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Inserito il 30 aprile 2014 alle 12:07:21 da gazario. - Letto: (3885)

Antonio Camozzi - Famiglia, lavoro e passione

Bergamasco di Alzano Lombardo, scopre la bici solo a 30 anni, ma la passione è talmente folgorante che cambia la sua vita. Non può dedicare tanto tempo agli allenamenti, perché vuole comunque dedicarsi alla famiglia, ma lo fa con metodo ed attenzione, come dimostrano i risultati, tra cui la vittoria sul lungo della GF 3 Laghi.

di Gianandrea Azario (foto di Play Full Nikon)

Antonio Camozzi

Nata a: Alzano Lombardo (Bg)
Il: 20 marzo 1977
Residente a: Alzano Lombardo

Titolo di studio: Diploma di perito elettronico

Stato civile: sposato con Mirna, due bambine, Anna e Laura

Squadre:
Team Pianeta Bici (2009 - 2010)
Team Ferca (2011)
Team Isolmant (2012 - 2014)

Principali risultati:
2012
Vittoria nel percorso corto della Fausto Coppi e della Dolomiti Classic, secondo classificato nel percorso corto della Damiano Cunego, della Eddy Merckx e dell'Alta Langa, terzo classificato nel percorso corto della Nove Colli, della Sportful Dolomiti Race e della Luca Avesani
2013
Vittoria nel percorso corto della Dolci Terre di Novi e della Eddy Merckx, secondo classificato nel percorso corto della Liotto, Bra-Bra, Damiano Cunego, Sportful Dolomiti Race e Maratona dles Dolomites, terzo classificato nel percorso corto della 3 Laghi, e della Fi'zi:k, quinto classificato nel percorso lungo della Dolomiti Classic
2014
Vittoria nel percorso lungo delle 3 Laghi, terzo classificato nel percorso unico della GF di Loano.
Ciao Antonio,
domenica hai vinto a Prevalle la Granfondo Tre Laghi. E’ il primo successo su un percorso di granfondo che fa seguito ad alcuni successi nelle mediofondo, sui quali spiccano quelli alla Merckx del 2013 e alla Fausto Coppi e alla Dolomiti Classic del 2012. Ti chiediamo un po’ di tempo per farti conoscere meglio al grande pubblico dei ciclofondisti.


Dove e quando sei nato? Sei sposato o fidanzato? Qual è il tuo titolo di studio e la tua attuale occupazione?
Sono nato ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, il 20 marzo 1977. Sono sposato da dieci anni con Mirna e ho due fantastiche bambine, Anna e Laura, di 8 e 6 anni. Ho un diploma di perito elettronico, ma ho sempre fatto il tecnico informatico.

Come hai iniziato ad andare in bici? Quando hai capito che ti faceva piacere gareggiare sulle due ruote? Hai un passato da agonista nelle categorie maggiori?
Purtroppo ho iniziato ad andare in bici molto tardi. alla soglia dei 30 anni. E’ iniziato tutto in modo molto casuale, grazie ad uno zio molto appassionato, che quasi per gioco mi ha prestato una delle sue biciclette. Il resto è successo tutto molto velocemente forse troppo. Le gare mi sono piaciute fin da subito e penso che un sano agonismo sia l’essenza del nostro sport.

Hai praticato altri sport a livello agonistico e non?
Sono sempre stato un appassionato e praticante di sport, soprattutto calcio e sci.

Cosa rappresenta per te la bici? Senza gare pedaleresti comunque?
La bici è stata un passaggio fondamentale nella mia vita, mi ha dato veramente tanto, ma spesso ho dovuto impormi dei limiti e circoscrivere un po’ questa fantastica  passione, che mi ha travolto completamente. Purtroppo infatti succede che si va a togliere tanto tempo alla famiglia e questo più volte mi ha fatto pensare di mollare le gare e pedalare in modo più tranquillo.  Ora forse ho trovato il giusto equilibrio, ma come per tutti i granfondisti, conciliare lavoro, famiglia e allenamenti è veramente complicato.

Quanto tempo dedichi settimanalmente all’allenamento? Come riesci a ritagliarti il tempo con il lavoro che fai? Segui dei programmi di allenamento specifici, utilizzando anche un powermeter? Raccontaci una tua giornata tipo.
Nel limite del possibile mi alleno circa un’ora e mezza - due ore al giorno. Finisco il lavoro verso le 17:30 ed essendo abbastanza vicino casa, prima delle 18 riesco ad essere in bici. Cerco di tornare sempre prima delle 20, in modo da cenare in famiglia e stare un po’ con le bambine. Non mi segue nessun preparatore, però mi piace allenarmi con metodo. Il powermeter l’ho in testa da un po’, spero prima o poi di riuscire ad acquistarne uno.

Oltre all’allenamento curi in modo particolare altri aspetti della preparazione, ad esempio l’alimentazione? Ci puoi dare qualche dettaglio?
Questo è forse l’aspetto che curo di più, anche grazie a mia moglie, molto appassionata di alimentazione biologica e naturale.  Sono convinto che mangiar sano abbia una grossa incidenza nella performance sportiva.

Come è vista dalla tua famiglia la tua passione per la bici e tutto il tempo che a lei dedichi? Ti supportano o ti sopportano? In fondo sei via quasi tutti i fine settimana per correre.
Nel complesso mi supportano. In ogni caso per me, come giusto che sia, la famiglia viene prima di tutto. Siamo tutti sportivi: mia moglie corre a piedi, Anna fa agonismo di ginnastica artistica, Laura nuota, quindi è giusto che ognuno abbia i suoi spazi.

Quest’anno hai deciso di metterti alla prova sui percorsi lunghi, dopo che nelle passate stagioni hai raccolto numerose soddisfazioni sui percorsi di mediofondo. Quali sono i motivi di questa scelta?
Semplicemente ho voluto fare le cose per gradi. Quest’anno ho deciso di provare a fare qualche percorso lungo, ben cosciente di non avere le necessarie ore di allenamento. Ci sarà da soffrire, ma di sicuro non cambierò il mio modo un  po’ “garibaldino” di correre.

Se mi permetti la battuta, per vincere sei costretto ad arrivare da solo. Infatti sono tante le occasioni in cui negli anni passati e già anche quest’anno, in cui ti sei dovuto accontentare di un piazzamento nella volata per la vittoria (tra i più importanti quelli della Nove Colli nelle ultime due stagioni e quello della Sportful Dolomiti Race nel 2013). Ti manca proprio la volata o sei così generoso in gara che alla fine ti ritrovi con meno energie dei tuoi avversari? Cerchi di migliorare con l’allenamento questa caratteristica?
Diciamo che li c’è poco da allenare; la volata ce l’hai o non ce l’hai. Forse posso migliorare la posizione, essere più scaltro e furbo, ma se arrivo con un gruppetto stai sicuro che io non vinco mai.  Ormai questa cosa l’ho metabolizzata e so che per vincere devo arrivare solo.

Raccontaci la tua vittoria di domenica. Avevate studiato una tattica particolare per favorire il tuo successo insieme ai tuoi compagni di squadra, visto che la prima fuga di giornata, che ha caratterizzato il percorso medio, è stata promossa da Giulio Magri e successivamente è andato all’attacco Andrea Volpi?
Sinceramente l’idea di attaccare mi è venuta quando ho visto che Volpi non è riuscito a rientrare sulla fuga del medio. Andrea è un generoso e una volta che l’ho raggiunto raggiunto mi ha portato al bivio dei percorsi con un buon vantaggio. Lì mancavano ancora 80 chilometri, ma valeva la pena provare, visto che nel gruppo inseguitore avevo altri due compagni che sicuramente non avrebbero collaborato.

Domenica la corsa è stata caratterizzata da pioggia e freddo. Qual è il tuo rapporto con il maltempo? Con quale criterio hai scelto l’abbigliamento prima della partenza? Ti alleni su strada anche sotto la pioggia?
Nelle gare con la pioggia e il freddo sono sempre andato bene, non mi creano particolari problemi. Soffro molto di più il caldo.


Quali sono i tuoi obiettivi per le prossime gare? Hai qualche sogno nel cassetto da realizzare nella tua vita privata?
L’obiettivo di quest’anno era vincere un lungo e visto che ci sono riuscito al secondo tentativo, dopo la volata persa a Novi Ligure, spero di potermi ripetere presto. Per quanto riguarda la vita privata, lo scorso anno ho avuto la sfortuna di perdere il posto di lavoro, passando un bruttissimo periodo. Quindi direi che il sogno nel cassetto è quello di avere un lavoro stabile e sicuro.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo per il resto della stagione e soprattutto per l'obiettivo del lavoro.

(30 aprile 2014)
 

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