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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 09 settembre 2014 alle 20:00:19 da gazario. - Letto: (2876)

GF Scott: tutto stupendamente tradizionale

La granfondo piacentina continua a riscuotere successo tra i partecipanti, grazie ad un'organizzazione che garantisce ottimi servizi, in particolare la sicurezza, nonostante alcuni tratti di strada piuttosto rovinati. Il nuovo percorso è piaciuto a tutti.

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon)

E’ solamente la seconda edizione della Granfondo Scott, ma per gli appassionati granfondisti quello con la manifestazione piacentina è ormai un appuntamento classico, visto che si svolge per il decimo anno consecutivo, essendo nata con il nome di un altro sponsor nel settembre del 2005. E’ l’evento che per molti apre l’ultima parte della stagione granfondistica e per alcuni invece, molti dei "Prestigiosi", rappresenta l’ultimo sforzo, quello che consentirà loro di raggiungere il tanto sognato e sudato Scudetto, per tornare ad attaccare un numero sul manubrio solamente il prossimo anno. Il richiamo di questa granfondo è davvero molto forte, visto che il numero di iscritti supera le 2.000 unità, nonostante la presenza di altre gare blasonate in regioni limitrofe.

La novità principale di quest’anno riguarda il percorso. Gli organizzatori hanno studiato un nuovo tracciato, che a fronte di una riduzione di circa 20 chilometri della distanza di gara, possa offrire delle difficoltà altimetriche maggiori e soprattutto più ravvicinate, in modo da poter rendere la gara più selettiva. I partecipanti hanno quindi a disposizione due percorsi, il lungo da 140 chilometri e 2.300 metri di dislivello ed il corto da 103 chilometri e poco più di 1.200 metri di dislivello.

La caratteristica di Piacenza è di essere velocemente raggiungibile da molte parti d’Italia, con il quartier generale posto come consuetudine nell'area Expo del capoluogo emiliano, nelle immediate vicinanze dell'uscita autostradale. Questo, insieme all’orario di partenza posto alle 9:30, fa sì che solo pochi tra i partecipanti siano in zona già il sabato pomeriggio. Già la zona Expo è in un’area periferica della città, in prossimità dell’autostrada Milano-Bologna, ma la presenza di poche persone fa un po’ mancare quell’atmosfera di festa che caratterizza molte altre manifestazioni e che è solo parzialmente ravvivata dalla gimkana dei bambini che si svolge all’interno dei padiglioni del polo fieristico.

Quello che potrebbe essere considerato un difetto di questa manifestazione rappresenta invece un grandissimo pregio per tutti coloro che arrivano la domenica mattina e sono principalmente interessati alla gara (il bello delle granfondo è proprio quello di poter sposare le varie anime del ciclismo, da quella agonistica, di chi cerca la vittoria, il piazzamento o più "modestamente" un miglioramento delle proprie prestazioni, a quella più prettamente cicloturistica e festaiola) con i grandi spazi dell’Expo per poter parcheggiare l’auto e tutti i servizi comodamente e velocemente raggiungibili.

Le griglie di partenza si popolano rapidamente. Tutti coloro che ambiscono a "fare la corsa", sanno che qui è importante partire davanti. Purtroppo questo è noto anche ad un gruppo abbastanza numeroso di maleducati, che in spregio di coloro che vanno alla partenza con largo anticipo per poter usufruire di una posizione di start privilegiata, arrivano all’ultimo momento e cercano, quasi sempre riuscendoci, ad entrare in griglia laddove non dovrebbero. Chissà cosa avrà pensato di questi personaggi il cane pastore tedesco, che poco prima del via si è sdraiato davanti ai tappetini per sorvegliare il suo padrone, intruppato tra tutti gli altri partecipanti?

Alle 9:30 in punto si va ed è partenza sprint. Gli 8 chilometri della Tangenziale di Piacenza che portano verso la Val Trebbia volano in pochi minuti e presto si raggiunge la salita di Cementirossi che, lungo i suoi 5 chilometri, comincia a dare una prima sgrossata al gruppone, grazie agli ultimi strappi che raggiungono una pendenza del 12%. La discesa è piuttosto tecnica e veloce ed in brevissimo tempo si raggiunge Rivergaro. Di qui una serie di "mangia e bevi" ed un pezzo di falsopiano a salire portano all’imbocco della salita di Passo Caldarola, la più lunga della giornata.

In vetta avviene la separazione tra il percorso lungo e quello corto. Sei sono i concorrenti del gruppo di testa che girano verso il traguardo. Nei 40 chilometri vallonati che mancano al traguardo, collaborano di buona intesa, ma sono raggiunti a poche centinaia di metri dal traguardo dal gruppo inseguitore e la volata a ranghi compatti di 21 atleti vede il successo di Enrico Saccomanni (ASD Cral Vigili del Fuoco Genova) davanti a Carlo Capitelli (Velo Club Pontenure) e Mirko Bruschi (GS Team Perini). La salita di Passo Caldarola risulta invece decisiva per la gara femminile del percorso corto, che vede Ilaria Lombardo (ASD Cral Vigili del Fuoco Genova) precedere di due minuti e mezzo Raffaella Palombo (Team Cinelli Santini) e di circa cinque minuti Claudia Bertoncini (Velo Club Maggi ASD 1906).

Chi sceglie il percorso lungo invece, deve ancora affrontare, dopo il Passo Caldarola, le ascese più impegnative del tracciato. Si scende fino a Mezzano Scotti, dove si imbocca la salita alla Cima Coppi di giornata, posta ai 1.000 metri di quota di Schiavi, che comincia dolcemente per concludersi in un crescendo di pendenze. Sono quattro gli atleti al comando (Stefano Cecchini, Alfonso Falzarano, Tiziano Lombardi e Igor Zanetti), selezionati da alcuni scatti, ma anche da episodi sfortunati, come forature e cadute (in particolare quella che ha coinvolto Leonardo Viglione, al quale un gatto ha attraversato la strada).

La discesa è quella tipica di queste colline. La caratteristica di questo nuovo percorso è di non dare tregua tra una salita e la successiva, per cui, appena scesi a Pecorara, si sale a Rocca d’Olgisio. Qualcuno aveva parlato di pendenze mostruose su questo tratto, ma in realtà la cosa più complicata è il fondo stradale piuttosto rovinato. In salita non è un grandissimo problema, ma nella successiva discesa due tratti sterrati e poco battuti, peraltro perfettamente segnalati, come tutti gli altri possibili pericoli lungo il percorso, determinano alcune cadute, per fortuna senza conseguenze. I quattro al comando proseguono di comune accordo e superano anche l’ultima salita che porta ad Agazzano (4 chilometri con alcuni tratti al 15%). Dopo una breve discesa, a Montecanino, ci si ricongiunge con il percorso più breve per gli ultimi 40 chilometri tra discesa e pianura.

La volata a quattro vede prevalere, grazie al suo spunto veloce, Zanetti (Cannondale Gobbi FSA) su Cecchini (ASD La Bagarre Ciclistica Lucchese) e Falzarano (Velo Club Maggi ASD 1906). Anche la gara femminile vede un successo in volata, che arride a Claudia Gentili (Alè Cipollini Galassia) su Daniela Passalacqua (ASD Serravalle Cicli Santini). Al terzo posto, ad una decina di minuti dalle prime due classificate, Maria Cristina Prati (GS Cicli Matteoni FRW). Da segnalare la grande rimonta nella parte finale di gara di Claudia Gentili, dopo che la Passalacqua si era avvantaggiata sulle principali salite del percorso.

Conclusa la gara, nulla manca per soddisfare le esigenze dei granfondisti. Le docce calde sono raggiungibili velocemente dal parcheggio e gli ampi padiglioni di Piacenza Expo accolgono la grande festa, con un ricco pasta party, che qualcuno accosta persino a quello mitico della Nove Colli per qualità ed abbondanza, e la novità del Frutta Party, cui si può accedere con un buono presente nel pacco gara, in sostituzione della famosa crostata che negli ultimi anni ha caratterizzato la conclusione del Prestigio.

In conclusione, la granfondo Scott non ha smentito la sua tradizione, confermando degli standard qualitativi molto elevati, soprattutto in termini di sicurezza, visto che anche gli ultimi arrivati hanno potuto godere della chiusura pressoché totale del traffico e di incroci presidiati dai vigili oltreché dai volontari.  Il nuovo percorso, più movimentato di quelli proposti in passato e quindi affrontato a tutta birra dalla maggior parte dei partecipanti, è piaciuto a tutti. Unico punto da migliorare lo stato delle strade in alcuni punti del percorso, ma questo purtroppo è un discorso che coinvolge altre realtà esterne alla macchina organizzativa.

Questa la cronaca della gara, mentre le classifiche sono consultabili sul sito MySdam.

Guarda qui l'album fotografico

(9 settembre 2014)

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