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Inserito il 24 ottobre 2014 alle 09:23:14 da Enrico Cavallini. - Letto: (4013)

Lorenzo Baldesi - Il cuore pulsante di AS Roma Ciclismo

Il presidente della AS Roma Ciclismo ci racconta come è organizzata una grossa società che riesce, pur nelle difficoltà di una città come Roma, a promuovere l'attività ciclistica in tutti i suoi settori, strada, MTB e soprattutto attività giovanile. Perché il ciclismo ha uno scopo sociale innegabile, che si lega a tanti aspetti: salute, aggregazione, gioco di squadra, mobilità sostenibile, possibilità di vivere al meglio il territorio e merita di essere valorizzato.

di Michele Bazzani (foto di archivio AS Roma Ciclismo)

Lorenzo Baldesi

Nata a: Roma
Il:
7 febbraio 1984

Titolo di studio: Laurea in Giurisprudenza
Attività lavorativa: Imprenditore

Stato civile
: Coniugato

Ruolo: Presidente dell'AS Roma Ciclismo

Riconoscimenti: Premiato dal CONI nel 2012 come best sponsor manager, vari riconoscimenti da CONI e FCI per meriti sportivi ed organizzativi
Si è chiusa un’altra intensa stagione di ciclismo amatoriale e ancora una volta l’AS Roma Ciclismo è stata protagonista, con molte vittorie nelle classifiche di società e molti piazzamenti dei propri atleti. Tra queste ricordiamo la vittoria nel Circuito degli Italici Latino, nel Pedalatium e quella recente alla Granfondo di Roma. Supponiamo che il Presidente sia soddisfatto…
Come presidente sono ovviamente soddisfattissimo dei risultati della stagione ciclistica, ma sono soprattutto contento per i ragazzi, che hanno visto ripagati la dedizione, l’impegno e la costanza che ci hanno messo dall’inizio dell’anno. Quindi più che contento sono orgoglioso dei miei atleti.

Sulle divise, sia di gara che da riposo, è riportata una data: 1928. Ma esiste da così tanto tempo l’AS Roma Ciclismo? Come è nata e si sviluppata negli anni questa società ciclistica?
Per la verità la Roma Ciclismo è nata nel 1927, anche se riportiamo il 1928, anno della prima affiliazione. E’ stata fondata da alcune famiglie di appassionati, che poi l’hanno portata avanti nel tempo con continuità generazionale. Lo scopo è sempre stato quello di mantenere lo stesso modo di essere e di fare che l’hanno caratterizzata da sempre: standard di educazione, affetto, organizzazione. I tempi sono cambiati, questi valori si sono un po’ persi, ma per noi il “cosa” e il “come” sono rimasti gli stessi.

Torniamo a oggi. Spesso nelle granfondo  assistiamo alla presenza di questo gruppo numeroso in maglia giallo rossa che si raduna attorno a uno stand appositamente allestito. Quale organizzazione c’è dietro a tutto questo? Quali servizi vengono offerti agli atleti?
La nostra idea è quella di non dare tutto subito. Invece di investire tutte le risorse nel kit di inizio anno, preferiamo dare il giusto all’inizio, trattenendo risorse economiche e umane a beneficio di coloro che partecipano alle varie manifestazioni. Di qui nasce l’idea dello stand, dove ci sono persone che lavorano dietro le quinte per dare assistenza agli atleti.




Una tale organizzazione presuppone anche una società con un preciso organigramma direttivo. Quali sono i ruoli e le persone che dirigono l’attività dell’associazione?
C’è un ufficio di presidenza, diretto da me, che sono il Presidente, e dal Vice Presidente Vincenzo Soria, che si occupa che tutto venga organizzato nel modo corretto, oltre che dell’individuazione delle priorità. Poi abbiamo una segreteria operativa guidata da Flaminia Blasetti, che coordina l’attività, un reparto marketing condotto da Valerio Tesei, che si occupa dei rapporti con gli sponsor, e infine un Servizio Corse coordinato da Marco Andracchio e dove la direzione delle squadre agonistiche è affidata a Nazzareno Asci, con la supervisione di Gabriele Diaferia.

L’attività che viene svolta riguarda solo le competizioni ciclistiche su strada o i tesserati partecipano anche ad altri settori dello sport ciclismo (Mountain Bike, Ciclocross, Pista…)?
La maggior parte dell’attività è affidata al settore amatoriale su strada, ma l’esperienza fatta negli anni contempla anche un team agonistico di Mountain Bike. Abbiamo anche un’esperienza di cinque anni di una scuola di ciclismo per il settore giovanile e di un team di diversamente abili.

Aldilà dell’organizzazione nel corso delle varie manifestazioni ciclistiche l’AS Roma Ciclismo organizza altri eventi per i propri tesserati?
Organizziamo direttamente ogni anno il Go Cycling Day, manifestazione giunta alla sesta edizione e che ogni anno viene dedicato a turno a uno dei team interni, prevedendo anche il coinvolgimento di tutti gli altri. Si tratta di un evento sportivo che prevede una gara, un’attività promozionale per bambini e  l’allestimento di un villaggio espositivo, con il coinvolgimento dei partner. Diamo notevole importanza anche all’assemblea di fine anno, in cui raduniamo gli atleti e dove ci piace far respirare l’aria che gira attorno alla società. Peraltro è l’unico momento dell’anno in cui la dirigenza si mette in giacca e cravatta per i propri atleti.

Il settore giovanile riveste una rilevante importanza nel ciclismo di oggi. Abbiamo visto che a Roma, subito dopo la partenza della granfondo, sui Fori Imperiali, si è tenuta una competizione a cui hanno partecipato centinaia di bambini. L’AS Roma Ciclismo ha un proprio settore giovanile? Quanti bambini ci sono e quali attività svolgono?
Per cinque anni abbiamo gestito direttamente una squadra di ciclismo giovanile, intrapreso per rispondere a una precisa esigenza e anticipando un po’ i tempi rispetto all’obiettivo di fondo. Lo scopo è quello di spostare il progetto dalla periferia a Roma, concludendo un percorso, attualmente in fase di costruzione, con l’apertura di una scuola ciclismo con alcune filiali. Questa prima prova è servita comunque per fare esperienza, che non molliamo grazie all’organizzazione di eventi di promozione.

L’AS Roma Ciclismo si lega indissolubilmente alla Città di Roma. Cosa vuol dire praticare ciclismo in una città così complessa per il traffico, come la nostra Capitale? Come vede il ruolo di manifestazioni come la Granfondo che si è svolta recentemente e giunta alla sua terza edizione?
Il comitato organizzatore di Gianluca Santilli sta affrontando un percorso ambizioso, lungo e tortuoso allo stesso tempo, che incontra molte difficoltà, ma che sta funzionando. Con Granfondo Roma abbiamo collaborato fin dalla prima edizione, per la gestione dell’iniziativa giovanile, e subito ci è stata data grande fiducia. E nonostante l’apparato organizzativo abbia tante cose cui pensare, molte risorse economiche e umane vengono dedicate alla promozione e al supporto dell’organizzazione della minifondo, dalla chiusura delle strade alla posa delle transenne, fino al coinvolgimento diretto degli sponsor della manifestazione.

Ci sono atleti del presente o del passato a cui il Presidente e la Società si sentono più legati o ricordano con particolare affetto?
Aldilà del fatto che tutti gli atleti per noi hanno una grande importanza, direi che siamo molto legati alla memoria di Spartaco Rosati, scomparso di recente, simbolo eterno della Roma Ciclismo e punto di congiunzione tra presente e passato, tra ciò che è divenuta e ciò che vogliamo ancora possa rappresentare.

Qual è il suo sogno che vorrebbe veder realizzato nel ciclismo e nello sport del prossimo futuro?
Partendo dal presupposto che tutti sanno andare in bici, il mio sogno è che tutti riconoscessero il valore innegabile e trasversale che ha la bicicletta, in molti aspetti della società. La bici non è solo un mezzo per fare sport ma è soprattutto un valore che si lega a tanti aspetti (salute, aggregazione, gioco di squadra, mobilità sostenibile, possibilità di vivere al meglio il territorio): per questo meriterebbe una grande valorizzazione. Detto da non-ciclista quale io sono che si diletta in bici solo per rispondere alle scherzose provocazioni dei propri atleti…

Grazie Presidente, il suo sogno è quello di tutti noi che amiamo la bici e il ciclismo.
Grazie a voi.

(23 ottobre 2014)
 

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