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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 15 ottobre 2014 alle 12:29:46 da gazario. - Letto: (3241)

Emozioni di brividi alla Granfondo Roma!

L'ultimo giorno di scuola della stagione 2014 è stato vissuto dai più fortunati nello scenario straordinario della Granfondo Campagnolo Roma. I miglioramenti organizzativi rispetto alle precedenti edizioni sono stati netti. Molti i VIP presenti al via. Tanti i volti soddisfatti all'arrivo per un'avventura davvero entusiasmante.

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Play Full Nikon)

 

Chiudi gli occhi, immagina una gioia; molto probabilmente penseresti a una partenza…”. Le prime luci del giorno devono ancora spuntare, ma via dei Fori Imperiali è già piena di ciclisti desiderosi di iniziare la loro cavalcata. È uno degli scenari più belli mai vissuti in questa lunga annata granfondistica! Mi volto e vedo l’imponente sagoma del Colosseo e un enorme fiume di ciclisti vestiti tutti uguali con maglia grigio antracite e banda giallorossa; ai lati i Fori Romani di Augusto, di Nerva e di Traiano. Siamo circondati dalla storia. Ma come sono arrivato qui?

Ricordo di essere uscito dall’albergo con gli occhi ancora semichiusi dal sonno, in una Roma deserta, illuminata solo dalla luce dei lampioni. Piano piano le strade che percorrevo per andare in griglia hanno cominciato a pullulare di ciclisti, che andavano nella mia stessa direzione, con lo stesso entusiasmo sul volto. Tra questi riconosco il tandem con a bordo Cinzia, la mia compagna di squadra non vedente. Appena la saluto da lontano mi riconosce, ricambiando il buongiorno e il sorriso. È solo la prima emozione di una giornata che me ne regalerà tante.

Ma l’atmosfera era elettrica già dal giorno della vigilia, nel simpatico Villaggio Expo, allestito all’interno dello Stadio delle Terme di Caracalla. Gli stand erano presi d’assalto dai molti visitatori, così come molto frequentate erano le attività collaterali, che spaziavano dai bike test alle escursioni di Nordic Walking, per finire con vivacissime lezioni di spinning. Il ritiro del numero e del pacco gara, nonostante i molti iscritti, avviene rapidamente grazie all’enorme schiera di volontari addetti alla distribuzione. Arrivo giusto in tempo per la presentazione del Giro delle Capitali, il nuovo circuito che nel 2015 riunirà le manifestazioni che si terranno nelle città che sono state Capitali d’Italia (Torino, Firenze e Roma).

Quindi si comincia già a parlare di programmi per la prossima stagione, ma l’aria che si respira è quella dell’ultimo giorno di scuola e quindi di grande festa. Le premiazioni del circuito Pedalatium richiamano a un riepilogo di quanto avvenuto in stagione, ma sono soprattutto l’occasione per rivedere, salutare e abbracciare tanti amici. E così la vigilia trascorre in spensieratezza e allegria, fino alla ricca cena finale e al meritato riposo.



Ma torniamo alla partenza, la nostra partenza. Le voci degli speaker, Paolo Mutton e Barbara Pedrotti, iniziano a riscaldare l’ambiente, con le interviste ai vip presenti. Tra questi il pilota automobilistico Giancarlo Fisichella, che lamenta una condizione atletica meno brillante che in passato e che annuncia di dedicarsi a una passeggiata sul percorso più breve. Intenti non bellicosi anche per il professionista Davide Malacarne e per gli ex-campioni del mondo Marta Bastianelli e Leonardo Giordani, qui presenti per un’allegra pedalata in compagnia degli amici. Più defilato l’ultracycler Omar Di Felice, reduce da un anno di grandi successi, con cui condivido l’attesa in griglia, parlando di programmi futuri. Dietro di noi la griglia di merito, con volti meno famosi ma a me più familiari dopo tante granfondo condivise assieme: qui ci sono tutti i favoriti della corsa e si scaldano i motori, ma i sorrisi allentano la tensione che di solito accompagna questi momenti prima del via. Nel frattempo il cielo si è rischiarato e l’alba ha iniziato a illuminare il fantastico scenario, anche se il cielo è un po’ coperto per l’umidità della notte e il sole ancora pallido. Un brivido mi sorprende increspandomi la pelle, non so se per il freddo o per l’emozione di essere lì. Ma non c’è tempo per pensarci, perché è già iniziato il conto alla rovescia per il via alla gara.

D’improvviso la sceneggiatura cambia: contrariamente a quanto mi ero aspettato, non si fa un tratto ad andatura controllata ed è subito corsa vera. Mentre giriamo intorno all’Altare della Patria, i ritmi si fanno subito intensi e dobbiamo impegnarci per mantenere le posizioni, anche se le gambe sono fredde e non rispondono alle prime sollecitazioni. La salitella del Circo Massimo allunga un po’ il gruppo, ma serviranno diversi chilometri prima di vedere un po’ di selezione nell’enorme gruppone che si allontana dalla Città Eterna, percorrendo via Ardeatina.

Giunti sulla larghissima Via Appia comincio a sentirmi meglio e mi concedo la pazzia di uno scatto in testa al gruppo che mi terrà al vento per qualche chilometro, prima di essere inesorabilmente riassorbito: so che pagherò caro quello sforzo, ma intanto mi sono regalato un’altra emozione. Nel frattempo era andata via la fuga, quella vera, con tanti uomini forti e alcuni tra i favoriti. La salita verso i Castelli Romani, prima leggera, diventa più impegnativa e il gruppo di testa inizia a selezionarsi. Dopo una breve galleria c’è un momento di respiro: costeggiamo il lago di Albano per un rapido tratto, poi si ricomincia a salire il Costone, con ampi tornanti.

Le acque scure del lago si abbassano sotto di noi e fanno da contrasto con il biancheggiante palazzo papale di Castel Gandolfo che svetta sull’altra sponda. Qui vado in difficoltà e mollerei subito, se non fosse per gli incitamenti e lo stimolo dell’amico e compagno Riccardo. Tengo duro, per andare ad affrontare con decisione l’ultima parte della salita di Rocca di Papa, forse il tratto più duro del percorso, denominato simpaticamente “Murus” dagli organizzatori. In cima troviamo la familiare voce dello speaker Fabrizio Amadio, grande conoscitore del mondo amatoriale, che snocciola i nomi dei corridori che gli passano davanti, scherzando sulle loro fatiche. Un altro bellissimo momento.

Dopo questa salita oramai i gruppi sono formati e ci lanciamo nella boscosa e fresca via dei Laghi, caratterizzata da faticosi saliscendi, che anticipano la velocissima picchiata verso Velletri. Purtroppo qui emergono le mie difficoltà in discesa e devo mollare il gruppo, procedendo da solo nel lungo tratto in falsopiano verso Lariano e l’attacco alla salita delle Macere, dove vengo raggiunto da altri corridori. I ritmi sono comunque elevati, ma fortunatamente comincio a sentirmi meglio e apprezzo la nuova compagnia. Sull’impegnativa salita di Rocca Priora, che porta al punto più alto del percorso, per molti la fatica inizia a farsi sentire e si comincia a pescare nel serbatoio della riserva.

Riesco a rimanere attaccato a un gruppo di chiassosi ciclisti napoletani (o comunque con spiccato accento campano), con i quali percorrerò in allegria la salita del Tuscolo, quarta e ultima asperità di giornata, la successiva discesa resa pericolosa dal fondo stradale sconnesso e il velocissimo tratto finale. Man mano che ci avviciniamo alla città, cresce l’eccitazione e così vado in testa al gruppo a dare alcune lunghe tirate, visto che la gamba è ancora buona. Mi godo l’ultimo tratto di Via Appia Antica in pavè, con la bellissima Porta San Sebastiano e le mura aureliane a fare da sfondo. Siamo veramente vicini, ma prima dell’arrivo dobbiamo fare un ultimo toboga per dribblare la trafficata via Colombo e presentarci sorridenti e soddisfatti sul rettilineo d’arrivo in via Baccelli, poco al di sopra delle Terme di Caracalla.

Una stretta di mano con i compagni d’avventura è il giusto premio per la conclusione di una prova che ci vede tutti vincitori.

Mi trattengo un po’ al ricco ristoro allestito dopo l’arrivo, una gradita novità di questa edizione, e poi corro rapidamente in albergo a fare la doccia, desideroso di godermi anche tutto il dopogara. Qui ritrovo tanti amici, ognuno con la sua storia da raccontare, e faccio davvero fatica a salutare tutti. Condivido il pranzo, veramente ricco e vario, con l’amica Costanza Martinelli, la mamma volante del ciclismo amatoriale, che sprizza simpatia da tutti i pori, visibilmente soddisfatta della sua prova e della sua stagione.

Abbraccio Luca Panichi, sempre presente negli avvenimenti che contano e che per l’occasione ha scalato sulla sua carrozzina e con la consueta tenacia la durissima salita di Rocca Priora. Saluto e ringrazio Gianluca Santilli per l’ottima organizzazione dell’evento, molto migliorata rispetto alle precedenti edizioni, soprattutto per quanto riguarda la difficile e complessa questione del controllo del traffico: correre a traffico completamente chiuso per un largo intervallo di tempo nell’area metropolitana di Roma è veramente un’impresa e stavolta la sfida è stata sostanzialmente vinta.

Poi ci spostiamo al palco delle premiazioni che, per l’occasione, vedono curiosamente salire sul palco - tutti assieme - i vincitori delle varie categorie, seguiti dai secondi e dai terzi classificati. Un’ultima emozione per la vittoria nella classifica a squadre della mia società, premiata con un bellissimo telaio De Rosa. Così giunge il momento dei titoli di coda. È sempre un rammarico andarsene dopo due giorni di divertimento, tanto più che, con questa manifestazione, si conclude anche la stagione granfondistica.

Ci concediamo l’ultima birra in compagnia e poi è il momento di lasciare Roma ai Romani e a quei fortunati che hanno potuto prendersi un giorno di ferie e godersi ancora per un po’ le bellezze della Città Eterna…

Questa la cronaca della gara.

Ecco la photogallery completa.

Le classifiche complete sono disponibili sul sito MySdam.

(14 ottobre 2014)

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