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Inserito il 12 giugno 2014 alle 12:03:49 da gazario. - Letto: (5164)

Andrea Gallo - Passione, studio e applicazione

Piemontese di San Damiano d'Asti, ex dilettante. Studente di Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino,  non riesce a stare senza bici, che ritiene il migliore antistress. Quest'anno, con maggiore convinzione e continuità negli allenamenti, ha già ottenuto tre successi nelle granfondo e tra gli altri il podio alla mitica Nove Colli.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full Nikon e acmediapress)

Andrea Gallo

Nata a: Asti
Il: 10 marzo 1987
Residente a: San Damiano d'Asti

Titolo di studio: Diploma di perito meccanico, studente di Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino

Stato civile: celibe

Squadre:
2005: Esperia Rolfo (juniores)
2006 - 2010: Ciclistica Racconigese (dilettante)
2011 - 2014: ASD Pedala Sport Canale (amatore)

Principali risultati nelle granfondo:
2012
Vittoria
nel percorso lungo della GF Bra-Bra e della GF Nocciola dell'Alta Langa
2013
Vittoria nel percorso lungo della GF Bra-Bra e della GF Nocciola dell'Alta Langa
2014
Vittoria nel percorso lungo della GF Bra-Bra, della GF Valli Monregalesi e della Vigneti d'Oltrepo Marathon
Terzo classificato nel percorso lungo della Dolci Terre di Novi, della Nove Colli e della GF Pantani Galibier Forever
Ciao Andrea,
domenica hai conseguito il terzo successo dell’anno, vincendo
la Vigneti d’Oltrepo Marathon, al termine di una lunga fuga solitaria, con un vantaggio di più di 8 minuti. Una stagione finora da incorniciare, visto che sei salito sul terzo gradino del podio sia alla Nove Colli, battuto d’un soffio nella volata per la vittoria, che alla Granfondo Pantani Forever a Valloire, dove ti sei dovuto inchinare solo a due ex professionisti come Enrico Zen e Dmitry Nikandrov. Da inizio stagione sono già tre vittorie nelle granfondo, cui si vanno ad aggiungere tre successi nelle gare in circuito e 15 podi.


Raccontaci innanzi tutto la tua storia. Dove e quando sei nato? Che titolo di studio hai conseguito?  Attualmente, che attività lavorativa svolgi?
Sono nato il 10 marzo 1987 ad Asti, sono diplomato come perito meccanico e attualmente studio ingegneria meccanica al Politecnico di Torino. Mi mancano pochi esami alla laurea. Nel mentre collaboro con un team studentesco interno al Politecnico, che progetta bici reclinate carenate; io sono team leader e atleta del reparto racing e abbiamo come obiettivo quello di battere il record di velocità massima su terra con veicoli a propulsione umana che attualmente è di 133,8 km/h.

Sappiamo che hai un passato nelle categorie giovanili, quindi hai iniziato molto presto ad andare in bicicletta. Come hai cominciato ad andare in bici? Ci puoi raccontare il tuo passato da agonista “vero” prima di diventare un amatore?
Ho iniziato fin da piccolo a pedalare, mi è sempre piaciuto. A 14 anni mi sono fatto comprare la prima bici da corsa dai miei genitori, ma fino a 17 anni non ho mai corso. Ho iniziato dal primo anno juniores nell’Esperia Rolfo e poi ho continuato come under 23 ed élite nella Ciclistica Racconigese per 5 anni.

Quali sono stati i tuoi principali risultati nelle categorie giovanili?
Nelle categorie juniores, under 23 ed élite ho raccolto dei buoni piazzamenti, ma non ho mai vinto.
Ho partecipato a 3 campionati italiani e nel 2010 mi sono piazzato 13° in volata, ad un soffio dal vincitore Rocchetti.

Perché non hai proseguito dopo le stagioni da under 23, tentando il passaggio al professionismo?
Dopo 5 anni di dilettantismo si capisce chi può passare professionista e chi no, io ho scelto di rimanere in una squadra tranquilla, ma ero consapevole che così non sarei mai passato professionista.
Devo anche aggiungere che non avendo mai vinto, ho sempre avuto un blocco mentale per la vittoria e solo ultimamente da amatore ho imparato, mi sono tranquillizzato e sono più consapevole dei miei limiti. Altra cosa da aggiungere è che mi sono sviluppato tardi fisicamente, infatti di anno in anno vedo dei miglioramenti costanti.

In questa stagione stai dimostrando di andar forte su tutti i terreni, in salita, sul passo e in volata. Qual è la tua caratteristica migliore secondo te?
Quest’anno mi sto allenando con costanza, come dici tu vado forte un po’ dappertutto. Una delle caratteristiche migliori rimane comunque la costanza sul passo e la capacità di sforzo prolungato, come la fuga di 80 chilometri a Voghera: ho impostato il mio ritmo e lo ho mantenuto fino sul traguardo.

Cosa rappresenta per te la bici? Senza gareggiare pedaleresti comunque?
Come già detto senza bici non riesco a starci, è più forte di me. Sono talmente abituato che un giorno senza mi rende già nervoso. È il miglior antistress che io conosca!

Anche nelle scorse stagioni hai vinto alcune granfondo (a Bra hai ottenuto il tris di vittorie consecutive) e hai ottenuto ottimi piazzamenti, ma non con la continuità di quest’anno. Cosa è cambiato?
Quest’anno mi sono iscritto in Coppa Piemonte e alla Nove Colli, per questo non ho più concentrato gli allenamenti solo per una gara importante come quella di casa (la Bra Bra), ma ho mantenuto la condizione, per far bene anche in tutte le altre prove. Sicuramente questo ha richiesto una concentrazione e un impegno maggiore, ma ne è valsa la pena.

Quanto tempo dedichi settimanalmente all’allenamento? Come riesci a ritagliarti il tempo per l’allenamento? Segui dei programmi di allenamento specifici, utilizzando anche un powermeter?
Mi alleno tutti i giorni. Riesco abbastanza bene a ritagliarmi un po’ di ore per allenarmi come voglio.
Gli allenamenti che seguo sono quelli che ho imparato a fare nel corso degli anni e ritengo che più che altro sia importante imparare a conoscere i propri limiti, per poi andare a fare allenamenti in base alle proprie sensazioni giornaliere. Uso solamente il cardiofrequenzimetro e conta pedalate.

Sulla tua bici utilizzi delle corone ovali molto accentuate (non citiamo il produttore per non fare pubblicità) e con dentatura maggiore rispetto a quella oggi utilizzata dalla maggior parte dei ciclofondisti. Ci sono delle motivazioni che ti hanno portato a questa scelta, oppure hai provato, ti sei trovato bene e da quel momento hai continuato ad utilizzarle?
Lavorando per il team Policumbent e comunque studiando ingegneria meccanica sono un perfezionista sull’efficienza globale dell’assieme bicicletta-uomo. Ho curato la postura per una migliore aerodinamica e ho ricercato gli studi effettuati sulle corone ovali, quindi le ho montate anche io, trovando dei benefici sulla rotondità della pedalata, anche se il periodo di adattamento per questa forma molto ovalizzata è di almeno 6 mesi.
Le dentature che utilizzo 54/42 erano solamente legate ad un fattore di forma: per un giro bulloni da 130 sono le più piccole. Quest’ anno comunque per le salite come il Galibier ho montato una dentatura 52/38 per giro bulloni da 110.

Le nuove normative prevedono per gli ex professionisti e gli ex dilettanti un periodo nel quale non possono partecipare alle granfondo come cicloamatori, ma solo come cicloturisti e quindi non possono comparire nelle classifiche. Questo perché si ritiene che chi ha corso nelle categorie maggiori debba “perdere la forma”, prima di gareggiare con gli amatori. Avendo tu vissuto questo passaggio, cosa ne pensi? Sinceramente pensi di andare più piano adesso di quando correvi nelle categorie giovanili?
Sinceramente mi sembra ingiusto che un ragazzo che ha tentato il dilettantismo o professionismo e voglia ancora cimentarsi in gara debba rimanere per così tanto tempo fermo, si poteva trovare una soluzione diversa, magari introdurre una categoria a parte.
Io personalmente non penso di aver perso la forma, il fisico rimane sempre quello, se ci si allena con metodo e costanza si va sempre forte.

Oltre a conquistare definitivamente la maglia di Coppa Piemonte, quali sono gli obiettivi che ti rimangono per questa stagione di granfondo?
La Fausto Coppi, l’Alta Langa e poi l’Oetztaler, se trovo qualcuno che voglia cedermi il suo pettorale, in quanto non sorteggiato quest’anno.


Hai qualche sogno nel cassetto per il futuro? Immagino che un ragazzo di 27 anni come te, ne abbia parecchi, soprattutto per quanto sono gli aspetti extra-ciclistici.

Certamente. Il primo è quello di conseguire la laurea, essendo fuori corso voglio assolutamente concludere il mio percorso di studi, non nascondendo che ho sempre preferito fare fatica sui pedali piuttosto che sui libri.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Complimenti ancora ed in bocca al lupo per il resto della stagione

(12 giugno 2014)
 

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