport Sa.N.I.S., certificata dall'I.S.S.N. (International Society of sport Nutrition) e un master in Diritto e Management dello Sport presso la Link Campus University ; mi sto’ specializzando in tale materia c/o la Lega del Ciclismo Professionistico ,presso il Coni .

Nonostante l'amore per il ciclismo mi sia stato trasmesso sin da piccola da uno zio biker, l'esperienza sul campo in qualità di dietista, inizia nel 2009 con il GIROBIO, Giro d'Italia ciclistico under 27, progetto per  la tutela della salute della F.C.I. .

Ho ricoperto  questo incarico anche  nelle prove italiane della Coppa delle Nazioni di ciclismo under 23, fino al 2012.

Ho svolto la mia professione presso le principali squadre di dilettantistiche italiane (tra le quali Colpack ), ho collaborato con squadre professionistiche e,  a tutt'oggi sono dietista-diet coach di singoli atleti/e professionisti/e, di varie squadre italiane e straniere, con i/le quali ho conseguito vittorie e piazzamenti  in manifestazioni europee,al Giro d’Italia e al Tour del France , nonche’ convocazioni  ai campionati mondiali e alle olimpiadi.

Mi occupo di nutrizione anche nel settore amatoriale e nell’ handbike.

Collaboro con preparatori atletici di fama come il prof. Fabrizio Tacchino, connubio che ha portato a innumerevoli vittorie di squadra e di singoli atleti  nel settore dilettantistico e professional, nonché di singoli atleti del settore amatoriale, al conseguimento della medaglia d'argento alle paraolimpiadi di Londra con l'atleta Francesca Fenocchio nella prova nella prova di team relay e alla stesura del libro “Obiettivi, tipologie e mezzi di allenamento nel ciclismo moderno”.

Novembre, sinonimo di preparazione invernale e di “sport alternativi”.

C’è bisogno di recupero muscolare, di riposo mentale dai tanti mesi passati sulla sella, ma allo stesso tempo è necessario mantenere una buona capacità aerobica: non perdere, ma mantenere e/o costruire, nonché ottimizzare la forza e tenere sotto controllo il peso e la composizione corporea.

Infatti, ad aspettare tra qualche mese i bikers più temerari, ecco le salite delle granfondo più impegnative, ormai confermate dalle iscrizioni già effettuate.

Dunque, per i più, stabiliti gli obiettivi stagionali e di conseguenza quelli della preparazione invernale, non rimane che stabilire quelli metabolici e antropometrici (peso, massa grassa e muscolare).

Difficile affrontare una preparazione invernale se la nostra macchina metabolica non ha effettuato “il tagliando” metabolico annuale.
Visita di idoneità medico sportiva, bike test, posizionamento in sella, esami ematochimici e analisi della composizione corporea.

Prima di affrontare qualunque viaggio, è necessario avere una macchina sicura e solo in un secondo momento renderla efficiente per poter raggiungere al meglio, senza troppe difficoltà e pit-stop le mete prefissate.
La sicurezza passa attraverso la prevenzione, per evitare di vedere, durante il viaggio, durante le migliaia di chilometri che ci siamo prefissati di percorrere, spie rosse accendersi che ci costringerebbero inevitabilmente a fermarci alla piazzetta di sosta, ai box.
La prevenzione e la cura dei particolari relativi al nostro stato di salute di partenza ci permette di prevenire alcune infauste situazioni metaboliche tipiche del periodo invernale, garantendoci la possibilità di dare una continuità temporale alla preparazione invernale.

E’ infatti la costanza nel tempo all’alimentazione funzionale e all’allenamento, a permetterci di ambire al raggiungimento dei nostri obiettivi agonistici stagionali, attraverso il raggiungimento di quelli antropometrici (composizione corporea e peso) e atletici (watt/kg, forza, potenza, capacità lipidica e aerobica ecc..).
Senza un ottimo stato di salute non si può porre in essere nessuna ottima prestazione; salute e prestazione dunque, il binomio vincente.
Il check up medico-metabolico è indispensabile per scongiurare l’insorgenza di sindromi influenzali e quindi il calo delle difese immunitarie, nonché di prevenire infortuni, che potrebbero derivare anche da gesti atletici effettuati in questo periodo e a cui non siamo abituati (sport alternativi).
Ogni figura professionale, medico, dietista diet coach, preparatore atletico, biomeccanico, osteopata, fisioterapista, a cui deciderete di affidarvi al fine di ottimizzare questo connubio funzionale, dovrà lavorare in stretta collaborazione, interscambio e sinergia in un’unica direzione e con un comune obiettivo: il raggiungimento della massima performance attraverso l’ottimizzazione e il mantenimento dello stato di salute del biker.
Un team professionale di “meccanici metabolici “ può aiutare il vostro motore di base a mantenersi efficiente e/o a renderlo ancora più efficace e potente, nonché a prevenirne i guasti meccanici.
Dunque, da dove partire oggi stesso per la “remise en forme” della nostra macchina metabolica?
Quale percorso funzionale intraprendere per poter accendere il nostro motore, partire con una maggiore tranquillità, effettuando un viaggio sicuro, veloce, divertente e senza soste forzate?
Dopo aver effettuato un’approfondita visita cardiologica, nonché un check up ematochimico, per verificare l’assetto ematico di base (emocromo, funzionalità  epatica, renale, elettroliti, quadro ormonale ecc..),effettuato un bike test funzionale e il posizionamento in bici, con la documentazione medica e il programma di allenamento sarà possibile rivolgersi alla dietista diet coach, che in collaborazione con il medico e il preparatore atletico, affiancherà il biker nel percorso di coaching nutrizionale funzionale per il periodo di preparazione invernale.
Effettuata poi un’approfondita anamnesi antropometrica (peso, circonferenze, plicometria, esame bioimpedenziometrico) e l’anamnesi alimentare per record e recall, la diet coach e il biker stabiliranno gli obiettivi metabolici-antropometrici da raggiungere.
Obiettivi del coaching nutrizionale invernale: miglioramento della composizione corporea, decremento del peso corporeo (se reale necessità), miglioramento dell’assetto ematochimico e quindi ottimizzazione dello stato di salute, del livello energetico e della forza dell’atleta, nonché prevenzione dagli stati influenzali e dagli infortuni.
Nello specifico, ancor prima del decremento del peso corporeo, obiettivo antropometrico dei mesi invernali é il miglioramento della composizione corporea.
Perdere peso infatti non é sempre sinonimo di perdita di massa grassa.
Per questo, anche in collaborazione con il preparatore atletico, è possibile lavorare sulla capacità lipidica in maniera fisiologica, abituando attraverso l’alimentazione e l’allenamento funzionale il metabolismo a sfruttare i grassi come carburante energetico.
Il coaching nutrizionale ha l’obiettivo attraverso la giusta quantità, qualità, distribuzione e associazione degli alimenti di ottimizzare le varie componenti della macchina metabolica:
- il carburante (carboidrati e zuccheri);
- il telaio (proteine)
- gli ingranaggi (olio e grassi non saturi)
- il radiatore (acqua).
E’ l’equilibrio di questi componenti che ci permetterà di effettuare al meglio il viaggio e raggiungere i traguardi nel migliore dei modi e non in maniera sofferta, scongiurando il rischio di non raggiungerli affatto.
Infatti un'errata quantità di carboidrati, se in eccesso “ingolferà la nostra macchina metabolica”, se in difetto ci farà rimanere a metà del percorso.
Così per le proteine: se poche ci sarà il rischio di “catabolismo muscolare”, se troppe sarà probabile l’inibizione della sintesi proteica, con conseguente sovraccarico renale e organico.
E ancora, oli e grassi: in caso di eccesso, si registrerà un aumento dei grassi ematici; un scarsa quantita sarà sinonimo di infortuni (“ingranaggi non lubrificati”), deficit ormonali e immunitari.
Infine l’acqua (quindi l’idratazione): se in difetto, ecco comparire la disidratazione (mancata distribuzione delle sostanze compresi micronutrienti in circolo e “surriscaldamento del motore”;) l’eccesso porterà alla iponatriemia (intossicazione da acqua, che può essere causa di alcune pericolose malattie, ndr).
Da ciò si evince come la preparazione, e quindi di conseguenza la prestazione, sia influenzata non solo da come e quanto pedaliamo ma anche dall’assetto non solo della nostra bici ma in particolare da quello della nostra macchina metabolica.
L’atleta è dunque ciò che mangia …
Dietro ai risultati, oltre al “macinare“ chilometri c’è molto di più…

(20 novembre 2014)

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