Articoli 
giovedģ 14 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 09 maggio 2014 alle 10:10:41 da gazario. - Letto: (5710)

GF Bra - Bra: quanta fatica!

Seconda prova di Coppa Piemonte, baciata da una giornata di sole davvero primaverile. Un percorso duro e condotto a ritmi molto alti ha fatto sì che molti abbiano accusato la fatica. Quasi 2.000 gli iscritti, obiettivo da raggiungere il prossimo anno, visto che la qualità di questa granfondo si è confermata una volta di più.

 

 
 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Acmediapress)

Per molti amatori del Nord-Ovest la Granfondo Internazionale Bra-Bra rappresenta uno spartiacque importante della stagione. Con i suoi 154 chilometri e 2.500 metri circa di dislivello richiede anche ai più preparati tempi di percorrenza che superano le quattro ore: è finalmente giunta l’ora di fare sul serio! Anche gli amanti delle lunghe distanze e dei dislivelli estremi troveranno, a partire da questo momento, pane per i loro denti.

La principale novità di quest’anno è stata l’introduzione del famoso marchio americano Specialized come title sponsor della manifestazione. E’ la prima volta che Specialized affianca il proprio nome a quello di una manifestazione amatoriale su strada. Per il resto, squadra che vince non si cambia e quindi percorso e servizi sono gli stessi proposti negli anni passati. E la risposta degli appassionati è stata come di consueto favorevole, visto che ben 1.983 sono stati gli iscritti, confermando i numeri dello scorso anno, ad un passo dalla fatidica soglia dei 2.000, obiettivo che Sandro Stevan ed i suoi collaboratori cercheranno di raggiungere nella prossima stagione.

Disputare una granfondo ad un’ora di automobile da casa, soprattutto con la partenza fissata alle 10:00, è davvero una cosa a me gradita, soprattutto confrontandola al disagio che avrò tra poco alla Nove Colli, quando sarò costretto ad alzarmi prima delle 4:00 per poter prendere il via alle 6:00. Arrivo a Bra che non sono ancora le 8:00 e quindi non fatico a trovare un comodo parcheggio vicino al Movicentro, la palazzina in prossimità della Stazione Ferroviaria di Bra, fulcro della logistica di tutta la manifestazione. Noto con curiosità che, nonostante siamo a più di due ore dall’orario di partenza, ci sono già parecchi concorrenti che stanno ritornando dal ritiro dei dorsali e dei pacchi gara, segno che ormai tutti vogliono essere in griglia il più avanti possibile.

Ritiro molto velocemente il mio numero ed il pacco gara, che contiene delle nocciole e una bottiglia di vino simbolo delle terre (le Langhe ed il Roero) attraversate dalla gara. Ne approfitto anche per ritirare il gadget per l’abbonamento sottoscritto alla Coppa Piemonte, che non avevo ritirato a Novi perché lunga era la coda d’attesa in quella circostanza: una bottiglia da un litro e mezzo di Nebbiolo d’Alba del 2011 che farà contenti gli amici, visto che sono semi-astemio! Nella busta che contiene il numero da apporre al manubrio e quello sulla maglietta ci sono anche un buono per il pasta party e soprattutto una piantina che descrive minuziosamente dove sono disclocati tutti i servizi della granfondo, molto utile per potersi muovere prima e dopo la gara e raggiungere senza perdite di tempo la partenza e la zona dove poter fare la doccia. Non è una novità assoluta, ma apprezzo sempre quando trovo queste indicazioni.

La temperatura è frizzantina (la notte ha visto succedersi alcuni forti temporali), ma il cielo limpido senza una nuvola lascia presagire che vivremo una giornata calda. L’abbigliamento d’obbligo è quindi quello estivo, tanto più che durante la gara non si raggiungeranno mai quote particolarmente elevate. Qualche chilometro di riscaldamento per andare a visionare i primi e gli ultimi chilometri di gara e via a prendere posizione per la partenza; nonostante manchino più di 45 minuti al via, le griglie sono già piuttosto affollate. L’attesa passa piuttosto velocemente, chiacchierando con i consueti compagni di pedalata e ascoltando le interviste ai testimonial della manifestazione: Fabrizio Macchi e Astrid Schartmüller.

Alle 10:00 in punto si parte. La velocità è “controllata” per circa cinque chilometri, fino alla conclusione della prima discesa, per evitare che il fondo stradale, un po’ rovinato, possa causare inconvenienti e cadute. In realtà si procede piuttosto spediti, senza intoppi e dopo pochi chilometri di pianura, ecco la prima salita della Morra a definire la prima selezione. Si sale ad un ritmo davvero alto, tanto che non sento la necessità di scalare dal 52 al 36, nonostante le pendenze siano costantemente  intorno al 6%. Gli affezionati alla gara mi diranno all’arrivo che mai questa salita era stata affrontata precedentemente ad un ritmo così alto.

La discesa e la pianura successiva permettono il rientro di alcuni ed introducono alla seconda salita di Perno Monforte. Anche questa salita viene affrontata ad un ritmo altissimo e nonostante questo il gruppo di testa rimane ancora piuttosto folto, a testimonianza che molti ormai hanno un livello di preparazione davvero elevato. Un po’ di discesa e poi uno strappo improvviso dopo una stretta svolta a destra di poco più un chilometro introduce all’unica variante rispetto al percorso classico, un tratto di discesa ripido ed impegnativo con asfalto un po’ rovinato.

Non c’è tempo per rifiatare, perché si ricomincia subito a salire, con la scalata più lunga della giornata: nove chilometri di ascesa mai particolarmente impegnativi ci portano a Bossolasco, dove è posta anche la separazione tra i due percorsi pervisti. Qui si comincia a sentire la fatica di una partenza davvero “a tutta” e qui si decide la gara del lungo, con la fuga promossa dalla coppia Sanetti-Gallo. Quest’ultimo transiterà primo sul traguardo, aggiudicandosi la terza vittoria consecutiva in questa gara. Una veloce discesa introduce ad un tratto di falsopiano controvento. Sono rimasto

solo, perché ho perso il gruppo di testa nello strappo prima della salita di Bossolasco (una frazione del gruppo mi è stata fatale) e vengo raggiunto da un gruppetto dove pedala Astrid Schartmüller. L’atleta tedesca non si tira indietro neanche quando si tratta di dare dei cambi in pianura: davvero forte!

Dopo una salita pedalabile di quattro chilometri e la successiva discesa, si giunge alla scalata più impegnativa di giornata: Camo. Sono solo tre chilometri, ma la pendenza media si avvicina al 9% e in alcuni tratti, nella seconda parte si supera sicuramente il 10%. Nelle gambe abbiamo già 85 chilometri e due ore e mezza di gara, condotte ad un ritmo davvero sostenuto. Qui andiamo a riprendere alcuni concorrenti che erano precedentemente riusciti a rimanere agganciati al gruppo di testa, ma che pagano le severe pendenze di questa salita. Il senso di fatica è accentuato dalle condizioni climatiche. Su questo colline pochi sono i tratti ombreggiati, il sole è caldo e l’umidità nell’aria piuttosto elevata, visti i temporali della notte precedente: molti cominciano ad essere vittima di crampi.

Finita la salita di Camo, il maggior dislivello è alle spalle, ma si sbaglia chi crede che ora sia tutto facile. Infatti la pianura non esiste e rapidissima è la successione di brevi salite (mai più di due chilometri e mezzo) e brevi discese, tanto che si è portati a perderne il conto. L’ultima ascesa significativa arriva dopo 130 chilometri e conduce a Monteu Roero. Sono meno di tre chilometri, di cui gli ultimi 800 metri quasi in piano, ma chi ha finito la benzina qui è costretto a staccarsi dal suo gruppetto. Il traguardo di Bra giunge dopo una lunga serie di vallonati. Sull’ultimo di questi, all’ingresso della cittadina, chi è stato bravo a risparmiare le ultime energie, può tentare di partire all’attacco per ottenere un buon piazzamento.

Al traguardo le facce di tutti sono piuttosto provate. E’ stata una gara dura, sia per il percorso che per il ritmo con cui è stata interpretata. Molti anche i visi soddisfatti per aver passato una bella giornata di sport, anche se ovviamente non manca qualche polemica. Il banchetto del ristoro è ben fornito di bevande e cibi, se uno vuole immediatamente reintegrare un po’ delle energie profuse.

Grazie al volantino in dotazione, raggiungere le docce è facile e la piacevole sorpresa è che la temperatura dell’acqua sia proprio quella giusta, né fredda né bollente. Niente di meglio di una doccia in queste condizioni per lavare via una parte della fatica. Il pasta party, che si svolge all’interno del Movicentro, è davvero ben fornito: un piatto di pasta abbondante, una pezzo della famosa Salsiccia di Bra (http://www.salsicciadibra.it/storia.asp), del formaggio, un pezzo di frittata ed una fetta di torta di mele oltre a qualche cioccolatino.

Le premiazioni si svolgono su un palco predisposto nella piazza antistante il Movicentro e purtroppo non sono velocissime, anche perché per prima cosa si devono consegnare le maglie di leader della Coppa Piemonte, visto che la Bra-Bra è la seconda prova del circuito, ma sono simpaticamente caratterizzate da un calice di buon vino rosso di queste terre offerto ai primi tre classificati della gara maschile e femminile su entrambi i percorsi.

Per la cronaca, sul percorso lungo, dietro ad Andrea Gallo (ASD Pedala Sport Canale) e a Bruno Sanetti (ASD Velo Valsesia), il terzo gradino del podio è andato a Gianmario Rovaletti

(ASD Equipe Exploit Goomah Bike), mentre la gara femminile è stata vinta da Astrid Schartmüller (Team Gobbi MG.K Vis LGL More Energy Life Somec), davanti a Daniela Passalacqua (Team Serravalle – Cicli Santini) e Olga Cappiello (Team Cinelli Santini). Sul percorso corto, la gara maschile ha visto la vittoria in volata di Michel Chocol davanti ad Alain Seletto (ASD Velo Valsesia) e Jacopo Padoan (ASD 71 Sport Team, mentre Raffaella Palombo (Team Cinelli Santini) si è aggiudicata la gara femminile davanti a Erica Maglandi (ASD Atelier della Bici) e Ilaria Viglione (ASD Punto Cicli Conte).

Lascio Bra soddisfatto. E’ una manifestazione che sicuramente merita di crescere ulteriormente: il percorso è molto bello e, collocato com’è ad inizio maggio, è duro il giusto, anche in prospettiva delle gare che seguiranno; i servizi, almeno per quello che ho potuto vedere io, sono gestiti molto bene (forse solo qualche freccia più grande in certi incroci aiuterebbe di più), con buona attenzione alla sicurezza dei partecipanti. In conclusione una manifestazione in linea con quelli che sono gli standard della Coppa Piemonte. Il prossimo appuntamento per questo circuito sarà a Mondovì, dove ci attenderà il durissimo Colle del Prel per far emergere le qualità degli scalatori.

Per la cronaca della gara, potete fare riferimento a questo link, mentre le classifiche sono scaricabili dal sito MySDAM.

(9 maggio 2014)

 

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!