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Inserito il 30 aprile 2014 alle 17:32:13 da gazario. - Letto: (2861)

La Garibaldina: neanche la pioggia rovina la grande festa!

La seconda prova del Circuito degli Italici Latini è stata un grande successo, nonostante le previsioni meteo prevedessero pioggia e temporali durante la gara.  Un percorso da “togliere il fiato”, caratterizzato da continui su e giù, che ha messo a dura prova i partecipanti. Vittoria di Porzi e Cairo sul lungo, sul corto si impongono Cannizzaro e Felici.

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani e GF La Garibaldina)

Il Circuito degli Italici Latino prosegue la sua cavalcata nelle regioni dell’Italia Centrale e si ferma a Mentana, dove va in scena la terza edizione della Granfondo “La Garibaldina”. Qui tutto ricorda il nostro eroe nazionale e l’epica battaglia per la liberazione di Roma, che si tenne a Mentana il 3 novembre 1867, tra le camicie rosse e le truppe francesi e papaline, conclusa invero con la vittoria di quest’ultime e la veloce ritirata dei volontari di Garibaldi, che segnarono numerose perdite. Ma oggi si scrive un’altra storia e non è una storia di guerra…

Ci siamo lasciati poco più di un mese fa a Terni, dove la Granfondo dell’Amore fu caratterizzata da una pioggia battente che guastò un po’ la festa e ci troviamo ancora una volta a fare i conti con le previsioni meteo. La pioggia sembra purtroppo diventata una costante delle prime prove di questo circuito e il cielo autunnale e piovoso che troviamo alla vigilia del sabato non lascia presagire nulla di buono. Un vero peccato per Marco Ciccolini e gli altri organizzatori di questa manifestazione, che speravano di ripetere il successo strepitoso della scorsa edizione, caratterizzata da una bella giornata di sole e da un netto incremento degli iscritti. Gli iscritti per la verità sono ancora in crescita e gli archivi di Kronoservice annunciano oltre 1.600 partecipanti. Alla fine, anche a causa delle previsioni meteo, i partenti saranno comunque quasi 1.400, a conferma del trend positivo degli ultimi anni.

Questa edizione della Granfondo “La Garibaldina” è valida, oltre che per il Circuito degli Italici Latino, anche come prima prova del Circuito Pedalatium e come campionato regionale laziale della FCI: non stupisce pertanto che ben l’85% degli iscritti provenga da questa regione, anche se c’è una discreta rappresentanza di atleti umbri e marchigiani (area di riferimento del Circuito degli Italici) e non mancano i ciclisti provenienti dalle vicine regioni dell’Abruzzo e della Campania. Veramente sparuta invece la compagine toscana, vista la concomitanza di ben due eventi granfondistici nella mia regione. Nonostante questo non mi sento solo: qui è l’occasione di ritrovare tanti amici, dai compagni dell’AS Roma Ciclismo ai tanti che settimanalmente incrocio sulle strade di tutta Italia e che sono diventati oramai veri compagni di avventura.

La mattina della domenica si presenta grigia ma asciutta. Non mi fido però del cielo solo velato e all’ultimo momento prima dell’ingresso in griglia, decido di abbandonare le performanti ruote in carbonio per optare per le più sicure, soprattutto in caso di pioggia, ruote in alluminio. Col senno di poi la scelta si rivelerà più che azzeccata. Prima della partenza è doveroso un passaggio allo stand della mia squadra dove la calda accoglienza dello staff mi riempie di allegria e buonumore, sempre che ce ne sia stato bisogno, e mi avvio verso le griglie. Qui trovo ovunque facce sorridenti, si scherza e ci si abbraccia, sembra davvero che ci conosciamo tutti, davvero un altro mondo rispetto al clima teso che troviamo altrove in attesa della partenza. Tra questi si distingue per simpatia l’amico Rosario, che ha il compito di guidare il tandem della compagna non vedente Cinzia Coluzzi e che cerca, inutilmente, di sminuire la grandezza delle sue gesta.

Poi si parte e d'ora non si scherza più. Siamo amici quanto si vuole, ma quando il sindaco di Mentana dà il via, l’agonismo esplode in tutto il suo fragore. Il percorso, molto vallonato già nella fase iniziale, pieno di strappi e saliscendi, invita alla battaglia e i ritmi sono da subito vertiginosi con scatti e contro scatti in testa alla corsa. Nei primi 40 chilometri non c’è una salita degna di questo nome, ma l’assenza di pianura e la forte andatura provocano la prima selezione naturale e il gruppo di testa si riduce sempre più. Poco prima del bivio corto/lungo, quando davanti sono rimasti una cinquantina di unità, tocca anche a me alzare bandiera bianca. Resto solo come un cane e non mi resta che attendere il gruppo che sopraggiunge alle mie spalle. Avendo già fatto la mia buona dose di fuori soglia e devastato dall’acido lattico faccio fatica a tenere anche questo ma resisto, quando comincia la prima vera salita di giornata, quella che porta a Fara in Sabina, veramente impegnativa solo nell’ultimo chilometro. La breve discesa verso Toffia conduce alla seconda salita di Poggio Nativo, che ci conduce sempre più all’interno nella regione della Sabina, caratterizzata in questo periodo da belle distese di verde. Una lunga e pedalabile discesa mi permette di recuperare mentre ci avviciniamo alla salita più lunga della giornata, quella che, attraverso i borghi di Nerola e Montorio, porterà sulle pendici di Monte Flavio. La salita è irregolare e la fatica è tanta, anche perché l’andatura imposta davanti al gruppo è sempre molto sostenuta. Ma la preoccupazione maggiore la danno gli enormi nuvoloni neri che si addensano all’orizzonte e che promettono che la seconda parte di gara non sarà asciutta come la prima. Per pura beffa la pioggia comincia a cadere proprio allo scollinamento quando inizia la lunga discesa che ci porterà verso Moricone. Come al solito mi trovo a mio agio nelle discese bagnate e scendo bene con margine di sicurezza. Purtroppo la strada infida e l’imprudenza di alcuni causano qualche caduta e a un tornante trovo ferme ben due ambulanze che stanno assistendo dei ciclisti finiti a terra. Giunto in fondo alla discesa decido di attendere l’amica Elena, in testa alla gara femminile, che si era attardata nei pericolosi tornanti percorsi con la massima prudenza. È spaventata e infreddolita, ma più che determinata a tirare avanti, così mi metto volentieri a sua disposizione. Nel frattempo un altro forte temporale raffredda ulteriormente la temperatura. Superiamo con fatica il durissimo strappo che porta verso il borgo di Palombara Sabina e dopo la successiva discesa le strade cominciano ad asciugarsi e le temperature a risalire. Mi sento bene davvero come se fossi appena partito e sta meglio anche Elena. Le ultime salitelle le saltiamo velocemente e ci dirigiamo verso Mentana, dove l’arrivo sarà trionfale.

Altrettanto trionfale era stato l’arrivo di Francesco Porzi (Team Terenzi Lazzaretti) che aveva preceduto sul traguardo il compagno di squadra Cristian Nardecchia. Terzo a 8’ di distanza un altro atleta del Team Terenzi, Federico Pieri, che precedeva il gruppo degli inseguitori per segnare il dominio assoluto della squadra di Trevignano Romano. Tra le donne, detto della epica cavalcata di Elena Cairo, a contendersi gli altri due gradini del podio giungevano Costanza Martinelli e Marcella Lombino, con la prima che riusciva ad aggiudicarsi il 2° posto staccando leggermente l’avversaria.

Sul percorso medio altra vittoria per il Team Terenzi Lazzaretti, stavolta con Luisiano Cannizzaro, che precedeva sul rettilineo finale il compagno di fuga Fabrizio Trovarelli mentre a pochi secondi il terzo gradino del podio era un affare in casa Cicli Castellaccio con uno sprint a due che premiava Luca Lazzarini. Tra le donne ennesima vittoria di Milena Felici che precedeva, dopo una serrata battaglia, la tenace Barbara Anita Manzato e la sorprendente Manuela De Iuliis.

Purtroppo la pioggia che aveva concesso una tregua per l’arrivo e il pasta party, torna a farsi sentire fastidiosa al momento delle premiazioni, peraltro assai lunghe con tante maglie da consegnare ai leader dei circuiti e ai campioni regionali laziali.

Alla fine un esausto Marco Ciccolini ci palesa la sua soddisfazione per un evento complessivamente riuscito anche se, a suo dire, qualcosa non ha funzionato, soprattutto nell’attenzione di alcuni addetti al presidio degli incroci. Sinceramente di questo problema nemmeno ce ne siamo accorti e, complici le strade poco trafficate e la giornata di maltempo, il controllo del traffico è stato ottimale. Qualche dettaglio organizzativo sicuramente può essere migliorato (a partire dalla lunga coda che si è formata al pasta party) ma sicuramente questa manifestazione, che cresce ogni anno, sta meritando i galloni di secondo evento granfondistico del Lazio.

E mentre salutiamo Mentana con l’ultimo brindisi, ci diamo appuntamento al prossimo evento “italico”, la granfondo Terre dei Varano, che si terrà nella splendida cornice di Camerino. Con la speranza che questa volta il sole sia amico dei ciclisti.

(30 aprile 2014)

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