Articoli 
giovedģ 14 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Rubriche tecniche Mentalist   
Inserito il 06 giugno 2014 alle 09:59:15 da gazario. - Letto: (3983)

I Watt, amici della nostra performance. Sarà vero?

Quanti watt fanno la differenza tra una vittoria e una giornata "no"? Nessun strumento può trovare la forza e la convinzione che sono dentro di noi, se non il nostro carattere e la voglia di primeggiare con noi stessi


a cura di Alessandro Schiasselloni
Oggi giorno, grazie agli sviluppi della tecnologia, il costo di un misuratore di potenza è alla portata di tutte le tasche. Ne esistono di vari tipi, dai sistemi più costosi (ad esempio SRM o Garmin Vector dal prezzo di oltre 1.000 euro) a quelli più economici, come le ruote con il Powertap, che usate costano 300-500 euro. Logicamente la differenza è sostanziale, visto che un sistema integrato come SRM o Vector non è la ruota dedicata del Powertap, che ahimè, anche se economica, pesa montata circa 1.900 grammi, cosa non da poco se qualcuno la vuole usare in gara.

PC alla mano, grafici, Strava e sistemi informatici di ogni tipo permettono di guardare il vecchio cardiofrequenzimetro come un oggetto vetusto, anche se a mio avviso ancora "fondamentale".

Appena uscito il cardio, era usuale vedere i professionisti petto al vento e fascia ben visibile, come marchio di un cuore che, sotto il controllo mentale, doveva guidare la mente e controllare l'adrenalina di un cavallo di razza, che scalpita sempre e mai vuole rimanere indietro.

Come mai oggi giorno questi "pettorali famosi" sono senza fascia cardio?

Effettivamente, a livello tecnico, ora si parla di potenza, resistenza alla potenza, critical power, potenza di soglia e così via .
Il battito cardiaco spesso non è la realtà di quanto esprimiamo veramente quel giorno e in quel momento, un po’ per il suo "ritardo" fisiologico, un po’ per l'adrenalina, un po’ per la mente che spesso tradisce il vero verdetto del giorno (depressione e perdita autostima).

Ritengo oggi giorno fondamentale il misuratore di potenza per poter capire chi sei, come usi la potenza dei tuoi muscoli lungo un percorso, corto o lungo che sia.
Abbinato al conta-pedalate e al "vecchio cardio", diventa la triade fondamentale per la crescita e la comprensione di chi sei e di dove potresti arrivare, se allenato a modo, soprattutto nelle categorie giovanili e negli amatori che vogliono migliorare la prestazioni, allenandosi con tabelle, dedicate alle proprie carenze (Test FTP - CP …. ).

Il risparmio di energia (economizzazione) spesso viene trascurato, ma ahimè è la carta vincente di tutte le gare e le performance.
Un buon test, fatto in studio, esprime una caratteristica fisiologica, ma non la gestione della medesima, quando l'ambiente sociale induce scelte "involontarie" e quindi apparentemente incontrollate, come le emozioni e gli adattamenti al gruppo trainante (vedi precedente articolo: Quando il gruppo trascina l'autostima).

Recentemente mi sono allenato con un mio allievo (Paolo) e insieme ad altri amici. Imboccata la salita del mitico Passo del Ghiffi (penso che ve lo ricorderete negli anni magici di Bugno e Berzin), una salita dura, specialmente nella parte finale, dove le pendenze e la stanchezza segnano ogni pedalata, così come lo fanno solo le grandi salite.

Come un "diavolo custode", guido Paolo alla ricerca del suo "PR" (Personal Record - Strava Time).

Dai Paolo, cambia, più agile, non mollare! Dai, alzati in piedi! Occhio, stai mollando! Non scattare, segui questa traiettoria! Così per tutti questi 10 chilometri, dove solo la passione ci spinge a trovare una risposta a tale sofferenza.

Arrivati in cima, la volata finale a tutta, fino all'ultimo grammo di glicogeno!!! Guardo Paolo, ancora cianotico per l'immenso sforzo fatto, e gli dico: «Vedrai che hai fatto il tuo best time, fidati lo hai fatto».

Mi immagino la faccia di Paolo davanti al PC, in attesa che i dati entrino nella rete e diano il verdetto. La vedo questa faccia, "piena" di speranza per appagare un piccolo sogno, che fa di ogni nostro sacrificio sportivo la motivazione per il proprio miglioramento, la ricerca dei limiti, fatti sempre di tanti compromessi nello stile di vita.

                                           Così è stato, bravo Paolo, hai visto?

Ora sai cosa sei, ma sai anche che, senza il "diavolo custode", il tuo carattere e la tua autostima non ti avrebbero portato a tale risultato.
Così è per Paolo, così è per me e per molti! Spesso siamo noi stessi a non credere nella nostre capacità. Per questo ci vuole tecnologia, ma anche saggezza nel saperla applicare.

Non siamo una macchina senza mente e cuore, ma siamo una macchina che vive delle emozioni che fanno alzare il cuore, anche senza muovere un muscolo, e sanno far sudare la fronte, anche stando fermi immobili al freddo.

Ma allora la mente dove sta in questa "metafora" della vita, dove tutto è utile, ma nessun strumento può trovare la forza e la convinzione, che sono dentro di noi, se non il nostro carattere e la voglia di primeggiare con noi stessi?

Quanti watt fanno la differenza tra una vittoria e una giornata "no"?

La media di tutto è la somma di quello che siamo oggi: la capacità di imparare la tecnica è fondamentale, ma l'insegnamento di saper valutare le scelte giuste in quelle 3-5-6-8 ore di gara è la differenza che fa la nostra performance, piena di watt usati bene o watt sprecati inutilmente, che rimarranno scritti su un foglio bianco in nero e ben evidenziati in grassetto, simbolo spesso dell'egoismo e dell'egocentrismo, ma non della sapienza e della comprensione dell'uso corretto.

Mi sono sempre chiesto: come mai i Campioni "veri" fanno diventare le tabelle funzionali e vittoriose e noi no?
Ora penso di saperlo. Dopo 40 anni di sudore, capisco che le tabelle sono la via per imparare, ma non l'unica strada da percorrere, visto che ogni Campione traccia la sua "tabella dei massimali", in funzione del suo "carattere" e soprattutto della sua "forza della mente", facendo diventare i numeri "arte e movimento" e non solo bit e dati .

Questo lo dedico a tutte le persone che vivono di tabelle, di numeri e calcoli. Per questo gli animali corrono e fanno tante più cose di noi. Loro non hanno la tecnologia, ma hanno ancora l'autoascolto dei propri limiti che ne fanno la sopravvivenza, anche nella nostra "casa".
A tutte le persone che seguo, quelle che non mi chiedono solo tabelle: chi sono io oggi, cosa posso fare per diventare domani "migliore", nel rispetto del prossimo, e per sentirmi bene dentro, senza far male agli altri?



(6 giugno 2014)

Alessandro Schiasselloni è nato a Santa Margherita Ligure (Ge) il 1° dicembre 1962.

E' un reparatore atletico e sport mentalist , atleta amatore ciclismo su strada e con un passato di atleta in altri sport, ma anche allenatore di tanti atleti in discipline tecniche e di resistenza.

Schiasselloni ci affascinerà in questa “magia“ tra materialismo e realtà, tra piacere e odio, tra essere o non essere, ma anche tra poter diventare e non crederci dentro.

Pubblicherà una serie di articoli dove i numeri saranno sostituiti da semplice concetti, dove la meditazione e la cultura saranno la strada principale da percorrere per non perdersi in questa giungla di concetti e sistemi dove tutto è chiaro ma mai si è sicuri di saperlo interpretare e soprattutto assimilare.

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!