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Inserito il 16 aprile 2014 alle 21:21:59 da gazario. - Letto: (2483)

Ritorno in griglia: qualcosa è cambiato

L'impegnativa GF Liotto, ottimamente gestita in termini di servizi e sicurezza sul percorso e molto apprezzata dai partecipanti con più di 1.600 classificati, è l'occasione per alcune considerazioni su cosa è cambiato dalla scorsa stagione nell'atteggiamento dei ciclofondisti.

 

 

 

(Testo di Luca Bortolami, foto di Newspower Canon)

Dopo una decina di anni costellati di granfondo a ripetizione (circa una quindicina e anche più a stagione), da quest'anno ho deciso di essere più selettivo e di partecipare solo alle competizioni che da sempre più mi sono state nel cuore, unendole a pochissime altre scelte più per ragioni di praticità che di altro.

E' stato alla luce di questa praticità che, dopo essermi informato presso alcuni conoscenti circa la qualità della organizzazione, ho deciso di partecipare alla Granfondo Liotto a Valdagno il 13 aprile 2014.

Da un punto di vista personale, devo dire che ritrovarmi una domenica mattina, dopo sei mesi di inattività agonistica, al ritiro pacco gara è stato un momento ricco di emozioni. Un’esperienza di quelle che non si amano magari nei momenti in cui le si vivono, ma che poi ci rimangono nel cuore nei giorni a seguire. Preso dalla voglia di essere presente, arrivo a Valdagno sin troppo presto, ben un’ora prima della apertura degli uffici, che avverrà puntualmente alle sei e mezza, e ovviamente trovo un parcheggio in modo agevole e vicino ai punti cardine della logistica dell'evento. Nel complesso i servizi mi sembrano adeguati alla manifestazione e non noto, nemmeno poi al momento di ripartire per casa, particolari criticità su nulla.

Sbrigate velocemente le operazioni di iscrizione, mi trovo pronto per andare in griglia già due ore prima del via, e ovviamente sono l'unico alla partenza, che è comunque già tutta predisposta. Fa piacere comunque dopo essere stato assente alle prime granfondo dell'anno ritrovare tante conoscenze e accorgersi che qualche cosa di buono si è lasciato sul cammino. Purtroppo ritrovo anche tante facce tese e tristi, le solite ammiraglie che arrivano con una fanfara che non è a mio parere in linea con lo spirito del granfondismo, e che sono ora tra l'altro diventate inutili visto che sono proibite in gran parte se non tutte le manifestazioni.


Verso le 7:45, all'apertura delle griglie, ci viene cortesemente indicata la direzione verso quale muoverci per andare nell'ultima, che non era ben segnalata, alla quale ero stato assegnato, e ci accomodiamo in attesa delle 9. Ci sono sempre le solite facce tristi, ma come al solito un nuovo amico lo riesco a fare e il tempo passa veloce mentre si discute degli argomenti più disparati. Al momento del via c'è un attimo di confusione visto che nessuno aveva spiegato come funzionasse o era presente per gestire la partenza dell'ultima griglia, ma, dopo un avvio molto lento, una volta immessi sulla strada per Recoaro, tutto prosegue con estrema sicurezza, grazie al falsopiano a salire. Credo che questo sia in assoluto il modo più sicuro di fare partire una granfondo, come a Bologna, ovvero una strada larga il leggera pendenza ascendente, dove il gruppo si sgrana immediatamente e ogni azione viene dalle proprie gambe e non dal prendere rischi. E' anche vero che è forse in assoluto il modo più penalizzante per fare cominciare una gara a chi è nelle retrovie, dato che bisogna risalire con le proprie forze, ma alla fine anche fare tutta una giornata remando controcorrente ha il suo fascino.

E cosi è stato per me, continuando a superare gente fino a Recoaro e poi sulla prima salita, per poi rendermi conto sulla successiva discesa, leggermente bagnata, che quest'anno di discese ne avevo fatte solo tre, e che gli automatismi non erano ancora del tutto presenti. Mi superano quindi in moltissimi, ma nella giornata di ieri era opportuno risvegliare l'"io" agonista e non certo fare "risultato".

La sicurezza della gara in generale è sempre stata di altissimo livello e a questa componente io sono molto sensibile: tutti gli incroci ben presidiati e segnalati, il traffico fermato nei punti giusti e con addirittura due motostaffette a precederci nel tratto di pianura prima della deviazione tra percorso medio e lungo. E’ giusto fare un grandissimo plauso all’organizzazione in questo senso, come peraltro per tutte le altre componenti della manifestazione.

Come previsto il percorso si rivela ostico, con pochissimo spazio alla pianura e discese fatte a tutta. Prima del bivio spendo un poco di tempo con un folto gruppo che al bivio stesso si spezzerà in due, con la parte meno nutrita che gira a sinistra per il percorso lungo. Dopo pochi metri, ci troviamo con un bel cartello che indica una salita di 28 chilometri di lunghezza, che per quanto inizialmente consideri improbabile, visto che ci troviamo in zona collinare, alla fine si rivelerà esatta.

Per fortuna sono in un bel gruppo, di gente simpatica e cortese, e a questo mi riferisco nel titolo di questo articolo quando dico che qualche cosa è cambiato. Dal bivio all'arrivo è passata quasi un’ora e mezza che è stata fatte di battute, collaborazione e sicurezza, senza esasperazioni, senza sguardi corrucciati. E questo fa veramente piacere, perché le granfondo dovrebbero essere una occasione per divertirsi insieme a gente con cui condividere una passione. La salita di 28 chilometri è stata lunga, ma alla fine vissuta con allegria, con poco traffico e paesaggi affascinanti. Ci buttiamo a capofitto nella lunga discesa, sempre sicura e ben segnalata, dove incontriamo un solo pericolo con una ambulanza in uscita da una curva, dove stava soccorrendo uno sfortunato compagno di pedalate.

E' vero che in discesa corriamo sempre troppi rischi, ed anche io dalla seconda discesa in poi ho perso l'inibizione e preso a scendere senza farmi superare, ma è anche vero che una dose ragionata di rischi è quello che rende la vita piacevole. Sono "ragionati" i rischi che corriamo in discesa? Secondo me, nella gran parte dei casi si, anche se esistono sempre degli scalmanati che arrivano con troppa foga e non solo correndo dei rischi per se stessi ma soprattutto facendone correre agli altri. Secondo me dovremmo lamentarci maggiormente nei confronti di queste persone, quando mettono gli altri in pericolo.

Un ultimo pezzetto di pianura, sapendo che ad otto chilometri dall'arrivo ci sarebbe stata un’ultima salita di tre, e con pendenze non irrilevanti, ma con quella parte di noi che ci rende granfondisti, con le gambe stanche e tanta voglia di andare sotto la doccia, arriva da qualche parte l'energia e la voglia per metterci tutto quello che rimane. Una volta arrivati in cima e fatti tre chilometri di discesa non facile, dato il terreno molto dissestato, resomi conto che mancavano solo duemila metri e che non avevo nessuno immediatamente alle spalle, trovo ancora una volta energie insperate ed spingo a tutta per arrivare da solo, come ho fatto. Una volta arrivato, trovo uno degli altri componenti del mio gruppo, che mi aveva superato sulla ultima discesa, che si scusa di non avermi aspettato sulla pianura. E’ uno di quei piccoli gesti di gentilezza che mi fanno ancora di più dire che qualche cosa è cambiato.

All'arrivo mi servo del ristoro finale, convenientemente posizionato come tutti quelli del percorso (che davano bottigliette al volo) e vedo il bel tendone del pasta party, di cui non potrò approfittare per motivi di tempo.

Una piccola nota sul fatto che al di la dei segnali positivi di cui sopra, nella zona dell'arrivo ho assistito ad alcune delle usuali discussioni su scie, strategie, giochi di squadra. Con gente che invece di godere di essere arrivata a compimento di un bel percorso con una bella organizzazione e in una bella giornata alla fine assolata, si rovina l'umore prendendosi a mio parere troppo seriamente. Rilassatevi, non c'è nessuna ragione per cui doverlo fare.

Concludo comunque con un ottimo voto per la manifestazione in generale e l’organizzazione in particolare. Non so se avrò ancora occasione di farla il prossimo anno ma certamente a chi me lo chiederà non potrò che consigliare di partecipare a un evento ben organizzato e con una grande attenzione ed efficacia nel gestirne la sicurezza.



Per la cronaca della gara, potete fare riferimento a questo link, mentre le classifiche sono scaricabili dal sito MySDAM.

(16 aprile 2014)

 

 

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