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Inserito il 22 maggio 2014 alle 12:16:12 da gazario. - Letto: (2878)

Festeggiata la 44ma Nove Colli con il primo lungo!

Con una scusa o l’altra si cerca sempre di evitare il tanto temuto “LUNGO” della Nove Colli, quest’anno ci poteva essere quella di una scivolata in discesa dopo il secondo colle a farmi tirar dritto per il Medio, ma non potevo attendere un altro anno per fare i “Mitici 205 chilometri” e al bivio dopo il Barbotto ho finalmente svoltato a destra, alla scoperta degli altri cinque colli

 

 

(Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi e Play Full Nikon)

Quella della Nove Colli è una grande festa per tutti, un’occasione d’aggregazione incredibile, un modo per fare nuove amicizie, ma anche per lanciare amichevoli sfide, a cui nessun ciclista, da quando l’ha scoperta, vuol più rinunciare. L’accoglienza dei romagnoli è quasi imbattibile, gli alberghi registrano il tutto esaurito e gli organizzatori mirano ogni anno ad offrire una granfondo sempre più sicura, con le strade quasi del tutto chiuse al traffico ed un’ottima protezione degli incroci, quasi paragonabile al Giro d’Italia. Simile a quest’ultimo ci sono anche gli applausi della gente locale, che fin dall’alba si riversa sulle strade per accogliere la festa della Nove Colli, che ha già superato quattro decadi (questa era infatti la 44ma edizione), come un appuntamento, anche per loro, ormai irrinunciabile.

L’aria che si respira a Cesenatico ci spinge sempre a prenotare con largo anticipo per questo appuntamento, che nessuno di noi ciclisti vuol più perdere. Sarà per via del primo caldo sole che anticipa l’estate, sarà per via del mare, delle spiagge con gli ombrelloni colorati e dei lungomare con i suoi negozietti, le gelaterie e i ristoranti, sarà per via della piadina romagnola, ma la domanda, sempre più alta, ha costretto gli organizzatori a mettere un tetto massimo di partecipanti ed un’iscrizione online che viene esaurita in poche ore. Tutti vogliono tornare a scalare il Barbotto, con amici e parenti che tifano per loro; tutti vogliono farsi la passeggiata nella zona expo al venerdì o al sabato pomeriggio; e tutti vogliono farsi la sgambatina classica del sabato mattina sulle strade dei primi, ma anche degli ultimi faticosi chilometri di gara.

Quella della bicicletta è una passione che cresce piano piano: c’è chi non l’abbandona mai fin da piccolo e c’è chi magari passa ad altri sport, tornando in sella di nuovo da adulto. Ma indistintamente, che si arrivi alla Nove Colli senza mai aver abbandonato la bici o che vi si giunga dopo essere risaliti in sella in età avanzata, una volta scoperta, un po’ come la bici da bambino, non la si abbandona più. Questo è ciò che è successo a me, come credo a tanti altri ciclisti amatoriali.

Chi prima, chi dopo, tutti e 12.000 ciclisti, con amici e parenti al seguito, raggiungono il loro albergo scelto appositamente già fin da febbraio. E’ tutto uno scaricare di bagagli, ruote e biciclette, che saranno rigorosamente portate in camera. Qualcuno vuole assicurarsi che vicino al letto ci sia il posto per la bicicletta prima ancora che per la moglie o la fidanzata. Chi ha scelto l’albergo con vista mare apre subito la finestra e dal balcone si gode la spiaggia ed il lungomare di Cesenatico. Si sente il rumore del mare e si respira subito aria di festa e di vacanza. Il passo successivo è quello del ritiro del pacco gara; al venerdì mattina o sull’ora di pranzo si evita il troppo affollamento del sabato, quindi si prendono le bici da passeggio (fornite dall’hotel) e via verso lo stadio, dove si trova la sede della Fausto Coppi.
Chi ha la griglia rossa, chi la bianca (per meriti vari), chi le altre, tutti aprono subito la busta per scoprire il gadget 2014: la mantellina verde Sportful con il logo della Nove Colli. Adesso la divisa è davvero completa, visto che negli anni precedenti gli organizzatori avevano fatto trovare prima la maglia, poi i pantaloni e quindi l’antivento raffiguranti le nove vette da scalare.
Da qui in avanti cominciano le prime battute, i primi commenti sul tempo, le prime tattiche di gara, le prime sfide, i confronti con gli anni passati. E’ tutto un chiacchiericcio che continuerà fino a che non si ripartirà la domenica pomeriggio o il lunedì mattina, e che poi si prolungherà su Facebook per tutta la settimana successiva.

Alcuni sono decisi sul percorso, affronteranno il lungo, anche se con ritmi e spirito diversi; chi per battere il proprio tempo personale, chi con lo scopo di arrivare in fondo e dire: ce l’ho fatta! Altri sono ancora incerti sul da farsi, cercano di valutare lo stato della loro preparazione fisica, guardano continuamente sui loro smart-phone cosa dicono le previsioni meteo.
Chi invece non ha tanti chilometri nelle gambe è deciso sul da farsi, ossia dopo il Barbotto tirerà dritto. Qualcuno lo farà semplicemente per migliorare il suo tempo personale nel medio.

Dopo una prima passeggiata all’interno di Ciclo&Vento, curiosando tra novità tecniche, ruote, caschi, occhiali alla moda, telai ultraleggeri ed abbigliamento a saldo (la fiera è infatti anche un ottima occasione per fare buoni acquisti), è tempo di rientrare in hotel, una doccia e via a tavola per la cena. Gli alberghi si sono infoltiti, sono arrivati altri ciclisti, con le loro famiglie, un po’ da tutta Italia. Si sentono i vari dialetti, si leggono i tanti nomi di varie squadre sulle maglie; borse e bici che vanno su e giù per scale ed ascensore. La festa si allarga contemporaneamente in tutti gli hotel di Cesenatico, terra di un mito del ciclismo moderno: il compianto Marco Pantani.
E’ la volta del gelato, sulla passeggiata, che alla sera è tutto un brulicare di gente, famiglie intere venute dappertutto; si sentono anche molti accenti stranieri che ci ricordano l’internazionalità della Nove Colli. Ma il ciclista non fa le ore piccole, deve riposare, l’appuntamento è all’indomani per la colazione e la sgambatina del sabato mattina. Un caldo sole ed un cielo completamente azzurro accolgono il nostro risveglio. Il mare è calmo e la leggera brezza invoglia le signore a prendersi una rivincita sui mariti, che maldestramente le avevano “abbandonate”, dando priorità alla loro specialissima. Mentre i maschietti gonfiano le gomme per sfilare sulle strade di Cesenatico con le ultime ruote ad alto profilo in carbonio, le signore si spalmano la crema solare in vista di una passeggiata in spiaggia. Così facendo saranno tutti contenti e la festa potrà andare avanti.

Il tempo vola, in un baleno è già l’ora di pranzo, che “ricompatta il gruppo” di nuovo intorno ad un tavolo, dove si rilancia, si scommette, si ride, si scherza ed ovviamente si mangia del buon pesce. Cominciano i preparativi seri, l’adrenalina sale, si attaccano i numeri alla maglia e al manubrio, si iniziano a preparare le borracce con sali e maltodestrine, si scelgono le barrette ed i gel da portarsi dietro, si cerca di capire quale maglia d’intimo sarà meglio indossare, quindi si ricontrollano le previsioni e si tengono a portata di mano manicotti, gambali e antivento. La sveglia sarà infatti prestissimo, per alcuni addirittura alle 3,30 del mattino, quindi non ci sarà molto tempo da perdere. Ma per fortuna le previsioni meteo mettono sole ed una temperatura di 14°C già fin dalle 6 del mattino, l’ora della partenza.

Se nelle mie precedenti cinque edizioni della Nove Colli, per un motivo o l’altro, avevo sempre tirato dritto per il corto dopo il Barbotto, questo era l’anno del lungo. Ma i tatticismi lasciano il tempo che trovano, bisogna sempre fare i conti coi fatti. Ed ecco che alle 3,15 di domenica 18 maggio, suona la sveglia del mio telefono, rimango ancora dieci minuti sotto le coperte, poi mi devo alzare, ed è da qui che parte la mia sesta Nove Colli. D’obbligo un po’ di stretching, quindi via giù a colazione, dove incrocio le prime facce stravolte dei novecollisti.
Il tempo vola, si risale in camera, ci si veste, si mettono le barrette in tasca e si riscendono subito gli scalini dell’albergo con la bici a tracolla; si indossa la tuta da imbianchino (il migliore antivento usa e getta mai inventato) e in mezzo al buio della Cesenatico by night, quando per le strade ci sono ancora i ragazzi che rientrano a casa dalla discoteca, i novecollisti sfrecciano in tutte le direzioni, tra i semafori ancora lampeggianti con l’arancione, per prendere posto in griglia. Dal buio della notte si passa, dopo una mezz'oretta, alle prime luci dell’alba, che illuminano la moltitudine multicolore dei ciclisti. Per scaldare l’ambiente, gli organizzatori accendono gli altoparlanti, Alessandro Spada (Presidente della Fausto Coppi) dà il benvenuto e fa il suo “in bocca al lupo” a tutti. Così alle 6 in punto viene dato il via ufficiale alla granfondo più grande d’Europa.

Ogni griglia è come se fosse una granfondo a se, in quanto contiene da quasi 1.000 a oltre 2.500 ciclisti; ce ne sono ben sette che partono ad intervalli di tre minuti l’una dall’altra. Lo spettacolo, visto dall’elicottero, che manda in diretta Tv le immagini della telecronaca della gara, è spettacolare.
La partenza è a tutta, ma meglio cercare di stare a ruota e non strappare per andare a richiudere, in maniera tale da evitare il famigerato acido lattico. Ma non è facile, tutti vogliono star davanti, cercano di passare, chiedono strada. Allora un po’ si sta in scia, un po’ si avanza, un po’ si prende vento, mentre sui lunghi drittoni della pianura romagnola il gruppo sfreccia a oltre 55 all’ora disposto a ventaglio. Dopo i primi 25 chilometri di pianura arriva, finalmente, la prima salita che con l’accoppiata Bertinoro-Polenta (1° colle) scremerà il gruppo. Finalmente arriva anche la prima discesa, che allunga sempre di più i 12.000.
Sul breve tratto di pianura che separa il Polenta da Pieve di Rivoschio (2° colle) incontro qualche amico con cui pedalo insieme fino a metà salita. Quindi un saluto e via fino allo scollinamento, con il sole sempre più alto, più caloroso e più bello.  La discesa di Pieve di Rivoschio è tanto bella quanto veloce; forse esagero ed in una curva stretta a gomito perdo l’anteriore e giù a terra sull’asfalto bello rugoso. Mi rialzo, la bici è integra protetta dal mio lato destro, che invece è bello abraso: gamba, coscia, ginocchio, anca, avambraccio, mano, gomito e spalla spellati, ma niente di rotto. Si riparte, il piede e la mano sono doloranti, ma dopo qualche pedalata il dolore inizia a passare. Una fermata dal meccanico che mi da l’ok e via alla volta del Ciola (3° Colle), che affronto con moderazione facendo un po’ la conta dei danni. Allo stesso tempo inizia a svanire l’idea del lungo, non posso rischiare.

Arriviamo sul 4° colle, il Barbotto, dove inizio ad avere la speranza di arrivare in fondo al medio; i dolori, infatti, iniziano a diminuire, anche se il bruciore lungo la gamba destra è forte, ma è tornata la forza ed inizio a pedalare bene. Scalo il Barbotto con il 36-25, mi sento di nuovo in forma, inizio a rifare un pensierino su quel lungo, che mi manca da cinque anni, così come quei cinque colli del lungo, che vengono dopo il mitico Barbotto. Pochi minuti e mi trovo di fronte al bivio, che separa medio da lungo, tengo la testa bassa, non ci voglio pensare troppo, e svolto a destra per il lungo. E’ fatta, d’ora in poi non si può più cambiare idea, d’ora in poi è ora di NOVE COLLI, è ora di fare un'impresa, che si ricorderà per sempre.
Mi fermo al ristoro, faccio rifornimento di acqua, sali, piadina e barrette e chiedo dove sia il punto d’assistenza medica più vicino. Neanche a farlo apposta è 50 metri più avanti; mi fermo, mi faccio disinfettare, bendare e dopo aver ricevuto l’ok dal medico, procedo con molta più serenità. Fare altri 110 chilometri, dopo essere caduto, sarà un impresa ancora più grande! Da qui in avanti è tutto un alternarsi di meravigliose colline e paesaggi colorati, che si alternano ai cinque restanti colli. I più lunghi e insidiosi sono sicuramente i primi tre, ossia l’accoppiata Monte Tiffi (5° colle) e Perticara (6° colle) ed il Monte Pugliano (7° colle). Più dolce il Passo delle Siepi (8° colle) a cui segue il 9° e conclusivo colle, il tanto temuto Gorolo. Ma il bello della Nove Colli è che, al culmine di ogni salita c’è un ristoro, dove si trova di tutto: dalle piadine con prosciutto o salame, alle crostate, le banane e le arance, le barrette e le marmellatine, la Coca Cola, i sali, e l’acqua fresca che sgorga direttamente da una tubazione fatta da più rubinetti. Questo vuol dire che non si devono fare code, l’attesa è rapidissima ed i volontari sono tanti e gentili, tutti dei tifosi dei novecollisti. Ti rincuorano, ti spronano a non mollare e andare avanti: fantastico! Tanto che anch’io mi dimentico della scivolata, non sento più il dolore, ma penso solo all’arrivo ed a godermi la festa della Nove Colli.

Fa comunque un po’ strano ricongiungersi con i ciclisti del medio dopo il Gorolo, ma ormai l’impresa è fatta, da qui in avanti solo qualche breve “mangia e bevi”, discesa e pianura fin sul lungomare del Viale Carducci a Cesenatico. Quattro stupende miss sono lì per coronare l’impresa di ognuno di noi, con la "preziosa" medaglia da mettere al collo e portare a casa per essere appesa in bacheca, a memoria delle nostre fatiche e dei nostri ricordi. Poi si incontrano i primi amici, con i loro racconti a caldo; ognuno ha da dire la sua, ogni storia è diversa dall’altra. Chi è andato più forte, chi è andato più piano: non conta, l’importante è essere arrivati ed essersi divertiti.
Quattro o nove che siano, prima che il sipario cali sulla 44ma edizione della Nove Colli, andiamo tutti al ricco pasta-party per goderci, oltre al risotto alla marinara e alla piadina romagnola con salsiccia, anche gli ultimi momenti, forse i più belli, della grande festa di Cesenatico, che quest’anno ha avuto anche la molto gradita cornice delle ballerine brasiliane.

Il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia SPORTOGRAF. Lunedì 19 maggio, all’indomani della gara, tutti i partecipanti hanno infatti ricevuto una email che li avvisava della possibilità di acquisto del pacchetto foto e video tramite il loro efficientissimo sito.
Era presente anche la nota agenzia FotoStudio5, con le foto dei ciclisti facilmente rintracciabili tramite il numero di gara e quindi acquistabili sul portale www.fotostudio5.com .

Il fotoreportage completo sulla manifestazione è disponibile a questo link, mentre le classifiche sono consultabili sul sito Nove Colli.

(22 maggio 2014)

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