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Inserito il 26 marzo 2014 alle 16:42:04 da gazario. - Letto: (2584)

GF Costa d'Amalfi: 700 coraggiosi sotto la pioggia

Un percorso avvincente e paesaggisticamente molto interessate è stato reso estramamente duro da una giornata inclemente.  Molte le cadute causa asfalto viscido, per fortuna senza gravi conseguenze. Buono il riscontro dei partecipanti. Vittorie di Borrelli e Tropiano sul percorso lungo, mentre Borgese e Alabrese si aggiudicano il corto.

 

 

 

(Testo di Piergiorgio Rocci, foto di bbphotos.it)

Grazie al suo paesaggio, che rientra tra i partimoni dell’UNESCO, la Costiera Amalfitana rappresenta un fiore all’occhiello per l’Italia e i suoi borghi sono meta ambita da parte dei turisti di tutto il mondo. Proprio per ampliare l’offerta delle attività del territorio è nata l’associazione Movicoast, che si prefigge lo scopo di affiancare al turismo la pratica sportiva. Per il secondo anno, infatti, gli organizzatori hanno riproposto un programma ricco di eventi artistici e sportivi che ha il suo clou nella Granfondo Costa di Amalfi. Grazie alla passione e all’impegno profuso dai membri dell’associazione, la manifestazione ha raddoppiato il numero degli iscritti e nonostante le avverse condizioni meteo circa settecento partecipanti sono riusciti a tagliare il traguardo.

Dopo la partenza avvenuta in piazza Flavio Gioia ad Amalfi, la colorata carovana si è diretta verso il valico di Chiunzi, la prima asperità di giornata. Successivamente mentre i medio fondisti hanno tirato dritto fino al Passo Croce, coloro che avevano optato per la granfondo hanno dovuto affrontare la lunga ascesa che conduce alla località Frassineto, dove si trova un’oasi WWF. Non nascondo di aver gradito le spinte di qualche spettatore presente sulla salita, le cui pendenze in alcuni tratti lasciano poco spazio all’improvvisazione  costringendo la catena a stare sempre in tiro.

La successiva discesa non consente distrazioni e non sono pochi coloro che sono finiti a terra. A tale proposito anche io posso raccontare la mia esperienza. Infatti, benché sia solito affrontare le discese con una prudenza spesso esagerata, mi sono ritrovato dall’altra parte del guardrail. Fortunatamente c’era una scarpata con dei cespugli che hanno impedito che scivolassi giù. Se ci fosse stato il vuoto, come spesso si vede lungo le strade che costeggiano la riviera, a quest’ora non starei qua a raccontare.  Rimontato in bicicletta lungo la strada ho trovato altri colleghi di pedalata che mi hanno raccontato la loro esperienza. Le discese ripide e tortuose rese ancora più pericolose dalla pioggia avevano provocato molte cadute, costringendo più di un ciclista a ricorrere alle cure dei sanitari.

Come se non bastasse, non avendo visto le  indicazioni, invece di seguire il percorso, ho tirato dritto, ritrovandomi nei pressi del porto di Salerno e quindi sono stato costretto a tornare indietro per un paio di chilometri su un tratto in lieve salita. La pioggia intanto cominciava a cadere in maniera più fitta, costringendomi ad indossare un  paio di guanti a manica lunga e la mantellina che mi hanno consentito di non raffreddarmi troppo. Purtroppo la scarsa visibilità non ha permesso allo sguardo di gustarsi uno dei panorami più belli in assoluto, ma non mi è sfuggito il cartello dei venti chilometri al traguardo che mi ha dato conforto.

Riconosco di aver sofferto e di aver attinto a tutte le mie forze per scalare gli ultimi cinque chilometri che portano nella piazza di Ravello, dove, davanti al duomo di San Pantaleone, era stato sistemato lo striscione dell’arrivo. Dopo sei ore e trenta concludevo la mia gara, sono stato l’ultimo a tagliare il traguardo, ma comunque soddisfatto per aver portato a termine quella che, da normale granfondo, si era trasformata in una vera odissea condizionata anche dal fatto che il mese di marzo per me non è stato clemente, avendo avuto diversi problemi di salute. La domenica precedente infatti ero malato con l’influenza.

Molte ore prima il cavese Antonio Borrelli (Autotrasporti Convertini), nella città della musica (come è stata ribattezzata Ravello), le suonava a tutti arrivando da solo con oltre quattro minuti di vantaggio sul vincitore della passata edizione, il russo naturalizzato abruzzese Dimitri Nikandrov (team Kyklos). Nella  medio fondo si è affermato nuovamente il campione uscente Stefano Borgese, anch’egli team Kiklos. Diverse le donne schierate al via e tra loro hanno conseguito la vittoria Patrizia Tropiano (ASM Podistica Carovigno) e Carmen Alabrese (Tranchese Cycling), rispettivamente nella granfondo e medio fondo. La manifestazione si è conclusa nell’auditorium di Ravello, dove è stato distribuito anche il tradizionale pasta party.

(26 marzo 2014)

 

 

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