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Inserito il 11 febbraio 2014 alle 10:00:55 da Francesco Chiappero. - Letto: (7921)

Gamba corta? Vero o falso? Ecco cosa fare

E' frequente nei ciclisti la paura di "avere una gamba più corta dell'altra" e di non spingere in modo equilibrato con le due gambe. Cerchiamo di capire quali possono essere le cause ed i corretti rimedi, prima di ricorrere a veloci soluzioni fai da te che potrebbero anche peggiorare la situazione.



a cura del dott. Francesco Chiappero
Tra le problematiche riscontrate nell’ambito della biomeccanica applicata al ciclismo, quelle riconducibili a dismetrie degli arti inferiori risultano essere una piccola parte; eppure tra gli atleti la paura di avere “una gamba più corta dell’altra” è molto sentita.
Accade così che, attratti da “rapidi” rimedi, si sperimenti l’utilizzo di rialzi all’interno delle calzature o si posizionino in modo asimmetrico le tacchette, attribuendo dolori vari in sella a improbabili differenze in lunghezza degli arti inferiori.

E’ giusto quindi porre un po’ di chiarezza andando ad approfondire l'eventualità di un'asimmetria e i casi in cui si debba prendere in considerazione un intervento sulle regolazioni d’assetto per compensare il disequilibrio; è quest'ultimo a guidare la metodica di valutazione delle possibili correzioni.

Ogni analisi inizia dal colloquio con l’atleta, ancor prima delle misurazioni antropometriche, del controllo posturale e di quello motorio. Da questi minuti di conversazione, ascoltando quanto descritto dall’atleta, spesso si attingono le informazioni fondamentali per la corretta interpretazione di quanto ci si troverà a valutare.
Limitando il campo alle situazioni in cui è  presente una dismetria degli arti inferiori, il primo punto d’indagine è la presenza o meno di dolore.
Il dolore è infatti indicativo di situazioni di “disequilibrio"; la sua assenza denota invece “equilibrio”. Se nel primo caso l’esigenza di correzioni risulta probabile, nel secondo l’uso di correttori raramente trova spazio.

Nell’ambito della valutazione della cosiddetta “gamba corta” occorre sapere che più del 90% degli atleti, quando valutati, si presenta con gli arti inferiori non perfettamente allineati.
Generalmente questa differenza di “base" è prossima ai 5mm ed è collegabile a meccanismi che non includono la sola struttura ossea ma anche e soprattutto quella muscolare e articolare.
Questo significa che la maggior parte delle situazioni di “disequilibrio”, inserite in un quadro d’infiammazione e dolore, in presenza di asimmetria degli arti inferiori, non dipendono da differenze nella lunghezza dei segmenti ossei ma da problematiche muscolo-articolari che hanno origine da metodiche d’allenamento errate e o da una postura scorretta.

Si può comprendere quindi come l’intervento di compensazione in queste situazioni sia quasi sempre un palliativo; dopo un' iniziale sensazione di miglioramento - per aver assecondato un problema senza averne compreso l’origine - il problema ritorna, a volte con esiti anche peggiori.

La “chiave critica” sopra offerta risulta più che mai attuale; negli ultimi anni la tecnologia ha messo a disposizione di tutti alcuni strumenti in grado di rilevare la percentuale di spinta tra gli arti, un dato molto interessate, se correttamente interpretato, ma che può, allo stesso tempo, rivelarsi un’arma a doppio taglio per semplicistiche interpretazioni.

E’ quindi importante sapere che una differenza di spinta non dipende necessariamente da una dismetria degli arti.
Nella quasi totalità dei ciclisti è registrabile una differenza nella spinta; non tutti però sanno che questa differenza si verifica maggiormente quando si pedala in agilità a bassa potenza e tende a ridursi, se non a sparire, quando l’intensità dello sforzo sale e la cadenza scende.
Il meccanismo di questa tendenza non è certo.
Si può supporre che pedalando in tranquillità il gesto atletico sia maggiormente “guidato” da un arto che risulta essere così prevalente (come se uno dei due arti fosse incaricato di “battere” il ritmo); quando invece il lavoro aumenta, e la richiesta di potenza si fa prossima al massimale, l’intervento di entrambi gli arti viene garantito con maggior equilibrio.



Gli strumenti offrono indicazioni che devono essere correttamente interpretate; l’uomo è una struttura complessa non semplificabile in misurazioni fornite da un powermeter che offre i valori di percentuali sulla differenza di spinta. Prima di intervenire sulle regolazioni dell'assetto occorre quindi una valutazione completa e approfondita.

Il consiglio è quindi quello di usare eventualmente le indicazioni fornite dai vostri strumenti per valutare la possibilità di affidarvi alla consulenza di un esperto in biomeccanica del ciclismo, possibilmente laureato che sappia aiutarvi nella corretta interpretazione delle vostre rilevazioni.
  

Classe 1982, laureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Torino.

Direttore del centro di valutazione funzionale ‘Movimento è Vita’ di Saluzzo, lavora come preparatore atletico, chinesiologo e biomeccanico nel mondo del ciclismo, paraciclismo, podismo e triathlon.

Grande appassionato della bicicletta, è Presidente e fondatore di una squadra amatoriale di ciclismo: la MovimentoeVita.com, con la quale vince la Coppa Piemonte 2011 come leader nella classifica assoluta delle Granfondo ed il titolo di Campione Europeo Granfondo Udace nella categoria Junior.

E’ preparatore atletico del Barilla Blu Team composto da Alex Zanardi (Campione del Mondo e Campione Paralimpico in carica nella cat. MH4, con il quale vince due medaglie dʼoro e una dʼargento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, la Coppa del Mondo 2013, e tre titoli mondiali in Canada, a Baie Comeau 2013), Vittorio Podestà (attuale Campione del Mondo a cronometro nella cat. MH2 e vincitore di 3 medaglie alle Paralimpiadi di Londra 2012), e da Fabrizio Macchi, pluricampione paralimpico a livello nazionale e internazionale, con il quale vince la medaglia di bronzo ai Mondiali su pista a Los Angeles (USA) nel 2012.

 

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