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Inserito il 26 giugno 2014 alle 17:49:03 da gazario. - Letto: (3773)

Un eccellente Campionato Italiano Giornalisti

Le strade del Veneto, quelle che tra il Ponte Vecchio di Bassano del Grappa e la città degli scacchi di Marostica, hanno visto battagliare le “penne veloci” domenica 22 giugno per l’assegnazione di sei maglie tricolori distribuite nelle varie categorie del 54° Campionato Italiano Giornalisti Ciclisti

 

 

(Testo e di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi e Luca Casagrande)

C’è poco da dire, l’Italia è uno dei paesi più belli al mondo, non ci manca proprio niente: città d’arte, storia, cultura, tradizioni eno-gastronomiche, paesaggi di tutti i tipi, fatti da un misto di pianure, colline e montagne. E’ tutto un intrecciarsi di strade, salite e discese, quindi il paese ideale per il ciclista, tanto da dire che l’Italia è anche uno dei luoghi perfetti per la bicicletta. Non a caso l’Italia è terra di ciclisti e ciclismo e, tra le sue regioni, una delle più ricche di questa tradizione centenaria è sicuramente il Veneto.
E’ stato proprio in Veneto che due sue splendide città, Bassano del Grappa e  Marostica, hanno radunato noi narratori di storie, sport ed avventure il 22 giugno scorso, dove, tra sprazzi di agonismo, spettacolo, bei panorami, arte, storia e puro ciclismo, si è svolto niente meno che il 54° Campionato Italiano Giornalisti Ciclisti.

L’evento che, dal punto di vista tecnico, era curato dal Gruppo Sportivo Rino Mercante, guidato dal suo Presidente Rino Piccoli, si è svolto sotto la regia del collega giornalista Antonio Finco (Sky Tv), che ha saputo regalare ai tifosi, ai giornalisti sportivi e ai loro accompagnatori una domenica di sano ciclismo. Grazie al sostegno di entrambi i comuni, quello di Bassano del Grappa con a capo il Sindaco Stefano Cimatti, e quello di Marostica, guidato dalla “Sindaca” Marica Dalla Valle, abbiamo vissuto una giornata all’insegna della passione verso le due ruote, graziata da uno splendido sole con temperature ottimali. Devo sottolineare che è stato soprattutto grazie al grande desiderio del collega Antonio Finco ed alla sua inesauribile pazienza che abbiamo visto lo svolgersi di una manifestazione organizzata ai massimi livelli, sia dal punto di vista tecnico ciclistico nella scelta del percorso, che da quello della sicurezza nella protezione degli incroci. Finco ha, purtroppo come tutti noi, ancora negli occhi quelle tremende immagini dell’ultimo mondiale dei giornalisti svoltosi lo scorso anno a settembre in Austria, dove il collega olandese Karel Verdonschot perse la vita scontrandosi con un’auto.

Se quindi la sicurezza per Finco doveva essere un must, uno dei primi punti da cui partire, Antonio teneva moltissimo a far bella figura nel voler regalare ai suoi colleghi e ai loro familiari, la migliore ospitalità veneta possibile ed immaginabile. E così è stato, Bassano e Marostica ci hanno regalato un’incredibile accoglienza fin dal sabato che precedeva la gara. Abbiamo iniziato con la perlustrazione del percorso di gara subito dopo pranzo, guidati niente meno che da Gianluca Brambilla (OmegaPharma – QuickStep); a seguire c’era in programma la visita al Museo Storico della Bicicletta di Bassano, per poi passare all’escursione guidata al Castello Medievale di Marostica. Per chiudere, dulcis in fundo, il comitato organizzatore aveva preparato un ricco cocktail di benvenuto nella rinomata enoteca Nardini di Bassano, nei pressi del Ponte degli Alpini ai bordi del fiume Brenta. La serata di sabato pomeriggio, svoltasi al cospetto di un bellissimo tramonto, prevedeva la presentazione della gara, con tanto di brochure dedicata, un qualcosa a livello delle più blasonate manifestazioni sportive.

Ma Bassano ed il Veneto, lo si sa, sono terre di ciclismo, qui sono nati tanti campioni. Battaglin ha la sua fabbrica di biciclette e l’ultimo Giro d’Italia ha visto la partenza della cronoscalata, da Bassano al Monte Grappa, del 30 maggio scorso. La nostra gara si è svolta su di un circuito di 7,1 chilometri pianeggiante, ma con curve secche, cavalcavia e strappi, da ripetersi sei volte. E tanto per rimanere in tema con il Giro d’Italia e le corse dei professionisti, la ciliegina sulla torta arrivava sul finale, con la tanto famosa quanto insidiosa salita della Rosina, quasi due chilometri di ascesa con quattro curve e una pendenza media del 7%, quella che avrebbe decretato le sorti finali della corsa. Meta di pellegrinaggio per ciclisti, la Rosina rappresenta una salita che è divenuta palestra per scalatori arditi e test di sopravvivenza per le buone forchette del pedale, visto che al suo culmine si trova il ristorante omonimo. Ma la Rosina è anche anfiteatro del grande ciclismo e terreno di sfida per mostri sacri. Non a caso, infatti, qui un certo Miguel Indurain, non ancora entrato nella leggenda, sfoderava la stoffa del campione con una fuga in solitaria, qui un certo Lance Amstrong, poco più che ventenne, vinceva all’ombra dell’antico castello, qui un certo Marco Pantani assumeva ancora una volta le vesta del suo mito, scattando verso un futuro che il destino gli avrebbe negato. La Rosina è tutto questo!

Le maglie in palio sono sei, divise per età ed appartenenza all’Ordine dei Giornalisti, tra Professionisti e Pubblicisti. Una  quarantina gli iscritti. Il ritrovo è previsto alle 9 di domenica mattina sul suggestivo Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa, dove i giornalisti, dopo il saluto del Sindaco Stefano Cimatti, hanno la partenza simbolica. Si prosegue dietro macchina ad andatura controllata con un trasferimento di 7 chilometri che porta fino al circuito di Marostica. Qui il saluto della “Sindaca” Marica Dalla Valle che con la bandiera a scacchi (ovviamente), alle 10 in punto dà il via al 54° campionato. Scatti e contro scatti, ognuno controlla subito i colleghi-avversari di categoria, ma nessuna fuga concreta riesce a partire. Nessuno vuole prodursi troppo acido lattico nelle gambe, tutti si vogliono conservare per la scalata finale della Rosina, che probabilmente verrà fatta a tutta. Nessuna alleanza, nessun regalo viene fatto tra i colleghi, ognuno vuol dare il meglio di sé cercando di indossare quel tricolore, che seppur non ha niente a che fare con le maglie “vere” vestite dai professionisti, è sempre un trofeo che durerà per tutto l’anno. Chi scrive di ciclismo, chi di calcio, chi di cronaca, chi di auto e moto, ognuno quando attacca il numero dietro la maglia si trasforma e da giornalista seduto dietro a una scrivania diventa corridore….e il corridore corre per staccare l’avversario, specialmente se è un collega o un amico. Tanto si sa che poi ci stringeremo tutti la mano e andremo a mangiare e brindare insieme alla Rosina. Si perché in cima all’erta finale, lo striscione con la scritta “Arrivo” è stato posto tra il ristorante omonimo - gestito da Gaetano Lunardon amico di Alfredo Martini (una delle terrazze delle sue camere è dedicata proprio all’ex CT della Nazionale) - e la Chiesa della Madonnina del Ciclista. Meglio di così Antonio Finco non poteva davvero fare! Per non parlare di premi e premiazioni a livello di una manifestazione di professionisti.

Ma torniamo alla gara, così detto e così fatto, nessuna fuga. Il gruppo inizia ad allungarsi solo quando il russo Sergey Kurdyukov (collega ospite addetto uff. stampa della RusVelo) prende l’iniziativa e comincia, grazie al suo fisico da professionista e dote da cronomen, a menare a tutta per i sette chilometri che separano il circuito dall’inizio della Rosina, dove al suo attacco si trovano, reduci dalla tirata del russo, solo un pugno di corridori. Kurdyukov stanco si sposta, passano davanti Eros Maccioni, il sottoscritto Leonardo Olmi, Finco, Normanno Bartoli ed Edoardo Zanenga. La salita è breve, io e Maccioni imponiamo il proprio ritmo, ci guardiamo in faccia e procediamo affiancati. Nel frattempo ripenso alla popolarità della salita e mi sembra di sentire il clamore delle grida dei tifosi, che in migliaia acclamavano i miti del ciclismo. Ma non è così, siamo solo io ed Eros più qualche tifoso locale, sceso dall’arrivo all’ultime due curve. Gli altri colleghi-avversari iniziano a perdere metri, finché una volta superata l’ultima curva, a 500 metri dall’arrivo, Maccioni (pluricampione italiano e del mondo dei giornalisti), che tutti conosciamo per le sue fiammate in volata, mette la “padella” e sferra il suo temuto attacco. Replico anch’io con il rapportone, ma le gambe non rispondo come le sue, e a 20 metri dall’arrivo lo vedo tagliare il traguardo. Lui vince meritatamente gara e maglia di categoria, io la maglia di categoria, che porta in casa GranfondoNews.it il titolo di Campione Italiano Giornalisti 2014. Sono comunque molto soddisfatto. La maglia di Campione Italiano di categoria la vincono anche Antonio Finco, Edoardo Zanenga, Normanno Bartoli e Claudio Pasqualin.

La cerimonia finale, si è svolta proprio di fronte alla Chiesa della Madonna del Ciclista, con tanto di palco per le premiazioni, una stupenda Miss veneta, fiori, trofei, medaglie e le tanto ambite maglie tricolore, sponsorizzate da Selle Italia. A completare il tutto e rendere ancora più belle le varie premiazioni, ci ha pensato lo sponsor Astoria con tanto di mega bottiglione bianco di spumante. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un ricchissimo pacco gara, mai visto così carico neanche alle più blasonate granfondo, con molti e buoni prodotti tipici locali, tra cui non poteva ovviamente mancare la famosa grappa Nardini. Il pranzo è stato offerto dal Sig. Gaetano Lunardon, titolare dell’Hotel Ristorante La Rosina (www.larosina.it), con le specialità della casa ed i vini locali. Molto soddisfatto anche il Presidente dell’AGCI (Associazione Giornalisti Ciclisti Italiani) Roberto Ronchi, che così ha potuto “selezionare”, si fa per dire, i corridori che porterà al prossimo Mondiale in Austria. Se si mangia bene e si spende poco, ci saranno sicuramente tutti!

Il video della gara è stato realizzato da Attila Pasi, che ha dato ampio spazio sul suo canale video Youtube con un bellissimo trailer. Mentre le foto sono state realizzate da Foto-Video Casagrande (www.fotovideocasagrande.it).

ORDINE D'ARRIVO
1. Eros Maccioni (Il Giornale di Vicenza) km 51,200 in 1h23' media 36,937 km/h; 2. Leonardo Olmi (GranfondoNews.it); 3. Jerry Kyrdyukov (Russia-ospite); 4. Normanno Bartoli (Sabato Sera); 5. Antonio Finco (Sky TV); 6. Zanenga Edoardo (Treviglio.TV); 7. Salomoni (Il Nuovo Diario Messaggero); 8. Fantozzi (free lance); 9. Manusia (Nuovo Quotidiano Rimini); 10. Moretti (Lo Strillone); 11. Fraccaroli (Medilearn); 12. Bernardi (free lance); 13. Grossi (La Gazzetta di Mantova); 14. Borelli (Gazzetta di Parma); 15. Santachiara (La Gazzetta di Reggio); 16. Giorgiutti (Asterisco Informazioni); 17. Venditto (Il Ciclismo); 18. Faccenda (La Nazione); 19. Piva (Il Gazzettino); 20. Capodacqua (La Repubblica); 21. Mattioli (Gazzetta di Foligno); 22. Pavan (Il Gazzettino); 23. Ronchi (Almanacco Motociclismo); 24. Claudio Pasqualin (Rai); 25. Fulloni (Corriere della Sera); 26. Gianni Celi (La Domenica di Vicenza); 27. Andolfatto; 28. Katano (Giappone-ospite); 29. Paoli (Gazzetta dello Sport); 30. Busato (Il Giornale di Vicenza); 31. Pellegrini (La Nazione); 32. Rubini (Il Gazzettino)

(26 giugno 2014)

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