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Inserito il 01 ottobre 2014 alle 22:11:15 da Gianandrea Azario. - Letto: (5172)

Expobici 2014: la passione per la bici vince ancora!

Grandi novitą per il 2015

Grande successo della manifestazione fieristica italiana, che ha attratto l'attenzione di 60.000 visitatori. Ecco quali sono a nostro avviso gli aspetti comuni nello sviluppo dei prodotti che caratterizzeranno il settore strada nei prossimi dodici mesi.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario)

 

Sabato 20 settembre 2014: sono le ore 9 e ci dirigiamo verso i padiglioni della Fiera di Padova per l’apertura di Expobici, la maggiore manifestazione espositiva italiana del settore della bicicletta. Ci colpisce immediatamente la lunga coda di persone che attende di entrare dall’ingresso dedicato. Anche lo scorso anno eravamo presenti, ma non ci ricordiamo tanta gente in attesa. La conferma di questa nostra iniziale sensazione sarà rafforzata dal quantitativo di persone che incontreremo durante i tre giorni dell’evento e dai numeri ufficiali: 60.000 i visitatori che hanno riservato le loro attenzioni alle novità tecniche che caratterizzeranno le bici in vendita da ora ai prossimi 12 mesi.
Un segnale di ottimismo a nostro avviso. In un momento innegabilmente di crisi economica del nostro paese, c’è comunque grande attenzione intorno alla bicicletta, anche più che negli anni passati. Questo probabilmente perché la bicicletta permette di poter interpretare in tanti modi differenti il proprio tempo libero e non solo, dall’attività prettamente sportiva e agonistica, al turismo e alla possibilità di avere un mezzo di trasporto economico e salutare.
Detto della grande affluenza di persone e quindi del grande successo della manifestazione, dire cosa ci ha colpito di più non è facile, rischieremmo di fare eccessiva pubblicità ad un prodotto piuttosto che ad un altro. Avremo la possibilità nelle prossime settimane di approfondire maggiormente le caratteristiche specifiche di bici, componenti ed accessori. Preferiamo invece raccontare alcuni temi che ci sembrano le linee guida di questo 2015, almeno per quanto riguarda il settore strada, lasciando quelli sul settore MTB a successivi articoli.

I sistemi frenanti

Chi pensava che il 2015 sarebbe stato caratterizzato da un grande sviluppo dei freni a disco sulle bici da strada è probabilmente rimasto deluso. Praticamente tutti i costruttori hanno nel loro catalogo almeno una “specialissima” con i freni a disco, ma quasi tutti sono concordi nel dire che il prodotto attuale non è quello definitivo, quanto piuttosto l’adattamento del sistema utilizzato per le mountain bike al settore strada. Solo l’omologazione da parte dell’UCI e la relativa standardizzazione porterà ad un vero e proprio sviluppo di questo sistema frenante, aumentando la possibilità di intercambiabilità dei componenti, ed il traino per il mercato sarà probabilmente dato solamente con l’utilizzo in gara da parte dei professionisti.
In tutto questo discorso restano comunque molti i dubbi legati agli effettivi benefici portati dal disco (la tipologia di frenata è differente tra strada e MTB e poi è davvero necessario un sistema di frenata così potente, quando la superficie di contatto con il suolo, che determina l’aderenza del mezzo, è molto più piccola su strada che sulla MTB?), davanti alla perdita in termini di leggerezza del mezzo, anche se il progresso tecnologico porterà sicuramente ad alleggerire telai e componenti come abbiamo ormai imparato negli ultimi anni.
In questo settore i grossi marchi della componentistica hanno mantenuto la stessa linea dell’anno passato. Campagnolo è alla finestra e aspetta le decisioni dell’UCI e quindi non ha presentato nulla in questo settore. Shimano ha ampliato la gamma dei freni a disco, rendendoli disponibili anche a chi non vuole dotarsi di un gruppo elettronico, introducendo la nuova leva ST-RS685. Quindi, se nel 2014 per avere sulla propria bici il freno a disco era necessario acquistare il top dei gruppi elettronici della casa giapponese, il Dura-Ace Di2, ora è possibile scegliere anche un gruppo meccanico. Inoltre è stata rinnovata la pinza che permette un migliore passaggio dei cavi ed un più veloce raffreddamento dei dischi, grazie alla tecnologia ICE.
SRAM infine ha modificato su tutti i gruppi disponibili (Red, Force, Apex) il pistoncino presente nella leva di comando freno che migliora la prestazione della frenata e l’affidabilità in condizioni estreme di temperatura nonché la pinza del freno stesso.

Accanto ai freni a disco, una soluzione invece che ha cominciato a diffondersi tra molti costruttori è quella del freno Direct Mount. Questo prodotto deriva direttamente dalla configurazione delle bici da cronometro e da triathlon.
Grazie alla suo doppio fulcro e al fatto che viene bloccato al telaio ai due estremi e non con la classica vite centrale, questo sistema offre sicuramente una robustezza ed una potenza frenante davvero notevole. Il freno anteriore richiede una forcella appositamente strutturata, mentre il freno posteriore viene montato sotto il telaio, in corrispondenza della scatola del movimento centrale, sfruttando proprio le dimensioni oversize di quest’ultima e permettendo di realizzare i pendenti posteriori di dimensioni più contenute ed eliminando in molti telai il ponticello tra di loro. Il telaio è conseguentemente alleggerito laddove poco sollecitato e irrobustito dove invece la rigidità è importante. Da non trascurare anche i vantaggi aerodinamici della soluzione.
Alla prova dei fatti, sui test da noi eseguiti, la frenata è risulta molto potente ed equilibrata. Uno dei primi costruttori di componenti a credere in questa soluzione è stata Shimano, che mette a disposizione questa opzione per tutti i gruppi di più alto livello, Dura-Ace, Ultegra e 105. Altre soluzioni disponibili sono quelle fornite da Tektro, Bontrager e, novità 2015, da FSA. I costruttori che abbiamo visto adottare questo sistema nelle loro bici 2015 sono De Rosa sulla nuova King XS, Colnago sulla Vr-1, Look sulla 795 Aerolight, Trek sulla Madone 7.9.

Gruppi elettronici e meccanici
E’ ancora lontana la data in cui i gruppi elettronici soppianteranno completamente i gruppi meccanici. E non è solamente un discorso di prezzi. Chi ha avuto la fortuna di provare un cambio elettronico e soprattutto un deragliatore anteriore elettronico, ha potuto apprezzarne la precisione e velocità di cambiata, la facilità di regolazione (è molto più facile registrare un cambio elettronico di uno meccanico), ma anche e soprattutto che, se non si cambia la ruota posteriore utilizzata, non risulta necessario fare alcuna registrazione dopo quella iniziale, perché non ci sono cavi che modificano la propria tensione col tempo o al variare delle condizioni climatiche. Ma molti sono affezionati all’idea che la bicicletta sia un oggetto meccanico e vogliono provare la classica sensazione del piccolo sforzo richiesto e del rumore della cambiata.

A questo scopo Campagnolo ha rivisto completamente la gamma dei gruppi meccanici, con particolare attenzione ai tre di livello più pregiato (Super Record, Record e Chorus), cercando di renderli il più possibile vicini alla precisione della versione elettronica, ma mantenendo le caratteristiche che alcuni corridori professionisti e molti amatori vogliono provare in un cambio di bicicletta. Il funzionamento è esattamente lo stesso in tutti i tre gruppi, quello che cambia sono i materiali utilizzati.
Il cambio è stato evidentemente ridisegnato sia nel corpo che nel bilanciere, con l’obiettivo di avvicinarlo il più possibile agli ingranaggi, rendendo così più facile sia la salita che la discesa dai pignoni. Meno evidenti le modifiche alle molle interne che facilitano la cambiata. Da non sottovalutare il fatto che con questo nuovo design è possibile utilizzare una cassetta a 11 velocità che parte dall’ingranaggio a 11 denti per arrivare a quello da 29 denti. Nuovo anche il deragliatore, con una forcella ridisegnata che asseconda il profilo della dentatura delle corone anteriori, ma soprattutto del parallelogramma su cui si basa il meccanismo della deragliata che ha ora una leva più lunga e conseguentemente più vantaggiosa.

Anche le leve Ergopower sono state ridisegnate, anche se apparentemente l’unica differenza è nel copri-supporto (disponibili nei colori nero, bianco e rosso). Alla prova dei fatti l’ergonomia risulta migliorata, ma soprattutto il nuovo sistema di leveraggi  introdotto nella leva sinistra permette di avere una deragliata più veloce e sicura. I tecnici Campagnolo amano sottolineare la possibilità di effettuare cambiate multiple, ovvero di poter salire fino a 3 rapporti contemporaneamente e scendere fino a 5 rapporti tutti insieme.
La modifica più evidente però riguarda la guarnitura, che sarà la stessa sia per i gruppi meccanici che per quelli elettronici. Il nuovo modello presenta uno spider a quattro bracci, che sono spaziati tra di loro da angoli non uguali. Il design risulta così asimmetrico, con l’obiettivo di favorire la fase di spinta, che non è mai uniforme durante il ciclo della pedalata. Per aumentare la rigidità d’insieme sono state introdotte delle nuove corone, che presentano anche un nuovo profilo di dentatura, che facilita la salita e la discesa della catena. Un grosso vantaggio per l’utilizzatore è di poter utilizzare la stessa guarnitura sia per le differenti combinazioni delle moltipliche anteriori (53/39, 52/36, 50/34), grazie ad un doppio giro bulloni.

Per quanto riguarda Shimano, la prima casa a proporre sul mercato un cambio elettronico, è evidente la volontà di continuare lo sviluppo dei gruppi meccanici. Abbiamo già detto che una delle novità del colosso giapponese sono i gruppi meccanici con i freni a disco. Un’altra importante novità è il gruppo meccanico 105 che eredita finalmente le principali caratteristiche dei fratelli maggiori, Dura-Ace e Ultegra, ovvero il cambio ad 11 velocità e la guarnitura a 4 razze. Due le novità disponibili sia per i gruppi meccanici che per quelli elettronici, la nuova pinza freno a doppio pivot che permette l’utilizzo di coperture da 28”.

Il prodotto elettronico di Sram rimane ancora avvolto nel mistero. Su Internet è uscita la foto di qualche prototipo, dalla quale si è potuto evincere che la soluzione dovrebbe essere wireless, ma a Expobici non era presente nessun esemplare. I tecnici Sram mantengono il più stretto riserbo su questo progetto anche con i distributori dei vari paesi.







Elettronica e sistemi di allenamento indoor

E’ sempre più ampia la quota di ciclisti che utilizza dei sistemi indoor per l’allenamento, vista l’impossibilità di allenarsi all’aperto durante l’inverno. Così come sempre più persone manifestano interesse nei misuratori di potenza, percependo la loro utilità nello svolgere allenamenti specifici.

Nel campo dei sistemi di allenamento indoor si fanno sempre più largo i simulatori a trasmissione diretta. Il precursore è stato il Ciclomulino, seguito qualche anno dopo dal Lemond Revolution. Chi ha utilizzato questi due sistemi sa come rendano la pedalata praticamente uguale a quella su strada, ma che purtroppo sono piuttosto rumorosi, visto che la resistenza è legata all’azione di una grossa ventola.
Per superare questo problema, lo scorso anno Elite ha presentato il Turbo Muin, che accoppia una resistenza fluidodinamica e magnetica alla resistenza legata all’azione di una ventola, rendendo il sistema praticamente silenzioso e permettendo esercizi anche ad elevata potenza e bassa cadenza. Quest’anno ecco l’evoluzione del sistema per coloro che si annoiano a pedalare davanti ad una parete, il Real Turbo Muin, che, grazie al controllo elettronico della resistenza magnetica, permette di essere accoppiato ad uno schermo sul quale è vedere la salita che abbiamo deciso di scalare oppure il percorso di una classica o di una granfondo.
Anche altre case, ad esempio l’americana CycleOps, ha presentato il suo prodotto a trasmissione diretta, denominato Silencer, che funziona anch’esso combinando la resistenza posta da una ventola con quella di un sistema magnetico.
Per coloro che temessero di rovinare la propria bicicletta, mettendola su un sistema di indoor training, ecco il nuovo Indoortrainer di SRM. Il telaio, molto robusto, che permette di regolare millimetricamente la posizione che assumiamo sulla nostra bici da strada, è accoppiato ad un sistema a resistenza magnetica fornito dalla Magnetic Days, di cui si può regolare la resistenza proprio come agendo sul cambio della propria bicicletta nel caso di utilizzo di un rullo a trasmissione diretta. Per allenarsi al meglio è consigliabile montarlo con un misuratore di potenza fornito appunto da SRM.
Parlando di misuratori di potenza è sempre più ampia l’offerta disponibile, che permette di avere anche prodotti a costi più bassi, anche se per alcuni di questi sarebbe più corretto parlare di stimatori, piuttosto che misuratori di potenza. Ad Expobici non era presente Garmin con il suo sistema basato su estensimetri posti sull’asse del pedale. Tranne PowerTap, il cui misuratore ricordiamo è basato su un mozzo all’interno del quale son posti i sensori che permettono di valutare la potenza sviluppata nelle pedalata, tutti gli altri produttori prevedono sistemi di misurazione posti lungo le pedivelle o nel ragno. Dei sistemi che abbiamo potuto vedere a Padova, alcuni produttori si sono focalizzati sull’ottimizzare il loro sistema su una specifica pedivella, come nel caso di Pioneer con la pedivella Shimano e Rotor con la pedivella di propria produzione.

Rotor si è lanciata recentemente sul mercato dei misuratori di potenza con il sistema Power. Il sistema è basato su degli estensimetri posti longitudinalmente all’interno delle pedivelle e per questo può funzionare solo con le pedivelle Rotor 3D. Raccoglie informazioni da entrambe le pedivelle separatamente. In pratica è come avere due misuratori di potenza, la combinazione dei cui risultati dà il valore di potenza che leggiamo sul computerino. Per chi volesse una versione economica, c’è ora la possibilità di avere il misuratore solamente sulla pedivella di sinistra. Il sistema al momento non prevede un controller da manubrio dedicato, ma può essere interfacciato a un qualsiasi strumento che utilizzi il protocollo ANT+ e che preveda campi per la misurazione della potenza. Viene invece fornito con un software dedicato che permette la taratura dello strumento e l’analisi dei dati.

Lo storico marchio SRM ha presentato il nuovo controller PC8, ora con funzionalità GPS, che permetteranno di calcolare al meglio il dislivello coperto e di condividere i file dei propri allenamenti su piattaforme come Strava, nonché la possibilità di trasferire i dati registrati ad un computer o a un tablet via WiFi. Tra le caratteristiche del nuovo computerino, la possibilità di decidere quali parametri tenere sotto controllo in ogni schermata. Interessanti alcuni nuovi parametri implementati per permettere di avere in tempo reale un’idea dell’intensità dell’allenamento che stiamo svolgendo. Per quanto riguarda i misuratori, faceva bella mostra di sé il prototipo del nuovo Campagnolo con ragno a quattro razze.



Diversificazione dei prodotti

Il colosso Shimano, che accanto ai gruppi, strada e MTB, produce ruote e abbigliamento e ha soluzioni integrate per la urban mobility, ha fatto sicuramente scuola nel senso della diversificazione dei prodotti. A Expobici abbiamo visto Vittoria presentare un nuovo set di ruote complete accanto alla gamma completa di coperture, ma anche ITM presentare alcuni telai e il marchio AX Lightness presentare i propri prodotti che vanno dalle ruote agli accessori (manubri, attacchi, reggisella e selle) al nuovo telaio Vial, il tutto nell’ottica della estrema ricerca della leggerezza, un po’ come aveva già fatto Lightweight lo scorso anno, affiancando alle storiche ruote, il telaio Urgestalt e i leggerissimi manubri e attacchi. Chissà che un giorno non saremo in grado di vedere biciclette in cui tutto sia prodotto dalla stessa azienda?

In conclusione, parlando con gli operatori del settore e con i visitatori, Expobici è stata un bel successo. C’è stata soddisfazione da entrambe le parti. L’enorme afflusso testimonia un grande interesse nel settore della bicicletta. Davanti a proposte interessanti e di qualità, gli appassionati sono disposti a spendere, ma solamente a seguito di scelte oculate e consapevoli, anche in un momento difficile come questo.

(1 ottobre 2014)

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