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Inserito il 08 ottobre 2014 alle 12:11:13 da Francesco Chiappero. - Letto: (3015)

Analizza la stagione passata per una nuova stagione vincente

Migliorare le prestazioni in gara non è solamente legato all'incremento delle capacità atletiche, ma anche al miglioramento di altre qualità dell'atleta. Analizzare con attenzione le gare cui si è partecipato nella scorsa stagione è il modo migliore per capire dove lavorare nella preparazione per la nuova stagione. Ecco un sistema utile a questo scopo.



a cura del dott. Francesco Chiappero
Da anni, prima che la nuova stagione abbia inizio, sono solito fare con i miei atleti una chiacchierata conclusiva sull’annata appena passata, per mettere in luce quanto di buono si è fatto e dove invece è ancora possibile migliorare.

Durante questo confronto atleta - allenatore uno degli argomenti più trattati è sempre quello legato alla valutazione del miglioramento prestativo, un metro di giudizio nei confronti della metodica d’allenamento seguita.
Di norma la maggior parte dei granfondisti tende a valutare il risultato della propria gara con una semplice e superficiale valutazione cronometrica in cui i parametri presi in considerazione si limitano al proprio tempo di giornata rispetto al record personale su tale tracciato.
Capita così, appena dopo il traguardo, d’incrociare sguardi felici o delusi ancora prima d’aver ragionato in modo approfondito sulla gara. 
 
Questo approccio, a prima vista molto coerente in quanto basato sul tempo (che è un unità di misura stabile), può però risultare impreciso e portare a valutazioni distanti dalla reale capacità di performance dell’atleta.
Per capirlo, basta pensare all’incidenza delle condizioni meteo sul tempo finale di una gara o alle differenti situazioni tattiche che possono influenzare, anche di parecchi minuti, la nostra prestazione a parità di tracciato.

Lo svolgimento di una competizione ciclistica è un sistema complesso, in cui entrano in gioco moltissime variabili; nel tentativo di raggrupparle in tre grandi gruppi possiamo individuare:
1.    le variabili ambientali (meteo e tipologia del percorso)
2.    le variabili tecnico-tattiche (scelta dei materiali di gara e svolgimento della competizione)
3.    le variabili legate alla condizione atletica (metodologia d’allenamento e nutrizione).

Il cronometro, nel finale di gara, indicherà dunque il risultato dell’interazione di queste componenti; può succedere che, nonostante un miglioramento della condizione atletica, il risultato finale in termini di tempo non sia soddisfacente, se si sbaglia la tattica di gara.

In questi casi non si può certo dire di aver sbagliato allenamento, ma nemmeno si può far finta di niente, guardando il bicchiere mezzo pieno: comprendere le proprie debolezze è il primo passo per il miglioramento.
L’obiettivo di ogni granfondista non è infatti quello di stabilire un record di potenza, ma quello di salire in classifica.

In questo caso non si tratterà di rivedere la preparazione sotto il profilo fisico, ma sarà necessario ripensare l’approccio metodologico al training con una maggior componente di lavori  tecnico/tattici.

Volendo effettuare un’analisi dell’andamento prestativo che risulti attendibile e utilizzabile come guida all’impostazione del training, potrebbe essere utile un approccio strutturato come nell’esempio seguente.

dove i campi presi in considerazione sono suddivisi in 5 grandi aree:
  • la prima, in arancione, è focalizzata sulle caratteristiche del tracciato di gara come la distanza, il dislivello, la temperatura media, e una personale nota descrittiva.
  • la seconda, su sfondo verde, prevede l’inserimento dei valori cronometrici e di classifica come il piazzamento assoluto e quello di categoria. E’ di particolare importanza la scelta di valutare il tempo non in valore assoluto, ma in valore percentuale, in relazione al primo classificato di giornata, oppure rispetto al proprio target di riferimento (che potrebbe essere rappresentato  dalla media dei tempi  degli atleti andati a podio nella propria categoria).
  • la terza, su sfondo azzurro, prevede l’archiviazione di punteggi soggettivi quali il livello di fatica e il giudizio sulla tattica di gara, con l’aggiunta di uno spazio per una nota descrittiva utile ad esempio ad annotarsi la strategia nutrizionale applicata.
  • la quarta, di colore fucsia, racchiude i parametri fisiologici della prestazione raccolti dal powermeter, come il costo energetico, la potenza e la frequenza cardiaca. Chi non avesse ancora un misuratore di potenza sulla propria bicicletta può indirizzare la propria attenzione ad esempio sui valori di v.a.m (velocità ascensionale media).
  • la quinta ed ultima area, di colore blu, contiene invece alcuni indici ricavati dall’analisi dei parametri inseriti nei precedenti campi; tali valori, quali l’indice di variabilità, la potenza neutralizzata e il fattore d’efficienza, rafforzano il processo d’analisi comparativa della prestazione.

Si costruisce così, in modo semplice e praticabile dai più, uno strumento utile a verificare i propri miglioramenti in modo sufficientemente attendibile, dal quale i più attenti ed esperti possono anche ricavare importanti informazioni per l’ottimizzazione del training.

Il modello proposto è solo un esempio utile a comprendere come sia necessario andare oltre alla semplicistica valutazione cronometrica, che spesso tendiamo ad avere quando, ancora adrenalinici, tagliamo il traguardo; solo tramite l’attenta osservazione prima e l’analisi poi, possiamo capire i nostri limiti e migliorare le nostre prestazioni.

Un consiglio per tutti è quindi quello di spendere qualche ora in questo finale di stagione nell’analisi  strutturata delle competizioni a cui avete preso parte; nella peggiore delle ipotesi potrete rivivere le emozioni di quei momenti, ma se sarete bravi e attenti, potrete imbattervi in scoperte importanti in vista della vostra nuova stagione.

(8 ottobre 2014)
  

Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo, lavora come preparatore atletico, chinesiologo e biomeccanico nel mondo del ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.

E’ preparatore atletico del Barilla Blu Team composto da Alex Zanardi (Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH4, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, e tre titoli mondiali in Canada, a Baie Comeau 2013), Vittorio Podestà (attuale Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH2 e vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012), e da Fabrizio Macchi, pluricampione paralimpico a livello nazionale e internazionale, con il quale vince la medaglia di bronzo ai Mondiali su pista a Los Angeles (USA) nel 2012.

 

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