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Sezione granfondo    
Inserito il 11 giugno 2014 alle 16:07:08 da gazario. - Letto: (3339)

Una bollente GF Città di Fara in Sabina

Il primo caldo torrido della stagione ha caratterizzato la quinta prova del Circuito degli Italici Latini. Percorsi rinnovati e resi più selettivi rispetto alle edizioni precedenti, quando la manifestazione era denominata Granfondo delle Cerase. Vittoria di Cristian Nardecchia e Manuela Lazzerini sul percorso lungo, mentre sul corto tagliano per primi il traguardo Giordano Mattioli e Deborah Mascelli

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Foto Castagnoli e Michele Bazzani)

E alla fine l’estate è esplosa in tutto il suo fragore! Il caldo torrido, il primo della stagione, ha fatto irruzione sabato anche nelle verdi terre della Sabina e nella giornata di domenica si è intensificato, per assurgere a vero protagonista della Granfondo Città di Fara in Sabina Time.

Giunta alla sua nona edizione, questa manifestazione si è presentata rinnovata sia nel nome (era finora conosciuta come Granfondo delle Cerase) sia nella logistica, trasferita nel centro dell’abitato di Passo Corese, attorno alla Parrocchia di Santa Croce. Le novità si sono subito rivelate molto significative. Innanzi tutto la nuova denominazione ha segnato un rinnovato impegno dell’amministrazione comunale, che ha supportato in ogni aspetto il comitato organizzatore guidato da Paolo Imperatori. Sotto il profilo tecnico, l’arrivo in centro in via Matteotti, posto al termine di un impegnativa rampa di 300 metri, ha reso più spettacolare il finale di gara. Ma le novità per questa edizione non sono finite qui: anche il percorso è stato allungato e indurito, grazie all’aggiunta di un anello attorno a Fara in Sabina, con le salite di Osteria Nuova e Poggio Nativo. Ma il vero avversario per tutti i ciclisti, come accennato sopra, è stato il caldo che ha messo a dura prova la resistenza degli atleti, rendendo veramente faticosa questa gara, molto più di quanto vissuto nelle due precedenti edizioni alle quali ho partecipato.

La vigilia del sabato è caratterizzata da colori e suoni che giungono da Piazza S.Croce, dove va in scena la gara per bambini, organizzata con una gimkana e uno sprint: una bella festa per dare inizio a questa manifestazione, dove i piccoli ciclisti diventano protagonisti di una competizione caratterizzata da sano divertimento e dove tutti alla fine sono vincitori. Dopo un saluto allo stand del nostro team, che per la granfondo di casa ha fatto le cose in grande, rientro in albergo rapidamente per riposare e sfuggire alla calura.


 

La domenica, già al mattino presto, si avverte che sarà una giornata diversa da quelle vissute nelle ultime domeniche: alle 7:30 il termometro segna 26 gradi centigradi e non promette niente di buono per il prosieguo della giornata. Foto di gruppo con la squadra e poi via tutti nelle griglie predisposte sulla linea di partenza, che si stanno già riempiendo di ciclisti frementi di dare il via alla tenzone. Qui oramai ci si conosce quasi tutti: sarà che è la quinta prova del Circuito degli Italici Latino, che prosegue il suo viaggio per le regioni del centro d’Italia, sarà che ormai, pur essendo toscano, sono oramai “romano” d’adozione, ma la familiarità che si respira mi mette subito di buon umore. Ovviamente so già che dopo il via non ci sarà più da scherzare, perché ho imparato che anche da queste parti il livello è particolarmente alto.

In realtà i primi chilometri di gara sono fatti ad andatura tranquilla e controllata e ho modo di salutare altri amici, prima che siano aperte le ostilità. Non si deve aspettare molto e i battiti cardiaci iniziano presto a impennarsi, insieme alla strada sotto le nostre ruote. Fortunatamente la salita di Talocci è ancora pedalabile e non c’è ancora una grande selezione. La discesa successiva non è pericolosa, ma la velocità, unita al gruppo ancora folto e compatto, provoca qualche caduta di troppo. A farne le spese, tra gli altri, Mauro Brioni, che riporterà le fratture di qualche costola. A lui e agli altri sfortunati amici vanno i nostri migliori auguri di pronta guarigione. Intanto davanti i ritmi si fanno frenetici e, nonostante salite ancora pedalabili, cominciano a formarsi gruppi per selezione naturale, anche se ancora piuttosto numerosi. Sarà l’impegnativa salita di Castelnuovo di Farfa, per l’occasione cronometrata anche come cronoscalata, a operare una selezione più importante, anche se non decisiva. Intanto, sul falsopiano che segue questa arrampicata, se ne va in fuga solitaria lo scaltro e combattivo Matteo Zannelli, che approfitta di un momento di rilassamento del gruppo, arrivando a prendere due minuti di vantaggio.

Dopo la divisione dei percorsi è la durissima salita di Muro Pizzo ad attendere i granfondisti: le pendenze in doppia cifra e il caldo che comincia a farsi sentire aumentando le difficoltà, fanno esplodere tutti i gruppetti e la corsa diviene quasi individuale. Qui Cristian Nardecchia saluta la compagnia e si lancia all’inseguimento di Zannelli che raggiungerà qualche chilometro più tardi, per iniziare una cavalcata a due, che lo porterà vittorioso sul traguardo finale. Qui finisce anche la mia gara, perlomeno per le prime posizioni. Resto solo fin da subito e devo gestire una crisi vera, proseguendo del mio passo. Lo scollinamento giunge quasi come una liberazione anche se cartelli e spettatori avvertono di una discesa pericolosa, dove fare attenzione. In realtà quello sarà il momento più bello della granfondo: metto l’agonismo in modalità OFF e mi godo in tutta sicurezza quella planata verso lo specchio azzurro del Lago del Turano, dove a ogni tornante sembra davvero di tuffarsi nelle sue azzurrissime acque. Mi prendo anche il tempo di fermarmi al ristoro per fare il pieno d’acqua, cosa necessaria per proseguire la prova in questa giornata, e proseguo alla ricerca di compagnia.

Questa si materializza presto, perché vengo raggiunto da un gruppetto, con cui farò tutta la seconda metà della gara. Il passo torna a essere buono, anche se il percorso non concede tregua ed è tutto un susseguirsi di salite, strappi, brevi discese sempre su strada molto tortuosa. In cima all’impegnativa salita di Collelungo di Casaprota riprendiamo anche l’amico e compagno Marcello e da quel momento mi metto a sua disposizione, visto che si gioca un importante piazzamento di categoria. Più passano i chilometri e più tornano le forze. Superiamo le ultime brevi asperità di giornata e ci lanciamo verso l’arrivo. Nel finale tiro praticamente solo io, ma non mi pesa più anche se la rampa finale dell’arrivo, che segna la fine delle nostre fatiche, dopo 147 chilometri, giunge oltremodo gradita. Ancora più gradito è il ristoro finale, preso d’assalto dai finisher dove, oltre ai soliti alimenti (banane, crostate, acqua, coca, sali), fanno bella mostra di sé mozzarelline e cubetti di mortadella. In quel momento mi accorgo di avere anche fame e approfitto di ogni leccornia prima di scappare per un doccia ristoratrice.

Molto gradevole anche il dopo gara con un abbondante pasta party, dove finalmente ci ritroviamo con i compagni di squadra per scambiarci, come consuetudine, il racconto delle nostre corse, e le premiazioni veramente ricche, varie e comprensive di ricchi premi a sorteggio. Tutto il protocollo è condotto abilmente dallo speaker Fabrizio Amadio che ha il suo bel da fare per accelerare la procedura. Salgono sul podio i primi del lungo Cristian Nardecchia e Matteo Zannelli, ma non Vincenzo Pisani, terzo classificato, che se n’è già andato. Completo è invece il podio femminile con Manuela Lazzerini che si è imposta su Marcella Lombino e Cristina Rulli. Sul percorso medio invece, nota di merito per Giordano Mattioli, alla seconda vittoria consecutiva, che supera nel finale Cristian Bisonni e Matteo Cecconi, che si può ormai definire l’onnipresente del podio, visti i numerosi suoi piazzamenti nei primi tre di ogni granfondo. La gara al femminile è invece andata a Deborah Mascelli, davanti a Manuela De Iuliis e Teresa Vigorito. La vittoria tra le società va invece all’AS Roma Ciclismo.

E mentre faccio ritorno verso casa in autostrada, col termometro che a pomeriggio inoltrato segna ancora 38 gradi, ripenso a quello che mi ha dato questa granfondo: una grande fatica, è vero, forse la più grande dall’inizio di quest’anno, ma anche la consapevolezza di aver vissuto un’altra bella giornata di condivisione della nostra passione con tanti amici e la felicità per aver superato un difficile momento di crisi. Rigenerato e rinfrancato sono pronto per una nuova settimana lavorativa, sognando la domenica e il prossimo happening ciclistico…

Le classifiche complete sono disponibili sul sito KronoService.

(11 giugno 2014)

 

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