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Inserito il 11 aprile 2014 alle 17:24:37 da Francesco Bondi. - Letto: (3079)

Ecco i grandi appuntamenti: occhio al recupero!

I grandi appuntamenti della stagione granfondistica sono alle porte. Ci siamo preparati al meglio, è ora di ottenere i tanto auspicati risultati. Per questo è importante rispettare i giusti tempi di recupero, per arrivare alle gare nelle migliori condizioni.

Sono almeno cinque mesi che stiamo pensando alle grandi gare e altrettanti mesi che ci stiamo preparando tra palestra, rulli e uscite per allenare tutte le nostre capacità condizionali e coordinative, con esercizi improntati su forza con SFR, forza esplosiva, forza dinamica, potenziamento aerobico con ripetute al medio, veloce, soglia e uscite  di volume per sviluppare la resistenza, incamerando più chilometri possibili per arrivare in condizioni alle prime importanti gare stagionali.

Ora che mancano meno di 30 giorni all'inizio di questo tour de force che inizierà il 18 maggio a Cesenatico con la granfondo più storica e importante del panorama italiano, si iniziano a fare i primi bilanci del lavoro svolto in inverno e dei risultati raccolti nelle prime gare stagionali, in prospettiva di cosa potrà regalarci il prossimo periodo stagionale.
Lo scorso mese l'articolo era improntato sulla preparazione in vista della Nove Colli, questo mese ci soffermeremo sull'utilità del recupero e della sovracompensazione, punto fondamentale di una preparazione annuale.

Affinché l'allenamento possa dare i suoi risultati e produrre una risposta al lavoro svolto, è necessario che l'atleta alterni delle fasi di recupero e quindi di adattamento, in modo da modificare l'equilibrio interno del corpo.
Durante un intenso allenamento il fisico viene messo a dura prova e può sembrare che la prestazione non migliori; in realtà, al termine dell'allenamento, quando si entra nella fase del recupero, il corpo si adegua all'esercizio svolto così da essere in grado di ripeterlo. Questa fase di adattamento all'esercizio si chiama sovracompensazione e costituisce una fase fondamentale del piano d'allenamento che dev'essere rispettata nello stesso modo e con lo stesso rigore in cui vengono eseguiti i singoli cicli di lavoro, senza mai sottovalutare la sua utilità.

Molti amatori, è risaputo, si allenano con carichi di lavoro "da professionisti" tralasciando l'importante variabile del recupero, fondamentale per il miglioramento della prestazione e per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il mancato rispetto del recupero e l'esecuzione di sessioni troppo ravvicinate, possono procurare il pericoloso "OVERTRAINING", uno squilibrio dell'allenamento dato da un'attività fisica troppo intensa con conseguente calo di prestazione ed una serie di risposte negative dell'organismo come l'aumento della frequenza cardiaca a riposo, l'aumento della pressione arteriosa, la variazione dell'ematocrito, la diminuzione del livello di testosterone.

E' importante che ai primi segnali di sovrallenamento l'atleta intervenga immediatamente, con un adeguato recupero, per non compromettere tutta la stagione agonistica. L'atleta, in presenza di particolari sintomi, potrà sottoporsi ad esami fisiologici, in grado di diagnosticare il sovrallenamento ed intervenire così in modo mirato.


Vista l'importanza del recupero per il raggiungimento di buoni risultati, è ovvio che la compensazione del lavoro dev'essere rispettata durante tutto il programma di allenamento, al termine di ogni ciclo di lavoro; così facendo si arriverà ai grandi appuntamenti nella giusta condizione, per ottenere gli obiettivi stabiliti.
Quindi ogni tanto fermarsi e fare il punto della situazione, per capire il proprio stato di forma annotandosi, anche settimanalmente, le sensazioni ed i carichi di lavoro svolti, è fondamentale per non cadere in quegli errori che possono compromettere l'intera stagione di sacrificio.



11 aprile 2014
Francesco Bondi, nato a Rimini il 26.11.1974, residente in Bellaria Igea Marina, da cinque anni vive a Castiglione delle Stiviere (MN).

La mia grande passione per lo sport praticato fin da piccolo mi ha portato a esercitare, negli anni, numerose discipline sportive sempre con molta passione e divertimento.

Con il ciclismo, in particolare, è scattata la mia passione più autentica tantè che, una volta conosciuto ed iniziato a praticare, non ho più mollato questo magnifico sport.

La dedizione per lo sport ed in particolare per il ciclismo mi ha invogliato da prima a conseguire il patentino da Direttore Sportivo di 1° Livello, e poi ad iscrivermi al corso di Laurea in Scienze Motorie per approfondire ulteriormente, anche a livello scientifico, il significato di SPORT, PREPARAZIONE, ALIMENTAZIONE.

Così nel 2009, dopo la Tesi di Laurea Metodologie dallenamento nel ciclismo: applicazione, sviluppo e risultati, ho intrapreso lattività di preparatore atletico con lobiettivo di promuovere la cultura dello sport in mezzo ai giovani e soddisfare le esigenze degli atleti, mettendo a disposizione le conoscenze acquisite e lesperienza accumulata negli anni di ciclismo praticato.

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