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Inserito il 07 maggio 2014 alle 18:16:02 da gazario. - Letto: (5012)

Manuela Sonzogni - Divertimento e agonismo

Bergamasca, scopre la bici solo cinque anni fa grazie al papà ed è un colpo di fulmine. Grazie ai turni di lavoro, riesce ad allenarsi quasi tutti i giorni. La bici per lei non è solo agonismo, anche se lo ritiene una componente fondamentale che spinge al miglioramento, ma soprattutto la possibilità di condividere una passione con gli amici. Ha coronato il sogno di vincere il percorso medio della Felice Gimondi 2014 sulle strade di casa. Sarà difficile replicare quei momenti, ma ecco qualche altro sogno nel cassetto per la stagione in corso.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full Nikon e Matteo Zanga)

Manuela Sonzogni

Nata a: Bergamo
Il: 30 giugno 1985
Residente a: Bergamo

Titolo di studio: Diploma di ragioneria con corrispondenza in lingue estere

Stato civile: nubile

Squadre:
Dt Bike Asd Piazzatorre (2010)
Team Massì Brivio (2011)
Team Carimate Kuota (2012)
Team Isolmant (2013 - 2014)

Principali risultati:
2012
Seconda classificata
sul percorso corto della Luca Avesani
Terza classificata sul percorso corto della Dolomiti Classic
2013
Vittoria sul percorso corto della Marcialonga Cycling, Pina Cycling Marathon, Mont Blanc, Dolomiti Classic, Luca Avesani
Seconda classificata sul percorso corto della Liotto, Eddy Merckx, Sportful Dolomiti Race, Giordana, Maratona dles Dolomites.
Terza classificata sul percorso corto della Fi'zi:k e Valli Bresciane
2014
Vittoria nel percorso medio delle Felice Gimondo e nel percorso corto della Dolci Terre di Novi e della Pantanissima.
Seconda classificata sul percorso unico della GF di Alassio
Terza classificata sul percorso unico della Gepin Olmo e sul percorso corto della Dieci Colli
Ciao Manuela,
domenica 4 maggio hai centrato la vittoria sul percorso medio della gara di casa, la Granfondo Felice Gimondi. Un successo cui sicuramente aspiravi e che fa seguito ad altre due vittorie ottenute nello scorso mese di aprile sui percorsi corti della Dolci Terre di Novi e della Pantanissima. Ormai sei da considerare a ragione una delle favorite per il percorso di mediofondo, quando ti schieri al via di una manifestazione granfondistica, soprattutto quando le prove sono molto dure.

Aiutaci a conoscere meglio la Manuela privata. Quando e dove sei nata? Sei sposata o fidanzata? Qual è il tuo titolo di studio e la tua attuale occupazione?
Sono nata il 30 giugno 1985 a Bergamo. Sono diplomata in ragioneria con corrispondenza in lingue estere e ho frequentato un paio d’anni il corso di laurea in Commercio Estero all’università, ma ho ahimè poi abbandonato, non completando il triennio. E’ uno dei più grandi rammarichi che ho. Attualmente lavoro come venditrice da Decathlon a Curno, un paese qui in provincia di Bergamo, reparto ciclismo ovviamente. Non sono sposata, ma il mio cuore è decisamente e felicemente impegnato.

Oltre alla bici, quali sono le tue passioni?
La bici è sicuramente una mia grande passione, ma nella vita amo anche passare del tempo con i miei amici, la musica, e… il mare!!

Come è iniziata la tua passione per la bici e le corse? Hai un passato da agonista nelle categorie maggiori?
La passione per la bici è nata quasi per caso. Mio papà è sempre stato un amante delle due ruote e a poco a poco mi ha trasmesso la sua passione. Ho cominciato quasi per scherzo cinque anni fa, con una delle classiche MTB da passeggio. Non avevo mai fatto gare a nessun livello prima, né tanto meno avevo fatto parte di squadre femminili a livello giovanile. Da subito ho capito che la cosa poteva piacermi parecchio e ho cominciato a intensificare le mie uscite e sono passata ben presto ad una bici da corsa e da lì è stato amore a prima a vista!!

Cosa rappresenta per te la bici? Faresti ciclismo anche senza le gare?
Per me la bici non è solo agonismo. Certo il lato della competizione è una fonte di motivazione e grande stimolo per me che sono una persona particolarmente determinata e ambiziosa anche nella vita in generale, ma credo proprio che anche senza gare la mia passione per la bici sarebbe esattamente la stessa. Sono il divertimento, la compagnia degli amici e dei compagni di squadra, la sensazione del vento sulla faccia, il mettere alla prova se stessi di fronte alla fatica che fanno la differenza… e tutte queste cose vanno al di là di un ordine di arrivo!

Hai mai praticato altri sport?
Sono sempre stata una ragazza molto attiva. Fin da piccola i miei genitori hanno tenuto a farmi praticare molti sport diversi: dal nuoto, alla ginnastica, al basket, fino ad arrivare alla bici.

Quanto tempo riesci a dedicare settimanalmente all’allenamento?
Fortunatamente lavorando su turni, riesco ad avere sempre qualche ora libera al giorno da dedicare agli allenamenti. Esco solitamente quasi tutti i giorni, almeno un paio d’ore al giorno, sempre compatibilmente con la casa e il lavoro.

Quanto sei sofisticata nella preparazione? Ti avvali della consulenza di un allenatore, di un biomeccanico e/o di un nutrizionista? Utilizzi un powermeter?
Non sono la classica atleta che cura minuziosamente il particolare, ma tengo comunque a fare le cose bene, dalla posizione in bicicletta, cosa secondo me fondamentale, alla preparazione atletica e alla programmazione degli allenamenti. Sono seguita da dei professionisti molto competenti, di cui mi fido e che in ogni occasione sanno consigliarmi al meglio per ottenere le prestazioni migliori. Non utilizzo nessuno strumento particolare per la potenza, solo il caro buon vecchio cardiofrequenzimetro e il misuratore di cadenza. Per il resto vado molto secondo le mie sensazioni.

Gareggi sempre sui percorsi di mediofondo e in qualche caso (ad esempio la GF Giordana e la Maratona dles Dolomites) anche sul percorso corto. Quali sono i motivi di questa scelta? E’ legata alle tue caratteristiche o al fatto che non hai sufficiente tempo per allenarti per avere la stesse possibilità di successo sui percorsi lunghi? Ti vedremo mai gareggiare sui percorsi lunghi?
Fino ad ora ho sempre scelto percorsi corti o medi perché, essendo abbastanza “nuova” nel settore ho preferito mettermi prima alla prova per vedere dove potessi arrivare. Dovevo in un certo senso verificare dove arrivasse il mio fisico. Adesso, col passare degli anni e degli allenamenti, vedo che, oltre al miglioramento dei risultati in fatto di performance, riesco ad essere anche più resistente sulla distanza perciò… mai dire mai per i percorsi lunghi e magari in un futuro neanche troppo lontano!!

Hai indubbiamente il fisico minuto della scalatrice e infatti i tuoi successi più belli sono stati ottenuti nelle prove più dure, ma a vederti in gara dimostri anche una grandissima grinta. Come definiresti le tue caratteristiche?
Sono sicuramente una scalatrice pura ma, nonostante il peso non sia di certo a mio favore, mi difendo abbastanza anche in discesa e in pianura e questo mi permette di essere abbastanza completa credo.

Qual è il tuo rapporto con le altre donne del gruppo?
Sono una persona che in generale nella vita tiene ad avere buoni rapporti con le persone; per me cortesia e rispetto sono molto importanti. E così è anche con le altre donne del gruppo: ci si dà battaglia in gara da avversarie, ma prima e dopo la competizione i rapporti sono molti buoni in linea di massima con tutte.

Saresti favorevole a granfondo femminili con partenze separate? I risultati sarebbero gli stessi o pensi che oggi in qualche modo la presenza dei compagni di gruppo modifichi volutamente o involontariamente i risultati?
La vedo una cosa abbastanza difficile in fatto di organizzazione e tempistiche di gara, traffico, ecc. Certo è che sarebbe una cosa bella da fare e secondo me potrebbe davvero svelare le reali potenzialità di ognuna. La presenza dei cosiddetti “gregari”, è inutile nascondersi, dà sicuramente una grossa mano ed un valore aggiunto alle atlete che ne hanno almeno uno. Sono peraltro altrettanto sicura che, senza doti già di per sé notevoli, una donna non diventi una campionessa, solo perché accompagnata da un compagno, e sia una “schiappa” se corre da sola.

Raccontaci la tua gara di domenica. Sei partita con l’idea di fare il percorso medio oppure avevi in mente di decidere durante la gara? Immagino tu abbia coronato un sogno: vincere a due passi da casa è particolarmente bello.
L’idea per la gara di domenica è sempre stata quella di fare il percorso medio. Avevo nelle passate edizioni sempre partecipato nel percorso corto e adesso era tempo di fare un passo avanti e misurarsi su qualcosa di più impegnativo. Durante la gara sono sempre stata a stretto contatto con le prime due donne del percorso lungo e non nego che la tentazione di proseguire con loro a tratti mi è venuta, ma ho preferito non esagerare e ho portato a termine quello che mi ero prefissata. Una vittoria per me sicuramente molto importante ed emozionante. Non credo che sarà facile riuscire a provare certe sensazioni molto a breve.

Hai altri sogni ciclistici per questa stagione? E per un futuro in generale?
Un grande obiettivo di stagione l’ho sicuramente centrato domenica vincendo la Granfondo Felice Gimondi qui a due passi da casa. Per il resto della stagione ci sono altre due-tre gare su cui ho messo un cerchiolino particolare: in primis la Maratona delle Dolomiti, dove quest’anno terrei in particolar modo a fare bene dopo la performance decisamente sottotono dello scorso anno, e la Sportful Dolomiti Race. Ma lì non si scherza, le avversarie saranno di primissimo livello e tutte agguerrite a fare bene. Ci sarà da fare tanta fatica e ne sono consapevole ma… i sogni si tengono per le cose più impegnative sennò… che gusto c’è?

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo per il resto della stagione.
 
(7 maggio 2014)
 

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