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Inserito il 03 ottobre 2014 alle 12:56:41 da gazario. - Letto: (6146)

Bike Test Day Expobici: un giorno per sognare!

La giornata che precede Expobici è l'occasione per gli appassionati di provare le biciclette che d'ora in poi saranno oggetto dei loro desideri. Noi di GranfondoNews abbiamo voluto vivere questa giornata proprio come il normale pubblico, per provare e raccontare le loro stesse sensazioni.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario ed Enrico Cavallini, foto di Play Full Nikon)

Una giornata a provare le bici che il prossimo anno vorremmo cavalcare, quelle che dovrebbero far migliorare le nostre prestazioni o solamente farci ammirare di più e magari anche invidiare un po’ dai nostri compagni di uscita, una giornata per sognare un po’: questo è il Bike Test Day, organizzato nell’ambito di Expobici, la più importante manifestazione fieristica nazionale dedicata alla bicicletta. Noi di GranfondoNews abbiamo voluto viverla esattamente come la vivono i nostri lettori, mettendoci a fare la coda per provare le novità che caratterizzeranno il 2015 ciclistico.

Il Bike Test Day si svolge a Galzignano Terme, poco distante da Padova, all’interno del Parco Nazionale dei Colli Euganei. La località è veramente azzeccata, in quanto permette di provare le bici da strada su un circuito di 14 chilometri, perfettamente segnalato, dove brevi salite e strappi si susseguono continuamente e con un andamento particolarmente sinuoso. E’ il percorso ideale per mettere alla prova le caratteristiche delle varie biciclette e confrontarle tra di loro. Accanto al circuito strada, ecco quello per le MTB, non eccessivamente lungo e tanto meno impegnativo, seppur misto quel giusto per comprendere della salita impegnativa e qualche tratto di discesa tecnica intervallato a tratti più veloci, che permette di avere una sensazione di massima del mezzo provato. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Arriviamo a Galzignano un’oretta dopo l’apertura degli stand ed osserviamo che c’è davvero tanta gente, che non proviene solo dalle zone del Veneto limitrofe a Padova, ma anche da altre regioni d’Italia. Davanti ad alcuni stand la coda è già particolarmente nutrita. Questo ci fa capire che non sarà possibile effettuare tutte le prove che avevamo in programma. Alla fine della giornata i test sulle bici da strada saranno solamente quattro e tre sulle MTB, ma è il massimo che siamo riusciti a fare in mezzo a tanta gente. Bisogna  ammettere però che questi test hanno un piccolo grande limite: per motivi di tempo, le bici non possono essere assettate esattamente con le misure cui è abituato chi le prova. Si controlla l’altezza di sella, ma la lunghezza dell’attacco manubrio così come il numero di spessori posto tra quest’ultimo e il tubo di sterzo non sempre sono la soluzione migliore per il tester. Diciamo che alla fine la pedalata permette di dire “mi piace” o “non mi piace”, lasciando a prove più lunghe ed approfondite la possibilità di capire al 100% il mezzo a disposizione.

Nel settore corsa siamo riusciti a testare la Look 795 Aerolight, la Pinarello Dogma F8, la Colnago V1-r e la AX Lightness Vial, nel settore ruote grasse la Pinarello Dogma XC 29", la KTM Erace con motore Panasonic e la Bianchi Methanol SX 27.5".

Look 795
La Look 795 ha ottenuto la menzione d’onore della giuria dell’Innovation Award per il design di altissimo livello. E’ la bici più integrata disponibile sul mercato, dal reggisella con sistema di regolazione E-Post 2, all’attacco manubrio Aerostem, ai freni, al movimento centrale Zed 2.
Le versioni disponibili sono due, la Aerolight che prevede appunto i freni integrati (l’anteriore all’interno della forcella ed il posteriore posizionato sotto il carro posteriore secondo la tecnologia direct mount), e la Light, che invece presenta i freni tradizionali. Mi piace definirla bici snodata, vista l’ampia possibilità di regolazioni che sono previste. Si può comodamente modificare l’altezza sella grazie agli elastomeri regolabili nel reggisella, ma anche l’inclinazione dell’attacco manubrio e la lunghezza delle pedivelle.
La bici è montata con un gruppo Shimano Ultegra Di2, compreso il freno posteriore Direct Mount, e ruote Mavic Cosmic Carbon Ultimate. Peccato non avere un contachilometri sul manubrio, perché la prima sensazione che si ha lanciando la bici in pianura è che si mantenga con facilità la velocità. In salita si avverte subito che la bici è leggera e reattiva, ma non così esasperata da renderla difficile nella guida in discesa.
Quando si spinge in salita col rapporto lungo la sensazione è che davvero tutta l’energia impressa sui pedali venga trasmessa al suolo. La frenata è davvero pronta e progressiva.
L’unico particolare che non mi è molto piaciuto, ma probabilmente è solamente legato al fatto di aver testato una taglia leggermente più grande rispetto alla bici che normalmente utilizzo (sono particolarmente longilineo, quindi, quando ho dichiarato l’altezza di sella a cui pedalo, mi è stato dato un telaio adatto ad un normolineo che pedala con quella misura), è l’altezza del tubo di sterzo che combinata ad un tubo orizzontale particolarmente inclinato ha fatto in modo che quando mi alzavo sui pedali sfioravo con il cavallo proprio il tubo orizzontale.

Pinarello Dogma F8
E’ sicuramente una delle novità più attese per la nuova stagione e i tempi di attesa per poterla provare sono veramente lunghi. Tutti sono curiosi di verificare le nuove caratteristiche dichiarate dal famosissimo marchio trevigiano: un incremento del 12% della rigidità, del 16% nel bilanciamento, del 47% dell’aerodinamica a fronte di una diminuzione di 120 grammi di peso tutto rispetto alla Dogma 65.1.
L’obiettivo del progetto è quello di conservare ed esaltare ulteriormente le qualità della precedente versione, ma conservando il principio che questa bici deve essere destinata ad ogni tipo di gara, reattiva al punto giusto, ma non estrema e soprattutto molto guidabile.
Il modello che mi è consegnato è montato con delle ruote in alluminio a basso profilo, ma comunque risulta piuttosto reattiva. Quello che colpisce immediatamente è la grande facilità di assorbire le vibrazioni e la notevole facilità di guida, segno che il telaio è davvero ben bilanciato. Si è portati a ritardare la frenata e ad entrare in curva molto veloci.
Pur non essendo una bici prettamente aerodinamica dà comunque un’ottima sensazione di mantenimento della velocità una volta lanciata. In sostanza mi sento di definire questa una bici adatta a tutti i possibili utilizzatori.

Colnago V1-r
Una bici dalle forme molto classiche che invece contiene molte innovazioni tecnologiche, con l’obiettivo di migliorare il rapporto peso-prestazioni: un telaio monoscocca con sezioni dei tubi studiate in galleria del vento per minimizzare la resistenza aerodinamica, una forcella realizzata appositamente per ospitare i freni direct mount, i forcellini in fibra di carbonio, un movimento centrale oversize filettato  (sistema brevettato, il ThreadFit82.5), che unisce le migliori caratteristiche del movimento BSA e la grande rigidità dei sistemi press-fit.
Il mio interesse per questa bici non è solo quello di provare l’ultima nata dello storico marchio lombardo, ma era anche legato a provare un telaio ed una forcella appositamente studiati per i freni direct mount.
La bici si dimostra molto equilibrata; non è particolarmente secca, ma è comunque comoda e facilmente guidabile, aiutata in questo dal sistema frenante che ha veramente delle prestazioni eccellenti: sembra di potersi fermare in pochissimi metri. Il merito di questa guidabilità è probabilmente legato anche alla struttura della forcella e dello sterzo che ha un profilo conico prevedendo un diametro da 1” 1/4 nella parte bassa e da 1” 1/8 nella parte alta.

AX Lightness Vial
AX è un marchio conosciuto in Italia più per gli accessori (quali reggisella, selle, attacchi manubrio e manubri) e per le ruote che per i telai. Al Bike Test Day ecco far bella mostra di sè la bicicletta con telaio Vial e montata con tutta la leggerissima componentistica AX, comprese le ruote con cerchio in carbonio Ultra Road Clincher, dal peso inferiore ai 1.000 grammi, con una rigidità laterale molto elevata.
La sensazione che si ha appena si sale su questa bici è di una vera macchina da corsa. Leggerissima (il peso complessivo è inferiore ai 6 chilogrammi), dà la percezione che basta appoggiare la pedalata per prendere velocità.
La soddisfazione nel percorrere fuori sella le brevi salite del tracciato è notevole, così come salire di passo con il lungo rapporto, quando la salita si fa un po’ più regolare. Tanta reattività la si paga non tanto in termini di comodità, cosa che testimonia il design azzeccato da parte dei tecnici AX, quanto sulla guidabilità complessiva del mezzo. E’ una bici alla quale bisogna prendere confidenza, perché trasmette immediatamente qualsiasi movimento viene effettuato da chi la guida. Ma una volta fatta l’abitudine è sicuramente un mezzo che garantisce grandi soddisfazioni.

Pinarello Dogma XC 29"
Pinarello, nell'immaginario collettivo, è l'icona della bicicletta da strada. Quando si parla di Pinarello viene subito in mente la linea inconfondibile della Dogma in versione road, quella del Team Sky, per intendersi.  Invece sono già due stagioni (2013 e 2014) che la Dogma è anche in versione MTB. Sicuramente meno sulla cresta dell'onda rispetto a marchi presenti nell'ambiente da ben più tempo, se non dalla nascita della MTB stessa, Pinarello ha messo sul mercato un mezzo di alta gamma, che sicuramente sa farsi apprezzare.
Dopo una lunga attesa al desk Pinarello (la bici era decisamente anelata da molti), sono riuscito a salirci sopra per un breve, ma interessante, giro di prova. Si parta dal presupposto che non sono certo un fenomeno, tanto meno una capra di montagna, ma non sono nemmeno da sentieri tracciati sugli argini del Po, per cui, senza esagerare, non disdegno discese tecniche. Ecco, con la MTB mi ci diverto, senza dare grande spettacolo a chi mi guarda (come la maggior parte dei praticanti). Ovviamente, la messa a punto delle misure è stata abbastanza da "test", per cui non certo ottimale, ma più che sufficiente per andare a divertirsi. Mi è parso un bel mezzo.
Sicuramente accattivante dal lato estetico, sia per la forma del frame, che per la sua colorazione (ma l'estetica è soggettiva) e decisamente gradevole da guidare. In salita, soprattutto su pendenze arcigne, il carro allungato della 29" aiuta a non doversi "appendersi" al manubrio, mantenendo un angolo di pedalata ancora efficace, mentre in discesa si è ben comportata sia sui tratti veloci (e qui la "ruotona" è un toccasana), sia nelle parti più tecniche, dove si è lasciata guidare senza opporre resistenza. Sicuramente merita un test più approfondito sulla lunga distanza.

KTM Erace P 27.5
Ormai preso dalla curiosità sono sempre più attratto dalla MTB con motore elettrico. Ho una mia convinzione e la voglio confermare. Per quanto mi riguarda personalmente il divertimento in MTB è scendere, mentre salire è il prezzo che si deve pagare per il successivo divertimento. Perché quindi non farsi aiutare nella fase di salita, in modo di impiegare meno tempo, avendone così a disposizione in più per la discesa? Ergo... perché invece di due discese non posso farne tre nello stesso tempo?
Ecco quindi che mi faccio attirare dallo stand della KTM. Pronta per partire c'è una KTM Erace P 27.5 dotata di motore Panasonic sul mozzo posteriore.  Pronti via! Il percorso di test è sempre quello, ma ora cambia il divertimento.
Le opzioni di utilizzo del motore sono numerose: Standard, Eco, High e disattivato, per passare anche al Recharge 1, 2 e 3! Ovviamente mi ci diverto con tutti. Nonostante sia arcinoto che i motori Bosch, ad oggi, la fanno da padrona, anche il motore Panasonic in dotazione riesce a fare il lavoro suo.
Affronto la prima salita in asfalto provando le varie opzioni di potenza. Non appena mi inserisco nel tracciato sterrato, guarda caso subito in salita e anche impegnativa, "apro il gas" e mi accorgo subito di come, senza un mio sforzo, il motore non voglia saperne di darmi una mano.
Chi pensa che l'elettrico fatichi al posto nostro se lo può scordare. Il motore elettrico è cooperativo, non sostitutivo. Se pedali tu, lui ti aiuta, se tu non pedali, lui non fa certo il lavoro tuo. Quindi ci do dentro deciso e più io pedalo e più il motore mi viene in ausilio. Sembra veramente di pedalare in due. Affronto le salite con lo stesso impegno cardiaco della prova precedente (non motorizzata), ma la velocità di ascesa è quasi doppia. Non male.  Nelle discese, invece, inverto il motore e inserisco la modalità di ricarica. Spettacolare... di fatto si innesta una sorta di freno motore che mi permette di scendere senza toccare quasi mai i freni.
Il giro è quasi terminato. Mi mancano due salitelline in asfalto per rientrare alla base e, giusto per completare questo test molto spartano, disabilito il motore. I 21 chilogrammi della bici si fanno sentire, ma resta comunque ben pedalabile anche in salita. Qualora la batteria di dovesse scaricare, non sarebbe comunque complicato tornare a casa pedalando normalmente. Un altro bel mezzo da provare in maniera più approfondita.

Bianchi Methanol SX 27.5"
Fatto trenta ho deciso di fare trentuno. 29" o 27.5"? Essere o non essere? L'unica è provare. Salto nello stand della Bianchi e mi faccio assegnare una 27.5". Il giro è quello di sempre e ormai lo conosco più che bene, quindi non ci sono pericoli improvvisi a trarmi in inganno.
La bicicletta scorre via fluida e si fa apprezzare sia per la rigidità sia per la scorrevolezza. La salita ripida iniziale del percorso sterrato la affronto con foga. L'avere il carro leggermente più corto rispetto alla 29" non pregiudica la posizione di pedalata, che mi permette ancora di spingere bene sui pedali mantenendo sempre un buon contatto della ruota anteriore sul terreno. La guidabilità è decisamente buona e negli spazi angusti si muove come una gazzella. Ovviamente nei tratti veloci è meno fluida della sorella maggiore, ma è comunque un buon compromesso per chi non riesce a guidare la 29". Non mancheremo di effettuare un test più approfondito.

(3 ottobre 2014)

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