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Inserito il 10 luglio 2014 alle 11:34:42 da gazario. - Letto: (7898)

Stefano Cecchini - «Maratona, una gioia immensa»

La bici è sempre stata parte della vita del vincitore della Maratona dles Dolomites 2014, ma solo come passatempo domenicale. D'improvviso gli è nata la voglia di mettersi alla prova, proprio con l'obiettivo di vincere la granfondo della Val Badia. Sacrifici, allenamenti  faticosi, impostati in modo scientifico, grazie all'aiuto del padre, preparatore atletico da molti anni, lo hanno portato a coronare il suo sogno in un solo anno. Per un attimo ha pensato di chiudere con le granfondo, per non sottrarre ancora tempo alla famiglia, ma ci ha ripensato subito, perché correre in bici per lui è gioia e libertà.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full Nikon e Sportograf.com)

Stefano Cecchini

Nata a: Lucca
Il: 14 maggio 1978
Residente a: Lucca

Titolo di studio: Diploma di geometra

Stato civile: sposato con un figlio

Squadre:
2013: Cicli Poli - Pedale Lucchese
2014: La Bagarre - Ciclistica Lucchese

Principali risultati nelle granfondo:

2013
3° classificato Maratona dles Dolomites (percorso corto)
15° classificato GF Alpi Apuane (percorso lungo)
2014
1° classificato Green Fondo Paolo Bettini (percorso corto), Maratona dles Dolomites (percorso lungo)
2° classificato GF Città di Pisa (percorso lungo), GF Damiano Conego (percorso lungo) 
3° classificato GF Colline di Montalbano (percorso unico), GF Firenze De Rosa (percorso lungo), Sportful Dolomiti Race (percorso lungo)
4° classificato GF Pantanissima (percorso lungo)
Ciao Stefano,
vincere la Maratona dles Dolomites, la granfondo italiana più famosa al mondo, quella alla quale decine di migliaia di ciclisti ogni anno ambiscono a partecipare,  e farlo in diretta televisiva RAI, deve essere sicuramente una gioia straordinaria.  E la soddisfazione è sicuramente ancora maggiore, quando sei inserito tra i favoriti per il successo finale. “Veni, vidi, vici” è il motto che ti potremmo attribuire, perché hai esordito solo lo scorso anno nel mondo delle granfondo e subito hai ottenuto vittorie e podi nelle manifestazioni a cui hai preso il via.
Ciao a tutti,
la vittoria alla Maratona è stata una grande emozione perché ha coronato un percorso fatto di rinunce, allenamenti impegnativi e tempo tolto alla mia famiglia. La soddisfazione è doppia perché la Maratona è stato il mio obiettivo fin da quando ho iniziato ad allenarmi seriamente e, quando ci si pone un traguardo e lo si riesce a raggiungere, le emozioni sono fortissime.

La tua storia da granfondista è piuttosto breve e quindi alcuni appassionati granfondisti ancora non ti conoscono. Ci puoi raccontare innanzi tutto come ti sei avvicinato alla bici e se hai praticato ciclismo fin da giovane? Hai un passato nelle categorie giovanili e nel professionismo?
Non ho mai affrontato il ciclismo in maniera agonistica prima d'ora, ma è sempre stato presente all'interno della mia famiglia fin da quando ero piccolo. Quindi ho sempre pedalato per pura passione e puro divertimento uscendo con gli amici la domenica.

La seconda domanda è di rito e riguarda la tua vita privata. Dove e quando sei nato? Che titolo di studio hai conseguito?  Dove vivi? Attualmente, che attività lavorativa svolgi? Sei sposato?
Sono nato a Lucca il 14 maggio 1978 e a Lucca vivo tutt'ora, dove svolgo l'attività di commerciante, anche se ho il diploma di geometra. Sono sposato con Chiara ed ho un figlio.

Pratichi o hai praticato altre attività sportive anche a livello agonistico?
L'unica attività agonistica che ho praticato nella mia infanzia è lo sci alpino con discreti risultati e successi.




Subito dopo la tua vittoria, in diretta televisiva, Stefano Garzelli ha rivelato che gli avevi confidato che la Maratona sarebbe stata la tua ultima gara in qualità di agonista, cosa che hai successivamente smentito sul palco. Ci puoi raccontare come è realmente questa storia e perché avevi manifestato di voler smettere di correre?
Come ho detto prima, la Maratona è stato un obiettivo che mi sono posto lo scorso anno, con la consapevolezza di togliere del tempo ai miei cari. A loro avevo promesso, nel caso di sola vittoria di smettere con l'attività, ma si trattava più che altro di una sorta di scommessa più che di una vera e propria promessa. Poi il mio caro amico Manuel, che ci aiuta sponsorizzando il team a cui appartengo (Tagetik, azienda di software), mi ha chiesto di partecipare ancora a qualche competizione, perché è rimasto positivamente sorpreso della pubblicità fatta nelle sei ore di diretta RAI. Da qui l'idea di "ritrattare" la promessa fatta e quindi prender parte ad altre competizioni, almeno fino a quando continuerò a divertirmi come ora.

Cosa è per te la bicicletta? Che emozioni provi a salire in sella e a percorrere tanti chilometri come alla Maratona o alla Sportful di qualche settimana fa, dove ti sei piazzato al terzo posto?
Per me salire in sella ad una bici per molte ore significa fondamentalmente libertà. Ho la sensazione di essere solo contro la mia fatica e questa sensazione mi piace e mi diverte moltissimo.

Esiste qualche caso di amatore passato al professionismo. Non sei più giovanissimo, ma non ti potrebbe solleticare l’idea, dopo aver vinto una gara che ha una grandissima esposizione mediatica?
No assolutamente no: il mio praticare ciclismo è solo amatoriale, per puro divertimento.

Se dovessi chiudere ora il tuo periodo da granfondista, come avevi immaginato fino a qualche giorno fa, quali sono gli aspetti di questa tua esperienza che ti porteresti per sempre nel cuore?
La cosa più bella che mi porterò per sempre dentro è l'aver raggiunto un obiettivo che mi ero posto, le emozioni forti provate dopo aver tagliato il traguardo per primo.

Veniamo ad un argomento che affascina sempre i cicloamatori. Quante ore settimanali mediamente dedichi all’allenamento? Segui dei programmi specifici che prevedono l’utilizzo di un powermeter o di un cardiofrequenzimetro? Hai un allenatore che pianifica i tuoi allenamenti o fai tutto da solo?
Per raggiungere un obiettivo simile, ho seguito delle tabelle di allenamento molto precise, una dieta molto ferrea, e ho utilizzato il misuratore di potenza SRM, che è uno strumento fondamentale per riuscire ad allenarsi in maniera precisa. In tutto questo mi sono fatto consigliare da mio padre che fa il preparatore atletico di mestiere da molti anni.

Raccontaci ora qualche dettaglio della tua Maratona. Eri nervoso i giorni prima della gara? Hai mai temuto che la fuga iniziale, partita ancora prima del Campolongo, potesse andare al traguardo? Hai avuto qualche momento di significativa difficoltà?
Chiaramente ero molto nervoso nei giorni antecedenti la corsa,ci tenevo troppo all'obiettivo. Durante la gara ho avuto un po'di timore all'imbocco del Giau, proprio perché i tre fuggitivi, Zanetti, Cipolletta e Corsello, erano atleti tutti molto validi (Corsello, che ha poi vinto il medio, era in fuga fin dalle fasi iniziali della gara, ma Cecchini non poteva sapere che il bolognese di origini calabresi non avesse proseguito sul lungo, ndr).

Negli ultimi 5 chilometri, prima hai attaccato sul Mür dl Giat, poi, al rientro di Lombardi, non hai più collaborato con lui, aspettando la volata. L’attacco sul Mür era per saggiare le tue forze e quelle dei due tuoi compagni di fuga (Lombardi e Cunico) e una volta che hai capito di essere quello che ne aveva di più hai preferito rallentare e aspettare gli ultimi metri?
Ho cercato di staccare i miei avversari sul Mür dl Giat per arrivare da solo al traguardo, ma, una volta realizzato che Lombardi non si scollava dalla mia ruota, ho solo pensato di interpretare al meglio la volata finale.

La tua esultanza appena conclusa la gara era un misto di rabbia, incredulità e commozione. Si è avuta davvero l’impressione che tu fossi confuso. Cosa ti è rimasto ora a mente fredda di quei momenti?
Nella mezz’ora dopo la conclusione della gara ho un avuto una trance emotiva dovuta all'immensa felicita per aver raggiunto l’obiettivo che mi ero posto. Ora realizzo molto più oggettivamente gli eventi e mi rimane una grandissima felicità, davvero una gioia straordinaria.

Appurato che continuerai a correre le granfondo, quali sono le prossime gare che ti piacerebbe vincere ora?
Certo che continuerò ancora a pedalare e a prender parte a qualche granfondo e mi auguro di migliorare il mio terzo posto alla Sportful.

Hai qualche sogno nel cassetto per il futuro, soprattutto per gli aspetti extra-ciclistici?
Mi piacerebbe tanto avere un altro figlio.


Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Complimenti ancora ed in bocca al lupo per il resto della stagione.
Grazie a voi e alla prossima.

(10 luglio 2014)
 

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