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Sezione granfondo    
Inserito il 04 marzo 2014 alle 12:00:00 da gazario. - Letto: (2875)

Splende il sole in una splendida Val di Cecina

Una bella giornata accompagna l'esordio stagionale di molti granfondisti, soprattutto toscani. Quasi 1.500 classificati in una gara che sa sposare agonismo e splendidi paesaggi. Gara tiratissima che vede il successo di Igor Zanetti e Chiara Gentili sul percorso lungo. Sul percorso corto vittorie di Alessio Saccardi e Maurizia Landucci

 

 

 

(Testo di Michele Bazzani, foto di Michele Bazzani e Newspower Canon)

Il sole sorge alle 6:54. Così recita l’almanacco. Sembra incredibile ma stavolta il sole sorge per davvero. La notte ha portato ancora pioggia a Cecina, così come piovoso era stato il sabato di vigilia. Stavolta però questo inverno tiepido, ma climaticamente ostico, ha voluto concedere una tregua, regalando una bella giornata ai granfondisti venuti in Toscana per la undicesima edizione della Granfondo della Val di Cecina (per l’occasione con il nome del nuovo sponsor tecnico Inkospor). È la prova di apertura del Giro delle Regioni e  del Giro del Granducato di Toscana, la kermesse regionale che riscuote di anno in anno sempre maggior successo in termini di abbonati.

Al ritiro pacchi gara si respira un’atmosfera da primo giorno di scuola. Per molti è l’esordio stagionale e c’è tanta voglia di ricominciare. I volti però non sono distesi. Come al solito impazzano le polemiche sull’assegnazione delle griglie e a lamentarsi sono soprattutto gli abbonati ai circuiti. Molte proteste sono legittime, ma i granfondisti devono abituarsi che non tutti possono partire davanti e che ancor meno la cosa è possibile laddove una prova sia valida per due circuiti che contano migliaia di abbonati.
Ancora più delicata è la fase di abilitazione del chip, obbligatorio a inizio stagione, che porta al formarsi di lunghe file di ciclisti trepidanti di entrare in griglia. Alla fine tutto si risolve, anche se sarebbero bastati cinque minuti, durante la settimana, dal computer di casa per completare l’operazione senza problemi.

Il problema della vestizione è sempre un grande dilemma nelle granfondo di inizio stagione. C’è il sole, ma la temperatura è ancora molto fresca, anche se si scalderà durante la giornata. In questo senso la partenza alle ore 10 aiuta molto. Cambio idea almeno tre volte, poi opto per l’ipotesi più ottimistica con divisa estiva, appesantita solo da manicotti, gambali e un gilet antivento che conto di togliermi in gara.

Entro in griglia molto presto per vivere a pieno l’atmosfera di questo mio esordio stagionale nelle granfondo. È sempre molto bello rivedere e salutare i vecchi amici con cui da anni si condivide questa passione. Ci sono Manuel e Carmine, di arancio vestiti, già concentrati e pronti a mettersi al servizio della loro nuova capitana. Incontro Simone, che dichiara di volersi cimentare quest’anno con maggiore costanza sui percorsi lunghi, saluto la sorridente Clarissa, entusiasta per questa pedalata sulle strade di casa, abbraccio l’amico Roberto – un vero stakanovista delle granfondo – giunto dal mantovano a cercare un po’ di sole. Impossibile citarli tutti, ma l’entusiasmo cresce e i minuti che ci separano dalla partenza volano via velocemente.

Vista la scarsa preparazione, mi ero ripromesso di partire piano, ma già dopo pochi chilometri devo accantonare l’idea, trascinato dall’adrenalina e dal gruppo che subito si muove ad altissima andatura. Si attacca subito la salita verso Guardistallo e faccio appena in tempo a vedere i primi scatti di Zanetti e Fochesato, prima di cominciare a retrocedere nella pancia del gruppo. 
Davanti se ne vanno in cinque, ai quali poco dopo si aggiungerà Bertuola, formando quella che si rivelerà la fuga decisiva per entrambi i percorsi. Dietro si va comunque forte, nessuno vuole mollare e non si riesce a recuperare neppure nei brevi tratti di discesa. Si attraversano paesaggi bellissimi sfiorando i borghi di Casale Marittimo e Bolgheri, percorrendo un tratto del leggendario viale dei cipressi e accarezzando le vigne del famoso Sassicaia. Rapidamente si avvicina la salita di Castagneto Carducci che sarà decisiva per molti, compreso per me, che devo mollare la presa e accontentarmi di un passo più sostenibile. Dopo il paese la salita continua più dolcemente e si entra decisamente nell’entroterra. Nella veloce discesa attraverso Monteverdi e Canneto si formano comunque dei grossi gruppi che consentono di tirare il fiato e fare velocità, così rapidamente arriva il bivio dei percorsi. Le gambe mi direbbero di tirare dritto per il percorso più breve, ma la testa e il cuore mi trascinano a prendere la deviazione per il lungo. Le ripide rampe verso Querceto sono messe lì per farmi pentire della scelta fatta, ma la vista che si allarga verso il fondovalle e il bellissimo castello in cima alla salita alleviano parzialmente la fatica. Da questo momento comincia ad affievolirsi la dimensione agonistica e a crescere la voglia di godersi la giornata. La lunga salita che porta alla Miniera di Montecatini Val di Cecina permette di ammirare la verdeggiante val di Cecina, illuminata da un sole che comincia a farsi davvero primaverile.  Fa caldo e inizia la svestizione, sulla strada non c’è traccia di auto, si corre veramente in sicurezza: è un piacere pedalare così, anche se le gambe non ne vogliono sapere di partecipare alla festa. In cima trovo finalmente il mio gruppetto con cui recupero le forze nella lunga discesa che ci riporta a valle e con cui condividerò in allegria gli ultimi chilometri che ci portano verso il traguardo, ivi compresa l’ultima arcigna salita di Pozzatelli, messa lì giusto per far uscire un po’ di crampi. D’altronde è normale, siamo alla prima gara della stagione e il nostro fisico deve abituarsi a questi massacri.

La cronaca della corsa vede svoltare per il percorso lungo cinque corridori che poco dopo diventeranno quattro (Nicoletti, Bertuola, Fochesato e Zanetti) che andranno a giocarsi la vittoria. Sull’ultima salita rimangono Zanetti e Bertuola, ma il primo preferisce disporre del compagno Fochesato per la volata e il loro rallentamento permette il rientro dei due corridori attardati. La volata come da copione vede Igor Zanetti imporsi con due biciclette di vantaggio su Alessandro Bertuola e Stefano Nicoletti. Un quarto d’ora più tardi un’altra volata decide la gara femminile con Claudia Gentili che si impone su Chiara Ciuffini, mentre poco distante completa il podio Patrizia Piancastelli. Nel percorso più breve è Alessio Saccardi, già presente nella fuga iniziata sulla prima salita, a imporsi in volata su Marco Poccianti, mentre Saverio Crocetti precede la volata di gruppo e conquista il terzo gradino del podio. Al femminile invece vittoria per distacco di Maurizia Landucci davanti a Silvia Cattani e alla sfortunata Valentina Mabritto coinvolta in una caduta nel finale.

Nel dopogara è festa per tutti, ma soprattutto per Igor Zanetti che, attorniato dai compagni della Cannondale Gobbi Fsa, non nasconde la soddisfazione per questa prima vittoria stagionale giunta molto presto e per di più in una gara dall’elevato livello agonistico e di grande prestigio.

Il segreto della sua vittoria sta nella grande preparazione e nel tanto allenamento fatto in questi mesi invernali: si parla di oltre seimila chilometri macinati sulle strade del Veneto e della Sicilia dove ha fatto uno stage di allenamento di nove giorni. I puristi dello spirito ciclomatoriale potranno storcere il naso di fronte a questi numeri, ma noi riteniamo che in questo mondo ci sia spazio per tutti: per chi si gioca la vittoria con una preparazione professionale e anche per chi, con un allenamento più approssimativo, ha conseguito la sua personale vittoria di terminare con soddisfazione il proprio percorso. E trovandomi in questa seconda categoria, posso assicurare che a Cecina ci si è comunque divertiti tantissimo.

Le classifiche complete sono consultabili sul sito MySDAM.

(4 marzo 2014)

 

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