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Inserito il 04 novembre 2014 alle 18:36:40 da Francesco Chiappero. - Letto: (12668)

Vuoi andare forte in estate? Riposa in autunno

Arrivato l'autunno molti atleti si sono già lanciati negli allenamenti per la prossima stagione, saltando, o limitando, il giusto periodo di riposo per timore di perdere la forma. Giusto o sbagliato? Vediamo come interpretare al meglio il periodo di transizione tra due stagioni per non arrivare a maggio senza energie.



a cura del dott. Francesco Chiappero
Novembre e dicembre, otto settimane, sessantuno giorni, un piccolo lasso di tempo che, se mal interpretato, può condizionare la riuscita di un’intera stagione.
Per questo motivo, il periodo di transizione è molto importante ed estremamente difficile da gestire, anche e soprattutto per un allenatore.

Il nemico numero uno è subdolo ed è sepolto dentro ognuno di noi, specie in chi ha nel proprio cuore lo sport di ‘endurance’ e la convinzione che sopportare la fatica sia la chiave del successo.
Per questo tipo di atleta, il riposo è sempre vissuto con apprensione e viene concepito come perdita di tempo e del lavoro duramente costruito; compito arduo, per l’allenatore, aiutare a battere questa paura irrazionale e convincere che una pausa o una minore intensità nelle uscite non sono segno di debolezza, né di poca passione verso il ciclismo, ma una necessità fisiologica, che sta alla base delle prestazioni future.

Le parole chiave in questi giorni devono essere divertimento e relax; qualcuno forse sta storcendo il naso… Eppure, per crescere nelle prestazioni, è necessario affiancare questi termini ai ben più noti ‘sacrificio’ e ‘fatica’. L’errore molto diffuso, soprattutto nei principianti e negli atleti che sognano di risalire rapidamente le classifiche, è quello di non tenere conto che il nostro organismo, come del resto il mondo intero, è naturalmente soggetto a ciclicità.
In breve: una volta sviluppato il potenziale di un ciclo, non sarà possibile mantenerlo a lungo, né tanto meno aumentarlo, senza prima aver osservato un periodo di recupero.

Questa “danza” tra periodi di forma e di recupero è un fattore comune a tutti; esiste però, come spesso accade, una soggettività, che in questo caso si manifesta con la necessità di periodi più o meno lunghi d’allenamento e di riposo.
Età, potenziale ed esperienza atletica, uniti anche al contesto sociale in cui si vive, sono i principali fattori che caratterizzano la durata dei nostri cicli di prestazione; è logico quindi che non possano essere per tutti uguali e che si possano manifestare in modi differenti nella carriera di uno stesso atleta.

Un buon inizio è sempre vincolato all’attenta analisi dei calendari di gara: inutile pensare di riuscire a gestire 12 mesi al top, se nelle precedenti stagioni, nonostante il grande impegno profuso, ci si è ritrovati a maggio con le batterie scariche.
Tendenzialmente, in ambito amatoriale, l’atleta medio sviluppa le sue prestazioni in circa 6 mesi; dopo questo periodo l’esigenza di recupero diventa fondamentale per non incorrere in una stagnazione, o peggio, un netto calo delle prestazioni.
Ragionando così, su un’ipotetica stagione agonistica che preveda tra maggio e giugno la “fase saliente”, l’inizio di un training progressivo fatto di lavori specifici per lo sviluppo della performance non dovrebbe prendere il via prima di dicembre; se invece gli obiettivi si concentrano a giugno e luglio si dovrà pazientare fino a gennaio.
Questo, ovviamente, per non incappare nel gruppo delle “Winter Stars”; espressione coniata da un noto allenatore americano, che ha così definito quegli atleti che, massacrandosi d’allenamento tra novembre e dicembre, si presentano i primi mesi dell’anno in splendida forma, per poi miseramente scomparire coi primi venti di primavera.

Ma cosa è consigliabile fare in attesa di dare il via alla stagione?

Partendo dal presupposto che siamo atleti e che quindi per noi il movimento è vita, è possibile vedere questa transizione come il momento ideale per attività diverse dal solito: nuoto, ginnastica, camminata, corsa leggera e sci di fondo sono gli sport più consigliati anche in chiave di un riequilibrio motorio e posturale.
Il ciclismo è uno sport ciclico, che costringe i praticanti ad un’altissima specializzazione del gesto atletico, anno dopo anno; se però questo non è equilibrato con periodi d’esercizio specifico, può indebolire l’atleta, fino a incidere nelle prestazioni e nella qualità di vita a causa di vizi posturali.
Sotto l’aspetto del volume e dell’intensità, è suggeribile l’impostazione di cicli settimanali pari al 60-70% del volume medio, a cui si è soliti avere buone prestazioni in stagione, con intensità prevalentemente aerobica e brevi o brevissime escursioni nelle zone superiori.

Quanto indicato è molto generico; non è tuttavia intenzione di questo articolo fungere da “McDonald’s” della preparazione atletica, dispensando tabelle seriali troppo generiche (peraltro facilmente reperibili su Google o su una qualunque rivista del settore).
L’obiettivo è invece quello di fornire una capacità critica, utile ad evitare gli errori più macroscopici e frequenti in questo periodo dell’anno, consapevoli che l’allenamento corretto uguale per tutti è una chimera: non sarà sufficiente condividere i programmi di Nibali per vincere un Tour de France né tantomeno per ritrovare le migliori prestazioni.
Scegliete bene gli obiettivi, calcolate i tempi in base alle vostre capacità e prendete la “rincorsa” al momento giusto. Almeno nello sport partire in anticipo non è sempre un vantaggio.

(4 novembre 2014)
  
Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo (Cuneo), lavora come preparatore atletico, chinesiologo, biomeccanico e consulente per la nutrizione sportiva nello sport di endurance (ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon).

Dal 2014 è membro e consulente dell'Equipe Enervit, sezione scientifica che studia e analizza i prodotti per l'integrazione alimentare sportiva.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.
E’ preparatore atletico di Alex Zanardi, Ironman finisher all'Ironman World Championship 2014 di Kailua-Kona (Hawaii) con il tempo di 9h 47', Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH5, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, tre titoli mondiali in Canada a Baie Comeau 2013 e due titoli mondiali nel 2014 a Greenville) e di Vittorio Podestà (Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH3, vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012 e attuale Campione del Mondo in linea).
 

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