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Sezione granfondo    
Inserito il 14 maggio 2014 alle 09:14:51 da gazario. - Letto: (2244)

Finalmente il sole sul Circuito degli Italici Latini!

La Granfondo Terre dei Varano è stata una grande festa. Due percorsi a disposizione, il più lungo dei quali particolarmente duro per la lunga scalata del Sassotetto, ma soprattutto tanta voglia di pedalare e divertirsi. E importanti novità si preannunciano per il prossimo anno. Sul lungo vittoria di Castagnoli in campo maschile, Pacini e Marconi tagliano insieme il traguardo della prova femminile. Sul percorso corto successo di D'Andrea e Manzato.

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Play Full Nikon e Michele Bazzani)

Finalmente splende il sole sul Circuito degli Italici! La versione “latina” di questa challenge era stata finora caratterizzata da pioggia e freddo, che avevano caratterizzato le prime due granfondo svoltesi a Terni e a Mentana. A Camerino il meteo invece si mette al bello e già dal sabato è un festival di luce, suoni e colori.
Arrivo nel primo pomeriggio nella bella cittadina marchigiana che domina la vallata circostante e già intuisco che sarà una bella festa. Nella piazzetta adiacente ai Giardini della Rocca sta andando in scena la Mini Terre dei Varano, una gimkana riservata ai giovanissimi, anche non tesserati, che con il chiasso e l’allegria tipica dei bambini, costituisce un bel prologo all’evento clou previsto per l’indomani. L’aria è già elettrica e ho l’impressione che tutto il paese sia coinvolto e partecipe nell’organizzazione della manifestazione.

Visto che è ancora presto e i miei compagni dell’A.S. Roma Ciclismo non sono ancora arrivati. Ne approfitto per una sgambata in ricognizione della parte iniziale e finale della granfondo. Essendo già alla mia quarta partecipazione alla Granfondo Terre dei Varano, conosco già bene queste strade, ivi compresa l’impegnativa erta di oltre tre chilometri che porta all’arrivo, ma esco comunque per godere della giornata di sole che accende il verde dalle mille tonalità della campagna circostante. Fa veramente caldo, ma per una volta non è proprio il caso di lamentarsi. Nel frattempo i miei compagni giungono alla spicciolata e già prende forma quello che sarà il leit-motiv di questa due giorni: l’allegria e la condivisione in amicizia di ogni momento intenso che solo il ciclismo sa offrire.

Anche se al ritiro del pacco gara ci pensa la società (piccoli vantaggi di essere in un team ben organizzato), faccio comunque un giro nel quartier generale della granfondo. Trovo Sandro Santacchi, deus ex-machina dell’organizzazione, impegnato a risolvere gli ultimi problemi che solitamente nascono alla vigilia, che si lamenta di una partecipazione inferiore alle proprie attese e della mancanza di alcune squadre locali. Tra i personaggi che affollano gli stand saluto anche Luca Panichi, testimonial della manifestazione, che l’indomani si cimenterà con la sua carrozzella sulla salita che porta al traguardo, e la simpatica Paola, addetta alla distribuzione dei pacchi gara e grande tifosa romanista, cui brillano gli occhi nel vedere lo stemma giallorosso che campeggia sulle nostre divise da riposo.

Velocemente arriva l’ora della cena e, visto anche il gran numero, ci dividiamo tra chi opta per una cena “da atleta” e chi preferisce godere a pieno delle specialità locali a base di cacciagione. Io sono ovviamente tra questi ultimi: tra le cose belle che ci regala il ciclismo c’è anche la possibilità di godere dei piaceri della tavola senza troppi rimpianti. Poi tutti a dormire, anche se non è facile farlo se sei in camera quadrupla e i tuoi compagni non perdono occasione per prolungare all’infinito il divertimento dello stare insieme.

La mattina arriva come sempre troppo presto. Occhi gonfi e movimenti lenti accompagnano la consueta preparazione della gara, poi l’umore sale rapidamente di tono e siamo pronti per scendere in strada. Foto di gruppo e via in griglia. E qui, ancora una volta, incontro tanti volti noti. La storia più bella la racconta Carmine da Reggio Emilia che due anni fa, proprio in questa granfondo fu protagonista di una brutta caduta in discesa; a soccorrerlo intervenne Luca, ciclista marchigiano trasferito a Trieste per lavoro, che deviò il traffico dei ciclisti in corsa e si preoccupò della prima assistenza prima che arrivassero i soccorsi: da lì è nata una grande amicizia ed ora sono ancora lì, insieme, sorridenti sulle loro bici fiammanti. Sempre sorridenti a mio fianco ci sono Sandra e Veronica, compagne di squadra e favorite per la corsa femminile circondate dai loro fidi gregari. L’atmosfera è sempre rilassata e al clima di allegria contribuisce anche l’esibizione della Banda Orchestra Città di Camerino.

La divisione delle partenze tra percorso lungo e medio, rende le prime fasi di gara più tranquille del solito anche se i primi chilometri sono in discesa ad andatura controllata. A mio avviso è una scelta che dovrebbero fare tutte le granfondo, anche se mi rendo conto che non è sempre di facile attuazione. Nei primi chilometri prende corpo la fuga di Federico Castagnoli e Matteo Zannelli, che sul momento sembra una pazzia ma che poi si rivelerà decisiva, anche se il combattivo ciclista reatino dovrà arrendersi più avanti sulle dure rampe del Sassotetto, lasciando al ternano Castagnoli l’onore di concludere vincente la splendida cavalcata solitaria. Il resto del gruppo procede ad andatura relativamente tranquilla fino all’attacco della prima salita di Sant’Ilario, dove avviene la prima selezione naturale, ma i gruppi che si formano restano numerosi.

La picchiata verso le verdi acque del lago di Fiastra è sempre emozionante, poi inizia la gara vera. L’andatura diventa frenetica, saltiamo la salita di Monastero senza nemmeno accorgercene e, complice il forte vento a favore voliamo letteralmente i chilometri che ci portano alla divisione dei percorsi. La successiva salita verso San Ginesio è dolce e passerà indolore, mentre si fa più fatica sul lungo falsopiano anche per il vento che adesso spira contrario. Qui si capisce che lungo il percorso non ci sarà solo la salita da combattere e sconfiggere, ma anche un altro nemico. Dopo il cambio borraccia al volo, una vera “chicca” organizzativa di questa granfondo, si comincia a salire verso Sassotetto. Sulle prime rampe della salita la temperatura è veramente torrida, poi raffresca man mano che si sale.

All’inizio gradisco la brezza che abbassa la temperatura corporea, poi la maledico negli ultimi chilometri di salita, quando le pendenze che si addolciscono consentirebbero un’andatura più sostenuta, ma che per le raffiche di vento diventano veramente eterni e faticosi. Il fortissimo vento rende lenta e difficoltosa anche la prima parte della discesa poi finalmente concede un po’ di tregua. Torniamo sul lago di Fiastra, sempre bellissimo, soprattutto adesso che le nostre fatiche volgono al termine. Stavolta lo costeggiamo sull’altra sponda prima di affrontare la breve salita verso Fiegni.

Qui Veronica Pacini rientra sulla compagna Sandra Marconi che fino ad allora aveva guidato la gara femminile: da lì sarà una splendida cavalcata a due che terminerà mano nella mano sul traguardo di Camerino. Un vero e proprio trionfo per la Cicli Copparo che aveva piazzato la doppietta anche tra i maschi grazie a Luciano Mencaroni il quale, distanziando di circa un minuto Dmitri Nikandrov, aveva colto il secondo posto dietro al già citato compagno Castagnoli.

All’arrivo Veronica Pacini è raggiante ed entusiasta: “Essere riuscita a rientrare sulla mia compagna di squadra dopo Sassotetto e aver finito la corsa con lei con un bellissimo arrivo insieme è stata per me una soddisfazione unica. Una grande giornata di sport e pura passione. Devo ringraziare davvero tutta la squadra che mi ha dato forte motivazione e i ragazzi che corrono con me facendo tanta fatica. Grazie davvero per questa bellissima giornata”.

Ma raggianti ed entusiasti lo siamo anche noi. Tagliare il traguardo con gli incitamenti dei compagni di squadra che poco prima avevano terminato il percorso corto e che sono rimasti lì ad aspettare è sempre motivo di grande gioia e soddisfazione. Tutti vogliono partecipare alla felicità e alle sofferenze degli altri: e così restiamo sul traguardo ad attendere tutti coloro che devono arrivare e applaudire il loro arrivo, compresi i compagni Stefano e Vittorio, che eroicamente superano le difficoltà del percorso aggravate da uno stato di salute precario.

Alla fine è festa anche per loro, mentre a Camerino cominciano a scorrere i titoli di coda. È questo l’unico momento in cui provi un po’ di tristezza per il week end che finisce, ma gli abbracci e i baci rinviano già al prossimo imminente appuntamento. Mi resta ancora un momento per una stretta di mano con Sandro Santacchi cui vanno i complimenti per l’ottimale organizzazione della sua granfondo: purtroppo ci sono stati alcuni episodi e che hanno un po’ guastato la sua percezione di “evento riuscito”, ma l’attenzione ai particolari e alla customer satisfaction che da sempre caratterizzano questa manifestazione, la rendono un evento unico dove occorre per forza ritornare. Appuntamento quindi alla prossima edizione per la quale sono annunciate importanti novità…

Il fotoreportage completo sulla manifestazione è disponibile a questo link, mentre le classifiche sono consultabili sul sito Kronoservice.

(13 maggio 2014)

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