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Inserito il 17 luglio 2014 alle 12:32:19 da gazario. - Letto: (5172)

Matteo Podestà - Ritorno all'agonismo

Dopo un paio di stagioni in cui ha privilegiato lo spirito cicloturistico, organizzando tra l'altro per i suoi compagni di team un viaggio in bicicletta dall'Italia a Londra per assistere alle Paralimpiadi, cui ha preso parte il fratello Vittorio, l'ingegnere genovese è tornato a gareggiare nelle granfondo, raccogliendo nuovamente importanti vittorie e piazzamenti.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full Nikon)

Matteo Podestà

Nata a: Genova
Il: 24 gennaio 1976
Residente a: Chiavari(Ge)

Titolo di studio: Laurea in Ingegneria Meccanica

Stato civile: celibe

Squadre amatoriali:
2004: GS Monegliese
2005 - 2006: Team MG.K Vis
2007: Team Viner
2008: Cycling Lavagna
2009 - 2010: Team Kuota Carimate
2011: Team Parkpre Miche Ibike
2012: Team Viner Miche Lgl Nautilus
2013: Barilla Blu Team
2014: Team MG.K Vis Gobbi LGL Dedacciai

Principali risultati nelle granfondo:
2009
1° classificato GF Franciacorta e Sebino (MF), Gf Chianciano Terme (GF), Gf Carlo Dapporto(MF), GF Polti (GF), Ultrapadum (GF)
2° classificato GF delle Alpi (GF)
3° classificato GF Gianni Bugno (GF), GF Tre Valli Bresciane (GF), GF 101 Noberasco (GF)
2010
1° classificato GF Franciacorta e Sebino (GF), Gf delle Alpi (GF), Gf Prealpi Biellesi (GF), Ultrapadum (GF)
2° classificato GF dei 3 Laghi (GF)
4° classificato Nove Colli (GF)
2011
1° classificato Gf delle Alpi (GF), La Fausto Coppi (MF)
2012
2° classificato Giro del Valdarno (GF), GF Valtidone (GF)
3° classificato Nove Colli (GF)
2013
6° classificato Fondo Città del Tufo (GF)
7° classificato Giro delle Valli Monregalesi (GF)
2014
1° classificato GF Stelvio Santini (GF), La Fausto Coppi (GF)
2° classificato Sportful Dolomiti Race (GF), Marcialonga Cycling (GF)
3° classificato GF del Capitano (GF), GF Giordana (GF)
Ciao Matteo,
il 2014 ha segnato il tuo ritorno in grande stile nelle posizioni più nobili delle classifiche delle granfondo, dopo un periodo in cui hai raccolto poche soddisfazioni di questo tipo. Infatti oltre alla recentissima vittoria a La Fausto Coppi, hai vinto, poco più di un mese fa, la Granfondo Stelvio Santini e hai ottenuto piazzamenti di rilievo in tutte le gare in cui hai preso il via (ricordiamo su tutte il secondo posto alla Sportful Dolomiti Race e alla Marcialonga Cycling ed il terzo posto alla Granfondo Giordana).

Possiamo chiederti cosa è cambiato quest’anno per farti tornare ad ottenere le prestazioni di un tempo o meglio cosa era avvenuto nel periodo precedente in cui partecipavi comunque alle granfondo, ma senza i risultati che eri solito ottenere?
In effetti, dopo il 2011, anno in cui ho vinto ancora qualche granfondo, mi sono dedicato alla gestione di un team granfondistico, che in poco tempo si è trasformato in un team cicloturistico: in questi due anni ho organizzato una serie di eventi, tra cui una Chiavari- Londra, tutta pedalata, in 8 tappe, a settembre 2012 in occasione delle Paralimpiadi, a cui ha partecipato mio fratello Vittorio nella specialità Handbike. E’ stata un’esperienza fantastica: tutti i ragazzi del mio team che vi hanno partecipato sono rimasti entusiasti sia di aver raggiunto l’obiettivo di arrivare fino a Londra solo pedalando, sia di aver ammirato le gesta di veri atleti in uno scenario come le Paralimpiadi di Londra. In questo periodo inoltre ho partecipato a qualche randonnée e organizzato mini vacanze bici+borsa un po’ all’avventura. Lo scorso inverno poi è scattato qualcosa che mi ha fatto voglia di tornare all’agonismo puro, così è bastata una telefonata con Marco Silvagni del Team Mg.K Vis ed ora eccomi qui.

In questo periodo ti è mancata la gara per le primissime posizioni?
Diciamo che sia nel 2012 sia nel 2013 ho partecipato a poche granfondo, ma ho comunque ottenuto un terzo posto alla Nove Colli 2012 e qualche altro piazzamento sul podio in granfondo minori. La mia partecipazione era mirata più che altro a mantenere una preparazione adeguata per affrontare qualche randonnée e i giri bici+borsa, che ho organizzato col team, su cui mi sono concentrato soprattutto dal punto di vista logistico. Posso dire che organizzare una trasferta ben riuscita è appagante tanto quanto salire sul podio di una granfondo!

A questo proposito, cosa significa per te la bici? Continueresti a pedalare anche senza gare?
La bici per me è libertà! Me ne accorgo perché, se non pedalo anche solo per qualche giorno, mi sento soffocare! Penso che pedalerò sempre, probabilmente è una questione di DNA: mio papà Luigi che ha 75 anni va in bici quasi tutti i giorni con una media di 60 chilometri ad uscita con punte anche di 150 chilometri!!!

Per i pochissimi che ancora non ti conoscessero, ci puoi raccontare qualcosa della tua vita privata? Dove sei nato e dove vivi? Sei sposato o fidanzato? Qual è il titolo di studi che hai conseguito? Che lavoro fai?
La mia è una vita molto semplice, la mattina pedalo e il pomeriggio (a volte anche la sera) lavoro; sono nato a Genova e vivo a Chiavari. Mi sono laureato in Ingegneria meccanica nell’ormai lontano 2000 e dopo una breve esperienza in azienda, ho insegnato nelle scuole superiori per circa 6 anni, dopodiché, dal 2007 ho iniziato la libera professione di ingegnere specializzato nel risparmio energetico in edilizia che tuttora svolgo nel mio studio sopra casa. Sono un single convinto….

Ormai frequenti il mondo delle granfondo da più di 10 anni. Cosa è cambiato in questo lungo periodo sia per quanto riguarda la qualità dell’organizzazione delle gare, sia per quanto riguarda lo spirito ed il livello prestazionale dei partecipanti?
Penso che il mondo delle granfondo sia cambiato molto in questi 10 anni. A livello organizzativo c’è stato un netto miglioramento e ora le granfondo, che sono sopravvissute alla crisi e ad una selezione naturale, sono dei veri e propri eventi, con manifestazioni collaterali e un grande interesse mediatico che vi ruota attorno. Per quanto riguarda il livello prestazionale dei partecipanti, penso ci sia stato un avvicinamento tra ex professionisti e agonisti puri e una prima parte di gruppo, che ora ha a disposizione strumenti e tecniche di allenamento che un tempo usavano solo i professionisti. Ovviamente c’è sempre la massa che interpreta la granfondo come una giornata di svago e di pedalata in compagnia, senza badare alla classifica, e mi sembra che questo mix sia la formula vincente del mondo delle granfondo. Secondo me, chi pensa che bisognerebbe togliere il cronometro o dare meno risalto ai primi (come ultimamente alcuni commentatori televisivi sostengono), non ha capito che il movimento si regge soprattutto sulla sana voglia di agonismo dei partecipanti; basti pensare che i numeri delle cicloturistiche, che pure esistono, sono infinitesimali rispetto alle granfondo.

Vista la tua esperienza di atleta nelle categorie giovanili e la tua esperienza pluriennale nelle granfondo, come giudichi questo primo anno di applicazione delle nuove norme? Quali consigli ti sentiresti di dare nell’ottica di avere un ciclismo amatoriale più etico?
Sicuramente la nuova norma ha aiutato l’avvicinamento di prestazione nel gruppo di cui ti parlavo prima. Penso si sia raggiunto un buon compromesso per evitare che le granfondo diventino troppo esasperate dal punto di vista agonistico. Sul discorso etico penso che ci debba essere più chiarezza, ma non mi sento in grado di dare consigli.

Hai cambiato parecchie squadre nella tua carriera granfondistica e tra l’altro, nel 2011, ne hai anche gestita una personalmente. Cosa ti spinge a cambiare ogni tanto squadra e cosa ti rimane della tua esperienza di gestore di un team amatoriale?
In realtà ho cambiato parecchie squadre solo apparentemente, perché per ben 5 anni su 10 ho vestito maglie di team dell’accoppiata Silvagni-Giardini, che ogni anno allestiscono team diversi ma appartenenti tutti alla stessa gestione. Ho poi passato due anni magnifici con il Team Kuota di Gigi Meloni, di cui ho ricordi molto belli sia sul lato umano sia sportivo. Ho esordito nel mondo delle Granfondo nel 2004 con la Monegliese, una squadra locale, con cui mi sono avvicinato a questo mondo e infine ho vestito la maglia del mio team, nato nel 2011 di cui vi ho parlato sopra. Questo team in realtà è tuttora in piedi e anche se io sono tesserato con il Team Mg.K Vis, molte delle mie uscite infrasettimanali sono in compagnia del gruppo che si è formato nel 2011 e della cui associazione sono tuttora presidente.

Quanto tempo dedichi settimanalmente all’allenamento? Segui una programmazione dettagliata della stagione, con allenamenti mirati ad avere particolari momenti di forma, con l’ausilio di un misuratore di potenza, oppure preferisci allenarti a sensazioni?
In realtà solo nei mesi invernali e i primi mesi primaverili sono piuttosto scrupoloso nella preparazione ed uso un misuratore di potenza. Nei mesi successivi penso che la gara delle domenica sia sufficiente a coprire tutti i tipi di allenamenti necessari per raggiungere il picco di forma. In settimana faccio tanti chilometri, ma senza spremermi troppo e pensando più allo svago con i compagni di uscite. Ritengo invece fondamentale la partecipazione ad un giro a tappe prima del picco di forma; quest’anno ho partecipato al Giro di Sardegna nel mese di aprile ed è stato decisivo per essere protagonista nei mesi successivi.

In tanti anni di gare, quali sono le tre vittorie a cui sei maggiormente affezionato e perché?
Sicuramente la Milano –Sanremo del Challenge Gazzetta del 2006 perché è stata la mia prima vittoria e poi tutte le vittorie in Valtellina: lì ho vinto cinque volte la Granfondo delle Alpi, un medio della Granfondo Pantani e quest’anno la Granfondo Stelvio Santini. Quando corro in quelle zone mi trasformo. E’ lì che nel 2002 mi è tornata la voglia di pedalare, dopo anni dalle categorie giovanili. Mio fratello, dopo l’incidente, ha trascorso i mesi di riabilitazione in una clinica specializzata in traumi spinali a Sondalo, in provincia di Sondrio, e con la mia famiglia avevamo affittato un appartamento per stargli vicino. Per passare le giornate in attesa delle visite in clinica, con la mia vecchia bici, ho girato in lungo e in largo quei meravigliosi passi affrontando più volte Stelvio, Gavia, Mortirolo, Aprica, Santa Cristina… Quando ora, a distanza di anni, li percorro nelle granfondo, mi vengono sempre in mente quei giri fatti nel 2002, in solitaria, ed è come sentissi di meno la fatica!

Quale gara ti piacerebbe vincere, quest’anno e in futuro, tra quelle che mancano ancora al palmares?
Sicuramente la Maratona delle Dolomiti. Quest’anno poteva essere la volta buona, vista la mia condizione di forma in questo periodo, ma quel giorno non ero particolarmente brillante e mi sono dovuto accontentare del quinto posto. Ci riproverò l’anno prossimo!

E il sogno nel cassetto della tua vita extra-ciclistica?
Magari incontrare una ragazza che mi tolga tutte le convinzioni del single!


Grazie per il tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo.
Grazie a voi!

(17 luglio 2014)
 

 

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