Articoli 
giovedģ 14 novembre 2019
Granfondo Randonneč Cicloturismo Appunti di viaggio Rubriche
Sezione granfondo    
Inserito il 08 aprile 2014 alle 18:25:42 da gazario. - Letto: (2426)

GF Città di Loano, un successo al di là dei numeri!

Sole, mare, un percorso divertente e a tratti spettacolare, ottimi servizi. Questa la sintesi di una manifestazione che, pur non avendo pretese di fare grandi numeri, meriterebbe una partecipazione più ampia dei 600 iscritti di quest’anno.

 

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon)

Il destino della Granfondo Città di Loano è di aver cambiato spesso data, non solo negli anni, ma anche nel corso di una singola stagione. Eventi meteorologici inattesi (ricordiamo un’ondata di gelo davvero straordinaria un paio di anni fa) e altre manifestazioni nella zona non hanno permesso a Pier Nicola Pesce, a capo del gruppo Loabikers, di trovare una collocazione stabile nel calendario delle granfondo. Quest’anno, dopo aver deciso per lo svolgimento a inizio marzo, è stato necessario lo spostamento a domenica 6 aprile, in contemporanea con un’altra granfondo che si è disputata nella Liguria di Levante. Un vero peccato, perché l’entusiasmo e le capacità organizzative di questo gruppo meriterebbero un numero di partecipanti maggiore.
Quasi a voler bilanciare il disagio dei frequenti cambiamenti di data, la tradizione vuole invece che il meteo nel giorno della gara sia sempre stato favorevole, con delle belle giornate di sole, con il solo inconveniente, nella passata stagione, di un fortissimo vento. Quest’anno le condizioni climatiche sono state pressoché perfette: sole, temperature tiepide già al primo mattino e via via sempre più calde per dare vita ad una giornata splendida, praticamente estiva.

Parecchie le novità di questa edizione. Nelle ultime stagioni tutta la logistica della gara era stata concentrata nella zona del nuovo porto di Loano; quest’anno invece si è preferito distribuire i vari momenti della granfondo in più zone della città, distribuzione dei dorsali e pacchi gara e pasta party sul lungomare, partenza e arrivo a nord della Statale Aurelia, per evitare di attraversarla nel finale di gara, salvaguardando così la sicurezza dei partecipanti, visto che è impossibile bloccare questa importante arteria per un tempo sufficientemente lungo, e docce nel Palazzetto dello Sport, con ampi parcheggi limitrofi. Lo spostamento di data ha infine permesso di proporre un percorso un po’ più lungo ed impegnativo (115 chilometri e circa 1.700 metri di dislivello), con il passaggio in vetta al Monte Scravaion, che sarebbe difficile proporre in una data anticipata a fine febbraio-inizio marzo per le temperature che lassù si potrebbero trovare in quel periodo dell’anno.

Prendere parte a granfondo con un numero di partecipanti non enorme ha i suoi vantaggi. Puoi fare le cose con calma, senza il rischio di non trovare il posto dove parcheggiare l’auto o di partire troppo indietro in griglia. Ma l’abitudine fa sì che alle 8:40 (la partenza è fissata alle 10:00) io sia già pronto per una ventina di minuti di riscaldamento e alle 9:00 mi trovi all’ingresso delle griglie secondo quanto deciso con i compagni di squadra. La giornata è climaticamente fantastica, tanto da permettermi di non prendere con me né i manicotti né il gilet antivento. Pedalare in queste condizioni dà veramente una grande soddisfazione. In griglia un po’ di chiacchiere con compagni di squadra ed amici fanno rapidamente passare l’attesa. Parlo un po’ anche con Pier Nicola Pesce, il quale ci tiene a spiegare ai partecipanti le motivazioni delle scelte delle novità di quest’anno. Quando manca circa un quarto d’ora alla partenza, ecco l’arrivo dei due testimonial Andrea “Brontolo” Noè, ex corridore professionista, e la sorridentissima Marina Lari, ex granfondista e ora atleta professionista del team femminile Footon-Servetto.

Il via avviene puntualissimo con un tratto a velocità controllata fino all’uscita di Ceriale, per evitare che rotonde, dossi e spartitraffico possano trasformarsi in pericoli per i partecipanti. Tutto avviene in modo piuttosto composto, ma come viene dato il via alla corsa, si scatena subito la bagarre con alcuni tentativi di allunghi, in uno dei quali si inserisce anche la Lari, che dimostra di avere una condizione davvero eccellente. Una volta svoltato nell’entroterra, la velocità si mantiene sostenuta, ma pochi sono gli scatti per cercare una vera e propria prima fuga di giornata.

Tutti aspettano l’attacco della salita di Leverone per definire le forze in campo. Ed infatti, appena si attacca la salita, il ritmo si fa subito altissimo ed in cima scollinano compatti circa venti atleti. Questo tratto di strada è la classica salita dell’entroterra ligure, immersa tra gli ulivi, con numerose curve e tornanti; sei chilometri con pendenze mai a doppia cifra, ma proprio per questo difficili, perché affrontati da tutti “a blocco”.

 

Completata la salita si percorre quello che probabilmente è il tratto di strada più battuto dalle granfondo italiane, il lungo mangia e bevi che congiunge Leverone ad Arnasco. Infatti da queste parti siamo già passati nelle garedi Laigueglia ed Alassio e di qui si passa normalmente anche alla Granfondo Noberasco. E’ un tratto estremamente probante dal punto di vista atletico, in quanto la successione di strappi e brevi discese, le numerose curve costringono a continui rilanci e cambi di ritmo e questo subito dopo aver fatto una salita a tutta. Da Leverone fino a Cisano sul Neva, dove la strada ricomincia a salire con una certa continuità, sono circa 30 chilometri, che rimarranno nelle gambe di quasi tutti i concorrenti.

A Zuccarello, dopo poco più di 70 chilometri di gara, si ricomincia a salire: ci aspetta il Monte Scravaion. E’ una salita regolarissima di circa 14 chilometri, che presenta pendenze superiori al 5% solamente nel primo chilometro. Paesaggisticamente è una salita molto bella, che affascina particolarmente nella rapida successione di tornanti all’altezza di Castelvecchio di Rocca Barbena, dove il panorama sulla zona sottostante è spettacolare, e nell’ultimo tratto dove sembra di raggiungere un passo alpino ad una quota ben superiore agli 800 metri sul livello del mare, dove invece ci troviamo. Pur non essendo particolarmente dura, questa salita risulta decisiva per la definizione delle posizioni di classifica un po’ a tutti i livelli. Chi è in possesso di una maggiore potenza, riesce sicuramente a fare la differenza. Infatti è proprio su queste rampe che prende il largo il terzetto composto da Niki Giussani (Equipe Exploit Goomah Bike), Bruno Sanetti (Velo Valsesia) e Antonio Camozzi (Team Isolmant), che occuperanno in quest’ordine i tre gradini del podio.

Terminato lo Scravaion, un pezzo di discesa ed un falsopiano a scendere ci portano a Bardineto, dove comincia un falsopiano a salire di circa 4 chilometri, che ci porta in cima al Giogo di Toirano. Qui inizia una lunga e velocissima discesa verso Toirano, su strada ampia, dove è possibile raggiungere velocità davvero considerevoli. Manca poco al traguardo, ma le difficoltà non sono finite, in quanto ci tocca ancora superare lo strappo (o meglio i tre brevi strappi) di Boissano, dove tutti faticano, perché per tutti il ritmo della gara è stato particolarmente elevato.

L’ultimo tratto di discesa conduce all’ingresso di Loano, dove una secca curva a sinistra annuncia il breve rettilineo su cui è posto il traguardo.

Finita la gara è il momento di scambiare le opinioni sulla gara con i compagni di avventura e raggrupparsi con gli amici ed i compagni di squadra. A proposito di squadre è una soddisfazione il successo delle mie compagne del Team Cinelli Santini che occupano le prime quattro posizioni di classifica con Sabrina De Marchi, Olga Cappiello, Raffaella Palombo e Lorenzina Rosset.

Il dopo gara è veramente piacevole. La scelta del lungomare per il pasta party e le premiazioni è davvero azzeccata in una giornata baciata dal sole come quella di domenica. Si sta così bene che non si vorrebbe proprio ritornare a casa, ma gli impegni incombono. Prima di partire però un gelato in compagnia nel caratteristico budello di Loano non può proprio mancare.

In sintesi la Granfondo Città di Loano è stata una bella manifestazione. Non ha la pretesa di fare un grande numero di iscritti, ma meriterebbe sicuramente di più dei 500 starter di questa edizione. Il percorso è bello, a tratti spettacolare, non particolarmente duro, ma permette di fare un gran ritmo. Lo stato delle strade è sicuramente buono; ci sono delle buche, ma nessuna tale da creare significativi pericoli per i partecipanti. L’organizzazione ci mette grande passione e competenza, in quanto i servizi di gara sono stati molto buoni: parecchie le motostaffette, gli incroci sono presidiati e le strade chiuse per 30 minuti dal passaggio del primo concorrente. Insomma tutto quello che serve per permettere di divertirsi in sicurezza. L’unico passaggio difficile l’ultima curva prima dell’arrivo, ma personalmente credo che sia meglio questo arrivo di quello delle ultime passate edizioni al porto di Loano, che costringeva al transito su un pezzo di Aurelia, con i relativi problemi e rischi.

Arrivederci all’anno prossimo quindi, o forse è meglio dire a fine stagione, quando i Loabikers organizzeranno una delle ultime prove di stagione nella limitrofa Pietra Ligure, dove sarà possibile assaporare nuovamente tutto quello che abbiamo vissuto in questa splendida giornata.


Per la cronaca della gara, potete fare riferimento a questo link, mentre le classifiche sono scaricabili dal sito MySDAM.

(8 aprile 2014)

 

 

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI SU FACEBOOK!!!