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Inserito il 02 aprile 2014 alle 19:22:12 da gazario. - Letto: (4860)

Strava: quando l'informatica viene incontro all'atleta

L'interpretazione "mentale" dei dati per la consapevolezza dei propri limiti " fisici e mentali".


a cura di Alessandro Schiasselloni

Carissimi, non sono passati molti anni da quando mio figlio Luca (allora allievo) si avvicinava al ciclismo e costruiva il sogno diventare, forse, un professionista.

«Caro Luca, il ciclismo in se stesso è facile nell'interpretazione dei parametri.
Percorri questa salita di fianco a casa, parti dalle strisce, “a bomba", e finisci in cima, dove ci sono le altre strisce; fermi il cronometro e vedi quanto tempo hai impiegato, annoti tutto nel diario degli allenamenti ed inserisci tutto come "test", cadenzato per il controllo di ovvi progressi e ahimè cali».

Certamente il ciclismo non è solo una salita, ma l'insieme di tanti fattori dove i parametri si scontrano e vedono nella gara il giudizio finale.
Il "gruppo" spesso cancella la logica e quindi la "mente”, facendo perdere il controllo del corpo, per cui avere ottimi valori nei test non vuol dire ottenere la massima prestazione in gara, ma solo la cilindrata del tuo motore, in una situazione che potrebbe essere anche la pianura o la discesa, dipende dalle tue carenze e dai tuoi obiettivi specifici.
               
Dopo ovvio riscaldamento: VIA!!!
Via, come un cavallo da corsa appena uscito dal ranch, ma con la logica di chi sa dove andare e non correre all'impazzata, sotto ipnosi motoria e ormoni naturali che sprigionano il tuo desiderio di dimostrare a te stesso che sei "forte".
Adrenalina al massimo, testa bassa sul manubrio, sperando di non incontrare la solita macchina che ci farà perdere tempo e concentrazione.

Mentre pedali all'impazzata, ti scontri con i tuoi limiti, dove tutto scorre lentamente come in una moviola, ma anche veloce veloce, dove tutto si alterna ad emozioni forti tanto da far sembrare questo film una "prima visione".

Vedi davanti agli occhi il foglio di carta, quel pezzettino su cui hai scritto il tempo che devi migliorare: lo guardi e non lo guardi, hai paura di renderti conto chi sei a quel punto della strada, meglio ascoltare le sensazioni e far finta di non sapere il tuo passato motorio di un test che hai fatto tante volte, meglio pensare solo a pedalare e con la testa sui piedi.
Ultimi metri, i peggiori di una cronometro, ma come mai questi metri diventano sempre più lunghi, infiniti, dolorosi: ogni volta sempre di più?

Passi le strisce, barcollando blocchi il cronometro e dopo qualche metro che ti serve per riprenderti dallo sforzo immenso e dal cuore, che da tempo ti urla nella testa: «Basta!!!», ancora con la vista appannata, leggi il tempo e lo confronti con quel numeretto che ti sei segnato sul manubrio, in quel pezzettino di carta che ahimè ti darà il verdetto di un percorso che vede in quest'attimo tecnico il giudice quasi assoluto.

Passano gli anni (pochi molto pochi...) la tecnologia va di pari in passo al software. Nascono sistemi di valutazione performanti alla portata dei tecnici, ma anche alla comprensione del "popolo".
Il cronometro ed il tachimetro lasciano lo spazio al cardio, ed ora al GPS, ogni momento del tuo tragitto può poi essere trasferito sul PC per diventare analisi.

Prendiamo per esempio Strava, un misto tra tante cose utili, una banca dati on line, dove puoi inserire tutto quello che serve per giocare e per analizzare la tua crescita negli sport di movimento.
Anch'io ero scettico all'inizio, ma ora è diventato un parametro fondamentale nei miei e negli allenamenti dei miei atleti.
Il confronto diretto dei limiti personali con quelli degli altri, il tutto senza poter "rubare a se stessi secondi": sei questo e basta, il resto è la gara, un insieme di pezzi che in un giorno trovano la realtà di come ti sai gestire in mezzo al "branco", dove tutti corrono, chi con logica, chi solo seguendo o emulando chi sta davanti, senza pensare spesso, per poi pagare con crampi il fine gara.

Anche i professionisti usano Strava, alla fine la strada è la stessa per tutti: la mente ha bisogno sempre di dati per consolidare le convinzioni e credere nel futuro.

Cos'è Strava?
E’ un programma, nel quale, alla fine di un allenamento, scarichi i tuoi dati del computerino satellitare e rivedi quanto hai fatto.
Da questi dati vengono interpolati “automaticamente" dei "fix" di riferimento in salita-pianura-discesa, dove vedi la tua perfomance nei confronti di tanti altri "atleti" senza poter barare con te stesso e con gli altri.
Vengono calcolati tutti i parametri fondamentali e se usi un misuratore di potenza anche le tue medie, la tua VAM, la tua  frequenza cardiaca, la tua velocità….

Ma la cosa meravigliosa che sai chi sei, hai lo storico dei tuoi allenamenti, dove le tue performance trovano nella metodica la sua applicazione per tentare un planning che porti al miglioramento o mantenimento della condizione.

Quando gareggi, rivedi la tua gara. Gli utenti che usano questo sistema sono tanti ormai, quasi tutti i migliori, così ti rendi conto quanto "prendi" dai primi, dai primi di categoria e se sei primo, quando hai in più dal resto del "pazzo" gruppo che ti insegue.
Il resto è un rapporto tra te, il tempo libero che puoi dedicare a questo sport immenso nella richiesta del sacrificio, che vede il rapporto vita sociale e gloria da performance.

Per la "testa" cosa dire?
Ogni mezzo serve per credere in se stessi, per imparare a seguire l'istinto, ma anche per guidarlo nei momenti di disperazione dove tutto sembra girare storto, dove spesso il tempo per allenarti è ridotto al minimo utile e lo sai.
Allora Strava diventa lo sfogo del giorno, dove un KOM (King of Mountain) diventa il sorriso che ti fa stringere i denti e ti fa trovare, in un periodo negativo, la forza per andare avanti.

La scienza porta in casa delle persone un software online utile, gratis o a costo mensile ridotto per chi ha scelto la versione "premium" dove l’analisi dei dati è ancora più dettagliata.
Vederti su una classifica virtuale di fianco ad atleti forti è un parametro utile per capire chi sei e se sarai forse..... un giorno.

L'unico difetto: non potendo rubare nulla, segna sempre la "verità" di una performance, così come il misuratore di potenza. Devi accettare il verdetto e basta.
Spesso le persone lo criticano, definendolo inutile: ma la ragione a mio avviso è tutt'altra, spesso nascosta nella paura di confrontarsi con gli altri sempre.

C'è poi chi, per una forma di privacy originale, si registra con nomi o soprannomi, dimenticando che la vita è questa: affrontare o nascondersi per la paura di essere scoperti o criticati.

La verità fa sempre molto male, a tutti.
Le tue paure di scoprire i tuoi limiti d'identità sportiva in relazione allo sport e quindi alla dote naturale o alla tua applicazione di sistemi allenanti va affrontata con logica, con il compromesso tra tanti fattori che non sono solo pedalare come dei forsennati senza senso per voler raggiungere prestazioni eccelse senza ovvio tempo disponibile per allenarsi, ma anche senza un passato motorio di specializzazione lungo e faticoso come richiesto in tutti gli sport. Nulla si inventa, tutto si crea con calma e tanti sacrifici calcolando a 360° il sistema.

Sicuramente è più facile comperare una bici performante da 8000 euro, che scontrarsi con la realtà di ogni giorno. Tutto e subito! Magari!

Spesso mi diletto nel confronto bici leggera (8 chilogrammi) e "cancello" da allenamento (11 chilogrammi). Quando vai, il KOM arriva anche con il mitico cancello da allenamento, quando sbagli o sei stanco, solo un motorino nel tubo verticale che ti regala 40-60 Watt medi ti potrebbe aiutare.

A voi il resto, la mente ha bisogno di conferme, sta a noi scegliere quali, visto che alla fine ogni testa ragiona alla sua maniera.

(2 aprile 2014)

Alessandro Schiasselloni è nato a Santa Margherita Ligure (Ge) il 1° dicembre 1962.

E' un reparatore atletico e sport mentalist , atleta amatore ciclismo su strada e con un passato di atleta in altri sport, ma anche allenatore di tanti atleti in discipline tecniche e di resistenza.

Schiasselloni ci affascinerà in questa “magia“ tra materialismo e realtà, tra piacere e odio, tra essere o non essere, ma anche tra poter diventare e non crederci dentro.

Pubblicherà una serie di articoli dove i numeri saranno sostituiti da semplice concetti, dove la meditazione e la cultura saranno la strada principale da percorrere per non perdersi in questa giungla di concetti e sistemi dove tutto è chiaro ma mai si è sicuri di saperlo interpretare e soprattutto assimilare.

 

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