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Inserito il 21 febbraio 2014 alle 14:27:20 da gazario. - Letto: (3378)

Stagione al via: la parola ai protagonisti

La Granfondo di Laigueglia di domenica segnerà per moltissimi appassionati il via della stagione 2014. Ci sono nuovi regolamenti, nuove gare e nuovi circuiti, insomma nuovi stimoli per i granfondisti. Cosa si aspettano alcuni di loro e cosa vorrebbero fosse memorabile di questo 2014?

 

 

(A cura di Gianandrea Azario)

21 febbraio 2014 - Finalmente! Per la maggior parte degli appassionati la Granfondo di Laigueglia di domenica prossima segnerà il via ufficiale della stagione 2014, una stagione in cui ci saranno parecchie novità e alcuni graditi ritorni.

La prima rilevante novità sarà relativa alle Normativa di Attuazione Attività Amatoriale 2014, che nell’idea di chi l’ha promossa e di tutti gli enti della Consulta che l’hanno approvata all’unanimità dovrebbe dare una svolta etica al ciclismo amatoriale, orientandolo ad uno spirito più ludico e di competizione meno esasperata.

Ci sono poi alcune nuove gare (Alassio e Pisa tanto per citarne un paio di inizio stagione), c’è il ritorno di qualche manifestazione dopo un anno di assenza (Camogli e Gimondi su tutte), gare oltre frontiera inserite in storici circuiti nazionali (la Quebrantuesos nel Prestigio, la Pantani Forever Galibier nella Coppa Piemonte), granfondo storiche che modificano il loro percorso (la Sportful ritorna al suo primo percorso per celebrare il ventennale) e alcuni circuiti si propongono con nuove formule come ad esempio il Circuito degli Italici con le due opzioni Latini ed Etruschi.

Noi di GranfondoNews.it vi racconteremo settimanalmente cosa succede nelle varie manifestazioni, con inviati che parteciperanno alle gare e faranno rivivere a tutti le loro esperienze ed emozioni coi loro racconti e con ampi reportage fotografici.

Ora però, a bocce ancora ferme, vogliamo sapere, da chi sta per prendere il via, cosa si aspetta da questa nuova stagione, quali sono le speranze ed i sogni che li hanno accompagnati nelle fredde sedute di allenamento invernali. Abbiamo raccolto le risposte di appassionati di tutti i tipi, da quelli che partecipano per vincere, a quelli che ambiscono ad un buon piazzamento o a migliorare i propri record personali a quelli che desiderano arrivare in fondo per godersi un bel giro ed una bella giornata di sport.

In rigoroso ordine alfabetico abbiamo intervistato:
Olga Cappiello, la plurivincitrice della stagione 2013 con ben 15 successi
Alessandro Castelanelli, amante della salita, che trova nella bici lo sfogo alle lunghe giornate passate in ufficio e che trova soddisfazione nella competizione, soprattutto in gare lunghe ed impegnative, come la Sportful e la Oetztaler con piazzamenti di tutto rispetto
Giordana Chiesa, che affronta le granfondo, spesso in compagnia del marito, con tanta passione ed entusiasmo (lo testimomia il suo viso sempre sorridente), lontana da stress di classifica, rigenerata dalla possibilità di stare a contatto con la nautra e felice di incontrare vecchi amici e di conoscerne nuovi
Roberto Cunico, colui che ha vinto le gare più prestigiose nel 2013 (Nove Colli, Sportful e Oetztaler solo per citare le più importanti
Filippo Gronchi, che da buon ingegnere cura tutti i minimi dettagli, dalla preparazione, all'alimentazione, alla tecnica per migliorare i propri limiti, nel poco tempo che ha a disposizione tra lavoro ed una splendida famiglia Luca Magri, cui piace divertirsi e faticare in sella, specie sulle salite impegnative, e condividere le emozioni, che il ciclismo sa regalare, con le persone preferite
Roberto Napolitano, vincitore del percorso medio della Granfondo Stelvio Santini, che ama la fatica, le lunghe salite e prova soddisfazione e divertimento ad impegnarsi per ottenere risultati importanti in gara Giancarlo Negri, che si impegna costantemente per migliorare le proprie prestazioni ed ottenere buoni piazzamenti di categoria
Paolo Rocchi, che si definisce un innamorato della bici, anche e soprattutto del mezzo meccanico, grazie alla quale riesce ad uscire dalla routine quotidiana e stare a contatto con gli amici, senza disdegnare un miglioramento delle proprie prestazioni
Luca Stopar, multisportivo, visto che pratica anche altre attività come la MTB, la corsa a piedi ed trekking, che quest'anno non ha obiettivi agonistici e spera di vivere grazie alla bici nuove esperienze e conoscere nuove località in compagnia degli amici
Roberto Terlizzi, un amatore agonista evoluto, che si allena in modo scientifico e moderno, con l'aiuto di un allenatore e di tutti i moderni strumenti che la tecnologia mette a disposizione, e che è riuscito a fare della propria passione anche una parte del proprio lavoro, essendo il cardiologo di riferimento di molti atleti laziali
Luca Toldo, che trova appagante la pratica sportiva ed intende la bici come un mezzo per mettersi alla prova, studiando attentamente tutti gli elementi legati alla prestazione atletica
Simone Traversa
, che si è innamorato della bici fin da piccolo, quando la mamma lo portava a vedere il Giro d'Italia e che cerca di migliorsi nelle granfondo più dure, dove il suo avversario è se stesso, per cui o vince o arriva secondo.

Cosa ti aspetti dalla nuova stagione che sta per iniziare?
Cappiello: Mi aspetto innanzi tutto di divertirmi. Sono un'agonista, sono molto contenta se ottengo una vittoria o un buon risultato, ma non me ne creo un'ossessione. L'importante è impegnarsi e arrivare al traguardo con un sorriso. Certo che mi piacerebbe ripetere i risultati dello scorso anno, ma sono consapevole che ripetersi è ancora più difficile.
Castelanelli: Spero di divertirmi come sempre e raggiungere una condizione che mi permetta di non faticare troppo
Chiesa: Per la nuova stagione mi aspetto risultati migliori o uguali a quelli dello scorso anno sia a livello di tempi sia a livello di divertimento. Sono entusiasta di rifare il vecchio percorso della Sportful per vedere quali saranno le mie sensazioni
Cunico: Mi aspetto di divertirmi come al solito
Gronchi: Provenendo da un anno sabbatico, in cui, pur allenandomi scrupolosamente e col massimo impegno, ho gareggiato solo alla 9 Colli, le mie aspettative riguardano soprattutto il ritrovare le motivazioni giuste per ributtarsi nella mischia, con la possibilità di ritrovare tanti amici di vecchia data. Vediamo cosa viene fuori.
Magri: Dal punto di vista agonistico niente di particolare, mi basta pedalare, sulle mie strade (montagne!) preferite e con le mie persone preferite, divertirsi e senza stress!
Napolitano: mi aspetto di divertirmi e, come al solito, di faticare tanto. Sarei bugiardo se negassi che mi piacerebbe confermare i risultati ottenuti lo scorso anno.
Negri: Maggiore sicurezza in gara
Rocchi: Dalla nuova stagione mi aspetto come sempre di divertirmi il più possibile, di riuscire a migliorare se possibile, altrimenti va bene lo stesso.
Stopar: Mi piacerebbe riuscire a vivere le granfondo in maniera più rilassata, godendomi manifestazioni nuove.
Terlizzi: Prima di tutto... di divertirmi! È questo il fine ultimo, no? Inoltre (sarei un ipocrita a negarlo) di riconfermare e magari migliorare alcuni buoni risultati della passata stagione
Toldo: Prima di tutto mantenere intatto il piacere di gareggiare, come modo per sentirmi appagato da quello che faccio. Riavvicinarmi, almeno in parte, alla sensazione di riuscire a fare il meglio che posso, dopo alcuni anni caratterizzati da problemini fisici.
Traversa: Sicuramente mi aspetto tanto divertimento!  Poi dal lato sportivo vorrei riuscire a vincere il Prestigio a squadre con il mio team dopo tanti secondi posti.

Sei soddisfatto di come sei riuscito ad allenarti nella stagione invernale che è stata prodiga di precipitazioni, specie nei weekend, e quindi ha reso a tutti difficile uscire su strada?
Cappiello: Non sono soddisfatta di come mi sono allenata quest'inverno. Le condizioni climatiche e qualche mio problema personale, inclusa una brutta caduta, non mi hanno permesso di allenarmi con la continuità degli anni passati.
Castelanelli: Quest’anno ho ridotto le ore di allenamento, soprattutto gli allenamenti sui rulli in settimana e limitandomi alle uscite nel week-end. Ho inserito, specialmente nei week-end in cui il meteo non permetteva di uscire, qualche seduta di roto-press a mio avviso molto allenante.
Chiesa: Quest'inverno ho fatto il possibile per allenarmi indoor. Nei dei pochi giorni di sole ho approfittato per pedalare a lungo
Cunico: Decisamente no, non mi sono proprio allenato se devo dire la verità. Ho cominciato a pedalare il 20 gennaio, ma non è un problema, non ho fretta, i miei obiettivi sono da maggio in poi
Gronchi: Direi di sì visto che io amo particolarmente le sessioni indoor sui rulli e non le soffro affatto , come invece tanti altri. Quindi tantissime sessioni di lavori specifici eseguiti in modo ottimale e ripetibile. Adesso però “mi manca” l’asfalto.
Magri: Se devo essere sincero, malgrado le innumerevoli giornate piovose, ho preferito questo inverno a quello passato. Il motivo? Semplice, il freddo vero non l'abbiamo visto!
Napolitano: Mi sono allenato bene, nonostante tutto. In pratica mi sono allenato tra una goccia e l'altra. Ho  ridotto la durata di qualche uscita, in caso di pioggia pesante, oppure l'ho rinviata, in caso di neve. Grazie all'abbigliamento specifico che ci mette a disposizione lo sponsor, oggi è molto più facile allenarsi anche in condizioni climatiche difficili.
Negri: Per niente, molti allenamenti sui rulli, ma penso che sia stato così per tutti.
Rocchi: Sì, quest'inverno sono riuscito ad allenarmi abbastanza bene su strada. Il meteo (almeno dalle nostre parti) è stato abbastanza clemente.
Stopar: Visto il meteo inclemente mi sono allenato molto poco su strada, preferendo attività alternative, come la corsa a piedi e il trekking. Non avendo obiettivi agonistici per questa stagione le continue piogge non hanno inciso molto sul mio morale. Se un inverno del genere fosse capitato un paio d’anni fa sarei diventato matto!
Terlizzi: Direi di sì. Ho saltato pochissime uscite su strada. E poi quest'anno ho avuto la possibilità di allenarmi per un periodo al caldo delle Canarie con alcuni amici ed il mio allenatore.
Toldo: Nelle ultime due stagioni invernali, principalmente per motivi legati al lavoro, ho dovuto accontentarmi di una attività piuttosto ridotta. Partecipando con spirito agonistico, scelgo allora obiettivi più avanzati in calendario, per sfruttare periodi più favorevoli per un allenamento più continuo, cercando di ottimizzare il tempo dedicato alla pratica. Cerco di valutare ciò che ottengo come conseguenza della situazione da cui si è originato e non soltanto in termini assoluti.
Traversa: L’inverno è la base, si costruiscono le fondamenta di quella che poi sarà la nostra casa tutta la stagione. Diciamo che non mi lamento, sono in linea con gli altri anni. A Laigueglia mi renderò conto effettivamente del mio stato di forma. Ogni anno il livello si alza e l’età avanza quindi ci sarà da faticare.

Pensi che i nuovi regolamenti porteranno delle novità e se sì quali?
Cappiello:
Probabilmente le medie saranno più basse e conseguentemente ci saranno possibilità di ben figurare per un maggior numero di partecipanti. Forse ci sarà un ciclismo più amatoriale e meno esasperato. Ci tengo però a sottolineare che mi dispiace per gli ex agonisti esclusi ed in particolare per i giovani che hanno corso tra i dilettanti e che ora devono aspettare qualche anno per poter correre tra gli amatori.
Castelanelli: Non conosco a fondo i nuovi regolamenti, ma ritengo che escludere chi abbia avuto a che fare con pratiche dopanti sia giustissimo. Non condivido invece la scelta di escludere ex professionisti e soprattutto ex U23, in quanto credo che si debba permettere a tutti, se puliti, di coltivare la propria passione per il ciclismo.
Chiesa: Non so se ci saranno novità, ma spero che finalmente i “furbi” e i “disonesti” restino a casa loro. Spero che chi deve controllare faccia il suo dovere fino in fondo nei confronti di chi viene trovato “non in regola” e di chi, dichiarando il falso, spera di farla franca. Spero anche che ci sia maggiore comunicazione tra i diversi enti.
Cunico: Sì, la perdita di un grande compagno come Enrico Zen, tutto il resto è noia! Non risolvono nulla a mio avviso.
Gronchi: Sinceramente non vedo grosse rivoluzioni in vista. A parte le primissime posizioni, che comunque non mi hanno mai riguardato nemmeno lontanamente, ci sarà come sempre spazio un po’ per tutti viste le sempre numerose categorie e premi a disposizione.
Magri: Non sono bene a conoscenza dei nuovi regolamenti, solo cose per sentito dire. Se parliamo dell'esclusione di ex pro, dilettanti, ex dopati etc., presumo che il movimento ne trarrà sicuramente vantaggi!
Napolitano: Sicuramente ci sarà più spazio nelle posizioni nobili delle classifiche per gli amatori veri.
Negri: Per quanto mi riguarda nessuno.
Rocchi: Secondo me no, cambierà poco. Ci sarà sempre chi gioca sporco, non rispettando le regole.
Stopar: Onestamente non sono molto al corrente dei nuovi regolamenti, anche se immagino che sia cambiato qualcosa a livello di antidoping e/o ex professionisti.
Terlizzi: In verità non credo molte, anche se ritengo assolutamente giusto il principio a cui si ispirano.
Toldo:
Personalmente ho sempre pensato che confrontarsi con chi è più bravo sia uno stimolo e non una limitazione, ma è anche corretto che amatori con doti fisiche superiori alla media e maggiori possibilità di dedicarsi all'allenamento possano ottenere un riconoscimento più equo delle proprie capacità e del loro impegno (anche se in questo potrebbe essere sufficiente un ranking gestito sulla base di criteri ragionevoli). Per quanto riguarda il requisito etico in generale valuto positivamente l'iniziativa, anche se il rispetto dovrebbe derivare non da una imposizione, ma da una condivisione di principi, almeno in ambito ricreativo. Spero che la principale novità sia un diverso modo di pensare da parte di chi tende a fare facili associazioni di idee fra ciclismo agonistico e comportamenti non leali.
Traversa:
Sinceramente non condivido queste nuove regole. Arrivo dalla corsa a piedi dove i top runner li trovi in griglia con gli amatori. Penso che pedalare con a fianco un ex professionista sia un’opportunità per imparare trucchi e malizie da chi ha fatto della bici il suo mestiere. Per il discorso doping, non credo che non dare un tesserino da agonista a chi ha già scontato una squalifica, sia la soluzione al problema. Le persone cambiano e non vedo perché negare una seconda possibilità. Credo che, se si vuole dare un segnale forte, non siano le regole retroattive il modo giusto. Piuttosto parti dal 2014 e alla prima positività sei radiato. Punto.

Facendo riferimento alla tua migliore prestazione della passata edizione, togliendo ora gli esclusi dalla nuova norma, quale sarebbe stato il tuo miglior piazzamento?
Cappiello:
Non sarebbe cambiato assolutamente nulla, anche perché, in campo femminile, il numero delle escluse per il nuovo regolamento, è davvero piccolo.
Castelanelli: Non ne ho idea, credo possa essere attorno alla 15a-20a posizione nei percorsi lunghi di a Giordana e Sportful
Chiesa: Per me fondamentalmente non cambierebbe nulla, perché non sono donna da classifica. Mi piacerebbe però sapere che chi è arrivata prima di me, lo ha fatto con onestà.
Cunico: Devo rispondere?
Gronchi: L’unica corsa per me è stata la 9 Colli e per la mia classifica finale non sarebbe cambiato niente.
Magri: Sinceramente non saprei. E' tutto a livelli molto alti, troppo, ed io preferisco non badar troppo alle classifiche.
Napolitano: Forse, e dico forse, perché cambiando gli attori, cambia sicuramente la gara, avrei potuto vincere anche la Granfondo Dolci Terre di Novi, dove mi sono arrivati davanti due ex professionisti che quest'anno non potranno gareggiare.
Negri: Non sarebbe cambiato nulla
Rocchi: Il mio miglior piazzamento, togliendo gli esclusi del 2014, avrebbe potuto essere intorno alla 25ma posizione assoluta alla GF Stelvio Santini
.
Stopar:
Non so chi siano gli esclusi, quindi non saprei.
Terlizzi: In alcune gare, in cui mi sono piazzato nei primi 10 assoluti, avrei potuto migliorare di una o due posizioni.
Toldo: Lo scorso anno non è stato molto significativo dal punto di vista dei piazzamenti, avendo gareggiato poco, e spesso in supporto ad un'altra persona; guardando alle mie gare migliori in assoluto non mi sono quasi mai trovato a competere a livelli così alti da ritenere che gli "ex" potessero danneggiare il mio piazzamento (comunque dato “relativo”, in una gara amatoriale).
Traversa: Da millesimo a novecentonovantanovesimo? La classifica non la guardo. Dal quarto siamo tutti uguali.

Su quali gare e circuiti concentrerai maggiormente la tua attenzione in questo 2014?
Cappiello:
Sulle gare più vicino a casa, quindi la Coppa Piemonte e le gare in Liguria. Tengo particolarmente alla 9 Colli, dove mi piacerebbe ripetere la prova dello scorso anno (ndr vittoria sul percorso medio). Sono molto affascinata poi dalla Mont Blanc di Courmayeur per la bellezza dei panorami che offre lungo il suo tracciato.
Castelanelli: Credo che vivrò alla giornata in funzione del tempo a disposizione cercando di arrivare preparato alle gare che più mi piacciono.
Chiesa: Innanzitutto sul Prestigio, perché ne fanno parte granfondo molto ben organizzate e con tanti partecipanti, tutti seguito allo stesso modo, dal primo all'ultimo classificato. Parteciperò anche al Challange Giordana, un circuito relativamente nuovo che sta crescendo, perché è ben organizzato da Alessia Piccolo, con granfondo impegnative e con percorsi intriganti.
Cunico: Le gare a cui tengo quest'anno sono Maratona dles Dolomites e oetztaler. Per il resto, quel che viene, basta divertirsi.
Gronchi: Sicuramente la 9 Colli cercando di stare finalmente sotto le 4h10' nel percorso da 130km e le 5 granfondo del Circuito del Cuore. Mi piacerebbe far bene anche a Cervia (Selle Italia), ove partecipo per la prima volta.
Magri: Giuro che per ora sono iscritto solo alla Sportful. Poi, a seconda dell'ispirazione vedrò che fare. Magari Giordana, Grodhen Marathon, quasi sicuramente Santini Stelvio. Mi piacerebbe anche il Giro delle Dolomiti!
Napolitano: Per motivi logistici, concentrerò la mia attenzione sulle prove di Coppa Piemonte. E poi sulle gare con tanta salita, su tutte la mia adorata Maratona dles Dolomites e la Granfondo Stelvio Santini.
Negri: Sul Gran Trofeo Multipower.
Rocchi: A me piacciono molto le gare in alta montagna, Sportful, Stelvio, Maratona, Oetztaler e Dolomiti Stars, come le chiamo io, dove vai costantemente oltre i 2000 metri di quota. E poi la "gara di casa": la 9 Colli.
Stopar: Sicuramente i grandi classici come Sportful e Oetztaler, dopo anni di attività sono le uniche che mi sono rimaste dentro.
Terlizzi: I miei obiettivi stagionali, anche se non sarà affatto facile, sono confermare i due campionati Regionali GF (alla GF Garibaldina di Mentana) e Crono, un buon piazzamento al Campionato Italiano GF a Ponte S.Giovanni, la qualificazione al Campionato Mondiale UCI alla Charly Gaul di Trento. In ultimo, ma non per importanza, piazzarmi nei primi 20 assoluti alla Maratona delle Dolomiti.
Toldo: Oltre alla Coppa Piemonte, che disputerò come accompagnatore, l'idea è quella di privilegiare gare più lunghe e impegnative (il tipo di percorsi che preferisco): Coppi (molto interessante il nuovo tracciato), Oetztaler (sperando nel sorteggio), magari Sportful. All'estero, a parte la gara di Soelden, vorrei tornare al Tour du Mont Blanc Cyclo, ciclosportiva analoga alle gf italiane, ma con percorso dalle caratteristiche meno usuali.
Traversa: Sicuramente il Prestigio, per contribuire a vincerlo con il mio team. Poi per la prima volta parteciperò alla Maratona delle Dolomiti e mi piacerebbe fare la Stelvio Santini, che oltre ad essere organizzata egregiamente, percorre strade che hanno fatto la storia del ciclismo.

Sei attratto/a da qualche novità in particolare (nuove gare, nuove percorsi, nuovi circuiti, ritorno di gare non disputate lo scorso anno) e quali di queste hai intenzione di provare?
Cappiello:
Diciamo che sono una tradizionalista, per cui ritornerò a disputare le stesse prove che hanno caratterizzato il mio calendario gare negli ultimi anni. Battute a parte, preferisco correre vicino a casa per minimizzare le trasferte, con i relativi tempi e costi.
Castelanelli: Mi piacerebbe provare il nuovo percorso della Fausto Coppi e magari partecipare all’ Alpen-Traum.
Chiesa: Mi piacerebbe partecipare a qualche granfondo estera ma …... se ne riparla il prossimo anno.
Cunico: Nessuna novità particolare, il mio calendario è sempre lo stesso da tre anni a questa parte. Gare vicino a casa e qualche corsa importante e all'estero.
Gronchi: Nessuna novità per me a parte la GF De Rosa di Firenze anche se non si può considerare una novità assoluta.
Magri: Sarei molto attratto dalla Haute Route, quella sì che mi darebbe grandi stimoli, ma serve una altrettanto grande organizzazione e preparazione che forse non posso permettermi! La novità più grande che mi piacerebbe vedere sarebbe una distribuzione più logica e giusta delle griglie di partenza delle gran fondo. La tecnologia lo permetterebbe alla grande, la voglia dei C.O. etc, sembrerebbe di no!
Napolitano: Quest'anno per la prima volta mi cimenterò nella Granfondo Sportful. Sono curioso di provare il nuovo percorso della Fausto Coppi. Mi spiace invece per il rinvio della Granfondo di Montecarlo, mi sarebbe piaciuto molto disputarla all'interno della Coppa Piemonte. Spero davvero che possa essere proposta nel finale di stagione.
Negri: Purtroppo ci si deve confrontare anche con le proprie disponibilità economiche, quest'anno scenderò da 20 a 11 granfondo.
Rocchi: No non sono attratto da cose nuove, preferisco fare cose già fatte in passato. Sono abbastanza abitudinario in queste cose.
Stopar: Il nuovo/vecchio percorso della Sportful mi attira molto, lo trovo molto evocativo! Quando ho saputo del ritorno al Manghen mi sono immediatamente iscritto. Poi la Carnia Classic. Anche se è inserita molto presto in calendario, vorrei rifarla. Lì ho avuto la mia miglior prestazione assoluta da quando corro in bici e i posti sono assolutamente incantevoli, oltre che vicini a casa.
Terlizzi: Quest'anno parteciperò per la prima volta a diverse granfondo, tra cui l'imminente GF di Laigueglia e la "mitica" Sportful.  Inoltre sono curioso di provare questa nuova formula del Circuito degli Italici, che prevede due gironi e una finalissima.
Toldo: Non ho mai partecipato alla Gimondi, pur avendo un percorso che mi piacerebbe provare e adatto alle mie caratteristiche; mi auguro quindi sia tornata stabilmente in calendario, per potermi preparare adeguatamente per una delle prossime edizioni. L'inizio di Coppa Piemonte a Montecarlo sarebbe stato molto stimolante, anche come percorso, ma l'alternativa del Galibier ha grande fascino. Così come il vecchio percorso della Sportful, complessivamente meno impegnativo di quello degli ultimi anni ma altrettanto degno: sarebbe bello tornarci.
Traversa: Sono contento che Bergamo riavrà la Felice Gimondi, una corsa che mi è  sempre piaciuta ed è vicina a casa. Poi sono curioso di fare la Maratona delle Dolomiti e soprattutto di provare il Manghen nella Sportful.

C’è una perdurante crisi economica. Impatterà sulle tue personali scelte e pensi che avrà ripercussioni sull’intero ambiente delle granfondo?
Cappiello:
Per quanto riguarda le mie scelte, sono già anni che, come ho detto in precedenza, cerco di limitare al massimo il numero delle lunghe trasferte, impegnative dal punto di vista economico. La mia percezione è che sia così in generale, la gente preferisce disputare dei circuiti regionali vicino a casa e limitarsi a qualche sporadica trasferta in occasione di gare storiche.
Castelanelli: Sicuramente io cercherò di limitare a poche gare il soggiorno per due giorni, previlegiando gare che posso raggiungere in giornata.  Credo che parecchie granfondo “minori” possano subire dei cali di partecipazione, mentre le gare più prestigiose non sembrano avere grossi problemi.
Chiesa: Sul mio calendario la crisi economica impatta sicuramente un pochino, avendo rinunciato, causa costi elevati, all'Oetztaler e alla Quebrantahuesos. Sul mondo delle granfondo in generale non saprei che dire, vista la velocità con cui si esauriscono i pettorali di alcune manifestazioni.
Cunico: Non credo avrà grosso peso sul movimento, vedo che per le passioni la gente trova sempre le risorse, anche se certamente ci siamo ridimensionati tutti.
Gronchi: Purtroppo è inevitabile che gli effetti di questa crisi si risentano nel mondo cicloamatoriale e nel circo delle GF.
Magri: La crisi economica c'è, eccome, ma per ora il ciclista amatore sembra non risentirne, merito dell'enorme passione che ci porta a sacrifici enormi, economici e non. Sicuramente in futuro,vista la situazione e le prospettive, qualcosa cambierà di certo.
Napolitano: per quanto mi riguarda cerco di limitare al massimo il numero delle trasferte, concentrandomi sulle gare di montagna, cui tengo particolarmente, anche perché normalmente ci muoviamo in tre (mia moglie, mia figlia ed io) ed i costi si fanno sentire. Vedo che è così anche per la maggior parte degli altri granfondisti.
Negri: Come ho già detto prima, disputerò molte meno granfondo quest'anno. Credo che per tutti la situazione sarà analoga.
Rocchi: Secondo me la crisi economica si è fatta sentire e si farà sentire ancora di più nel corso di quest'anno, e alcune granfondo di secondo piano saranno costrette a tagliare qualcosa a livello organizzativo per riuscire a non rimetterci.
Stopar: Sicuramente un po’ inciderà, anche se nel mio caso è il cambio motivazionale a incidere di più: con il tempo ho cambiato le mie priorità e le risorse economiche le uso in maniera diversa rispetto al passato.
Terlizzi: Credo proprio di si! La crisi economica purtroppo ha colpito tutti i settori e chiaramente anche quello delle granfondo:  basta vedere di quanto siano stati ridotti i premi per i vincitori di granfondo e circuiti della passata stagione. Ma va bene così: l'importante è che non si "risparmi" sulla "sicurezza" degli atleti in gara.
Toldo: Per me l’agonismo è componente essenziale, quindi eviterò partecipazioni tanto per fare, concentrando gli sforzi (anche economici) a quelle in cui ho maggiori possibilità di prepararmi bene. Penso che in generale siano in molti a dover fare considerazioni economiche, ma si tratta di una passione e come tale il modo si trova, magari operando qualche scelta mirata (magari a favore della qualità). In generale il numero di praticanti è in espansione, e le granfondo sono comunque un “prodotto” in grado di accontentare le esigenze di tutti (ancor più con una gestione appropriata dei meriti sportivi, a mio parere).
Traversa: Sicuramente il momento economico non aiuta chi ha la passione della bici. Cercherò di limitare le spese delle trasferte e di scegliere le granfondo più belle e vicine a casa. L’ambiente un po’ ne risentirà sicuramente.

Immaginati a fine 2014, cosa ti piacerebbe ricordare della stagione appena conclusa e cosa ti piacerebbe aver visto come significativo miglioramento nel mondo amatoriale?
Cappiello: Mi piacerebbe avere il ricordo di una stagione nella quale mi sono divertita pedalando, senza infortuni e magari anche vincente. Chiedo troppo? Il miglioramento cui mi piacerebbe assistere sarebbe vedere più sorrisi, sia in partenza che all'arrivo, indipendentemente dal risultato conseguito. Sarebbe il segnale di un'evoluzione verso uno spirito davvero amatoriale del nostro sport, in cui tutti si prendono meno sul serio.
Castelanelli: Spero che il divertimento superi, come per me è sempre accaduto finora, la tanta fatica fatta durante l’anno e di poter condividere qualche bella gara con qualcuno dei tanti amici conosciuti in questi anni di granfondo. A livello amatoriale mi piacerebbe vedere in molti granfondisti, meno esasperazione nella ricerca del risultato a tutti i costi.
Chiesa: Mi piacerebbe ricordare gli amici ciclisti soddisfatti della giornata trascorsa alla granfondo, mi piacerebbe ricordare piacere e divertimento, soddisfazione e fatica, impegno e risultati. Mi piacerebbe ricordare una svolta positiva nel mondo del ciclismo AMATORIALE e che tutti i partecipanti si ricordassero che sono appunto amatori e non professionisti.
Cunico: Mi piacerebbe ricordare un'annata di sfogo e divertimento, di significativo miglioramento. Vorrei sinceramente vedere meno esasperazione alla prestazione a tutti i costi e meno invidia da parte di chi non riesce ad ottenere determinati risultati. Io cerco di stare sempre dalla parte di tutti, però non tollero chi non sa riconoscere i propri limiti.
Gronchi: Sicuramente più lealtà (vedi scorrettezze in corsa, tagli, avanzamenti di griglia, spinte, etc.) e meno agonismo esasperato. Sarebbe per me una soddisfazione notevole.
Magri: Parto dalla fine: più sicurezza sulle strade, meno esaltazione e meno esasperazione, i professionisti veri non siamo noi! Quello che m'aspetto per me stesso? Pedalare, divertirmi, entusiasmarmi, faticare ed emozionarmi, condividendo con le mie persone preferite questo meraviglioso sport!
Napolitano: Mi piacerebbe essere riuscito a riconfermare le mie prestazioni agonistiche, ma soprattutto vorrei aver goduto di una stagione di divertimento, senza infortuni e intoppi. Quando si parte in gara do tutto me stesso per ottenere un risultato, ma lo faccio rispettando le regole e tutti gli altri partecipanti. Mi piacerebbe vedere che quest'anno la stessa cosa avvenisse per tutti.
Negri: Mi piacerebbe avere più assistenza in gara, del tipo avere dell'acqua in corsa senza doversi fermare ai ristori. Un sogno irrealizzabile: c'è chi fa la granfondo per stare in compagnia e portarla a termine, c'è chi, come me, cerca ti ottenere la massima prestazione per un buon risultato, anche solo migliorarando il tempo della prestazione dell'anno precedente. Ma a tanti organizzatori questo tipo di ciclo-amatore sembra non interessare.
Rocchi: Mi piacerebbe ci fosse meno frenesia da risultato e che ci fosse un regolamento che sia valido per tutti indistintamente. E come sempre mi piacerebbe ricordare di essermi divertito.
Stopar: Vorrei ricordare una stagione in cui mi sono divertito a condividere con i miei amici (le Tigri, che saluto) nuovi posti e nuove esperienze. Riguardo al mondo amatoriale mi piacerebbe vedere dei ciclisti che si prendono meno sul serio, rispettosi degli altri, delle regole e dell’ambiente in cui pedalano.
Terlizzi: Come nelle stagioni passate, mi piacerebbe ricordare tutti i bei momenti passati insieme ai miei compagni di squadra, la Piesse Cycling Team di Roma, ma anche insieme a tutti gli amici e conoscenti che questo "nostro" ambiente mi ha regalato in soli cinque anni che lo frequento. Un ambiente che, a dispetto delle molte critiche che ogni giorno gli vengono lanciate, rimane per me fonte di distrazione, relax, nuove amicizie ma anche di nuovi stimoli agonistici. Con l'augurio che tutto questo possa ancora migliorare, con i nuovi regolamenti ma anche con lo sforzo di tutti noi.
Toldo: Dal punto di vista personale mi piacerebbe ricordare una stagione in cui aver ritrovato una maggiore stabilità di rendimento.In generale mi piacerebbe vedere sempre più rispetto: verso chi aiuta nella gestione dell'evento, per chi va più forte, e per chi va meno forte. A prescindere da agonismo, regolamenti, o norme da applicare, prima di tutto moderazione ed equilibrio.
Traversa: Il mio obbiettivo per il 2014 è migliorare il mio personale  all’Oetztaler. Mi piacerebbe ricordare il 2014 per una prestazione memorabile a Soelden, da regalare al mio amico Giulio. E poi poter festeggiare con il GS Sportissimo la vittoria del Prestigio a squadre.

Grazie a tutti per la vostra disponibilità e un sincero in bocca al lupo, perché tutti i vostri sogni su due ruote, così come quelli di tutti i nostri lettori, possano essere realizzati.
 

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