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Inserito il 15 maggio 2014 alle 19:50:03 da gazario. - Letto: (2210)

Alla Granfondo Valli Bresciane la parola d'ordine è sicurezza

Attenzione al cliente sotto ogni particolare ed in particolar modo per gli aspetti legati alla sicurezza. Questo uno dei motivi del successo della Granfondo Valli Bresciane. Ma anche un percorso lungo davvero impegnativo e molto bello. E così al traguardo molti i volti soddisfatti.

 

 

(Testo di Luca Bortolami, foto di Foto Castagnoli)

A volte nascono dei progetti così, un poco senza senso, come quello di arrivare a Milano, un tardo sabato pomeriggio, da un viaggio che ci ha fatto avanzare di sei fusi orari, per poi presentarsi la mattina dopo, alle 6:20 (20 minuti dopo la mezzanotte nel fuso orario di provenienza), a Brescia per partecipare alla Granfondo delle Valli Bresciane, ovviamente sul percorso lungo di 159 chilometri e con oltre 3000 metri di dislivello.

Ma il fisico umano può essere  una “macchina” meravigliosa, quando vuole, e alla fine trovarsi a suo agio anche in condizioni apparentemente assai disagevoli, ancora di più poi quando, una volta arrivati a Brescia, l’organizzazione di contorno è di altissima qualità e fa non solo sentire benvenuti, ma anche assolutamente ben tutelati nella propria incolumità.

Ma cominciamo dal mio arrivo a Brescia. Già guardando le cose dalla cartina, mi era sembrato che la logistica della manifestazione fosse ottima, con un bel parcheggio di fronte al Palazzetto dello Sport, sede delle operazioni di partenza ed arrivo. E infatti cosi è: arrivando presto, trovo subito un bel parcheggio a pochi metri dal via. Alle 6:30, quando arrivo al Palazzetto, tutto è già pronto e sbrigo velocemente anche le operazioni per ritirare il nuovo (enorme!) chip della Winningtime e, una volta tornato all'auto, sono pronto alla partenza ancora prima delle sette.

Qualche piccolo dubbio sul vestirsi, dato che il telegiornale della Lombardia della sera prima aveva parlato di piogge diffuse, ma, affidatomi a siti più aggiornati e di maggiore mia fiducia, mi limito a mettere una maglia a maniche lunghe, che poi si rivelerà azzeccata, viste le temperature a volte frizzantine. Più per scaramanzia che per altro, mi metto anche la mantellina per la pioggia in tasca, ma senza crederci veramente. Vado in griglia, dove dopo pochi minuti di attesa, mi posiziono proprio sulla fettuccia di partenza, e assisto con piacere alle solite operazioni di contorno.

Con meno piacere vedo invece i soliti furbetti che si posizionano in pole position arrivando trenta minuti dopo gli altri. Devo dire che comunque quelli che capisco di meno sono quelli che li fanno accomodare al loro fianco. Al di là di questi personaggi, ai quali un civile scambio di opinioni non si nega mai, le attese in griglia sono sempre un valido spaccato della società Italiana: una grande maggioranza di brave e piacevoli silenziose persone, dalle quali spicca la minoranza rumorosa e maleducata di quelli che non le rispettano.

E anche questa volta, al di là delle solite storie che si sentono e leggono su quelli che non hanno tirato mai il gruppo, di quelli che tagliano il percorso, di quelli che corrono e fanno correre rischi indicibili, la maggioranza è sempre quella delle brave persone con cui è bello fare fatica insieme, in silenzio mentre si sale l’ennesima salita, con cui scambiare quattro parole mentre si prosegue veloci in pianura belli comodi nella pancia del gruppo, o che ai ristori ti passano la loro bottiglia d’acqua una volta che ne hanno usufruito. Amo questo sport e le granfondo, ma alla fine sono le persone che incontro che mi affascinano, la minoranza che non mi piace alla fine è triste e vittima di se stessa nell’esserlo.

Partiamo via anche con qualche secondo di anticipo, e come fortunatamente devo constatare succede sempre più spesso l’attenzione alla sicurezza da parte degli organizzatori traspare con immediatezza. Sono 22 chilometri fino alla prima salita, con i soliti innumerevoli passaggi di rotonde tipici della Pianura Padana di inizio 21esimo secolo, ma sinceramente mai mi sono sentito in pericolo anche grazie alle segnalazioni dei numerosi addetti. E cosi è veramente stato fino alla fine, con cartelli ad indicare le discese pericolose (tutte, a dire la verità, anche se io le ho trovate nella maggioranza pulite e ben guidabili) e personale incaricato di segnalare i punti degni di maggiore attenzione.

Devo dire che sono anche stato dispiaciuto, e sentito un poco colpevole, quando, a un certo punto, abbiamo incrociato una fila di auto praticamente ferme, lunga parecchi chilometri, creatasi in corrispondenza di un attraversamento del percorso lungo. Credo che il percorso debba essere rivisto in quel punto dato che, per quanto ritenga che qualche piccolo sacrificio da parte degli automobilisti sia giustificabile una domenica all'anno, una colonna, che cosi a vista non sarebbe certamente durata meno di un’ora, è forse eccessiva. Ma sono convinto che verrà trovata una soluzione per la prossima edizione.

Il percorso mi è veramente piaciuto, con delle belle salite e altrettanto belle discese (poco sporche come detto, e le buche quando c’erano, erano ben segnalate), e un meteo forse ideale per andare in bicicletta. Certo non un percorso per gli amanti della pianura, che forse ha spinto una percentuale veramente alta dei partecipanti a non girare a sinistra al bivio tra i percorsi. Svolta a sinistra che tra l’altro è risultata piuttosto onerosa nell'immediatezza, in quanto il passaggio più duro della giornata è stato sicuramente la salita che seguiva il bivio.

Di tutt'altro tono sono state invece le ultime due ascese, molto pedalabili e fatte in gruppo, precedendo il tratto di pianura fino all'arrivo che si è continuato a fare in grandissima sicurezza, grazie agli addetti sul percorso e a un paio di moto di scorta che ci hanno seguito negli ultimi chilometri (come in altri tratti dopo la prima salita). Direi sicuramente che il “capolavoro” in termini di sicurezza sia stato fatto al rientro in città, incluso il passaggio in tangenziale. Le moto ci facevano veramente sentire protetti e segnalavano con una bandiera l’approssimarsi delle svolte. Con il risultato che gli ultimi chilometri, che avrebbero potuto essere i più pericolosi, si sono fatti in tutta tranquillità, per concludersi su un lungo rettilineo di arrivo che non ha presentato alcun rischio di sorta.
Una volta arrivato sono subito andato all'auto per cambiarmi e lasciare la bici per poi trasferirmi al pasta party, molto gustoso e generoso. Segnalo la presenza di una ottima birra, inclusa nel costo della manifestazione, oltre al fatto che, avendo lasciato i tagliandi in auto, gli addetti, di fronte alla mia cortese richiesta, non hanno esitato a comunque darmi da mangiare e bere, confermando la gentilezza che  ha contraddistinto tutta la mia partecipazione a questa manifestazione.

Anche dai commenti sentiti nel dopo gara, la percezione della giornata è veramente stata tra le migliori, con un unanime apprezzamento degli aspetti relativi alla sicurezza. Alcune note negative relative a dei furti che ci sono stati all'interno delle auto nel parcheggio sia durante che dopo la gara, ma di questo non mi sento veramente di colpevolizzare gli organizzatori. Purtroppo i malintenzionati sono abili nel non dare nell'occhio e nell'aprire le automobili con destrezza. In questo caso poi era possibile tenersi la bici vicina durante il pasta party e chi ha deciso di lasciarla in auto (me incluso, devo ammetterlo), lo ha fatto di sua scelta e in alcuni casi ne ha tristemente pagato le conseguenze. Anche un servizio di sicurezza nel parcheggio, che non so sinceramente se fosse presente, potrebbe avere si degli effetti deterrenti, ma non credo possa bloccare questi fenomeni alla luce della sfrontatezza e abilità dei ladri.

Nel complesso si è trattato di una bellissima manifestazione, veramente ben organizzata fin nei più piccoli particolari, con una chiara attenzione al “cliente”. Noto sempre di più come la distanza a livello organizzativo tra questa tipologia di eventi di dimensioni medie e i mega eventi più conosciuti si possa ridurre a livelli veramente minimi, se non inesistenti, quando esistono le capacità dimostrate dalla organizzazione di Brescia. Oltre a ciò, noto come, al di là di pochi episodi da censurare, mi trovo spesso in gruppi piacevoli a pedalare con serenità, e questo non può che fare bene al nostro movimento. Le organizzazioni mediocri e i ciclisti tristi lasciamoli fuori dalle nostre granfondo!

(15 maggio 2014)

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