Articoli 
venerdģ 22 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Rubriche tecniche Mentalist   
Inserito il 01 luglio 2014 alle 19:09:44 da Alessandro Schiassel. - Letto: (4052)

VAM: Velocità Ascensionale Media oppure Velocità Ascensionale Mentale?

I numeri servono, ma non sono tutto. Nessun numero potrà mai descrivere compiutamente la meravigliosa macchina che è l'uomo. La prestazione atletica è dentro di noi.


a cura di Alessandro Schiasselloni
La VAM (Velocità Ascensionale Media) è la cilindrata del ciclista nelle scalate e rappresenta il dislivello in metri che si riesce a superare in salita in un'ora.

Se una salita ha un dislivello di 1.400 metri, ad esempio, ed il ciclista ha una VAM di 800 metri/ora, gli occorreranno 1 ora e 45 minuti per arrivare in cima, poiché 1.400 x 60 / 800 = 105 minuti.



La VAM è proporzionalmente collegata alla potenza media che un ciclista riesce ad erogare; logicamente questo è un parametro "risultante" di tanti fattori, tra cui la gestione della gara, il tempo trascorso tra una salita e l'altra, cioè i chilometri fatti e come sono stati fatti.
Il test della VAM è di solito una "cronoscalata" per cui un test massimale.
Spesso sentiamo parlare della VAM nelle tappe dei grandi giri e nelle classiche: sembra incredibile come i professionisti riescano a fare certe performance dopo tante ore di sella.

Ora veniamo a noi "umani", quelli che scappano al pranzo e urlandosi dentro “dai che è tardi”, saltano sulla loro "carbonizzata" bici per scatenare l'adrenalina e ammazzare lo stress. La gara è una gestione di tanti fattori, a volte si è in un gruppo "coeso" e si fanno delle salite a VAM fattibili, a volte ci si trova in mezzo a "cavalli pazzi" che menano a "scatti" e fanno di una VAM media la somma di tante VAM troppo alte per la nostra potenza.

Controllare la VAM è fondamentale, a mio avviso. Un "giro d'occhio" dà sicurezza su quanto si sta raccogliendo; insieme al cardiofrequenzimetro (per i più fortunati il misuratore di potenza) ci segna le sensazioni di consapevolezza e sicurezza di non "sforare", per durare ed arrivare senza temere quel maledetto cartello dei meno 10 chilometri all’arrivo con su scritto anche/spesso: “da qui iniziano i crampi”.

E la mente che parte fa in questa storia di tecnologia, dove l'uomo è diventato un lettore di dati, dove tutto è metodica e spesso ossessione?

L'uomo "sapiens" sta lì, con lo sguardo fisso su un cardio appannato, non dal sudore, ma dalla nebbia che avvolge gli occhi, dove la ricerca dei propri limiti è spesso la paura di sentirsi male, di fare brutta figura, di rimpiangere il famoso chilogrammo in più, preso qualche giorno prima per aver dovuto appagare lo stress con un po’ di "dopamina dolciaria"
L'uomo "sapiens" sta al centro e mai si deve spostare: mentre i numeri scorrono sul computerino, lui deve non perdere l'autocontrollo, l'autostima e ripetere sempre dentro se stesso: “fai quello che sai fare, guarda tutti, non con lo sguardo diretto, ma con lo sguardo esteriore di chi assiste la gara come al bordo di una salita e giudica ogni mossa dell'avversario”.

Tutto serve, tutto è utile se usato per il valore che ha veramente. Vale sempre le regola che, alla base di ogni metodica, non c'è mai l'imporvvisazione di chi pretende di allenarsi qualche settimana e trarre subito beneficio stabile di quanto ricercato: nulla si crea in un giorno, solo sensazioni e basta.
La ripetizione delle metodiche, in pace con noi stessi, cioè quando siamo soli e possiamo concentrare tutta la nostra attenzione su quella meravigliosa macchina che è l'uomo e che un semplice computerino non potrà mai descrivere in un numero, che, se dovesse esprimere la realtà, darebbe "infinito".

La Velocità Ascensionale Media è la nostra Velocità Ascensionale Mentale, cioè siamo noi, dentro e poi fuori.

(2 luglio 2014)

Alessandro Schiasselloni è nato a Santa Margherita Ligure (Ge) il 1° dicembre 1962.

E' un reparatore atletico e sport mentalist , atleta amatore ciclismo su strada e con un passato di atleta in altri sport, ma anche allenatore di tanti atleti in discipline tecniche e di resistenza.

Schiasselloni ci affascinerà in questa “magia“ tra materialismo e realtà, tra piacere e odio, tra essere o non essere, ma anche tra poter diventare e non crederci dentro.

Pubblicherà una serie di articoli dove i numeri saranno sostituiti da semplice concetti, dove la meditazione e la cultura saranno la strada principale da percorrere per non perdersi in questa giungla di concetti e sistemi dove tutto è chiaro ma mai si è sicuri di saperlo interpretare e soprattutto assimilare.

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!