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Inserito il 17 giugno 2014 alle 19:42:01 da gazario. - Letto: (3102)

GF Colli Amerini: unica pecca il maltempo!

Una manifestazione che meriterebbe un successo di partecipazione molto più ampia ha dovuto scontrarsi con un weekend dalle pessime condizioni atmosferiche, che ha ridotto notevolmente il numero dei presenti. Chi è partito ha potuto comunque godere di splendidi panorami, di un'organizzazione che non ha lasciato nulla al caso e di una splendida accoglienza da parte della popolazione locale.

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani e Organizzazione)

Eccomi di nuovo ad Amelia. Ormai, dopo due partecipazioni nelle prime due edizioni della Granfondo dei Colli Amerini, sono profondamente legato a questo bellissimo borgo, che domina, dall’alto del suo sperone roccioso, un angolo di Umbria ancora sconosciuto ai grandi flussi turistici. Le bellezze paesaggistiche e i numerosi borghi storici, che punteggiano le verdi colline, oltre ai prodotti tipici di notevole qualità, rendono queste zone fortemente attrattive sotto il profilo turistico. E questa manifestazione nasce proprio con l’intento di contribuire a valorizzare i Colli Amerini, mettendo in mostra quanto di meglio l’operosa gente di queste terre è capace di offrire.

Purtroppo quest’anno le condizioni meteorologiche non hanno aiutato a sfruttare al meglio quest’opportunità di promozione. Pioggia e temporali l’hanno fatta da padrone per tutto il week end, rendendo difficile il lavoro degli organizzatori e complicato anche l’impegno dei ciclisti. Appena arrivo, sabato pomeriggio, mi rendo conto che la logistica, tradizionalmente tutta all’aperto e concentrata nei giardini pubblici al di fuori delle mura, ha subito delle modifiche, ricercando spazi al chiuso. Poco male, penso, anche perché nel frattempo il temporale ha esaurito la sua forza e perlomeno la serata si preannuncia asciutta. Sabato sera è infatti previsto il nostro primo impegno agonistico, la cronoscalata in notturna del centro storico, introdotta l’anno scorso come gustoso antipasto della granfondo.
La cronoscalata prevede un breve percorso di poco inferiore ai due chilometri, quasi interamente in salita, che termina ai piedi della maestosa torre dodecagonale, posta nel punto più alto della città. Il riscaldamento è un po’ rallentato dalle ultime gocce di pioggia e così mi presento al via meno caldo di come avrei desiderato. L’atmosfera però si fa subito elettrica, anche per il folto e caloroso pubblico stipato lungo il percorso. Entrati nelle mura ciclopiche attraverso Porta Romana, l’asfalto cede il posto alle pietre del centro storico e le pendenze si fanno arcigne, per addolcirsi nell’attraversamento della bella Piazza Marconi, prima dell’ultima impennata al 17% verso la Torre Civica, dove si conclude la nostra breve, ma intensa fatica. Subito all’arrivo mi rendo conto di non esser riuscito a dare tutto e spunta un pizzico di delusione, subito ricacciata dall’abbraccio con gli amici e i compagni di squadra, che avevano terminato a loro volta la gara. Comunque c’è stato un bello spettacolo e noi eravamo i protagonisti! Fortunatamente abbiamo fatto presto e prima di dormire c’è ancora il tempo per una cena frugale in uno dei caratteristici locali del centro.

La mattina della domenica ci accoglie con forti tuoni, che udiamo ancora nel dormiveglia, prima dell’orario stabilito per rimettersi in piedi. Nel mio inconscio spero che riguardino temporali in lontananza, ma il primo sguardo fuori dalla finestra mi richiama alla realtà: pioggia battente e cielo coperto ovunque, senza prospettive di miglioramento nel breve periodo. C’è subito da correre ai ripari: tolgo le mie performanti ruote in carbonio preferendo le più sicure ruote in alluminio ed estraggo dalla borsa i copriscarpa impermeabili e la fedele giacca in goretex, che ha già fatto il suo dovere in altre occasioni. Con questo assetto non temo la pioggia e mi avvio convinto verso la griglia di partenza. Qui scopro con dispiacere che molti partecipanti (erano circa trecento gli iscritti alla gara) hanno preferito non partire, non sentendosela comprensibilmente di gareggiare in queste condizioni difficili, anche se non estreme. Per alcuni momenti mi viene anche il dubbio se la gara si disputerà, poi l’organizzatore rassicura che è tutto pronto sul percorso e che si può partire regolarmente. Una decisione veramente apprezzabile da parte di chi, come noi, è oramai mentalmente preparato ad affrontare la pioggia e le strade bagnate. Partiamo in poco meno di cinquanta ciclisti, una vera disdetta per l’impegno profuso dagli organizzatori, dall’amministrazione comunale e dall’associazionismo locale. Ma contro il maltempo nessuno può farci niente.

I primi chilometri, per lo più in discesa, fatti ad andatura controllata, sono utili per prendere confidenza con le condizioni della strada e con l’efficacia del nostro sistema frenante. Dopo il via ufficiale, i ritmi si mantengono per un po’ ancora blandi fino a che non imbocchiamo la salita di Penna in Teverina, dove Riccardo Sacchi si produce in un forcing a favore del compagno Fabrizio Ferri. E’ il momento decisivo della gara e se ne vanno in cinque: oltre a Ferri vedo involarsi in fuga Rubechini, Lanzillo, Pernazza e Peruzzi che non rivedremo fino all’arrivo. Dietro rimaniamo in una decina di ciclisti all’inseguimento, ma perderemo pezzi strada facendo, per alcune forature e una scivolata in discesa che coinvolge il mio compagno Marco Cascianelli. La lunga e pedalabile ascesa verso Lugnano in Teverina fa ulteriore selezione. Purtroppo, per le nuvole basse e la pioggia ancora insistente, non ci possiamo godere il magnifico paesaggio che ci circonda e la vista sul borgo storico di Lugnano.

Percorriamo la bella strada panoramica attraverso Alviano e Guardea, aumentando i ritmi, e ci prepariamo al vero ostacolo di giornata, la lunga salita dell’Elce Bello che inizia appena prima del borgo di Montecchio. Qui il nostro gruppo esplode e la corsa diventa praticamente individuale. Per fortuna sta smettendo di piovere e mi tolgo la giacca in goretex, anche perché le temperature sono veramente miti. L’umore torna a salire e i chilometri che ci separano dall’arrivo scorrono via veloci. Resta ancora da percorrere il muro dei Cappuccini che è una vera coltellata, con le gambe oramai legnose per la tanta acqua presa, ma la vera difficoltà la incontriamo nella discesa, ripida, tecnica e resa scivolosa da un po’ di fanghiglia dove, a seguito della caduta del ciclista davanti a me, rischio anch’io di finire a terra. Mi salvo per miracolo.

Attraversiamo Amelia e il percorso medio finisce qui, ma ovviamente si prosegue sull’anello del lungo, apparentemente non impossibile ma caratterizzato da due ulteriori salite che si fanno sentire più del solito, soprattutto l’ultima e impegnativa rampa che porta verso il borgo di Porchiano. Siamo rimasti in due e voliamo gli ultimi chilometri verso il traguardo che concluderemo con una volata serrata valevole per il 6° posto, un piazzamento insolito per me e reso possibile solo dalla bassa partecipazione. I primi cinque si erano invece presentati uno alla volta all’arrivo, che aveva visto la vittoria del marchigiano Luca Rubechini davanti a Fabrizio Ferri e a Cristian Pernazza. Sul percorso corto invece si era imposto l’atleta di casa Simone Lanzillo, davanti ad Alessandro Peruzzi e Francesco Freddo. In campo femminile, sul percorso corto, coglie il successo l’abruzzese Lorena Pizzica davanti a Sara Cannoni, mentre nessuna donna si cimenta sul percorso lungo. La vittoria tra le società va al Biking Team Arezzo.

Il dopo gara è trasferito tutto negli impianti sportivi, dove le associazioni locali hanno predisposto un ricco e gustoso pasta-party, che assomiglia a un vero pranzo domenicale. Durante le premiazioni il vicesindaco Franco Santarelli ringrazia a una a una tutte le associazioni che hanno collaborato, sottolineando come il volontariato si renda sempre più indispensabile per l’organizzazione di queste manifestazioni importanti per la promozione del territorio. Il momento delle premiazioni è bello e coinvolgente, perché oltre a vincitori e piazzati di giornata si premiano anche i vincitori della cronoscalata e della gran combinata delle due gare, oltre che i leader di categoria del circuito Master Tricolore, con la vestizione delle rispettive maglie. Alla fine è festa per tutti con tanti premi a estrazione e con i partecipanti che rimangono fino alla conclusione della manifestazione.

Dopo i doverosi saluti e ringraziamenti rientriamo in macchina, giusto in tempo prima che un nuovo temporale si abbatta sulla città di Amelia. Non ci siamo fatti mancare niente, ma nonostante il maltempo, la Due Giorni dei Colli Amerini è stata ancora una volta una bella esperienza. Nonostante le difficili condizioni meteo, si è corso sempre in completa sicurezza, e la calda accoglienza della popolazione locale ci ha fatto sentire, almeno per due giorni, dei corridori veri. Per il resto la bellezza del percorso e l’impegno degli organizzatori meritano ben altri numeri, che ci auguriamo possano essere raggiunti nelle prossime edizioni. Appuntamento quindi alla prossima edizione che si svolgerà nel giugno 2015 e per la quale ci siamo, ovviamente, già prenotati.


Le classifiche sono consultabili sul sito Kronoservice.

(17 giugno 2014)

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