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Inserito il 03 maggio 2011 alle 21:54:22 da Enrico Cavallini. - Letto: (5499)

Ilaria Rinaldi - E' ora di farsi un futuro

Ventiseienne di Castelfiorentino ha abbandonato il professionismo alla ricerca di un futuro stabile. L'ha trovato in seno alla Parkpre (azienda) e, grazie ad uno studio grafico, ora sta maturando esperienze commerciali. Ad oggi ha battuto tutte le grandi campionesse che hanno fatto incetta di ori fino a ieri, Luperini a parte. E quando scatta la volata, anche gli ometti restano sul posto.

di Enrico Cavallini (foto Play Full)


Ilaria Rinaldi

Nato a: Empoli (FI)

Il:
25 febbraio 1985

Residente a:  
Castelfiorentino (FI)

Squadre:
2004 - VC Vaiano (U23)
2005 - Team FRW (elite)
2006 - Michela Fanini Record Rox (elite)
2007-2009 - Fenixs Edilsavino (elite)
2010 - Team System Data (elite)
2011 - Team Parkpre DMT Giordana (granfondo)

Attuale occupazione:
commerciale in uno studio grafico

Ciao Ilaria, sono ancora poche le granfondo alle quali hai preso parte, ma ti sei già messa in evidenza vincendone sei su otto. Hai tenuto il tesserino da professionista fino ad inizi di febbraio quando Brunello Fanini ti ha lasciata libera per dedicarti, da amatore, alle gran fondo. Elite dal 2005 con il Team FRW, poi la presenza in Fenixs dove hai raccolto un Italiano di ciclocross nel 2007 e l'ultima presenza di Fanini, dove in realtà non hai neanche iniziato.

Una carriera partita presto che, tra alti e bassi, ti ha portato nel mondo delle gran fondo. Come mai una scelta di questo tipo, soprattutto con un contratto già in essere con la SC Michela Fanini Rox?
Ciao Enrico, questa è un'inesattezza. Non ho e non ho avuto nessun contratto in essere con la Fanini in questi mesi. Con Brunello c'è stato soltanto un incontro informale durante l'estate che non si è mai concretizzato. Ho partecipato alla presentazione del team, ma senza ancora un accordo definitivo. Durante i mesi autunnali ho avuto una proposta da Parkpre che comprendeva la possibilità di far conciliare il lavoro (vero obiettivo) e la mia passione. E’ vero che i rapporti con Brunello sono rimasti ottimi, ma tutto quello che si è detto sul mio tesserino non è vero, anche perché i nuovi regolamenti non permettono il passaggio da una formazione ad un’altra nella medesima stagione. Il motivo principale è stata la possibilità di conciliare la passione col lavoro e questo mi ha convinto a questo grosso cambiamento. Correre tra le donne prof equivale spesso, a correre per passione o poco più senza considerare che ti tiene lontana da casa per tanto tempo visto che il calendario si svolge prevalentemente all’estero. La mia è stata una scelta anche per guardare al futuro e iniziare a programmare la mia vita.
 
Una vittoria ai campionati italiani di ciclocross nel 2005 è quello che sono riuscito a trovare su Internet. Mi racconti la corsa della tua vita che ti è piaciuta di più o che ti ha colpito maggiormente e, ovviamente, il perchè?
Ottenere una maglia tricolore è sicuramente un grande obiettivo per un’atleta e indossarla dà un’emozione indescrivibile. Con grande soddisfazione ricordo le convocazioni in nazionale che danno sempre un tono di spicco alla carriera di ogni corridore, e poi sfiorare la vittoria in un giro a tappe come al “Giro di Bolzano” o indossare una maglia verde al Giro di Toscana, saranno ricordi difficili da cancellare. Poi nel suo piccolo ogni gara mi ha lasciato qualcosa ed è sempre piacevole riportarlo alla memoria!

Nel mondo delle gran fondo ti abbiamo visto eccellere al Giro del Valdarno dove hai sfruttato le tue doti di velocista battendo la Prati e a Riccione battendo, sempre in volata, la Bandini. Stesso epilogo (la volata) anche a Casciana Terme, dove hai lottato contro la Gentili per il secondo posto e per ultimo alla Dieci Colli contro la Lancioni. Ci sembra di capire che gli ultimi 50m siano il tuo habitat naturale. E' scelta di tattica o stai ancora studiando le avversarie?
Non sono una vera velocista, ma fin da piccola mi piaceva molto trovarmi allo “sprint”. Definirla una scelta tattica mi sembra un po’ eccessivo in quanto le granfondo presentano percorsi piuttosto impegnativi dove tutti puntano maggiormente a fare la differenza in salita piuttosto che su altri tipi di terreno. Ho la fortuna di difendermi bene anche nei tratti difficoltosi, ma ancora devo abituarmi a chilometraggi così lunghi quindi l’idea che comunque la corsa si possa giocare fino agli ultimi 500 mt. mi tranquillizza!

Corse, quelle alle quali hai partecipato, con percorsi molto veloci e con salite relativamente brevi. Pensi che ti dedicherai a questo tipo di tracciati, o ti cimenterai anche nelle manifestazioni di alta montagna?
Credo che prima di dire di non essere capaci bisogna sempre provarci e sicuramente sarà quello che farò. Molte manifestazioni importanti sono caratterizzate da salite impegnative ed escluderle a priori dal calendario sarebbe un peccato sia per  me che per il mio team. Sicuramente non mancherò sui percorsi che ritengo alla mia portata ma per il resto cercherò di modificare gradualmente la mia preparazione in modo da essere in grado di affrontare anche corse più selettive.

Il Team Parkpre Giordana, nato proprio nel 2011, ti vede tra i suoi "uomini" di punta con Matteo Podestà e Diego Genovesi. Come ti trovi in squadra?
Dire bene sarebbe poco!!! Un gruppo di persone eccezionali sia sul lato lavorativo che umano; un ambiente familiare dove si riesce a mescolare il lavoro con le risate. Non è facile trovare una situazione così nel professionismo femminile, persone che hanno dimostrato di credere in me fin dall’inizio e che ogni giorno collaborano per far si che questo progetto non abbia pecche di nessun tipo.

Quali saranno gli obiettivi di questa prima stagione da amatore?
Non mi sono posta dei reali obiettivi, anche perché è la prima esperienza nel mondo delle granfondo  e  sinceramente devo ancora capire quali sono i miei limiti e a cosa poter puntare.
Per adesso affrontiamo gara per gara cercando di dare il meglio e ripagare con i fatti la fiducia che mi è stata data dalla mia squadra poi, se arriverà qualcosa in più, sarà sicuramente ben accettata!

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni, ovvero, come ti guadagni la pagnotta?
Sto seguendo la parte commerciale di uno studio grafico. E’ un’occupazione che mi permette di gestirmi il tempo e di trovare anche il modo di allenarmi e allo stesso tempo faccio esperienza in questo settore.

Sei sposata? Hai dei figli?
Ho un adorabile cagnolino che si chiama Merlino, ma per adesso di bebè non se ne parla, sono felicemente single e attualmente credo di amare troppo il mio lavoro, tanto da non riuscir a far coincidere la mia vita con altro. Per adesso voglio dedicarmi pienamente a questo e quando arriveranno obiettivi concreti vedrò di trovar posto anche per il resto.

Siamo al termine, prepara la volata! Hai un sogno nel cassetto sul lato ciclistico?
Il mio sogno penso sia molto lontano da ciò che la realtà può dare! Vorrei un giorno arrivare a qualcosa che veramente mi faccia dire “ne è valsa la pena”! Qualcosa che ripaghi, o almeno in parte, i sacrifici fatti in tutti questi anni.

E su quello personale?
Attualmente i miei desideri personali vanno di pari passo con il ciclismo quindi è difficile immaginarmi altrove! Per adesso e per il futuro vorrei semplicemente ritrovare un po’ di felicità e di tranquillità che negli ultimi anni è stata presente in modo molto saltuario.

Ti ringrazio per la collaborazione.
In bocca al lupo per le prossime gare.

Enrico Cavallini

(3 maggio 2011)



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