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Inserito il 28 agosto 2014 alle 11:59:17 da gazario. - Letto: (4217)

Matteo Bordignon - Il ciclismo è passione e sfida

Una carriera nelle categorie giovanili, che lo ha portato a correre fino agli Under 23, interrotta  perché la vita da professionista non avrebbe fatto per lui, allontanandolo troppo dagli affetti familiari. Risale in bici dopo parecchi anni e la passione rinasce, facendogli tornare la voglia di porsi obiettivi sempre più importanti. Dopo la vittoria alla Granfondo Giordana, ora il sogno si chiama Maratona dles Dolomites.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full Nikon e archivio personale)

Matteo Bordignon

Nata a: Desenzano del Garda (Bs)
Il: 27 novembre 1983
Residente a: Desenzano del Garda

Titolo di studio: Diploma di tecnico commerciale

Stato civile: celibe

Squadre:
1996 - 1999: GC Monteclarense (Allievi)
2000: GC Faralpi Unica FPM (Juniores)
2001: GC Bosmen Gulliver (Juniores)
2002: GS Garda Egidio (Under 23)
2003: SC Alto Adige Sud Tirolo Egidio (Under 23)
2004: GS Egidio Unidelta Colibrì (Under 23)
2012: Team Alpress Zanzariere Bianchi (Amatori)
2013-2014: ASD 71 Sport Team (Amatori)

Principali risultati nelle granfondo:

2012
12° classificato Southgarda Road (percorso lungo)
93° classificato Maratona dles Dolomites (percorso lungo)
2013
1° classificato GF Luca Avesani (percorso lungo)
2° classificato GF delle Alpi Hicari (percorso lungo) 
5° classificato GF del Capitano (percorso lungo)
7° classificato GF Colnago Desenzano (percorso lungo)
8° classificato Nove Colli (percorso lungo)
10° classificato GF Valli Bresciane (percorso lungo)
2014
1° classificato GF Damiano Cunego (percorso lungo), GF Giordana (percorso lungo)
2° classificato GF Fi'zi:k (percorso medio), GF Eddy Merckx (percorso lungo)
3° classificato GF Colnago Desenzano (percorso lungo), GF Nocciola Alta Langa (percorso lungo)
4° classificato GF San Marino (percorso lungo)
5° classificato Fondo Città di Riccione (percorso lungo), GF Valle Bresciane (percorso lungo), La Leggendaria Charly Gaul (percorso lungo)
Ciao Matteo,
sono solo tre anni che frequenti il mondo delle granfondo e la tua crescita in termini di risultati è stata davvero esponenziale. Quiche piazzamento nei primi 50 nel 2012, numerosi piazzamenti nella top 10 lo scorso anno, con la perla della vittoria nel percorso lungo della Luca Avesani. Quest'anno due prestigiose vittorie, alla Damiano Cunego e soprattutto alla Giordana, oltre a numerosi piazzamenti nella top 5, tra cui il terzo posto alla Granfondo della Nocciola Alta Langa domenica scorsa. Ormai non c'è granfondo in cui tu non sia inserito nel gruppo dei favoriti. Sicuramente i frequentatori delle granfondo hanno piacere di conoscerti meglio.

Iniziamo dalle informazioni più personali e non legate al mondo del ciclismo. Dove e quando sei nato? Che titolo di studio hai conseguito? Dove vivi? Attualmente, che attività lavorativa svolgi? Sei sposato e hai dei figli?
Innanzitutto vi ringrazio per avermi contattato! Sono nato a Desenzano del Garda il 27 novembre 1983. Ho conseguito la maturità nel 2002 come tecnico commerciale , il classico ragioniere per capirci. Nella vita faccio l'agente di commercio, nel settore delle vernici per il legno, dato che il lavoro d'ufficio proprio non fa per me.
Attualmente convivo a Desenzano del Garda con la mia compagna e, per il momento, non abbiamo figli.

Come hai iniziato ad andare in bici? Hai gareggiato nelle categorie giovanili?
Ho iniziato nelle categorie giovanili a 12 anni. Tutto è cominciato a causa di una bici in cantina. Mio papà infatti teneva una bici da corsa degli anni 70 che apparteneva a mio nonno: una Wilier Triestina color rame. Nel guardarla è scattata una scintilla e una passione. Ricordo con piacere i miei anni nelle categorie giovanili, mi piaceva moltissimo il mondo del ciclismo e sono riuscito ad ottenere diverse soddisfazioni.
 
Dopo tre anni di gare nella categoria Under 23, alla fine del 2004 hai lasciato il ciclismo più prettamente agonistico. Quali sono i motivi di questa scelta? Avevi mai pensato ad un futuro tra i professionisti?
La scelta di abbandonare il ciclismo è stata molto dura e combattuta. Mio padre non era d’accordo con la mia idea e mantenere la mia posizione è stata dura. Ovviamente a 21 anni avevo molti grilli per la testa che possono aver interferito, ma credo che le ragioni maggiori siano due. Da un lato avevo perso gran parte della mia motivazione per i risultati che non arrivavano come avrei voluto, dall’altro capivo che non facevano per me i continui allenamenti, gli spostamenti e la vita futura come possibile professionista. Così nel 2004 ho lasciato la categoria dilettantistica, nonostante un coro di consigli a continuare.
Ad oggi sono sempre più convinto della mia scelta, soffrirei molto lontano dai miei affetti per tanto tempo.

Hai continuato ad andare in bici e a gareggiare come amatore fino al 2012, anno in cui hai fatto l'esordio nelle granfondo?
In realtà no. Ci sono stati otto anni di completa stasi. Ho praticamente appeso la bici al chiodo per tanto tempo, la usavo raramente l’estate per qualche piccolo giro in compagnia, ma assolutamente niente gare o allenamenti. Poi un giorno ho ripreso la bici per tenermi un po’ in forma e come sono risalito è tornata a bruciare la passione e la voglia di competere.

Quindi, cosa rappresentano per te la bici ed il ciclismo? Saresti un ciclista anche senza gare?
Per me il ciclismo rappresenta una passione, oggi rigenerata e rinforzata, uno stile di vita salutare e un modo affascinante per porsi obiettivi e cercare di raggiungerli. Detto ciò non credo che sarei un ciclista senza gare. Ho un carattere estremamente competitivo e inoltre sono cresciuto associando la bici alle gare. Senza queste avrei la sensazione che la mia passione fosse incompleta.

A cosa attribuiresti principalmente la tua grande crescita in termini di performance in questi due anni? Io comincio a dire che la base deve essere un motore non comune, visto anche il tuo passato negli Under 23, ma non di meno un qualcosa che è scattato dentro di te.
Grazie, in realtà non credo di avere la stoffa del campione. Forse la cosa che mi aiuta di più è la mia determinazione: non mollo mai di testa e questo credo possa fare la differenza a parità di prestazioni. Ciò che conta nello sport è la motivazione; quella da sola può fare molto.
Per quanto riguarda la storia del mio ritorno, è stato un caso o forse un segno del destino: dopo aver letto un articolo nel 2012 in cui Linus parlava della Maratona dles Dolomites come la corsa più dura e affascinante tra tutte, improvvisamente è scattata la voglia di mettermi alla prova. All'inizio devo ammettere che è stata durissima ricominciare dopo molti anni lontano dai ritmi di gara.  Fortunatamente ho vicino un amico e un preparatore atletico come Simone Bortolotti: lui mi ha permesso di migliorare nella performance fisica, ma soprattutto a livello mentale.  Inoltre ho avuto il supporto della mia compagna che mi è sempre stata vicina, sostenendomi in ogni momento. Persone che hanno fatto davvero la differenza.

Puoi raccontarci come ti alleni? Quanto tempo dedichi alla bici in settimana? Ti alleni a sensazioni oppure pianifichi con scrupolosità la stagione e gli allenamenti con l'utilizzo di strumentazioni quali il cardiofrequenzimetro o il powermeter? Pratichi altre attività (ad esempio palestra, corsa a piedi) durante la preparazione e la stagione?
Tutti i giorni la bicicletta fa parte di me. Il numero di ore dipende da come riesco a gestirmi, con il lavoro e gli impegni personali. In linea generale riesco ogni giorno a fare delle uscite che variano dalle due alle sei ore in cui alterno lavori specifici ad allenamenti di scarico. Tendo a pianificare tutto: allenamenti, gare e preparazione. Utilizzo sia il misuratore di potenza che il cardiofrequenzimetro, ma lascio sempre un margine alle mie sensazioni. Nella preparazione invernale mi piace tanto correre a piedi.

Quanto è importante secondo te l'alimentazione nel raggiungimento della massima prestazione atletica? Segui qualche regime alimentare specifico?
Credo che alimentarsi bene sia indispensabile prima, durante e dopo ogni sforzo. Questo sia per poter recuperare gli allenamenti che per poter arrivare in condizioni ottimali alla gara. Io non seguo uno schema rigido, ma sono comunque molto scrupoloso.

Quanta importanza dai al mezzo meccanico che utilizzi?
Il mezzo meccanico per me è importante, ma più a livello emotivo. Non considero la bici come un mero oggetto, piuttosto come un prolungamento dell’atleta stesso. È un po' come se fosse parte di me. In ogni caso non sono mai stato esasperato per il peso della bici o per dettagli tecnici.

Dal punto di vista tecnico, quali sono le tue caratteristiche principali? Sicuramente te la cavi molto bene in salita, visto il successo alla Granfondo Giordana.
Ti ringrazio. In effetti tecnicamente mi potrei definire uno scalatore, con una preferenza per salite lunghe e percorsi su grandi distanze.

A proposito della Granfondo Giordana, ci puoi raccontare quella che per te è stata una splendida giornata? Eri convinto di poter raggiungere quel risultato? Quale era la tua tattica di gara? Come hai deciso di attaccare e quando sei stato sicuro di essere riuscito ad ottenere la vittoria?
Sicuramente per il momento è stata la giornata più bella tra quelle passate nelle gran fondo. Ricordarla è emozionante non tanto per la vittoria in sé, ma per aver raggiunto un mio obiettivo. Questo credo sia un po’ lo spirito che accomuna i granfondisti: avere un obiettivo in mente (può essere un posizionamento in classifica o semplicemente riuscire a finire la gara) e vivere la soddisfazione di farcela. Questo pensiero è un gran motore quando ti trovi a spingere sui pedali nelle lunghe salite.
Quel giorno non avevo tattiche particolari, ma ardevo di desiderio di dare il massimo. Ovviamente un pizzico di fortuna non guasta mai: così avere Riccardo Toia in fuga con me è stato un grande vantaggio. Avendo lui come obiettivo di fare il percorso medio, ha tirato per più chilometri di me, aiutandomi a non sprecare energie. E’ stato davvero sportivo e colgo l’occasione per ringraziarlo ancora. Con le energie risparmiate, nel finale ho potuto attaccare con decisione il Santa Cristina e giungere alla vittoria.


Cos'è che ti ha attirato di più e ti ha convinto a partecipare alle granfondo?
Mi hanno attirato i percorsi in primo luogo e poi le persone che le frequentano. Infatti trovo quest’ambiente molto aperto e poco classista. Condividiamo tutti lo stesso percorso, la stessa fatica e la stessa giornata: sia il primo che l'ultimo del gruppo.

Quali sono invece gli aspetti che modificheresti per migliorare le granfondo e quello che gravita intorno ad esse?
Le nuove regole hanno già fatto molto per migliorare l'ambiente dando la possibilità a più persone di vincere, evitando che siano sempre i soliti ex professionisti.
Un campo dove vedo ancora spazi di miglioramento è quello della sicurezza durante le manifestazioni. Mi rendo conto che le problematiche sono molteplici e dell’esigenza di mettere d’accordo la viabilità con la sicurezza dei ciclisti, ma credo che in alcune manifestazioni si corrano rischi inutili.

Quali sono le prossime gare a cui punti con particolare interesse?
Settembre è ricco di ottime granfondo tutte molto belle, ma un pensiero è sempre rivolto alla Maratona dles Dolomites.

Hai qualche sogno nel cassetto per il futuro, ciclistico ed extra-ciclistici?
Credo che i lettori più attenti abbiano capito quale sia il mio sogno ciclisitico.
Per quanto riguarda la vita privata, sogno di formare presto con la mia compagna una famiglia solida e rassicurante come quella dalla quale provengo. Ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto di quanta importanza questo abbia avuto nei successi passati e in quelli presenti.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Complimenti ancora ed in bocca al lupo per il finale della stagione.
Grazie ancora per avermi contattato.

(28 agosto 2014)
 

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