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Inserito il 15 maggio 2014 alle 18:37:57 da gazario. - Letto: (4199)

Bernd Hornetz - Il labrador stakanovista

Comincia ad andare in bici solo a 33 anni e subito dimostra capacità non indifferenti classificandosi 51esimo nella Oetztaler Radmarathon 2001. E' meticolosissimo nella preparazione e nell'attenzione verso il mezzo meccanico, perché secondo lui sono i particolari a fare la differenza tra una vittoria ed un secondo posto. Nonostante questo la bici per lui è una grande passione, che gli permette di vedere posti stupendi e divertirsi con la moglie e gli amici. Specialista dei percorsi duri e delle gare a tappe, dedica le sue settimane di vacanza a massacranti sessioni di allenamento.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full Nikon e Newspower Canon)

Bernd Hornetz

Nata a: Racheid (Germania)
Il: 12 aprile 1968
Residente a: Karlsruhe (Germania)

Titolo di studio: Laurea in Fisica

Stato civile: sposato con Suzanne Hammann

Squadre:
2001 - 2011: Team Forchheim, Germania
2012: Team Erox, Svizzera; Transalp con il Team Meruk e Oetztaler con il Team Erox-Forchheim
2013: Team Prestigio - LGL - Miche
2014: Team Beraldo Greenpaper Europa Ovini

Principali risultati:
2012
Primo classificato
alla Nove Colli, alla Transalp in coppia con Werner Weiss
Terza classificata alla Dolomiti Classic
Quarto classificato alla Oetztaler Radmarathon
2013
Vittoria nel Campionato del Mondo UWCT e alla Dolomiti Classic
Seconda classificato alla Sportful Dolomiti Race
Terzo classificato alla Pina Cycling Marathon
Settimo classificato alla Oetztaler Radmarathon
2014
Vittoria alla GF Valli Bresciane
Seconda classificato alla Pantanissima
Ciao Bernd,
domenica alla Granfondo Valli Bresciane hai centrato la prima vittoria di stagione in una granfondo italiana. Il mondo delle granfondo ti conosce per alcuni tuoi grandissimi exploit in terra italiana, a partire dal successo alla Nove Colli del 2012 a quello della Dolomiti Classic nel 2013, ma soprattutto per la conquista del titolo di Campione del Mondo UWCT sul Monte Bondone sempre nel 2013. Oltre ai successi nelle granfondo italiane, è opportuno ricordare quelli nella più famosa gara a tappe per amatori, la Transalp, dove, in coppia con Werner Weiss, hai conquistato il primo posto nella classifica generale nel 2012 e il primo posto nella categoria Masters nel 2011. Insomma sei uno scalatore, adatto alle corse a tappe, e ora ti riveli pure un velocista.

Raccontaci innanzi tutto del Bernd privato. Dove sei nato e quando? Dove risiedi attualmente? Sei sposato o fidanzato? Che studi hai fatto e qual è il tuo attuale lavoro?
Sono nato a Rascheid un piccolo paese di 500 abitanti, perso nel nulla, nel Sud Ovest della Germania, vicino a Lussemburgo. Dal 1988 vivo a Karlsruhe, vicino al confine con la Francia a 70 chilometri da Stoccarda e a 70 chilometri da Strasburgo. Sono sposato con Suzanne Hammann dal 2001 e non abbiamo figli. Ho una laurea in Fisica e lavoro come specialista IT, sempre a Karlsruhe.

Come è nata la tua passione per la bicicletta?
Ho iniziato perché facevo vita troppo sedentaria in ufficio e avevo un paio di chili da eliminare. E poi mi piaceva l’idea di fare movimento in mezzo alla natura. Da giovane, fino a 18 anni, avevo praticato molti sport, sempre per divertimento e questo mi mancava dopo la laurea. Così nel 2000 ho comprato una mountain bike, per passare successivamente alla bici da strada.

Hai corso nelle categorie giovanili?
No, ho acquistato la mia prima bici da strada nell’anno 2001 e quell’anno ho corso anche la mia prima Oetztaler Radmarathon, classificandomi 51esimo. Questo perché ho incontrato per caso, nell’aprile di  quell’anno, Moritz Kruse, il primo vincitore tedesco della Oetzy, con il quale mi sono poi allenato regolarmente.
 
Hai praticato o pratichi altri sport oltre al ciclismo?
Prima di praticare il ciclismo, fino a 18 anni ho giocato a calcio, sempre a livello amatoriale. Durante l’università ho smesso di praticare sport, concedendomi solo saltuariamente di fare un po’ di jogging. A partire dal 1992, per pochi weekend l’anno, ho iniziato ad andare in montagna per fare passeggiate e sciare. Così è cominciato l’amore per le montagne e le Alpi.

Cosa significano per te la bicicletta e le corse ciclistiche? Faresti ciclismo anche senza le corse?
Assolutamente sì, il ciclismo per me non è solo competizione. Mi piace tantissimo pedalare con mia moglie e gli amici, immersi nella natura e gustare stupendi panorami. Per me ogni weekend di corse, quando vengo in Italia o vado sulle Alpi è davvero una festa, un momento di grande gioia, anche se poi devo fare un viaggio di 6-8 ore per tornare a casa.

Chi è attento può notare che la tua bicicletta ha alcuni accessori, a partire dalle ruote, particolarmente leggeri. Quanto ritieni sia importante la leggerezza del mezzo meccanico per chi corre le granfondo?
E’ proprio vero. Competere per le prime posizioni è molto difficile e quindi i dettagli possono fare la differenza tra vincere e arrivare secondo. Sono affascinato dai materiali, per me è importante la leggerezza e l’affidabilità e quindi sono attento ai migliori prodotti del mercato. Così uso da anni le ruote Lightweight. Quest’anno, con il telaio che ci ha fornito Beraldo, ho a disposizione una macchina perfetta. Inoltre VerveCycling mi fornisce in esclusiva un nuovo powermeter, InfoCrank, che è davvero accurato e fornisce molte utili informazioni. Due negozi di bici della mia zona, Radsport Kramer di Karlsruhe e BunnyHopShop di Bruchsal, mi aiutano nella messa a punto del mezzo, con la loro competenza e i migliori componenti di assemblaggio. Insomma ho tutto quello che aiuta ad essere competitivo.

Qualcuno favoleggia su alcuni tuoi allenamenti da sfinimento, soprattutto nel weekend, dove magari sei capace di percorrere 200 chilometri sia il sabato che la domenica? Sono racconti che corrispondono al vero? Onestamente, quante ore dedichi all'allenamento in settimana?
Non è una leggenda, ma corrisponde alla verità. Nei weekend e durante le vacanze mi alleno facendo lunghe uscite. Diciamo che sono anche costretto a fare così, perché durante la settimana lavoro dalle 8 alle 17 ed è una fortuna se riesco a fare, in estate, dalle 7 alle 16. Durante la settimana il mio allenamento si limita a tre, massimo quattro ore durante la settimana, in inverno invece, visto che viene buio presto, esco con le luci in MTB. Quindi nel fine settimana faccio anche più di 200 chilometri sia il sabato che la domenica. Dallo scorso anno però, ho iniziato a fare un allenamento più corto e strutturato, essendomi rivolto ad un allenatore professionitsta, Dennis Sanding, che tra l’altro è l’allenatore del professionista John Degenkolb. Durante le vacanze poi, ad esempio prima della Oetztaler 2012, feci 1.200 chilometri e 30.000 metri di dislivello sulle Alpi, al confine tra Italia e Francia, stando a Barcelonette come punto base. Un giorno di riposo, corrispondente ad un viaggio di 9 ore per raggiungere Hohenems in Austria, dove il giorno successivo ho corso la Highlander Marathon (180 chilometri, 4.000 metri di dislivello), classificandomi secondo, a 20 secondi da Roberto Cunico. Anche quest’anno, prima della Pantanissima, sono stato in vacanza in Veneto insieme ai ragazzi del Team Beraldo. Dopo la GF Liotto ho fatto 950 chilometri dal lunedì al venerdì, trasferimento il sabato a Cesenatico e la domenica sono arrivato secondo alla Pantanissima. Roberto Cunico dice che sono matto….

Sei seguito da un preparatore/allenatore? Fai uso di un powermeter? Pensi che seguire delle moderne metodologie di allenamento possa portare dei benefici?
Sì, come ho detto prima, a partire da agosto 2013, mi sono affidato dallo scorso anno ad un allenatore professionista, Dennis Sandig. Dennis pianifica i miei allenamenti, inserendo anche sessioni di allenamento di forza e di capacità motorie. Utilizzo il powermeter. Grazie all’analisi dei suoi dati, insieme ai test di VO2max e di lattato, Dennis è in grado di pianificare al meglio gli allenamenti. Come powermeter la VerveCycling mi fornisce in esclusiva il nuovo powermeter InfoCrank, che io ritengo estremamente affidabile, visto che mi permette di misurare la potenza espressa da entrambe le gambe separatamente e non presenta errori di misura a seguito di variazioni della temperatura. E l’attenzione a tutti questi particolari si è rivelata subito azzeccata con la vittoria al Campionato del Mondo UWCT sul Monte Bondone.

Curi altri aspetti della preparazione, come ad esempio l’alimentazione?
Certamente, e devo farlo…..perché non posso mangiare sempre e tutto….Per le lunghe salite il peso è fondamentale. Ma non è solo il peso a dipendere dal cibo, anche lo stato generale di  benessere fisico e mentale dipendono dal cibo. Io mangio molta frutta fresca e verdura, pesce e cibi a basso contenuto di grasso. Tutti prodotti integrali. Dal 2009 utiizzo i prodotti Fitline che migliorano il mio recupero e rendono stabile il mio sistema immunitario. Prima di utilizzarli, ogni anno non potevo allenarmi per alcuni mesi d’inverno, per fastidiose e persistenti infezioni alle vie respiratorie. Così non riuscivo ad essere in forma se non alla fine dell’estate, quando la stagione in pratica finisce alla fine di agosto.

Utilizzi per caso dei software per immagazzinare ed analizzare i dati dei tuoi allenamenti? Per caso carichi i file dei tuoi allenamenti su Strava?
Utilizzo WKO+ e Trainingpeaks.

Sei indubbiamente uno specialista delle gare a tappe, in modo particolare di quelle molto impegnative dal punto di vista altimetrico. Come prepari questi appuntamenti?
Facendo settimane di allenamento durante le vacanze: due settimane a Maiorca dopo Natale, un’altra settimana a Maiorca a febbraio, una settimana in Romagna con il Riminibikehotels.com, soggiornando all’Albergo Vittoria di Viserba o al B&B Il Cantico Mason Vicentino ed infine una settimana ad agosto sulle Alpi Francesi.

Ormai corri spesso in Italia, tanto che sia lo scorso anno che quest’anno  fai parte di squadre affiliate nel nostro paese. Come mai questa scelta? Non credo sia facile per te venire spesso a correre in Italia.
Infatti è molto faticoso per me ed è come se facessi due corse in un solo giorno: da cinque a sette ore per la granfondo e dopo la cerimonia di premiazione, sette/otto ore di viaggio in auto per tornare a casa, perché il mattino dopo alle 7 è ora di essere in ufficio. Ma io e mia moglie amiamo così tanto l’Italia. Amiamo la gente, l’ospitalità, la cordialità, i panorami, il clima, il cibo ed il caffè. Dico questo con sincerità, non per essere compiacente. Ci sentiamo veramente a nostro agio in Italia. Nel Team Beraldo Greenpaper Europa Ovini poi siamo come una famiglia. E ovviamente in nessun altro paese ci sono corse così grandi come in Italia.

Hai corso in altri paesi oltre alla Germania e all’Italia? Quali sono le tue esperienze?
In Germania in pratica non ho corso, perché non ci sono gare come le granfondo o le MTB marathons sulle Alpi. Oltre all’Italia, ho corso sulle Alpi Austriache, Svizzere e Francesi. Oetztaler, 3 Ballons, La Marmotte, Highlander, Arlberg Giro, Super Giro Dolomiti, Endura Alpentraum, Engaduer Radmarathon sono gare molto dure e ben organizzate, cui partecipano molti forti corridori. Con il Team Beraldo faremo alcune di queste gare. Alcuni di loro hanno già partecipato con successo lo scorso anno. E’ proprio in quelle corse che ho incontrato Roberto Cunico ed Enrico Zen, già nel 2011 e siamo così diventati buoni amici, tanto da far parte dello stesso team quest’anno. Mi farà piacere partecipare a quelle corse con Enrico, che purtroppo quest’anno non può partecipare alle granfondo italiane.

Quali sono le differenze secondo te tra l’interpretazione che si dà alle granfondo in Italia e negli altri paesi europei?
Domanda difficile. Ci sono più parallelismi che differenze. Le differenze sono più legate all’interpretazione individuale che ad una cultura nazionale. Nelle granfondo il livello dei partecipanti è molto vario, si va dai corridori professionali a chi invece ha come scopo principale quello di fare un bel viaggio. Sicuramente in Italia è maggiore il numero di chi interpreta le granfondo con spirito agonistico. Rispetto alla Germania, sono sicuramente di più quelli che si allenano per migliorare le proprie prestazione e partecipano regolarmente a gare. In Germania ci sono ciclisti molto ben preparati che competono privatamente con i loro amici e non partecipano alle gare. In Italia ci sono molte gare e team ben organizzati, cosa che stupisce molto i corridori tedeschi. Ma d’altronde la competizione ciclistica fa parte della cultura dello sport italiano.

Quale è la vittoria che ricordi con maggiore soddisfazione?
Tre su tutte. Per prima la Nove Colli 2012, perché è una grande festa popolare. Fu una sorpresa per me vincere così presto in quella stagione. E tutti quegli spettatori, in una corsa condotta quasi tutta da solo! Poi la Transalp 2012: vincere la classifica assoluta, insieme al mio amico Werner Weiss e andare su podio con altri due team, quello composto da Marina Ilmer e Beate Zanner, vincitrici tra le donne e quello composto da Marco Poier e Erwin Hickel nella categora Grandmasters, tutti miei amici è stato fantastico. E infine il Campionato del Mondo UWCT del 2013: gambe fantastiche, la diretta RAI, arrivare da solo sul traguardo con tanto pubblico. Grandi sensazioni!

La stagione 2014 ha visto in Italia l’introduzione di nuovi regolamenti. Cosa ne pensi? Ti sembra che sia cambiato qualcosa in gara rispetto alle passate stagioni?
Sono d’accordo con le nuove norme, soprattutto per quanto concerne le regole anti doping. Giusto che non si abbia nessuna tolleranza! Penso anche che sia giusto avere un periodo di pausa per gli atleti che hanno corso nelle categorie superiori prima che possano correre tra gli amatori. Sarebbe però da discutere quanto lunga debba essere questa pausa. E poi bisogna anche dare un’interpretazione corretta delle regole. Ad esempio, il mio compagno di squadra Alessandro Bertuola non ha mai avuto un vero contratto da professionista, ma un anno fu invitato ad un Campionato Italiano dei professionisti. Da un paio di settimane è considerato alla stregua degli ex-professionisti e può partecipare alle granfondo solo come cicloturista. Spero che il malinteso si chiarisca e che possa presto ricominciare a correre davvero. Per quando riguarda le gare, nulla sembra cambiato rispetto alla scorsa stagione. Sarà grazie ad un inverno con condizioni climatiche favorevoli, ma tutti sono molto ben preparati.

Domenica a Brescia hai vinto in volata. E’ un caso o hai delle particolari doti da velocista oltre a quelle di scalatore? Hai volutamente atteso la volata, convinto delle tue possibilità, oppure è stata l’evoluzione della gara a portarvi a questa conclusione?
Non sono male in volata, ma non sono un vero sprinter. A Brescia, sulla line d’arrivo, sembra uno sprint, ma non è stato uno sprint. Ad un chilometri dalla conclusione, Bordignon ha attaccato ed io ho risposto. Alla penultima curva avevo 40 metri di ritardo da Bordignon e 20 metri di vantaggio sul terzetto che mi inseguiva. Nel tratto rettilineo sono riuscito a rientrare su Bordignon, mantenendo il vantaggio sugli altri. Ho fatto bene l’ultima curva secca a destra e ho dato tutto negli ultimi 300 metri, 150 metri in piedi sui pedali e gli ultimi 150 seduto. Proprio sulla linea del traguardo ho sentito il fiato sul collo degli inseguitori. Non sarei riuscito a fare un singolo metro in piu.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi per il 2014? Hai anche qualche sogno nel cassetto da realizzare nella tua vita privata?
Nove Colli, Maratona dles Dolomites, Oetztaler, tutte le corse più importanti. Divertirmi e avere successo tutto l’anno insieme al mio team, non solo per me, ma per tutti quanti. Portare l’emozione del ciclismo alla gente. La cosa più importate è che la mia famiglia, mia moglie ed i miei amici possano avere fortuna e salute, godere della vita, della libertà e vivere la grande passione: la bicicletta.

Nella tua nuova squadra, il Team Beraldo Greenpaper Europa Ovini, sei stato ribattezzato “Il Labrador”. Ci puoi spiegare il perché?
E’ legato al mio modo di comportarmi in gara, sempre in prima linea, cosa talvolta poco efficace, purtorppo.

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per il resto della stagione.
Grazie a voi e tanti auguri!

(15 maggio 2014)
 

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