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Inserito il 23 ottobre 2014 alle 20:03:21 da Enrico Cavallini. - Letto: (3807)

Addio all'effetto yo-yo con l'alimentazione funzionale

Scendono i chilometri aumenta il peso? Immagina che il tuo piatto o la tua crostata o la tua pizza preferita siano la ruota della tua bici. L’eccesso o la mancanza di un solo spicchio…la foratura. L'equilibrio (no more, no less): ciò che ti permetterà di vedere, stagione dopo stagione, l'asfalto, per chilometri e chilometri, che va.

dott.ssa Erica Lombardi

Sono nata ad Abbadia San Salvatore (Si) il 17.08.1984.

Qualcuno direbbe che ho 30 anni ma pratico sport almeno da 31, tale la mia dedizione per ogni forma di movimento, ma in particolare per gli sport di endurance.

Dopo aver praticato nuoto fin dall'età di tre anni, sono approdata al calcio, giocando per sei anni nel ruolo di attaccante in una squadra di soli ragazzi.

Tuttavia, le notevoli capacità aerobiche nella corsa, mi hanno permesso di conseguire le prime vittorie nei campionati studenteschi di corsa campestre, pista e strada e da queste si sono susseguite innumerevoli vittorie nei campionati provinciali e regionali in tutte le specialità di corsa, fino al conseguimento del titolo di campionessa italiana F.I.D.A.L. di corsa su strada per due anni consecutivi, e altri titoli italiani U.I.S.P.

Sono tutt'oggi detentrice del record toscano 5000mt piani under 18 ed ho partecipato a numerose manifestazioni nazionali e internazionali conseguendo un quarto posto nella mezza maratona internazionale di Praga. Inoltre sono stata membro della nazionale italiana di atletica ai campionati europei e mondiali di corsa campestre nel 2002 e 2003.

La mia carriera si è conclusa proprio a causa di una scorretta alimentazione.

Da  ciò ho deciso di intraprendere gli studi sulla nutrizione e dopo un tirocinio presso l'istituto di Medicina e Scienza dello sport del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e numerosi convegni e corsi di formazione, ho conseguito la laurea di I°livello in Dietistica presso l'Università degli Studi di Siena, con la votazione finale di 110/110 e lode, discutendo la tesi  dal titolo “REGIME ALIMENTARE NEL MARATONETA D'ELITE” svolta con la collaborazione del campione olimpico di maratona Stefano Baldini .

Ho frequentato la prima scuola italiana biennale di Nutrizione e Integrazione dello sport Sa.N.I.S., certificata dall'I.S.S.N. (International Society of sport Nutrition) e un master in Diritto e Management dello Sport presso la Link Campus University ; mi sto’ specializzando in tale materia c/o la Lega del Ciclismo Professionistico ,presso il Coni .

Nonostante l'amore per il ciclismo mi sia stato trasmesso sin da piccola da uno zio biker, l'esperienza sul campo in qualità di dietista, inizia nel 2009 con il GIROBIO, Giro d'Italia ciclistico under 27, progetto per  la tutela della salute della F.C.I. .

Ho ricoperto  questo incarico anche  nelle prove italiane della Coppa delle Nazioni di ciclismo under 23, fino al 2012.

Ho svolto la mia professione presso le principali squadre di dilettantistiche italiane (tra le quali Colpack ), ho collaborato con squadre professionistiche e,  a tutt'oggi sono dietista-diet coach di singoli atleti/e professionisti/e, di varie squadre italiane e straniere, con i/le quali ho conseguito vittorie e piazzamenti  in manifestazioni europee,al Giro d’Italia e al Tour del France , nonche’ convocazioni  ai campionati mondiali e alle olimpiadi.

Mi occupo di nutrizione anche nel settore amatoriale e nell’ handbike.

Collaboro con preparatori atletici di fama come il prof. Fabrizio Tacchino, connubio che ha portato a innumerevoli vittorie di squadra e di singoli atleti  nel settore dilettantistico e professional, nonché di singoli atleti del settore amatoriale, al conseguimento della medaglia d'argento alle paraolimpiadi di Londra con l'atleta Francesca Fenocchio nella prova nella prova di team relay e alla stesura del libro “Obiettivi, tipologie e mezzi di allenamento nel ciclismo moderno”.

Ottobre, per il biker sinonimo di fine stagione e di meritato, necessario recupero.

Archiviate le ultime granfondo è il momento di riporre, per un periodo, la compagna di fatiche in garage.
Se, la maggior parte dei bikers sono soliti optare per settimane di riposo totale, non sono pochi quelli che già oggi hanno provveduto a rispolverare dalla soffitta i vecchi rulli o la MTB o ancora le scarpette da running e gli attrezzi da palestra, per iniziare a porre in essere i principali concetti della preparazione invernale.
C’è anche un popolo di bikers assidui, che invece continua tutt’oggi ad effettuare uscite in bici non impegnative, senza concedersi un vero e proprio periodo di riposo.

Di fatto, in entrambi i casi, il numero dei chilometri settimanali effettuati tende a ridursi notevolmente e così il livello dei L.A.F. (livelli di attività fisica) giornalieri diminuisce. Ad aumentare è invece la tendenza diffusa tra molti biker a concedersi qualche ”peccato di gola” in più, consumando con maggiore frequenza, quei cibi considerati da molti quasi dei “tabù“ durante la stagione agonistica.

Effettuando meno chilometri e assumendo qualche “junk food“ (letteralmente ”cibo spazzatura”) in più, il rischio di accumulare peso e massa grassa potrebbe aumentare, soprattutto per quei biker con caratteristiche del somatotipo endomorfo (caratterizzato da spalle strette, fianchi larghi ed una struttura ossea robusta, ndr), accrescendo così anche la probabilità di ritrovandosi inevitabilmente appesantiti ad affrontare la preparazione invernale ormai alle porte.

Di conseguenza, ecco che, dopo il periodo di recupero, molti di questi atleti, salendo sulla bilancia, scoprono di aver accumulato chilogrammi in eccesso e quindi, presi dall’enfasi di rientrare in forma velocemente, decidono di adottare erroneamente, condotte alimentari estreme e anche pericolose, per lo più improvvisate o lette in qualche blog più o meno scientificamente accreditato, decidendo di mettere in pratica le diete più disequilibrate: la dieta del “minestrone” o la iperproteica-low carb o ancora quella “ fruttariana”, quella del “campione” o la dieta del “compagno di allenamento”, con risultati per lo più infausti o poco duraturi, sulla perdita del peso accumulato e anche sulla preparazione atletica.

Dunque, tanti sacrifici, per un risultato non certo.

D’altro canto, se alcuni bikers nel periodo non agonistico, sono soliti non porre particolare attenzione alla loro condotta alimentare, altri, in concomitanza della riduzione dell’attività fisica, proprio per il timone di accumulare peso e massa grassa, mettono in atto condotte alimentari fin troppo restrittive, con il rischio di perdere, con il peso, anche massa muscolare e rallentare i tempi di recupero; quest’ultimo obiettivo principale di questa fase della stagione.
In questo caso, il rischio è di ritrovarsi a intraprendere la preparazione invernale già affaticati organicamente e provati mentalmente.

In entrambe i casi, siamo di fronte a quella che in gergo viene definita la “regola del tutto o niente”, adottata da alcuni atleti:
“mi alleno: mangio bene; non mi alleno: non pongo attenzione all’alimentazione” – oppure – “mi alleno e posso concedermi di mangiare molto di più; non mi alleno, riduco all’estremo la mia dieta”.

Questo approccio, rischia di diventare pericoloso soprattutto, se protratto a lungo termine; il pericolo è di inficiare non solo la performance dell’atleta ma anche il suo stesso stato di salute.
Avete mai riflettuto su questo aspetto? Chi da bambino non si è mai cimentato nel gioco dello yo-yo? Quante volte abbiamo perduto del tempo nell’intento di districare quel filo, dopo averci giocato per ore o giorni? Quante le volte che ci siamo dovuti arrendere al quel disordine di fili generato o abbiamo visto quel filo spezzarsi?

Da questa riflessione non può che venirci alla mente un’altra similitudine e definizione popolare: l’ormai famoso “effetto yo-yo” che non è altro che una condizione metabolica negativa, sia per la performance, sia per lo stato di salute, che si può facilmente generare con i suddetti, non equilibrati, approcci e comportamenti alimentari.

Ma quali potrebbero essere alcune delle conseguenze metaboliche negative del cosiddetto “effetto yo-yo”? Difficoltà a mantenere il peso raggiunto, stress, squilibri idroelettrolitici, con comparsa di ritenzione idrica e/o, nei casi estremi, edemi agli arti distali, disturbi gastrointestinali, riduzione della massa magra, perdita di massa muscolare, calo dell’energia, disturbi del metabolismo e del sonno, disequilibri ormonali e ematochimici, fragilità ossea ecc.
Vogliamo dunque fare un summit degli effetti del rebound metabolico “yo-yo”? Aumentata probabilità di riduzione della performance e dello stato di forma fisica, che in questo periodo di recupero e di inizio della preparazione significherebbe partire già con “il pedale sbagliato”!!



In più tali squilibri metabolici perpetuati negli anni, vedono scemare i suoi meccanismi fisiologici di compensazione, atti a riparare danni sul metabolismo e sullo stato di salute, tanto che l’atleta, nonostante provi a rimettersi in forma con enormi sacrifici, non riesce più ad ottenere gli stessi risultati in termini di peso, watt/kg ecc., ottenuti in passato.

Da quanto emerso, si evince come, anche in questo periodo dell’anno, perentoria sia la necessità di affidarsi a esperti della nutrizione e sport, che possano consigliare e affiancare il biker nella sua personale ricerca e gestione di un’alimentazione – funzionale, atta a mantenere un peso e una composizione corporea adeguata alle sue necessità di uomo e atleta, durante tutto l’anno, non solo in fase di stagione agonistica, ma in particolar modo, lontano dalle corse.

La dietista - diet coach aiuterà e affiancherà il biker, in collaborazione con il suo medico, nel suo personale percorso di ricerca e mantenimento del peso e della composizione corporea e del suo stato di salute, nonché collaborerà costantemente, insieme anche al suo preparatore atletico, al fine di ottimizzare i fabbisogni metabolici e nutrizionali in relazione ai mesocicli di preparazione atletica, attraverso l’elaborazione di protocolli nutrizionali funzionali ad ogni tipologia di allenamento giornaliero.

(23 ottobre 2014)

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