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Inserito il 04 giugno 2014 alle 15:05:52 da gazario. - Letto: (2402)

La Strasubasio: pedalare in uno dei posti più belli del mondo!

Il ponte del due giugno ha permesso di vivere un lungo weekend che ha abbinato ciclismo e turismo in una delle zone sicuramente più affascinanti d’Italia. Percorsi impegnativi, densi di strappi e variazioni di ritmo, ma estremamente suggestivi, caratterizzati dall’arrivo nel centro di Assisi. Un’esperienza da provare!

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Play Full Nikon)

Sono le 9 del mattino di lunedì 2 giugno, quando 800 ciclisti sbucano dalla ripida rampa di via di Valecchie, per dirigersi verso il centro di Assisi. Dopo l’ingresso in città da Porta San Pietro, ai lati della strada si assiepano turisti e pellegrini, incuriositi e divertiti per quella scena insolita, che si presenta ai loro occhi. In quel momento capisco di essere uno dei tanti protagonisti dello spettacolo multicolore, che sta andando in scena e che, in questa occasione, presenta uno scenario stupendo. Mi emoziono, rallento l’andatura, fino ad allora frenetica, per gustarmi ogni momento di quel passaggio: sfioriamo la Basilica di San Francesco e ci addentriamo con ripide rampe verso la Piazza del Comune, tra vie sempre più affollate. Appena il tempo di godere del caloroso tifo del pubblico, assiepato ai bordi della strada, che presto lasciamo la città serafica, con la promessa di tornarci più tardi, all’arrivo, quando le nostre fatiche saranno volte al termine.
Questo passaggio in gara dentro Assisi è stato uno dei momenti più belli e intensi della mia lunga carriera ciclistica e ne conserverò il ricordo. Ma la Strasubasio non è stato solo questo…

Avevo molta curiosità per questa giovane granfondo, giunta alla sua terza edizione e valevole come quarta prova del Circuito degli Italici Latino, che affrontavo per la prima volta. E per vivere in pieno questo evento, assieme ad alcuni compagni di squadra, avevo deciso di allungare la trasferta sfruttando tutto il lungo week end del 2 giugno (la granfondo era prevista il lunedì). E così già nella mattinata di sabato ci ritroviamo nell’agriturismo prescelto nei pressi di Spello. Il pretesto ce lo hanno dato i campionati italiani Master FCI che si svolgono sabato e domenica nella vicina cittadina di Gualdo Tadino. Per noi saranno tre giorni di gare e divertimento. La veloce gara in circuito è un delizioso antipasto per la granfondo, idea che non abbiamo avuto solo noi, visto che tra i partenti ci sono molti granfondisti che rivedremo alla Strasubasio. Il mio turno è previsto per sabato pomeriggio, così da lasciarmi più tempo per il recupero. Peraltro la pioggia del mattino ha lasciato spazio a un tiepido sole che rende ancora più magnifico questo angolo di Umbria ancora verdeggiante. La giornata di domenica trascorre invece in pieno relax: mentre attendiamo gli amici che gareggiano, usciamo per una breve pedalata per sciogliere la gamba e visionare il finale di gara.

In piazza Santa Chiara ad Assisi, dove il giorno dopo si terranno arrivo, ristoro finale e premiazioni, sono già allestiti gli stand degli espositori e dell’organizzazione, cosa che già conferisce un’aura di festa e di grande evento. La logistica di questa granfondo è un po’ particolare, visto che la partenza e il ritiro pacchi gara sono dislocati nella vicina cittadina di Spello, storica location della Strasubasio. Sbrighiamo le formalità del ritiro pacchi gara e controllo chip nel primo pomeriggio, per avere più tempo da dedicare a una passeggiata alla scoperta di questo magnifico borgo. Unire il turismo con la pratica dell’attività ciclistica è una ricetta vincente, ancor più se, come in questa occasione, molti ciclisti colgono l’occasione del lungo ponte e della bellezza dei luoghi visitati per portare la famiglia in questa mini vacanza. Non a caso conosciamo e salutiamo per le vie di Spello alcuni ciclisti giunti qui dalle regioni del Nord Italia. Le ore serali trascorrono poi normalmente, con il rosso tramonto che annuncia per l’indomani una gara da vivere in pieno godimento.

Lunedì mattina tanta è la voglia di partire che le griglie si riempiono rapidamente, ma l’atmosfera è più rilassata e divertita del solito. Non si avverte davvero il clima di gara e risate e battute predominano sull’abituale nervosismo. Ovviamente le cose cambiano quando viene dato il via, anche per la scelta particolare di far percorrere subito in partenza le dure rampe che portano nel punto più alto di Spello per poi ridiscendere rapidamente nella pianura. L’andatura si fa subito frenetica anche perché Giordano Mattioli, ciclista di casa, fa subito il diavolo a quattro portando con sé il laziale Matteo Cecconi e il ternano Federico Castagnoli, per una fuga che si rivelerà decisiva per aggiudicare la corsa in entrambi i percorsi. L’impegnativo passaggio dentro Assisi, descritto in precedenza, arriva molto presto, poi inizia la fatica, quella vera. La lunga e pedalabile salita verso San Presto e il Valico di Montemezzo si rivela più impegnativa del previsto e opera una forte selezione.

I gruppi così formatisi si gettano nella discesa ripida e tortuosa che porta i ciclisti verso Nocera Umbra, dove è prevista la divisione dei percorsi. Purtroppo le strade fortemente sconnesse, vero problema di queste zone, non attribuibile all’organizzazione, fanno alcune vittime in termini di cadute e forature.
Sul percorso lungo, mentre Castagnoli inizia la sua cavalcata solitaria lasciando Mattioli e Cecconi a giocarsi la gara più breve, affrontiamo le dure rampe che portano verso Acciano e Collecroce, su una strada secondaria senza traffico, anche se molto stretta e dissestata. Negli ultimi chilometri di salita l’asfalto approssimativo lascia il posto a uno sterrato ben battuto, ma che richiede un supplemento di concentrazione per superarlo. Dopo due chilometri di strada bianca, dove a sorpresa mi trovo a mio agio, abbiamo il tempo per guardarci attorno: poche decine di metri sotto di noi si estende il magnifico e rigoglioso altopiano di Colfiorito, famoso per lenticchie e le patate rosse.

Ci arriviamo con una breve picchiata e lo percorriamo in tutta la sua lunghezza. Finalmente riusciamo a fare un po’ di velocità, anche per il vento che magicamente comincia a spirare in direzione favorevole. Una rampa ripida e fastidiosa interrompe l’idillio, ma dura poco e dopo il paesello di Rio inizia la lunga e veloce discesa che ci riporta a valle. Il duro deve però ancora arrivare. A Valtopina ci addentriamo verso il Subasio su una stradina che presto assumerà forma e sembianza di mulattiera con ripidi muri che si alternano a tratti di recupero: sono tutti segnalati con tanto di pendenza. Alla fine ne conteremo 5 con difficoltà sempre crescenti e con l’ultimo, in località San Giovanni, su fondo cementato e una pendenza del 23%!

Superata quest’ultima rampa mi accorgo di essere rimasto solo, giusto il tempo per realizzare la cosa e decidere di non attendere il gruppo e di gettarmi nell’avventura di una cronometro solitaria negli ultimi 20 chilometri. Si plana rapidamente con la bellissima vista del borgo di Spello, arroccato sugli ultimi contrafforti del Subasio, si percorre nuovamente la pianura fatta all’inizio e si risale verso Assisi stavolta dal lato più morbido della salita delle Viole. Il controllo del traffico è difficoltoso ma riusciamo a procedere senza intoppi e l’ingresso nel centro storico in Borgo Aretino è per tutti veramente trionfale.

Dopo l’arrivo vedo molti volti felici per la bella esperienza appena vissuta: in molti si fermano ancora in bici per gustarsi il pasta-party allestito in Piazza del Comune e il fascino della città di Assisi, resa ancora più bella dalla carovana multicolore che ha preso possesso di Piazza Santa Chiara. Altri invece preferiscono riscendere per farsi una doccia comoda negli alberghi dove avevano alloggiato, per poi fare ritorno in auto per la festa finale. Anche le premiazioni sono più partecipate del solito e toccano il loro momento culminante nella consegna di una targa speciale all’enfant du pays Luca Panichi che, solo due giorni prima, aveva compiuto l’impresa di scalare il Monte Zoncolan con la sua carrozzella in concomitanza col passaggio del Giro d’Italia: l’ovazione collettiva è il giusto premio per il suo successo.

Poi tutto finisce e sarebbe l’ora di andare. Ma mentre scorrono i titoli di coda, con alcuni amici, troviamo ancora le forze per salire a piedi sulla Rocca Maggiore per ammirare tutto il territorio che in questi giorni è stato teatro del nostro divertimento: pedalare è bello, farlo in uno dei posti più belli del mondo è magnifico…


Questa la cronaca della gara, mentre le classifiche sono consultabili sul sito MySdam.

Questo il link al fotoreportage completo sulla manifestazione a cura di Play Full Nikon.

(4 giugno 2014)

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