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Appunti di viaggio Granfondo   
Inserito il 15 luglio 2014 alle 18:42:17 da Enrico Cavallini. - Letto: (5136)

La Fausto Coppi: cronaca di un salvataggio

Siamo alla granfondo Fausto Coppi 2014, che in questa edizione ha dato il meglio di sé anche in termine di iscritti. Intanto il Fato, sin dal giorno prima, organizza un po' di vite. Qualcuno avrà bisogno di un aiuto e il Destino ha mosso le sue pedine per mettermi al posto giusto al momento giusto.

 

 

(Servizio di Enrico Cavallini, foto Play Full Nikon)

A

rriviamo a Cuneo di sabato sotto un tremendo nubrifragio. Giunone deve avere scoperto un'altra scappatella di Giove e ne è uscito una terribile litigio, vedendo quanto Giove (Pluvio) sia veramente adirato e stia sfogando sugli umani tutta la sua ira.

Il vasto e colorato villaggio espositivo, che come sempre anima piazza Tancredi (Duccio) Galimberti ogni sabato precedente la granfondo La Fausto Coppi, pare un villaggio esotico colpito dallo tsunami. Gli espositori stanno svuotando le loro ceste dall'acqua e alcuni, addirittura, optano per un ritiro dei materiali e una breve fuga in albergo per godersi l'arrivo di tappa.

La Fortuna vuole che siamo in Estate (questo almeno è quello che dice il calendario) e gli acquazzoni di questo tipo sono all'ordine del giorno, ma ci assicura il fatto che, tanto più sono violenti, tanto prima arriverà il bel tempo. E così sarà. Nel tardo pomeriggio, Giove Pluvio si riappacifica con la consorte e il tempo volge al bello, ridando così vita alla piazza.

In men che non si dica un formicaio di persone invade gli stand, ma soprattutto la zona logistica, dove i numerosi volontari della Fausto Coppi on the Road, sotto le direttive degli alacri Emma Mana e Davide Lauro, coadiuvano i ciclisti nelle fasi di iscrizione e di ritiro del numero di gara e del prezioso pacco gadget. Un vero successo per questa edizione che in tarda serata riesce a vantare 2200 ciclisti registrati nelle liste di partenza. Di questi, 1900, l'indomani, prenderanno regolarmente il via.

Mentre Emma corre a destra e a manca come un furetto per coordinare le numerose attività di piazza, tra cui la presentazione delle squadre straniere, Davide è sul percorso per valutare, e sistemare, i danni causati dal prepotente nubifragio, in modo di garantire la massima sicurezza ai ciclisti il giorno successivo.

Intanto ritiro anch'io il mio pacco gara, all'interno del quale trovo la bellissima maglia da indossare obbligatoriamente confezionata da Sportful, un pacco di biscotti Balocco, un paio di manicotti Ekoi, una borraccia e un prodotto Multipower, una bustina di Fruttime Noberasco, una bomboletta WD-40 e un olio per massaggi di Weleda.

Senza saperlo, intanto, il Fato inizia a posizionare le tessere del mosaico che scoprirò l'indomani essere la salvezza per qualcuno.

La prima tessera.

La settimana appena passata non mi ha regalato grandi sensazioni, anzi! Purtroppo le tante granfondo estreme pedalate negli ultimi tre mesi, senza condurre una vita da atleta, mi hanno totalmente sfiancato e non sarei fisicamente in grado di affrontare un percorso come quello della Fausto Coppi, pertanto opto, con grande rammarico, di salvaguardarmi la salute. Effettuerò il servizio fotografico in moto in vece di mia moglie, che resterà a terra a occuparsi degli arrivi.

La seconda tessera.

Visto che all'arrivo ci sarà mia moglie e che tutti dovranno obbligatoriamente indossare la maglia della Fausto Coppi, restare sui primi avrebbe poca importanza, visto che non sono nemmeno l'addetto stampa ufficiale. Dei primi se ne occuperanno altri e opto per restare in pancia al gruppo e fare delle foto più panoramiche, visto che il sole mi farà da prezioso collaboratore.

La terza tessera.

Mi raggiunge Claudia Vianino, di Vitamina C, l'addetta stampa ufficiale.

- Senti Enrico, per il motociclista di domani, è un problema se ce lo scambiamo? - mi chiede
- Assolutamente nessun problema – le rispondo io
- Tu avresti uno scooter e io una BMW, ma preferirei avere lo scooter. Mi sento più sicura – si giustifica lei.
- Anche meglio. Io non gradisco gli scooter – replico io.

E così ci scambiamo i motociclisti.

Il tempo in serata ormai volge al bello e permette alla cittadina di godersi la notte bianca con la piazza gremita di gente a gustarsi il concerto dal vivo, tra pizza, birra e un gelato in Corso Nizza.

La quarta tessera

Anche domenica 13 luglio la sveglia suona di buon'ora. E' ormai diventata un'abitudine domenicale di queste ultime settimane. La partenza della gara alle 7.00 impone la levataccia. Come in un moto involontario subito mi dirigo alla finestra per controllare il cielo, che ormai già chiaro, mostra un bellissimo colore azzurro. Di nuvole nemmeno l'ombra.

Smaltite le operazioni mattutine di warm up, alle 6.00 in punto ci troviamo in piazza Galimberti, ormai tramutata in una vasta zona di partenza e arrivo. Nelle griglie si stanno assiepando i ciclisti e la tensione degli addetti ai lavori continua ad aumentare. Vado a cercare il mio motociclista, ma faccio fatica a trovarlo. Finalmente, un quarto d'ora prima della partenza, riesco a rintracciarlo. Si chiama Massimo e di mestiere fa l'agricoltore con tanto di campi e armenti.

Alle 7.00 in punto parte La Fausto Coppi 2014 e dopo pochi chilometri, all'uscita dalla città, al termine del ponte sullo Stura, la grandissima macchia azzurra si divide sui due percorsi: a sinistra i mediofondisti e a destra i granfondisti. Io, ovviamente, proseguirò sul percorso di 177 chilometri e 4100 metri di dislivello.

Il lungo tratto di pianura che porta verso Brossasco, dove inizierà la prima ascesa verso il santuario di Valmala a quota 1380 metri mi permette di scambiare quattro parole con il motociclista e scoprire così che nel tempo libero è volontario del 118.

La quinta tessera

La salita verso Valmala opera la prima selezione. Non è certo facile e la fatica inizia a comparire negli occhi dei ciclisti. Sono quasi 10 chilometri con una pendenza media dell'8% scarso, ma irregolare e gli strappi al 14% si intercalano a tratti più dolci.

La discesa nel bosco è veramente suggestiva. Oggi è l'inaugurazione di questo nuovo tratto di strada, o meglio di questa lingua di asfalto appoggiata su un sentiero, che ora permette di raggiungere l'abitato di Lemma anche con mezzi non da off road. La strada è stretta e decisamente tecnica. Chi ama guidare la bici qui può divertirsi, sebbene la pioggia del sabato abbia lasciato il segno consigliando l'uso della prudenza.

Sbucati a metà della Colletta di Rossana si procede verso Dronero, dove si scalerà la seconda erta, la Piatta di Soprana; un altro bel "canchero" da mettersi nelle gambe. Ma chi è qui, lo sa: la Fausto Coppi non è, e non vuole esserlo, una passeggiata, ma una sfida contro se stessi e contro il percorso, per cui lo sfidato – il percorso - deve essere all'altezza.

Ridiscesi anche da Piatta e lasciata la chiesetta della Madonna della Neve, ci si dirige verso il piatto forte di giornata. Si risale la Valle Grana in direzione Pradleves dove inizierà l'ascesa al Santuario di San Magno in località Castelmagno e la scalata al Colle Fauniera.

Il fondo valle è veramente spettacolare. La strada, in leggera ascesa, costeggia il torrente Grana e regala dei panorami affascinanti. Il tracciato, ovviamente, è tutto a curve, di cui alcune cieche.

All'ingresso di una di queste notiamo un ciclista a terra. Guardo bene e... porca boia! E' Andrea Natali, ciclista bergamasco in forze al Team Orobica. Siamo amici da parecchi anni. Mi fermo immediatamente per capire che cosa sia successo.

Andrea, dopo alcuni chilometri di ascesa verso il Santuario, a causa di alcuni disagi fisici, ha compreso di non riuscire a stare nel gruppo dei migliori e ha scelto di ritirarsi. Purtroppo Andrea ha fatto quello che non si dovrebbe MAI fare, ossia tornare indietro contro la corsa quando il traffico è ancora chiuso. Infatti all'uscita di questa curva cieca si è trovato davanti un motociclista della Scorta Tecnica che stava svolgendo il suo lavoro. Purtroppo l'impatto è stato inevitabile e l'essere umano, più morbido della motocicletta, ha avuto la peggio.

Andrea è seduto a terra con un braccio completamente avvolto nel sangue. Il sangue è sull'asfalto tutto attorno a lui. Non so cosa fare, ma tento di tenerlo tranquillo. Parla ed è cosciente, quindi sicuramente non è in grave pericolo. Appurato che non ci sono lesioni alla testa, gli slaccio il casco e lo stendo a terra. Andrea trema come una foglia. Ovviamente l'adrenalina ora sta facendo il suo mestiere e lo spavento pure. Lo tranquillizzo e constato la frattura scomposta della clavicola destra (operazione resa ben semplice dall'osso rotto che alza la pelle e che si sente al tatto). Nel frattempo è già stata chiamata l'ambulanza. Andrea si preoccupa di come tornare a casa. Lui è di Bergamo ed è venuto a Cuneo da solo, ha le chiavi della macchina in tasca e il cellulare nell'auto. Che bella situazione!

Intanto il Fato, che sta iniziando a unire le tessere fa comparire altri due ciclisti. Sono Gigi Tarchini e Sandro Caravona del Team Isolmant, anche loro ritiratisi e anche loro di Bergamo. Ecco sistemato il problema logistico: saranno loro ad accompagnarlo a casa. Risolto il problema e con l'ambulanza in arrivo, tranquillizzo ancora Andrea e riparto. Mamma mia che momento! Sicuramente in questa occasione ho imparato ad avere il sangue freddo e a mantenere la calma. Ma il mosaico non è ancora completo.

La sesta tessera

Si continua sul percorso. Per svolgere il servizio che mi sono prefissato ho la necessità di un gruppetto abbastanza folto, ma non troppo. Scelgo quindi di restare con la prima donna. Come spesso accade, tra i compagni di squadra di supporto e qualche ciclista che gode del loro aiuto, il gruppo della prima donna è sempre abbastanza nutrito. E così è anche alla Coppi.

Sono con la torinese Olga Cappiello, che sta dominando la corsa femminile. Si inizia il Fauniera, che con i suoi 15,4 chilometri e una pendenza media del 9,6% si può reputare una delle salite più dure dell'estate. Intanto ne approfitto per portarmi a casa un bel book fotografico. La luce è ottima e i paesaggi incantevoli. La Cappiello mantiene la posizione, ma dalle retrovie sta risalendo con grande vigore la seconda donna, l'olandese Nicole Heuts, che chilometro dopo chilometro mangia secondi alla Cappiello. La sfida mi entusiasma per cui faccio da spola tra la prima e la seconda donna.

La bionda torinese riesce a scollinare per prima il Colle Fauniera e io mi fermo al ristoro per fare qualche scatto. Mi dilungo più del dovuto, conscio che la discesa la faremo ben tranquilli vista la sua complessità, tanto sulla prima donna arriveremo sulla Madonna del Colletto.

Dopo alcuni minuti di sosta ripartiamo e nel mentre noto un'infermiera della Croce Rossa che sta correndo verso l'ambulanza ferma in cima al colle, dopo avere preso qualcosa al ristoro. Le lancio una battuta e proseguiamo.

Scendendo commento al motociclista di come la discesa del Fauniera, sebbene io ami lanciarmi come un falco, mi abbia sempre fatto paura a causa della mancanza di un qualsiasi parapetto.

Il mosaico è completo

Gli racconto anche di quell'anno in cui notai, nei pressi di una curva, un omino tutto imbragato che stava recuperando un ciclista finito di sotto. Detto questo mi viene di istinto guardare oltre ogni curva che stiamo affrontando.

- Porca putt.... - grido al motociclista – Fermati. C'è uno nel prato!

Una macchia azzurra spicca nel verde dell'erba e, accanto a questa, una bici. Mentre mi lancio nel prato una ragazza preposta alla segnalazione della curva mi urla che c'è stata una caduta.

Eccolo lì! E' rannicchiato in una posizione assolutamente anormale, il viso per terra e sta respirando male, sta rantolando.

- Cosa posso fare? - penso tra me e me.

Mi rendo conto che andrebbe spostato da come è messo, ma so anche per certo che non ho le conoscenze minime di pronto soccorso per poterlo muovere.

- E se avesse una vertebra fratturata e girandolo gli creo dei danni seri? - continuo nei miei pensieri.

Intanto arriva il motociclista, che è appunto un volontario del 118. Subito valuta la situazione e insieme giriamo il ragazzo. Chiedo alla ragazza che sventola se ha la radio.

- No! Io non ce l'ho, ma tutti gli altri miei compagni sì. - mi urla.

E che diamine... al momento tu dovresti averla, non gli altri!

Provo a telefonare al 118. Di due telefoni non ne prende neanche uno. Niente di niente, nemmeno le chiamate d'emergenza (e questa, boia mondo, è sì una chiamata di emergenza).

Non so che pesci pigliare.

- Come ti chiami? Mi senti? Come stai? - ripete in continuazione Massimo tentando di rianimare il ragazzo svenuto.

Finalmente dopo qualche minuto il ragazzone si rianima e tenta di mettersi seduto, al che Massimo si inginocchia e lo stringe a sé, continuando a tenerlo e a parlargli.

Non è ancora conscio. Gli parliamo e non risponde.

Finalmente sopraggiungono altre due moto della scorta tecnica, ma nessuno di loro ha a bordo una radio.

La Croce Rossa è poco più sopra, ma non sappiamo come avvisarla. Che brutto momento!

Di tornare indietro con la moto non se ne parla nemmeno. La discesa è piena di ciclisti e andare contro mano sarebbe una pazzia che certamente porterebbe a qualche incidente. Per il momento ci basta già questo!

Finalmente un motociclista riesce ad agganciare il telefono e chiama il 118. Si sente male, ma si riesce ad avvisare l'ambulanza.

Intanto scopriamo che il ragazzone biondo dagli occhi azzurri come la maglia che indossa si chiama Joost e che è olandese. Ecco perché non risponde! Non capisce cosa gli stiamo dicendo. Gli parlo in inglese e tento di tenerlo tranquillo, ma, sebbene mi guardi, si capisce che non è per nulla lucido.

I minuti passano, sembrano un'eternità. L'ambulanza è partita, l'ho vista là in alto! Ma questi tre chilometri, pieni di ciclisti e di tornanti, paiono essere centinaia.

Eccola finalmente! Al ragazzone biondo viene applicato il collare e trasportato sulla spinale nell'ambulanza. Ora è fuori pericolo e possiamo ripartire. Massimo, il motociclista, ha le gambe intorpidite dal tanto tempo passato inginocchiato abbracciando Joost, il quale, di tanto in tanto, rinveniva, gli stingeva la mano e gliela baciava, per poi ricadere nel suo torpore.

Si riparte! L'emozione è stata forte, ma sicuramente mi ha insegnato tanto. Ciao Joost, in bocca al lupo.

Riprendiamo il nostro percorso. Ormai di riprendere la prima donna non ce n'è più la possibilità, ma chi se ne importa! Mai e poi mai avrei lasciato un ciclista ridotto così in mezzo ad un prato!

Si scende a Demonte, in Valle Stura, per dirigersi a Festiona. Manca ancora la ciliegina sulla torta: la Madonna del Colletto. Dopo avere raggiunto i 2480 metri del Fauniera ogni altra salita sembra uno zappellotto, ma la Madonna del Colletto no! Questa fa male. Sono quasi altri 600 metri di scalata con pendenze anche al 13%. La stanchezza ormai è padrona delle gambe e si sale solo perché non c'è alternativa.

Scollinato davanti la chiesetta posta sulla sommità non resta che infilarsi nella Valle Gesso e dirigersi verso Cuneo, dopo avere passato l'abitato di Borgo San Dalmazzo. Ormai è tutta discesa, anche se il vento, ovviamente, spira nel senso opposto.

Entrare in piazza Galimberti dal porticato è un vero e proprio spettacolo. Le transenne sono assiepate di spettatori che applaudono ad ogni ingresso e il gonfiabile dell'arrivo decreta la fine di così tanta fatica, ma anche della propria soddisfazione per avere portato a termine un'impresa quale è La Fausto Coppi.

Terminata la cerimonia delle premiazioni, non resta che lanciarsi sul ricco pasta party e, grazie ad un bel piatto di pasta assieme a del formaggio e all'arrosto, ad un panino, a della composta di frutta e frutta fresca e a dei biscotti Balocco, si reintegrano le forze fisiche e psichiche facendo tornare alla memoria, ognuno, la sua speciale giornata.

E' giunto il momento dei saluti e di tornare a casa. Immancabili i complimenti a Emma e a Davide per l'ottimo lavoro svolto e, mentre mi dirigo verso l'auto, passo davanti alla postazione della CRI dove vedo una delle infermiere intervenute sul Fauniera.

- Come sta l'olandese? - le chiedo.
- Bene, dai. Non si è fatto nulla. Si è poi ripreso e ho già avvisato anche i suoi amici – mi risponde lei.
- Perfetto. Grazie – concludo io accomiatandomi.
- Bravo Joost! Questa volta ti è andata bene... buon rientro in Olanda – penso tra me e me.

Conclusioni

Soccorrere due incidentati nella stessa giornata non capita sovente e, onestamente, spero non capiti nemmeno più. Non per me, ma per gli incidentati!

Due esperienze che però sono la prova tangibile di quanto segue:

1. Per nessun motivo si deve procedere nel senso contrario della corsa quando la strada è chiusa! Così come noi "pretendiamo" che nessun veicolo sia presente sul nostro percorso quando siamo in corsa, dobbiamo anche fare in modo di non essere noi quel veicolo che non vorremmo mai incontrare. Se Andrea Natali, invece della moto, avesse trovato il gruppo che tagliava la curva, si sarebbe fatto il mucchio e un'ambulanza non sarebbe bastata!

2. Mai tagliare le curve cieche anche se la strada è chiusa. Ci si potrebbe trovare davanti un ciclista che si è ritirato (e che non dovrebbe tornare indietro come al punto precedente) oppure un'auto uscita dal suo garage ignara della corsa. Se la curva è cieca si sta a destra, tanto un metro più o meno non incide sul tempo finale della propria gara.

3. Le discese vanno affrontate sempre all'80% delle proprie capacità, tanto più se sono altamente tecniche come quella del Fauniera. Lasciare un 20% di margine di sicurezza da gestire in caso di imprevisti ci garantisce di portare la pellaccia a casa.

4. Prendere parte ad un corso di pronto intervento non fa sicuramente male e ci mette nelle condizioni di sapere agire quando ci si trova in casi come questo.

Ricordiamoci sempre che il nostro amato sport è puro divertimento e svago e non è un lavoro. Chi vince, chi fa secondo oppure millesimo, il lunedì mattina dovrà comunque andare a lavorare (sperando che un lavoro, bontà sua, ce l'abbia). Siate prudenti, sempre, anche quando la vena agonistica vi vorrebbe fare prendere dei rischi inutili.

La vita è una e sacra e va tenuta da conto! Non c'è il secondo tempo e neanche i supplementari.

Arrivederci a Cuneo nel 2015!

Leggi qui come è andata la gara e chi ha vinto

Guarda la photogallery #1

Guarda la photogallery #2


(15 luglio 2014)


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