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Inserito il 06 marzo 2014 alle 11:47:12 da gazario. - Letto: (4862)

Chiara Ciuffini - Pedalare è gioia

Abruzzese dell'Aquila, ha scoperto la bici dopo una caduta da cavallo. La sua vita è stata purtroppo segnata dal terribile terremoto che ha colpito la sua città natale nel 2009, tanto che solo recentemente ha potuto ritornare a vivere nella sua casa. Una breve esperienza tra le élite per fare ritorno al mondo amatoriale. Pedalare per lei è passione e divertimento, ma le riesce così bene che le capita spesso di tagliare per prima il traguardo, come al Campionato del Mondo  UWCT nel 2013.

di Gianandrea Azario (foto Play Full Nikon e Newspower Canon)

Chiara Ciuffini

Nata a: L'Aquila
Il: 11 dicembre 1985
Residente a: L'Aquila

Titolo di studio: Diploma di perito biologico sanitario

Squadre:
Team Michela Fanini (Elite)
Mary Confezioni Cycling Team
MKG Cycling Team
Team Gobbi MG.K Vis LGL More Life Energy

Principali risultati:
2012
7 vittorie nelle granfondo, tra cui la GF Città di Fara San Martino e la GF del Terminillo
2013
Campionessa del mondo UWCT nella fascia 16/29
Campionessa Italiana della Montagna
10 vittorie nelle granfondo, tra cui il percorso medio della GF di Firenze, della GF Cassani e della Dieci Colli ed il percorso lungo della GF Cantine Tollo.
2014
Granfondo Città di Laigueglia
Ciao Chiara,
il grande pubblico ha cominciato a conoscerti lo scorso settembre, quando hai vinto il Mondiale UWCT, nella tua categoria, in cima al Monte Bondone, anche se già in precedenza avevi ottenuto parecchie vittorie nelle granfondo. Questa stagione è iniziata per te alla grande, con la vittoria di domenica scorsa alla Granfondo di Laigueglia ed il secondo posto, nel weekend appena concluso, alla Granfondo Inkospor Val di Cecina, battuta in volata da Claudia Gentili.

Raccontaci qualcosa di te? Cosa fai nella vita di tutti i giorni? Sei sposata/fidanzata? Qual è il tuo titolo di studio?
Di me cosa dirti, sono nata all'Aquila nell'85, dove vivo.  Ho il diploma di perito biologico sanitario. Dopo la scuola un anno di università, ma poi subito al lavoro. Fino al 2009, anno del sisma, lavoravo presso un negozio di pane al centro della mia amata città, reso purtroppo gravemente inagibile da sisma stesso. E’ da quel giorno che ho perso il lavoro, prima la cassa integrazione e poi il licenziamento. Ora sono alla ricerca di un futuro che qui purtroppo sembra non esistere.

Come hai iniziato ad andare in bicicletta? Cosa ti ha portato a prendere parte alle gare? Raccontaci il tuo passato agonistico.
E’ proprio nel 2009 che ho iniziato ad andare in bici, quasi per caso a causa di un infortunio procuratomi cadendo da cavallo. Io adoravo e adoro la montagna, ma a causa dell'incidente la mia caviglia soffriva nel camminare sui miei amati sentieri e cosi che scoprii la bici: una buona fisioterapia per corpo e anima. Feci la mia prima gara per scherzo sempre nel 2009, il percorso medio della Sportful Dolomiti Race, con una bici che pesava 13 chili e io che avevo paura anche di sganciare i pedali!

Nel 2010 e 2011 hai corso come élite. Raccontaci questa tua esperienza e perché sei passata poi a correre le granfondo?
Proprio così, dopo solo un anno e mezzo di bici, passai tra le élite. Un’esperienza che mi ha insegnato molto e dalla quale ho cercato di trarre solo le cose migliori; per il resto solo una delusione data da un mondo non troppo sereno.

Premesso che le gare professionistiche e amatoriali si svolgono in modo completamente differente, personalmente mi sono fatto l’idea che il livello delle granfondiste sia molto vicino a quello delle professioniste e che solo le top rider siano un gradino superiori a voi granfondiste di vertice. Tu che hai vissuto entrambe le realtà, puoi confermarmi questa mia sensazione?
Il livello delle gare in italia e delle granfondo in particolare è molto alto. Le piu importanti granfondo italiane non sono secondo me neanche paragonabili alle gare élite: ci sono dislivelli importanti e ritmi degni , se non superiori di un mondo professionistico femminile a volte. Le ragazze che ora sono al top del panorama granfondistico nazionale, secondo mio modesto parere, potrebbero ben figurare tra le élite.

A proposito di atleti elite e professionisti, le nuove normative prevedono per loro un periodo di stop prima di poter competere nelle categorie cicloamatoriali. Qual è la tua opinione in merito?
Secondo me non si dovrebbe togliere a chi vuole ancora vivere la passione di correre la possibilità di farlo, magari con una classifica a parte , ma comunque in corsa. Anche perché trovo che ci siano molti amatori che non hanno nulla da invidiare ad ex professionisti e dilettanti.

Nel passato hai dovuto superare momenti molto difficili. Nel 2009, il terremoto dell’Aquila ti ha costretto ad abbandonare la tua casa e ancora oggi, correggimi se sbaglio, non hai potuto tornarci. Un esperienza terribile, che sicuramente ha segnato una giovane ragazza come te. Te la senti di raccontarci come l’hai vissuta e se in qualche modo ha influito sulla tua passione per la bici? Quali sono le conseguenze che vedi ancora oggi a quasi cinque anni di distanza da quel tragico evento?
Sì, è stata una dura esperienza. Io solo dopo 5 anni sono riuscita a tornare finalmente nella mia amata casa, dopo aver vissuto notti in macchina, notti in tenda e una realtà che ti segna cuore e anima. Credo però che un’esperienza come la nostra , mi abbia fatto conoscere la vera essenza della vita: si può fare a meno di tutto, basta avere la salute e gli affetti di chi amiamo e chi ci ama, il resto rimane un effimero contorno. Purtroppo noi ancora oggi viviamo in una NON città, senza un cuore vero , un vero centro storico, dei punti di aggregazione. Lo sport per molti è stato una vera fortuna e una valvola di sfogo importante. Mi farebbe piacere se ogni persona potesse vedere davvero cosa rimane di una città che spesso viene sfruttata come becera propaganda politica e che invece si sta spegnendo come una candela.

Quanto tempo dedichi settimanalmente all’allenamento in bici? Esci da sola o in compagnia? Ti fai seguire da un allenatore/preparatore?
Io ora mi alleno quasi tutti i giorni. D'inverno associo un lavoro in palestra e anche un po’ di montagna, della quale non posso proprio fare a meno. Però per me la bici rimane sempre divertimento e svago, l'ho conosciuta così e non amo seguire schemi e allenamenti stressanti; amo andare in bici godermi la natura con essa.

Sacrificio, dedizione, passione, divertimento, aggregazione. Quale o quali di queste parole rappresenta meglio il tuo modo di interpretare il ciclismo?
Bici è passione divertimento e soprattutto GIOIA!

Immagino che la vittoria che ti ha dato maggiore soddisfazione sia stata quella del Mondiale UWCT. Raccontaci quella giornata e quella gara. A cosa hai pensato quando hai tagliato il traguardo?
La vittoria al Mondiale è stata il coronamento di una stagione bellissima e il risultato di tanta fatica. Dopo il traguardo non ho realizzato subito cosa fosse accaduto, me ne sono resa conto solo giorni dopo riguardando la corsa da casa e rivivendo l'emozione di quei momenti.






A partire da quest’anno fai parte di una storica squadra nata proprio per promuovere il ciclismo amatoriale femminile. Quali sono le tue sensazioni di questi primi mesi?
Da quest'anno indosso fieramente i colori di una società che è la storia del ciclismo amatoriale, maschile e femminile. Ne vado fiera e da loro ho tanta voglia di imparare. Sono in squadra con Monica Bandini, per me è un vero onore e spero di crescere osservandola e rubando un po’ dalla sua esperienza. Mi trovo benone comunque con l'intero gruppo fatto di ragazze e ragazzi fantastici, nessuno escluso, e con una grandissima qualità.

Quali sono i tuoi principali obiettivi per il 2014, sempre che tu voglia dirceli, in barba alla scaramanzia?
L'obiettivo stagionale è sempre uno : divertirmi con la mia passione e stare bene.

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per il resto della stagione.

(6 marzo 2014)

 

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