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Inserito il 26 febbraio 2014 alle 18:25:17 da gazario. - Letto: (4020)

La Madonna della Guardia benedice l'avvio di stagione di 3.000 ciclisti

Laigueglia è stata per molti il via della nuova stagione delle granfondo. Tutto è andato al meglio e quasi tutti sono stati soddisfatti, in una splendida giornata di sole di fine inverno.

 

 

 

(Testo di Gianandrea Azario, foto di Play Full Nikon)

26 febbraio 2014 - Il sole, il mare, una temperatura gradevole, un percorso non troppo impegnativo e completamente chiuso al traffico, 3.000 compagni di avventura: quale modo migliore per cominciare una nuova stagione di granfondo?
Questa in sintesi è stata la Granfondo Internazionale di Laigueglia di domenica scorsa, con tanta voglia di pedalare nuovamente in gruppo alla partenza e tanti visi sorridenti all’arrivo. Ma andiamo con ordine.

L’attesa per questa gara era notevole, sia per le novità dell’ultima ora riguardanti il percorso di gara, che prevedeva l’inedito arrivo alla Madonna della Guardia di Alassio al posto di quello classico di Colla Micheri, sia per vedere cosa sarebbe cambiato con le novità regolamentari introdotte dalla Normativa di Attuazione Attività Amatoriale 2014. Senza dimenticare che si trattava della prima prova del Trofeo Multipower e del Prestigio. Così si arriva al tutto esaurito: sabato sera tutti i 3.200 dorsali disponibili sono venduti.

La voglia di rimettersi in gruppo e di ottenere subito un buon risultato, insieme alla bella giornata di sole, senza vento significativo (una novità anche questa per la Granfondo di Laigueglia), con una temperatura appena frizzantina, fa sì che l’ingresso delle griglie sia preso d’assalto ancora prima dell’orario di apertura delle stesse. Per mia fortuna ho un dorsale da griglia VIP e mi prendo il lusso di arrivare in zona partenza solo mezz’ora prima dello start ufficiale. Noto come anche questa griglia sia già piena, a conferma di quanto sia sentito questo vernissage. L’attesa passa rapidamente, cercando di capire chi c’è tra coloro che popolano le posizioni nobili delle classifiche; qualche chiacchiera con gli occasionali compagni di avventura, le ultime raccomandazioni da parte di patron Vittorio Mevio e soprattutto il commosso ricordo dell’indimenticabile Ugo Balatti, uno dei personaggi più carismatici del mondo delle granfondo, tragicamente scomparso poco più di un anno fa. Ciao Ugo, il tuo spirito ed il tuo entusiasmo mancano a tutti!

Alle ore 9:30 in punto si parte. Chi si aspettava che qualcosa sarebbe cambiato nell’approccio agonistico alla gara rimane senz’altro deluso. Il tratto a velocità controllata prima di Alassio è una sfida per cercare di tenere o guadagnare posizioni, vedo più di un ciclista che passa sui marciapiedi o che si infila non appena vede un piccolo buco tra una un auto parcheggiata e l’altra. Il via ufficiale è quasi una liberazione, finalmente si possono sprigionare tutti i watt che abbiamo minuziosamente cercato di aumentare nella stagione invernale e l’andatura è subito folle. Un paio di cadute, come di consueto, nei pressi di Ceriale, il passaggio sullo stretto ponticello di Cisano sul Neva,  lo stretto passaggio nel bosco, pieno di curvee mangia e bevi, ed inizia quella che per molti è la prima salita della stagione 2014, Bezzo d’Arnasco.

Una salita che non fa grandi selezioni, ma che suddivide il gruppone in folti gruppi da minimo cinquanta-sessanta unità. La selezione invece avviene nella stretta discesa di Costa Bacelega, dove basta un’esitazione per creare dei buchi, i gruppi si sparpagliano in gruppetti più piccoli, che non sempre si ricompattano nel falsopiano che precede Villanova d’Albenga. A questo punto con l’attacco della salita di Ligo, il percorso, finora quasi completamente veloce e filante, non dà più un attimo di tregua.

 

Ligo viene raggiunta dopo 4 chilometri di scalata piuttosto impegnativi, soprattutto nella fase iniziale, seguiti da una breve serie di su e giù, tortuosi come di consueto (ma nell’entroterra ligure ci sono 200 metri di rettilineo?), e da una rampa finale che porta alla frazione Marmoreo. Qui i gruppi si selezionano notevolmente e le differenze di livello e preparazione cominciano a farsi sentire. Per chi vuole perndere un attimo di fiato, qui è allestito l'ormai famoso salsiccia party.Personalmente non mi fermerei neanche sotto tortura a mangiare salsiccia con l’idea di proseguire un’attività fisica, ma il bello delle granfondo è proprio il fatto che tutti possono interpretare la loro partecipazione come meglio credono e la bravura dell’organizzatore sta proprio nell’offrire a tutti la possibilità di divertirsi nel modo che preferiscono. Una veloce discesa ed un tratto di falsopiano a scendere portano a Garlenda dove inizia la salita di Paravenna.

La strada è inizialmente nel bosco, poi si apre in splendidi panorami sulla alture circostanti ed infine, con un chilometro e mezzo dove spesso si sfiora il 10% di pendenza, si raggiunge la strada che conduce a Testico, dove ci aspetta la novità di questo Laigueglia 2014. Arrivati sulla strada per il Testico, quest’anno si gira a sinistra, rimanendo in pratica in costa per circa sei chilometri e mezzo, ovviamente estremamente tortuosi (non lo avreste mai pensato, eh?) , con un breve tratto di discesa nel finale. Ormai i partecipanti sono suddivisi in piccoli gruppettini. Una secca curva a sinistra annuncia l’ultima asperità di giornata: la Madonna della Guarda di Alassio.

Si comincia con un pezzo che presenta pendenze contenute, ma dopo il bivio con la strada che arriva da Caso, la salita diventa dura. Alzando lo sguardo si vede tutta la strada che dovremmo percorrere per arrivare in cima, costeggiando la collina: che spettacolo! Lungo l’ascesa assisto alla scena più divertente della mia granfondo. Un concorrente, con le energie ormai limate al lumicino, assume posizioni contorte sulla sua bici per controllare attentamente che tutti coloro che lo stanno superando non abbiano un doppio chip sulla bici. Ora, giusto evitare trucchi, giusto denunciarli per amore di giustizia quando se ne è a conoscenza , ma trovo questi atteggiamenti davvero eccessivi: sembra che si voglia a tutti i costi dimostrare che chi arriva davanti, lo fa perché imbroglia, sia tra chi vince che tra chi lotta per la centesima posizione.

L’ultimo chilometro che precede lo spiazzo di Madonna della Guardia è paesaggisticamente fantastico. La vegetazione è molto rada, sembra di essere avvolti dallo splendido cielo blu di questa fantastica giornata. Quando si arriva in cima, la vista sul mare ripaga di ogni sforzo fatto. Una salita breve, ma sicuramente bella tosta. Immagino che sarà un bel banco di prova alla Granfondo di Alassio del prossimo 9 marzo, quando sarà percorsa nella sua totalità a partire da Villanova d’Albenga, passando attraverso Caso. Una sfida che già adesso mi affascina.

Dopo l’arrivo molti volti sorridenti, ci si raggruppa con gli amici e ci si scambia le opinioni su come è andata. Poi giù in discesa verso Alassio per raggiungere successivamente Laigueglia. Qui il pasta party, con l’immancabile pasta al pesto ligure, e le premiazioni, svolte molto rapidamente con grande gioia di tutti i partecipanti, concludono la prima grande avventura del 2014.

In conclusione, facendo anche un sondaggio tra i partecipanti (2.666 classificati, che confermano il trend di crescita degli ultimi 3 anni), la manifestazione è riuscita molto bene; il percorso, soprattutto la novità Madonna della Guardia, è piaciuto quasi a tutti, apprezzatissima la chiusura totale al traffico per un periodo ben superiore al canonico quarto d’ora dal passaggio del primo corridore. Un applauso a Vittorio Mevio: le gare da lui organizzate hanno davvero degli standard qualitativi di eccellenza.

In queste situazioni è difficile dire cosa potrebbe essere migliorato ancora. Mi permetto di dire che un maggiore coinvolgimento delle realtà locali farebbe fare un ulteriore passo avanti a questa classica. Come esempio porto la mia esperienza: dopo la gara ho fatto un giro per i caruggi di Laigueglia alla ricerca di un gelato. Poche gelaterie aperte e anche pochi negozi. Eppure domenica la cittadina ligure era stata invasa da tanta gente, quasi come d’estate. E chissà, visto che la novità Madonna della Guardia è piaciuta, magari introdurre un percorso completamente nuovo; la parte iniziale è la stessa ormai dalla sua prima edizione.

Per la cronaca della gara, potete fare riferimento a questo link, mentre le classifiche sono scaricabili dal sito MySDAM.

 

 

 

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